Ilíada

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Publisher: Ediciones Orbis S.A.

4.4
(3161)

Language: Español | Number of Pages: 410 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Portuguese , German , Italian , French , Dutch , Catalan , Chi traditional , Slovenian , Polish

Isbn-10: 9506140642 | Isbn-13: 9789506140649 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Luis Segalá y Estalella

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Reference

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Book Description
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  • 5

    Dire la propria sull'Iliade ha senso? C'è davvero qualcosa da aggiungere su un'opera madre della letteratura occidentale?
    Sì, c'è e ci sarà sempre da dire. Ci sarà sempre una sfumatura, un punto di vi ...continue

    Dire la propria sull'Iliade ha senso? C'è davvero qualcosa da aggiungere su un'opera madre della letteratura occidentale?
    Sì, c'è e ci sarà sempre da dire. Ci sarà sempre una sfumatura, un punto di vista, un risvolto nascosto con cui il poema potrà stupire e istruire l'umanità.
    Io però ho semplicemente ritenuto giusto specificare le ragioni fondamentali per cui per me l'Iliade non è semplicemente un'opera fondamentale nella storia della letteratura o uno dei libri importanti nella mia vita, nella mia costante formazione di essere umano. Questo poema, per me, è l'opera più importante mai letta, quella da cui si forma e delinea il mio personale gusto letterario: è il mio termine di paragone per i pensieri e i giudizi più profondi, sono le parole in cui andare a ritrovare e interpretare le mie sensazioni, i miei sentimenti più intimi. Per me, come per altri, l'Iliade è stata la lettura del destino.
    Da bambina ha segnato il mio innamoramento per la mitologia, da adolescente mi sono formata sulle imperfezioni dei guerrieri che brulicavano per il campo acheo, da giovane donna rileggo me stessa, ciò che sono stata, chi sono e chi potrei essere, nelle similitudini, nel ritmo, in ciò che il non detto sui personaggi ti rende perfettamente chiaro.
    Dell'Iliade amo il fatto che i personaggi siano molteplici, ciascuno riflesso di una necessità umana, nessuno simile e confondibile con un altro. Sono intrappolati in un attimo eterno, schiacciati e compressi tra un accampamento lambito dalle onde del mare e una città celata da ampie e inespugnabili mura. Nel mezzo, una pianura dove zoccoli di cavalli imbizzarriti e piedi resi rapidi da rabbia, paura ed esaltazione, sollevano banchi di polvere che è sudario di morte per chi bagna il suolo di sangue; dove stridore di carri, nitriti, cozzare di lame e di bronzei scudi, fischiare di frecce e urla di dolore ed esaltazione, di incitamento, risuonano incessanti e spietati, una melodia caotica e terrificante, eppure inconfondibile ed esplicita, un racconto senza parole reso magistralmente con altre parole. E' una gabbia d'oro, acqua, bronzo, terra e sangue. Non c'è una vera via di scampo, non per Achei e Troiani, che qui sopravvivono o soccombono, forse solo così in parte liberi.
    E allora, come dare un senso a tutto ciò? Esistendo.
    Parlando e scontrandosi in consiglio, ingiuriandosi ed elogiandosi a vicenda, primeggiando terribilmente in battaglia, organizzando banchetti a base di carne saporita e di vino che addolcisca il cuore, suonando la lira o avventurandosi in imboscate notturne. Pregando gli Dèi o maledicendoli, ribellandosi al destino o assecondandolo con ardore. Amando con la totalità di chi sa di avere poco tempo o di chi vuole credere di avere l'eternità davanti.
    In fondo, chi non è imprigionato in un campo di battaglia, come unica soluzione finale la morte? Il problema è cosa faremo, soprattutto chi saremo durante l'assedio della nostra vita, da chi e come verremo ricordati.
    E' una condizione eterna, spesso difficile da accettare, per questo credo si preferisca leggerla attraverso le vicende di Eroi, eterni perché sempre vivi e veri in ciascun essere umano; oppure ci si limiti ad essere quei guerrieri, incoraggiandosi nell'illusione che prima o poi la città di pietra possa essere espugnata e, nel frattempo, lottando ogni giorno per lasciare una traccia della nostra esistenza, del nostro passaggio su quella pianura polverosa.
    Ecco, questa è la ragione per cui l'Iliade è il mio libro del destino, la mia ispirazione e il mio rifugio durante la mia permanenza su questa terra assediata che, in fin dei conti, è tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che ci dà qualche certezza e un po' di sicurezza, ciò che ci rende umani.

    said on 

  • 5

    Cantami, oh Diva...!

