Il Barone Rampante

Di

Editore: Giulio Einaudi Editore

4.1
(13739)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8806027522 | Isbn-13: 9788806027520 | Data di pubblicazione:  | Edizione 17

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il Barone Rampante?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    ELEVARSI..

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua co ...continua

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua coerenza.
    Ha preso le distanze, guarda tutto da sopra..una metafora potentissima.
    La sua vita è comunque piena di avventure, passando da un ramo all'altro trova una dimensione sconfinata, trova l'amore, trova la sua forza.
    Calvino ha una scrittura elegante e comprensibile, nella sua storia fantastica ci sono profondi insegnamenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginavo non mi avrebbe delusa, e non l'ha fatto. Ho ammirato da subito la ribellione di Cosimo Piovasco di Rondò, il suo salire sugli alberi e non scenderci mai più, il vivere nonostante il mondo a ...continua

    Immaginavo non mi avrebbe delusa, e non l'ha fatto. Ho ammirato da subito la ribellione di Cosimo Piovasco di Rondò, il suo salire sugli alberi e non scenderci mai più, il vivere nonostante il mondo andasse avanti e la sua volontà d'adattemento nel rispettare la scelta fatta.

    ha scritto il 

  • 3

    Concetti condivisibili ma stile noioso

    Limite mio forse: non amo la scrittura di Calvino. Il testo, un po' surreale, di base ha una buona concettualità, ma non ho provato piacere nella lettura. Mi ha lasciato poco, forse proprio per questo ...continua

    Limite mio forse: non amo la scrittura di Calvino. Il testo, un po' surreale, di base ha una buona concettualità, ma non ho provato piacere nella lettura. Mi ha lasciato poco, forse proprio per questo. Non lo ricordo come un gran libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho iniziato questo libro perché aveva appena finito una lettura bruttissima e dovevo andare sul sicuro. Con Calvino si ha sempre la certezza di cominciare un capolavoro. Io ho cominciato "Il barone ra ...continua

    Ho iniziato questo libro perché aveva appena finito una lettura bruttissima e dovevo andare sul sicuro. Con Calvino si ha sempre la certezza di cominciare un capolavoro. Io ho cominciato "Il barone rampante" con la certezza che sarebbe stato un bel viaggio, ma no, non avevo previsto che nelle ultime pagine avrebbe avuto addirittura il potere di farmi commuovere. Un libro che va letto a 7, a 13, a 20, a 40 anni e così via. Un libro senza età capace di sprigionare la sua forza a ogni rilettura, più nuova che mai, perché si sa che "un classico è un libro che non finisce mai di dire ciò che ha da dire". E io ho la certezza che questo non finirà mai e che entrerà nella mia lista di libri da rileggere ogni tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Me enfrento al barón rampante como lo hago con los grandes clásicos. Con cierto escepticismo. No puedo evitarlo. Lo primero que detecto es una traducción que no me convence. O eso creo, desconfío de l ...continua

    Me enfrento al barón rampante como lo hago con los grandes clásicos. Con cierto escepticismo. No puedo evitarlo. Lo primero que detecto es una traducción que no me convence. O eso creo, desconfío de las grandes sentencias sobre las traducciones. Incluso de las mías, por pequeñas que sean. Creo que habría que cotejar el original y la traducción para valorar esta segunda. Yo nunca he hecho eso. Me limito a aseverar, a enjuiciar. Pero es que creo que hay expresiones que chirrían. O a lo mejor, son mis oídos. O a lo mejor, soy yo mismo.

    El barón rampante es un libro de escritura sencilla. Muy bien contextualizada en los estertores de un universo que se va descomponiendo a pasos agigantados, para cambiar todo y (como dijo Lampedussa) convertirse en lo mismo. Aires de libertad provienen de Francia, de la Marsellesa y de los jacobinos. En ese contexto y por hecho a priori nimio, el joven primogénito de un noble se sube en un árbol para jamás descender. Una historia con una metáfora innegable pero que cada lector deberá identificar.

    Es una obra de mitad del siglo XX que perfectamente podría haber sido escrito años atrás. Tiene en su escritura, según me ha parecido, cierta inclinación a imitar las obras de un cien o ciento cincuenta años atrás. La aparición de una serie de historias secundarias, a modo de los folletines, que poco o nada tienen que ver para el desarrollo de la historia principal avalan este criterio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze"

    Un giorno, così per caso, mi sono chiesta: perché non ho mai letto un libro di Italo Calvino? Lo consigliano i professori mentre siedi ancora fra i banchi del liceo, lo decantano i lettori più accanit ...continua

