Il Giorno della Civetta

(Manchester New Italian Texts)

Di

Editore: Manchester University Press

4.0
(8574)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Greco , Polacco

Isbn-10: 0719045509 | Isbn-13: 9780719045509 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il giorno della civetta, set in the early 1960s, tells the story of a carabinieri captain investigating the mafia killing of a local building contractor in a small town in western Sicily. Captain Bellodi pursues his enquiries honestly and intelligently, without realizing that his intervention will stir up a hornets' nest. There are powerful figures who have a vested interest in making sure not only that Bellodi's inquiries will come to nothing, but that the very existence of the mafia itself can be denied. Leonardo Sciascia shows us not only the police operations but how shadowy, unidentified figures combine to frustrate Bellodi's investigation. Sciascia's intention in writing the book was to bring to as wide an audience as possible an awareness of the problem of the mafia and its hold, not only on Sicily, but on important areas of public life: the police, the judiciary, politics and even the Catholic Church. He succeeds brilliantly in this picture of his own beloved island.
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  • 3

    Piccolo e sublime racconto di una Sicilia vissuta e a lungo denunciata dallo stesso Sciascia quando approdò in Parlamento. Interessante dal mio punto di vista la differente consapevolezza che separa i ...continua

    Piccolo e sublime racconto di una Sicilia vissuta e a lungo denunciata dallo stesso Sciascia quando approdò in Parlamento. Interessante dal mio punto di vista la differente consapevolezza che separa il mondo di oggi da quello di allora, anche se probabilmente trame e legami non sono poi mutati così tanto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Uomini, mezz'uomini, ominicchi, pigliainculo e quaquaraquà"

    La trama de "Il giorno della civetta" è del tutto ininfluente, in sé. E' l'esemplificazione di un male alla radice dell'Isola, un cancro immutabile e protetto da una rete di connivenze e omertà, che s ...continua

    La trama de "Il giorno della civetta" è del tutto ininfluente, in sé. E' l'esemplificazione di un male alla radice dell'Isola, un cancro immutabile e protetto da una rete di connivenze e omertà, che sono una perfetta macchina da guerra. Per assurdo, l'organizzazione mafiosa ha una struttura geniale e inespugnabile. Ci sono secoli di letteratura a riguardo, eroi che la hanno combattuta e che si sono arresi solo perché la forza della "piovra" era superiore e li ha annientati. E' doloroso, per chi ama questa Terra tanto splendida, riconoscere nelle meravigliose parole di Sciascia la rinuncia.
    Il delitto, dal quale prende avvio la storia, è un'esecuzione in piena regola. Lo sgarro, il rifiuto alla protezione offerta, fanno cadere Salvatore Colasberna, imprenditore onesto e incorruttibile. I testimoni sono tutti ciechi, sordi, guardavano altrove, non parlano. Eccezionale la descrizione che Sciascia ne fa, quasi un ralenti cinematografico.
    Il capitano Bellodi, parmigiano, carabiniere comandante della locale Stazione, indaga, scava, trova e risolve con tenacia nordica, ma nemmeno lui riuscirà a far prevalere la giustizia. Tutto viene convenientemente ribaltato e protetto dai potenti locali e dagli agganci politici romani, un déjà vu che, ormai, conosciamo a memoria.
    La scrittura di Leonardo Sciascia è un grido muto di denuncia, rassegnato, prima di essere urlato, e capace di descrizioni che toccano il cuore di chi della Sicilia ha visto e ama la bellezza unica e incomparabile.

    "La giornata era fredda ma luminosa, il paesaggio nitido: gli alberi, i campi, le rocce davano l'impressione di una gelida fragilità, come se un colpo di vento o un urto potesse frantumarli in un suono di vetro. E come vetro l'aria vibrava del motore della seicento; e grandi uccelli neri volavano come dentro un labirinto di vetro, improvvisamente virando o strapiombando o verticalmente avvitando in su il loro volo come tra invisibili pareti. La strada era deserta."
    "La voce pubblica...Ma che cos'è la voce pubblica? Una voce nell'aria, una voce dell'aria: e porta la calunnia, la diffamazione, la vendetta vile...E poi: che cos'è la mafia?... Una voce anche la mafia: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa... Voce, voce che vaga: e rintrona le teste deboli..."
    "E le pare cosa da uomo ammazzare o fare ammazzare un altro uomo?"
    "Io non ho mai fatto niente di simile. Ma se lei mi domanda, a passatempo, per discorrere di cose della vita, se è giusto togliere la vita a un uomo, io dico: prima bisogna vedere se è un uomo..."

    ha scritto il 

  • 4

    La mafia, questa sconosciuta

    Libro scritto nel 1960, ma non te ne rendi conto tanto tutto ti sembra attuale.
    E' la storia del capitano Bellodi da Parma che si ritrova in un piccolo paese della Sicilia ad indagare sul duplice omi ...continua

