I ragazzi del massacro

Noir italiano n. 06

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(997)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000093718 | Data di pubblicazione: 

Illustrazione di copertina: Mika/Zefa/Corbis

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un'aula scolastica, una lavagna piena di parolacce e disegni osceni e il cadavere di una giovane donna completamente nuda, orrendamente massacrata di botte, i suoi abiti sparsi dappertutto. La vittima è Matilde Crescenzaghi, fragile e delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia, "insegnante di varie materie e anche buona educazione" nella scuola serale Andrea e Maria Fustagni. Un ambiente non molto raccomandabile, visto che spesso gli studenti sono già passati per il riformatorio o vengono da famiglie difficili. A risolvere il caso sarà un personaggio di culto come Duca Lamberti, medico e investigatore, alle prese questa volta con un ambiente insolito, morboso, feroce.
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  • 5

    "In un interrogatorio, quello che perde regolarmente è l'interrogante, perchè - a meno che non si adoperi la forza fisica - l'interrogato cammina placido sulle bugie e le invenzioni e la legge non può fargli niente"

    Partiamo da un pressuposto < i ragazzi del massacro> è un pugno allo stomaco.
    Scerbanenco scandaglia con freddezza e dovizia una storia terribile, il massacro di una povera maestra da parte dei suo ...continua

    Partiamo da un pressuposto < i ragazzi del massacro> è un pugno allo stomaco.
    Scerbanenco scandaglia con freddezza e dovizia una storia terribile, il massacro di una povera maestra da parte dei suoi giovanissimi allievi.
    Duca Lamberti cerca di rendere giustizia a Matilde (la maestrina - come la definisce Scerbanenco) con la collaborazione di Marascanti e della fedele e devota Livia.
    Mi ha davvero sconvolto, mi sono catapultato in questa storia folle, mi sono sentito uno spettatore stupido e impotente. Un romanzo che ti risucchia dentro come un vortice, dove tutti gli aspetti più meschini, crudeli e tribiali del genere umano vengono alla luce del sole. Incredibile come un romanzo di quasi 50 anni sia così ancora tristemente attuale. Non c'è d'aggiungere altro se non che è scritto divinamente.
    Il miglior Scerbanenco che abbia letto, cinque stelle forse sono anche poche.

    ha scritto il 

  • 4

    PRIMO COMANDAMENTO...

    ...mai cominciare a leggere un libro di Scerbanenco contemporaneamente a quello di un altro autore: il primo fagociterà il secondo (e non è detto che non valga se il libro alternativo è di uno dei tuo ...continua

    ...mai cominciare a leggere un libro di Scerbanenco contemporaneamente a quello di un altro autore: il primo fagociterà il secondo (e non è detto che non valga se il libro alternativo è di uno dei tuoi scrittori preferiti)
    Numero 2, non storcere il naso davanti alle scene crude: il crimine è crimine, i criminali non compiono azioni educate, né tantomeno"edulcorate".
    Numero 3, non scendere per le vie di Milano con Lamberti: potresti non riuscire più a tornare indietro, nella tua realtà.
    Numero 4...purtroppo così pochi i libri con protagonista questo strano centauro, metà medico, metà poliziotto, al quale riconosco di avermi mostrato un diverso, irrinunciabile scenario del noir made in Italy. Il mio 10, assegnato alla prima opera letta (che fu la quarta per cronologia), è confermato e vale per autore e personaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Sentimenti contrastanti

    Questa volta Duca, mi hai fatto veramente incazzare di brutto! Mi è venuto uno di quei nervosi, ma uno di quei nervosi che parlavo da sola e chiudevo e riaprivo il libro, uh quanto ti ho odiato!
    Quest ...continua

    Questa volta Duca, mi hai fatto veramente incazzare di brutto! Mi è venuto uno di quei nervosi, ma uno di quei nervosi che parlavo da sola e chiudevo e riaprivo il libro, uh quanto ti ho odiato!
    Questo senso, poi, di incazzatura, me lo sono portato dietro in tutte le pagine, e non fa niente che poi mi hai fatto tenerezza!
    Ciò detto, ma è intuibile, il libro è bellissimo, forse il più bello di quelli che ho letto di Scerbanenco, vi farà arrabbiare, ma ne sarà valsa la pena, solo lui vi conduce così nei luoghi più bui, del tempo, dell’umanità, dell’Io.

    ha scritto il 

  • 4

    Duca Lamberti è ormai...

    ...a tutti gli effetti un agente di polizia, si trova ad indagare un terribile delitto, scoprirà una terribile vendetta e dovrà sopportare una terribile tragedia. Più che gialli (o noir) i romanzi di ...continua

    ...a tutti gli effetti un agente di polizia, si trova ad indagare un terribile delitto, scoprirà una terribile vendetta e dovrà sopportare una terribile tragedia. Più che gialli (o noir) i romanzi di Scerbanenco sono cronache di un mondo in cui tutto è perduto, senza nessuna speranza, di una cupezza impressionante.
    Questo è il terzo della quadrilogia, io come al solito ho letto il quarto per primo e poi gli altri nell'ordine giusto, ma comunque si apprezza lo stesso, ve li consiglio, vi piacerà.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo Scerbanenco può affascinarmi e inchiodarmi alla lettura con una storia così politicamente scorretta. Solo da lui posso accettare espressioni come "eredoluetico" "invertito" "madre illegale"... Qu ...continua

