Il Miglio Verde

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.4
(5170)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 552 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Olandese , Sloveno , Greco , Ceco , Svedese , Polacco , Russo , Portoghese , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 888274129X | Isbn-13: 9788882741297 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
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  • 5

    Ho visto il film per la prima volta recentemente, giusto qualche mese fa, e quindi ero un po' titubante. Non perchè il film non mi fosse piaciuto ma questo sarebbe stato, ed è stato, il mio primo King ...continua

    Ho visto il film per la prima volta recentemente, giusto qualche mese fa, e quindi ero un po' titubante. Non perchè il film non mi fosse piaciuto ma questo sarebbe stato, ed è stato, il mio primo King e anche se sappiamo tutti che i libri, almeno il 99% delle volte, sono migliori dei film significava conoscere King con un libro di cui già sapevo tutto e che, quindi, ci sarebbe stato il rischio da parte mia di dare precedenza ad altro durante la lettura. L'ho letto in GdL e abbiamo fatto sei tappe (come all'epoca fece King ma non con gli stessi tempi d'attesa) e, nonostante sapessi già la storia, la tentazione di continuare oltre le pagine prefissate era tanta e l'attenzione viva, sempre, dalla prima all'ultima pagina. Non so perchè non avevo mai letto niente di King, anche se La Torre Nera avevo in mente di leggerla da tanto, ma sicuramente continuerò: l'inizio è stato ottimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Confesso: non avevo ancora letto Il Miglio Verde. Lo so che per uno come me che si confessa super fan di Stephen King è un reato imperdonabile, ma ho visto il film così tante volte... ovviamente, a gi ...continua

    Confesso: non avevo ancora letto Il Miglio Verde. Lo so che per uno come me che si confessa super fan di Stephen King è un reato imperdonabile, ma ho visto il film così tante volte... ovviamente, a giochi fatti, mi rendo conto di aver peccato fin'ora e che, per fortuna, ho rimediato in tempo.
    Se non avete visto il film (da che pianeta venite?) allora recuperate assolutamente questo splendido lavoro del Re. È uno di quei suoi romanzi che potete (dovete) leggere anche se non siete amanti delle storie dell'orrore. Un po' come per Le Ali della libertà, il Corpo, 22/11/'63 e le tante storie che King ha scritto e che sono universali nel loro essere meravigliosi esempi di umanità, Il Miglio Verde è un racconto unico nel suo genere. D'altronde è un classico della produzione kinghiana ed è uno dei migliori esempi di romanzo in cui tratteggia figure indimenticabili e potentissime; archetipi ricorrenti dei suoi racconti ma che forse non hanno mai trovato una forma così tragica e romantica come quella di John Coffey. Comprate insieme pure una scatola di fazzoletti, perché il Re fa di tutto per piegarvi e ridurvi in lacrime.

    ha scritto il 

  • 5

    "Cosa dirò al cospetto di Dio quando mi chiederà perché ho ucciso uno dei suoi miracoli? Che era il mio mestiere? Il Mio Mestiere?"

    Nella decade degli anni ’90 Stephen King ha voluto sperimentare nuove esperienze, sia di vita che letterarie, alcune inaspettatamente, altre volutamente. Sono, questi, gli anni in cui uscirà dal tunne ...continua

    Nella decade degli anni ’90 Stephen King ha voluto sperimentare nuove esperienze, sia di vita che letterarie, alcune inaspettatamente, altre volutamente. Sono, questi, gli anni in cui uscirà dal tunnel della droga e del famoso incidente che lo costringerà a stare in ospedale intere settimane rischiando di non poter metter più per iscritto una sola pagina del più misero racconto. E’ anche il momento in cui, complice il suo editor, decide di approcciarsi ad un metodo di pubblicazione che uno scrittore passato, a lui simile per le tematiche scelte ed all’approccio all’arte della scrittura, aveva sviluppato appieno e prescelto. Si parla, ovviamente, di Charles Dickens ed alle sue innumerevoli pubblicazioni a puntate che hanno rappresentato un vero e proprio caso editoriale nell’Inghilterra del 1800.

