I quasi adatti

Di

Editore: Mondadori (Omnibus)

3.8
(864)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804407697 | Isbn-13: 9788804407690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Berni

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"Quasi adatti" sono gli allievi di una scuola sperimentale di Copenaghen che attua uno speciale programma di "reinserimento". Sono adolescenti a cui un trauma infantile impedisce "stabili" relazioni affettive e una "corretta" percezione della realtà. Quella scuola è per loro l'ultima chance di un futuro accettabile. Ma è una prova quasi insostenibile fatta di regole rigidissime, un sistema che si regge sulla paura. Perché ad esempio, nella scuola non esistono orologi? Perché è stato accettato un bambino autistico? Dove conduce questa specie di "selezione naturale" programmata? verrà finalmente a sapere la vera storia dei suoi genitori?
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  • 0

    Incipit

    Salivamo cinque piani verso la luce e ci distribuivamo in tredici file rivolti verso il dio che apre le porte del mattino.........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/q/i-quasi-adatti-peter ...continua

    Salivamo cinque piani verso la luce e ci distribuivamo in tredici file rivolti verso il dio che apre le porte del mattino.........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/q/i-quasi-adatti-peter-h%C3%B8eg/

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia dell'anima

    Delicatezza.
    Calda, timida, sincera.
    Pudica.

    Stupita
    delicatezza.

    Peter.
    Katarina.
    August.

    Figurine ritagliate nella stagnola,
    fluttuanti tra la neve del bosco
    e le aule
    spigolose,
    pozzi argentati
    dov ...continua

    Delicatezza.
    Calda, timida, sincera.
    Pudica.

    Stupita
    delicatezza.

    Peter.
    Katarina.
    August.

    Figurine ritagliate nella stagnola,
    fluttuanti tra la neve del bosco
    e le aule
    spigolose,
    pozzi argentati
    dove il mondo si sfarina
    per riagglutinarsi
    in una enigmatica,
    abissale
    bidimensionalità.

    Svaporati ragazzini,
    esalati da giorni labili
    e sgocciolati
    a margine di cortili
    poco attenti.

    Vecchi infanti,
    incustoditi punitori di sè stessi,
    anime nuove
    sbrecciate
    da un prematuro
    persistente
    crepuscolo.

    Solitari scrutatori del tempo,
    sacri ragni ondivaghi,
    su tele
    perfettamente provvisorie.

    Crociati
    assediati
    dall'ossuta
    ostilità
    adulta.

    Quasi adatti.

    Indimenticati.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono dei libri finiti - sembrerebbe - nel dimenticatoio, seppelliti dalla mille cose che nel frattempo ci hanno riempito la vita.
    Alcuni di loro, li leggi e non gridi al miracolo, e invece il giorn ...continua

    Ci sono dei libri finiti - sembrerebbe - nel dimenticatoio, seppelliti dalla mille cose che nel frattempo ci hanno riempito la vita.
    Alcuni di loro, li leggi e non gridi al miracolo, e invece il giorno dopo, una settimana dopo, un anno dopo, eccoli lì, con la forza delle frasi, forse solo una, una soltanto, ma ritorna, ingigantisce, diventa il libro intero e tu ti dici che quello è stato proprio un romanzo memorabile, e improvvisamente senti il bisogno di dirlo a tutti.

    Ecco, per "I quasi adatti" il momento è giunto.

    ha scritto il 

  • 3

    Non esistono persone senza paura, solo attimi senza paura.

    Una lettura difficile, per il tema trattato e soprattutto per lo stile narrativo.
    E' la storia di Peter, un ragazzo con problemi comportamentali che attraverso un progetto sperimentale viene inserito ...continua

    Una lettura difficile, per il tema trattato e soprattutto per lo stile narrativo.
    E' la storia di Peter, un ragazzo con problemi comportamentali che attraverso un progetto sperimentale viene inserito in una scuola “normale” per dimostrare che la frequentazione di un ambiente del genere aiuterà lui e altri ragazzi con i suoi stessi problemi ad inserirsi nella società. In realtà i “quasi adatti” vengono utilizzati come cavie, vittime di violenze ritenute fondamentali per la loro crescita e il loro recupero.
    Come ho detto all'inizio è una lettura difficile. Dolorosa sicuramente, ma quello che la rende ostica è la scrittura. Sicuramente rispecchia il tema trattato, però ho trovato il testo troppo confuso, con salti temporali e cambi di scena troppo repentini da seguire. Avrei preferito una scrittura più lineare, perché la storia merita di essere letta!