    Dopo aver letto l'Iliade, si guarda con occhi diversi a tutta la letteratura Occidentale successiva. E molte espressioni, come "pietra miliare" e "classsico senza tempo", assumono un significato nuovo ...continue

    Dopo aver letto l'Iliade, si guarda con occhi diversi a tutta la letteratura Occidentale successiva. E molte espressioni, come "pietra miliare" e "classsico senza tempo", assumono un significato nuovo e più vero.
    Omero aveva scritto tutto, già prima che noi scrivessimo tutto il resto.
    Ed intendo dire che l'Iliade ha in sé le idee e i semi della poesia, del teatro, della prosa, del fumetto futuri.
    Non solo è pregna di temi universali, come l'amicizia, l'amore, il destino, l'onore, la guerra, la pietà, il rapporto tra la divinità e gli uomini. Ma è anche un'opera arricchita da immagini altamente poetiche, come la terra che fiorisce, mentre Zeus ed Era fanno l'amore su di essa.
    Secondo me, una delle immagini più belle della letteratura.
    E' davvero piacevole da leggere e i suoi circa 2800 anni se li porta proprio bene.
    Consigliato!

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  • 0

    L’Iliade è una delle basi della nostra cultura; capita spesso di vederla citata, interpretata, commentata, presa come modello per raccontare altro, ad esempio i meccanismi della nostra psiche. Alla fi ...continue

    L’Iliade è una delle basi della nostra cultura; capita spesso di vederla citata, interpretata, commentata, presa come modello per raccontare altro, ad esempio i meccanismi della nostra psiche. Alla fine, mi è venuta la curiosità di leggermela tutta di persona.
    Temevo un po’ la traduzione ottocentesca di Monti, invece -a parte che in qualche pezzo- la lettura è stata godibilissima. Una volta iniziato a leggere non si smette più, presi dal ritmo delle parole.
    A prescindere da qualsiasi analisi, l’Iliade è semplicemente molto bella da leggere.

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  • 4

    Brillano le corazze e gli occhi azzurri

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. ...continue

    Nere sono le navi, sempre belli i sandali, e lunghi i capelli degli Argivi tagliati solo per onorare Patroclo, come le gole di 12 giovani principi di Ilio immolati da Achille sulla pira, inter alia. Menelao è un re secondario, suo fratello Agamennone rimprovera quasi tutti, anche Odisseo. Gli Achei sono carnivori e giusta è la porzione nei pasti. Era governa Zeus che non governa niente, se non l’applicazione dei destini che gli tocca di volere. Achille scappa da un fiume, Ettore da lui. Si uccide con la lancia acuta da 11 piedi, di preferenza in testa o al collo o al basso ventre; la spada al più conclude, rapsodici i dardi. Anche i sassi sono ammessi tra gli eroi che, prima di tutto, spogliano delle armi il nemico. Tanto bronzo in battaglia e un po’ d’oro, a fregio sugli scudi e sui carri. Achille è gigantesco, elementare e disperato. Paride pavido, Elena una cagna che Ettore non disdegna. Per 50 giorni non piove, ma di notte i re Danai sono coperti da pelli. Gli animali dei sacrifici sono perfetti, mai domati. Un tripode vale dieci schiave, un vaso quattro. Se gli dei non fermavano la forza di Ettore, le concave navi sarebbero andate bruciate. Nessuna notizia qui del cavallo di legno e dell’astuzia: prevale lyssa su taxis tra l’Ellesponto e le porte Scee, e nella nebbia combatte Enea, senza pietà ancora.

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  • 5

    ILIADE

    Lettura scolastica, ma da me molto molto amata. soprattutto il pezzo dell'incontro di Ettore ed Andromaca alle porte Scee

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  • 0

    Che dire: non votabile. E' una delle storie con la S maiuscola, non ha età non ha tempo non ha pietre di paragone.
    Epica.
    Certo che gli Dei sono spesso ridicoli e visto che sono loro che decidono le s ...continue

    Che dire: non votabile. E' una delle storie con la S maiuscola, non ha età non ha tempo non ha pietre di paragone.
    Epica.
    Certo che gli Dei sono spesso ridicoli e visto che sono loro che decidono le sorti degli uomini, porelli noi, non siamo in buone mani...!

    Avevo sempre creduto fosse illeggibile per chi come me non avesse fatto studi classici, invece è abbordabile. Certo mi sfugge tantissimo della mitologia greca e delle sfumature ma la storia la si segue benissimo.

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  • 5

    A più di quarant'anni colmo una grande lacuna personale leggendo uno dei pilastri della cultura occidentale.
    La storia,tra scuola e altro ancora,mi si deve essere sedimentata dentro quasi inconsapevol ...continue

    A più di quarant'anni colmo una grande lacuna personale leggendo uno dei pilastri della cultura occidentale.
    La storia,tra scuola e altro ancora,mi si deve essere sedimentata dentro quasi inconsapevolmente perchè non sono stato sorpreso dagli eventi narrati che - come detto - mi erano noti,così come credo alla maggioranza dei lettori medi.
    Il piacere che dà la lettura è per lunghi tratti eccelso;mi rimarranno per sempre impressi gli epiteti omerici,le descrizioni crude delle battaglie,la morte di Ettore e tanto altro ancora.
    Ma nonostante questa grandezza,l'Iliade non mi ha toccato in profondità:nella visione del mondo che mette in scena, gli uomini,per quanto valenti,mi sembra che non contino proprio nulla e che il destino sia sempre deciso "sulle ginocchia degli dei"( ϑεῶν ἐν γούνασι κεῖται).
    Più di due millenni di storia da quando è stata scritta hanno contribuito a farmi pensare diversamente..

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