    Un giorno, così per caso, mi sono chiesta: perché non ho mai letto un libro di Italo Calvino? Lo consigliano i professori mentre siedi ancora fra i banchi del liceo, lo decantano i lettori più accaniti, lo ritrovi spesso nei programmi universitari...ma è solo per questa improvvisa curiosità che ho aperto le pagine del barone rampante. Ed è allora che ho capito che Calvino non è un autore da leggere solo perché fra i più famosi del novecento italiano, ma perché sa regalarti un viaggio unico in una storia e nella tua lingua. L'uso che Calvino è riuscito a fare dell'italiano ha dello straordinario: è elegante, forbito, classico e innovativo insieme, e nonostante ciò è anche fresco, potente, evocativo come un quadro astratto. Delle vicende del barone Cosimo poi si potrebbe discutere per ore, di questo ragazzo indipendente e idealista che un giorno decide di vivere fra gli alberi fino all'ultimo giorno della sua vita, e riesce a mantener fede al suo strambo giuramento. E mentre spia la vita fra i rami dei boschi piemontesi incontra ladri, pirati, illustri personaggi (basti citare Napoleone), ma emigra anche, per cercare compagni di solitudine fra le fronde dei sempreverdi spagnoli. Soprattutto, Cosimo incontra la donna della sua vita, Viola, bella, fiera e nobile, con la quale vivrà un rapporto tormentato dall'infanzia all'età matura...sempre a perdersi e a rincorrersi, ma senza mai rinunciare ad essere se stesso. Il bello del romanzo è proprio questo, la "metafora" della fuga fra gli alberi intende svelare come il venir meno alle regole e l'osservare il mondo dall'alto, sebbene comporti rinunce dolorose, voglia dire affermare la propria vera personalità, senza lasciarsi condizionare dal mondo nel viaggio della propria vita:

    E lei: Tu credi che l'amore sia dedizione assoluta, rinuncia di sé
    Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l'altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: “Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto.” e sarebbe stata di nuovo felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze.”

    ha scritto il 

  • 0

    L' autore riesce a farti sentire piccolo e grande allo stesso tempo. È un percorso che va fatto insieme al protagonista della storia che matura sugli alberi, proprio come i frutti di cui si ciba lassù ...continua

    L' autore riesce a farti sentire piccolo e grande allo stesso tempo. È un percorso che va fatto insieme al protagonista della storia che matura sugli alberi, proprio come i frutti di cui si ciba lassù. Una storia profonda e commovente che fa riflettere sul senso delle scelte e sull'importanza di credere in qualcosa che va aldilà del senso comune.

    ha scritto il 

  • 5

    RILETTURA

    Perché leggere un libro qualsiasi quando si ha la possibilità di ri-leggere Il Barone rampante?
    Ora non intendo spiegare la meraviglia di questo romanzo, è di una evidenza tanto chiara e lumino ...continua

    Perché leggere un libro qualsiasi quando si ha la possibilità di ri-leggere Il Barone rampante?
    Ora non intendo spiegare la meraviglia di questo romanzo, è di una evidenza tanto chiara e luminosa che non necessita né di spiegazioni né di tante parole e credo, vorrei, che questa unanimità di giudizio facesse parte del Dna di chiunque abbia in sé almeno una oncia di sensibilità letteraria, quindi sarò brevissima, concisa e puntuale…

    Nella tomba di famiglia c’è una stele che lo ricorda con scritto “ Cosimo Piovasco di Rondò” – visse sugli alberi – Amò la terra – Salì in cielo

    Poche righe, che Calvino scrive verso la fine del libro, e si compendia la vita di Cosimo Piovasco di Rondò: rampollo di una famiglia di nobili in decadenza verso la fine del ‘700; all’età di 12 anni si rifiuta di mangiare un piatto di lumache impostogli dal padre, rampa su un leccio e decide di non ridiscendervi mai più.

    Vivrà per il resto della sua vita tra i rami frondosi degli alberi: tra olmi svettanti, tormentati e rugosi olivi, protetto dalle braccia rassicuranti di venerande querce , su per gelsi, per piante di fico dal corto tronco, castagni, appiccicosi e zuccherini alberi da frutto, magnolie dal fiore bianco e dalla foglia lucida, in una varietà di architettura verde che diventerà per Cosimo la via naturale per spostarsi, ma d’altronde nel ‘700 era risaputo che una scimmia poteva partire da Roma saltando da un ramo all’altro e arrivare in Spagna senza mai toccare terra….
    Cosimo si ribella e si emargina dalla normalità del mondo, ma mai diventerà eremita né misantropo, continuerà ad amare la terra, mantenendo un rapporto vivido con gli uomini e le persone giù in basso e riuscirà nonostante a vivere le esperienze della vita: l’amore, gli studi, la cura per le lettere e la filosofia, le tecniche messe in atto per la sopravvivenza, l’arte della caccia e della pesca, i duelli, la Storia che si va srotolando nei suoi avvenimenti cruciali, riuscirà anche a possedere un cane, il bassotto Ottimo Massimo che diverrà suo fedelissimo compagno.
    Il Cosimo rampante vivrà quattro, cinque venti metri s.l.m. in un rapporto verticale con il mondo ma la sua natura e i suoi bisogni rimarranno genuinamente umani e ancorati verso il basso, cambierà semplicemente il suo punto di osservazione rispetto a chi sta più giù, perché i suoi occhi come occhi che si librano a volo di uccello abbracceranno i vasti orizzonti vedendo cose precluse agli altri e penetrandole con maggiore chiarezza.

    Un’ultima nota sola per dire che, se Cosimo avesse acconsentito ad assaggiare le lumache, magari chiudendo gli occhi perché di un dodicenne sempre trattavasi, forse avrebbe capito che le lumache (alla bourguignonne) sono una leccornia prelibata, e così facendo si sarebbe evitato tutte le difficoltà esistenziali che questa sua scelta produsse, ma… avrebbe anche precluso a tutti noi lettori il piacere di questa meravigliosa favola…

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per