    Era tutto, il bacio era tutto. Tutto quello che avevi sognato ma mai ottenuto, e tutto quello che ora non sarebbe mai arrivato, perchè dovevo andarmene ed ero perduto.

    ha scritto il 

  • 5

    L'onore di avere la prima edizione di questo testo... difficile e complesso... ma unico... con una delle più belle scene di bacio...

    disperazione e gioia dell'infanzia...

    "Era tutto, il bacio era tutt ...continua

    L'onore di avere la prima edizione di questo testo... difficile e complesso... ma unico... con una delle più belle scene di bacio...

    disperazione e gioia dell'infanzia...

    "Era tutto, il bacio era tutto. Tutto quello che avevi sognato ma mai ottenuto, e tutto quello che ora non sarebbe mai arrivato, perché dovevo andarmene ed ero perduto. Cancellò il tempo. Sapevo che lo avrei ricordato per l'eternità, e che non avrebbero potuto togliermelo, mai, qualunque cosa fosse accaduta. Allora l'attimo divenne un attimo assolutamente senza paura", Peter Hoeg, I Quasi Adatti

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro tantissimi anni fa: quello che mi rimane è il ricordo del buio (non so perchè) e del dolore di questi bambini, la loro solitudine e le loro intelligenze: mi sono chiesta in tutti ...continua

    Ho letto questo libro tantissimi anni fa: quello che mi rimane è il ricordo del buio (non so perchè) e del dolore di questi bambini, la loro solitudine e le loro intelligenze: mi sono chiesta in tutti i libri di Hoeg quanto di lui ci fosse nelle righe che raccontano i suoi personaggi.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico. E' cupo, di non facile lettura, ma credo che alla fin fine ripaghi ampiamente ogni sforzo. Intense le descrizioni e le riflessioni sul sistema educativ ...continua

    Romanzo di formazione fortemente autobiografico. E' cupo, di non facile lettura, ma credo che alla fin fine ripaghi ampiamente ogni sforzo. Intense le descrizioni e le riflessioni sul sistema educativo danese, un po' soporifere quelle sul tempo.
    Promosso. Tuttavia, una lettura sola basta e avanza, difficilmente da qui a cinquant'anni proverò il desiderio e la necessità di rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    in fondo siamo tutti "quasi adatti"...

    Alla fine non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    le parti riguardanti la "filosofia del tempo" mi hanno annoiato.
    La storia del progetto della scuola Bhiel, come insegnante mi ha fatto veni ...continua

    Alla fine non sono sicura che questo libro mi sia piaciuto.
    le parti riguardanti la "filosofia del tempo" mi hanno annoiato.
    La storia del progetto della scuola Bhiel, come insegnante mi ha fatto venire i brividi. La volontà di integrare i poco adatti alla società, perchè ragazzi portatori a vario titolo di un disagio, mi ha fatto pensare, parallelamente, a tanti bei progetti sulla carta che stanno naufragando nella scuola italiana, sotto l'alibi della mancanza di soldi.
    Gli insegnanti di sostegno ridotti in percentuali vergognose, ma i ragazzi disagiati contesi perchè fanno numero, modificano il numero della classe, ma rimangono sulle spalle della classe, dei compagni, degli insegnanti, senza aiuti concreti, se non per poche ore la settimana, e coi genitori preoccupati del rendimento degli altri alunni.
    Oppure si trovano escamotage ridicoli: ora vengono tutti etichettati come "dislessici", anche chi avrebbe bisogno di altri inteventi, perchè questo disturbo di apprendimento, non essendo considerato un disagio non prevede accompagnamento e sostegno. Potrei fare centinaia di esempi per dimostrare come tanti bei progetti sulla carta anche nella nostra scuola, sono nella pratica destinati a fallire senza la volontà di farli funzionare.
    Ma alla scuola Privata Bhiel si è andati oltre: il progetto era buono, scientifico, così etico da forzare la mano ai suoi insegnanti per arrivare agli obbiettivi proclamati con ogni mezzo. Anche la violenza e l'umiliazione.
    Quando un progetto ti prende la mano e diventa più importante del rispetto della vita altrui.
    Alla fine, forse, mi è piaciuto.

    ha scritto il 

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