    Solo Scerbanenco può affascinarmi e inchiodarmi alla lettura con una storia così politicamente scorretta. Solo da lui posso accettare espressioni come "eredoluetico" "invertito" "madre illegale"... Questo romanzo mi è sembrato un po' più discontinuo di altri e più debole in alcuni capitoli; lo salvano alcune pagine da cui esce il ritratto perfetto ed indimenticabile di un'Italia che a momenti fa orrore e altri nostalgia.

    ha scritto il 

  • 3

    La scuola serale frequentata dai teppisti, a Milano, dove piazzale Loreto cede il passo a viale Monza, a viale Padova e al Casoretto. Una maestrina ammazzata a botte e sfigurata, a quanto pare dall'in ...continua

    La scuola serale frequentata dai teppisti, a Milano, dove piazzale Loreto cede il passo a viale Monza, a viale Padova e al Casoretto. Una maestrina ammazzata a botte e sfigurata, a quanto pare dall'intera scolaresca, che si è ubriaca (o è stata fatta ubriacare) con l'anice lattescente. Si cerca un mandante, Duca Lamberti indaga.
    Il terzo romanzo della serie nera di Giorgio Scerbanenco, datato 1968, arriva dritto dritto dall'800. Con una carica di ferocia quasi intollerabile, c'è un clima da “Le iene” che sarebbe piaciuto a Quentin Tarantino. Dei tre romanzi di Lamberti è il più violento, il più lungo, il meno riuscito. Lombrosiano nell'impostazione, ecco la premessa: «La signorina Matilde Crescenzaghi fu Michele e Ada Pirelli, nubile, insegnava alla Scuola serale Andrea e Maria Fuscagni a una classe mista di ragazzi dai 13 ai vent'anni, la maggior parte dei quali erano stati in riformatorio, o avevano il padre alcolizzato o la madre dedita al meretricio, vi erano diversi tubercolosi e alcuni eredoluetici. Meglio sarebbe stato che la classe fosse stata tenuta da un sergente maggiore della legione straniera, e non da lei, fragile, delicata signorina della piccola borghesia dell'Alta Italia».
    Rabbioso e quasi pre-poliziottesco (ma non mancano i personaggi e le situazioni: il quattordicenne Carolino Marassi e il tentativo di Duca Lamberti di traghettarlo a una vita normale), in più platealmente omofobo: il ragazzino forse gay è qui già “l'invertito”. Dietro l'angolo però c'è il quarto episodio della serie, “I milanesi ammazzano al sabato”. Il capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    E bravo Scerbanenco.

    Mi è piaciuto molto questo libro. La quarta stellina però gliel'ha conferita il finale.
    Grazie a chi me lo ha regalato, uno dei tanti libri preziosi che custodirò gelosamente.
    Ora non mi resta che rec ...continua

    Mi è piaciuto molto questo libro. La quarta stellina però gliel'ha conferita il finale.
    Grazie a chi me lo ha regalato, uno dei tanti libri preziosi che custodirò gelosamente.
    Ora non mi resta che recuperare gli altri libri, con Duca come protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere i libri di Scerbanenco nel 2015 significa avere in mano una specie di meta-libro. Oltre a conoscere e ad appassionarsi al personaggio così potente di Duca Lamberti, si entra pienamente nell'e ...continua

    Leggere i libri di Scerbanenco nel 2015 significa avere in mano una specie di meta-libro. Oltre a conoscere e ad appassionarsi al personaggio così potente di Duca Lamberti, si entra pienamente nell'epoca (e nell'Italia) durante la quale sono stati scritti questi libri. Questo non fa risultare i libri antiquati, anzi li rende ancora più interessanti.

    Questo terzo della serie di Duca Lamberti raggiunge un livello superiore, narrare un delitto orribile non indugiando nella morbosità, scrivendo in maniera superba.

    ha scritto il 

  • 4

    Scerbanenco, sempre una certezza

    "I ragazzi del massacro" fu scritto da Scerbanenco nel 1968.
    Terzo romanzo del ciclo di Duca Lamberti, ambientato a Milano come i precedenti, ispirò anche il film omonimo.
    Si tratta dell'indagine sull ...continua

    "I ragazzi del massacro" fu scritto da Scerbanenco nel 1968.
    Terzo romanzo del ciclo di Duca Lamberti, ambientato a Milano come i precedenti, ispirò anche il film omonimo.
    Si tratta dell'indagine sull'omicidio di una giovane insegnante, avvenuto nell'aula di una scuola serale per ragazzi "socialmente problematici". Perché undici ragazzi hanno spogliato, seviziato e percosso a morte la loro insegnante? Perché nessuno di loro può affermare di non essere stato presente e tutti sostengono di non aver fatto niente? L'ispettore non si arrende e porta l'indagine oltre i canoni della burocrazia. Il romanzo è crudo nella realistica descrizione dell'accaduto e, come al solito, Scerbanenco non rappresenta solo mirabilmente uno spaccato umano e amaro dei nostri anni '60: come il suo Duca Lamberti, l'autore va contro ogni superficialità e perbenismo ......

    ha scritto il