    Libro scritto nel 1960, ma non te ne rendi conto tanto tutto ti sembra attuale.
    E' la storia del capitano Bellodi da Parma che si ritrova in un piccolo paese della Sicilia ad indagare sul duplice omicidio di un costruttore, Colasberna, che non accetta la protezione della mafia nell'acquisizione degli appalti e di un testimone all'uccisione.
    In 135 pagine c'è tutto: l'impotenza delle forze dell'ordine, la collusione dei 'galantuomini' con la politica, i 'precetti' e la filosofia degli uomini di mafia. Ma anche la passione dell'uomo che vuole far rispettare la legge e l'amore, suo malgrado, per quella terra misteriosa che è la Sicilia.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci vorrà la prima sentenza del maxi processo del 1987 per rendere legale l'esistenza di quella mafia di cui Sciascia parla nel 1961.
    Asciutto, netto ed altrettanto amaro il racconto passa in rassegna ...continua

    Ci vorrà la prima sentenza del maxi processo del 1987 per rendere legale l'esistenza di quella mafia di cui Sciascia parla nel 1961.
    Asciutto, netto ed altrettanto amaro il racconto passa in rassegna gli affari, le connivenze, i metodi della mafia siciliana. È ancora presente uno strascico dei fenomeni legati alla vicenda del prefetto Mori ed a quella del movimento indipendentista siciliano così come ci viene raccontata una Sicilia tutta rurale e legata ad antichissimi riti. Con la Sicilia che cambiava e si modernizzava anche la mafia faceva lo stesso ampliando gli affari legati agli appalti e soprattutto i legami con la politica. Nel 1971 Sciascia dirà che la mafia è un sistema di potere di una classe borghese che si "sviluppa dentro lo stato".
    Il racconto è perentorio sul fatto che per colpire i mafiosi bisogna indagare sui loro conti in banca (lo faranno Falcone e Borsellino) e deciso sui legami con la politica. Memorabile l'affermazione riguardo ai due ospiti dell'onorevole coinvolto che vanno alla Camera ad ascoltare le risposte del Governo sui fatti descritti dal racconto che vengono descritti come "un pezzo della questione meridionale".
    Il racconto non lascia molta speranza. L'eroe è un capitano dei carabinieri, già partigiano e fervente repubblicano, che è costretto a subire la sconfitta delle collusioni e dei legami politici che smonteranno, con false testimonianze, tutto il suo lavoro. La Sicilia e i siciliani non sono protagonisti né dell'indagine né di un mito di riscatto, anzi, l'omertà e la paura avvolgono tutta la società.
    La storia darà qui torto a Sciascia e vedrà un gran numero di siciliani protagonisti negli anni successivi dei movimenti e della lotta alle cosche.

    ha scritto il 

  • 4

    [...] Il popolo, la democrazia [...] sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all'altra e tutte le parole nel culo dell'umanità, con rispetto parlan ...continua

    [...] Il popolo, la democrazia [...] sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all'altra e tutte le parole nel culo dell'umanità, con rispetto parlando... [...]

    ha scritto il 

  • 5

    Sembra scritto ieri.
    Un'attualità imbarazzante, una scrittura precisa e realistica.
    Leggi questo libro è capisci tutto della società corrotta che vivevano e che viviamo.
    Al peggio non c'è limite, per ...continua

    Sembra scritto ieri.
    Un'attualità imbarazzante, una scrittura precisa e realistica.
    Leggi questo libro è capisci tutto della società corrotta che vivevano e che viviamo.
    Al peggio non c'è limite, per questo dovrebbe essere letto nelle scuole, per cercare di porre un limite se è possibile.

    ha scritto il 

  • 1

    Sciascia con il Giorno della Civetta ci racconta della realtà siciliana nel dopoguerra tra mafia, politica e giustizia. Una realtà in cui vige l'omerà: tutti sanno a parte chi deve separe. Il libro si ...continua

    Sciascia con il Giorno della Civetta ci racconta della realtà siciliana nel dopoguerra tra mafia, politica e giustizia. Una realtà in cui vige l'omerà: tutti sanno a parte chi deve separe. Il libro si apre con l'omicidio di Colasberna sul quale il capitano Bellodi, trasferitosi da poco nel meridione e quindi all'oscuro dei legami tra famiglie mafiose ed estraneo alla mentalità popolare, indagherà con audacia ed astuzia mosso da un vero sentimento di giustizia. Sciascia approfitta di un dialogo tra Bellodi e un mafioso per parlare dei legami tra la politica fascista e comunista con la mafia. Più di una volta nel racconto vari personaggi, tra cui anche carabinieri, insistono nel sostenere la tesi che la mafia non esiste e che è un'invenzione dei comunisti. Il libro pur essendo ambientato negli anni '60 parla di problemi attuali del meridione e non solo. Il finale è sconcertante e ti lascia deluso oltre che invaso da un senso di ingiustizia.

    ha scritto il 

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