    Il Miglio Verde, uscito in 6 appuntamenti e concepito fin da subito come “romanzo a puntate”, ambientato nel 1996, ripercorre, per mano del protagonista, l’anziano Paul Edgecombe, le vicende (stra)ordinarie avvenute nel penitenziario di Cold Mountain ed in special modo nel Blocco E, quello destinato ai condannati a morte sulla sedia elettrica. Tra i detenuti, assieme al cajun sinistro Delacroix, il capo indiano Arlen Bitterbuck, e William Wharton vi è John Coffey, un nero gigantesco colpevole del duplice omicidio di due bambine. Qualcosa però, nella natura assente di Coffey, mette in allarme il capo dei secondini del Blocco, perché John fin dal primo istante sembra voler dimostrare di essere molto di più che un normale uomo, un mostro o un miracolo di Dio?

    Stephen King torna a scrivere di prigioni, guardie, secondini e libertà, in un’opera matura, potente e devastante, in uno stato di grazia tale che ricorda alcuni dei suoi libri migliori scritti a cavallo degli anni ‘70. A spaventare, a questo giro, non sono tanto i mostri nascosti sotto il letto, ma quelli che si animano nell’essenza umana. Il Miglio Verde, metafora della vita, oltre che ultimo tragitto fatto dai condannati alla sedia elettrica, Old Sparky, la vecchia scintillante, assume un valore fondamentale nell’economia dell’opera, in questa narrazione meta letteraria dove la grandezza della storia, condita da una sublime sensibilità combacia sempre alla perfezione con una forte critica sociale e politica, dal retrogusto satirico sorretta da uno stile impeccabile di scrittura. Un King che cita e ricorda tanto gli scrittori di romanzi del 1800, che ricorda Dickens e che, infine, rivela la sua più straordinaria grandezza anche in veste di scrittore orientato a moderne e importanti tematiche. Un romanzo destinato a diventare un classico, degno di essere inserito nelle antologie e letto nelle scuole. Sublime.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho visto il film omonimo centinaia di volte e per centinaia di volte l'ho amato. Dopo la lettura del libro trovo l'adattamento cinematografico estremamente fedele, delicato nel rispetto dei tempi narr ...continua

    Ho visto il film omonimo centinaia di volte e per centinaia di volte l'ho amato. Dopo la lettura del libro trovo l'adattamento cinematografico estremamente fedele, delicato nel rispetto dei tempi narrativi e sensibile rispetto alla tematica affrontata. Il bene e il male, la vita e la morte camminano insieme spedite lungo il Miglio Verde che é destinato ad ognuno di noi....

    ha scritto il 

  • 0

    Magnifico

    Un bel libro da cui è stato tratto un film stupendo.
    Qui King mostra tutto il suo talento di scrittore.

    La recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/05/recensione-il-miglio-verde ...continua

    Un bel libro da cui è stato tratto un film stupendo.
    Qui King mostra tutto il suo talento di scrittore.

    La recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/05/recensione-il-miglio-verde-di-stephen.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un Grande

    Diffidavo di King, e mi sbagliavo.
    Non c'entra nulla con l'idea di scrittore di genere che mi ero fatto, non solo per colpa mia, ma perché il King più conosciuto è forse quello di Shining, di It, di ...continua

    Diffidavo di King, e mi sbagliavo.
    Non c'entra nulla con l'idea di scrittore di genere che mi ero fatto, non solo per colpa mia, ma perché il King più conosciuto è forse quello di Shining, di It, di Misery…
    Leggendo Il Miglio Verde si coglie che King NON è uno scrittore di genere (peraltro, se ci pensiamo bene, sarebbe difficile da identificare il genere…)
    E' un grande scrittore in assoluto.
    Perché?
    A chi possiamo avvicinarlo?
    Pensavo a Dickens, per la profondità di analisi del milieu delle sue storie e per la capacità di tratteggiare personaggi estremi, e a Dostoevskij, per l'indagine sul male e sulla sofferenza, sulla fatalità e sull'ineluttabile: due autori, ovviamente, diversissimi.
    Ma proprio queste analogie nella differenza spiegano la grande originalità di SK.
    In questo romanzo (e presumo anche in altri che mi affretterò leggere) ciò che colpisce maggiormente è ciò che potrei definire la "Materialità del Male".
    Il male, come entità presente e concreta, che si trasferisce da un corpo all'altro, che, addirittura, si profila come elemento metempsicotico, assumendo identiche caratteristiche in personaggi diversi, collocati su distinti piani temporali…
    Le emozioni sono fortissime e concrete. Nulla di astratto, di aereo, nel romanzo. Tutto terribilmente realistico, per quanto favoloso, ed è proprio questo realismo, che non viene compromesso da elementi di altre dimensioni, ciò che rende inquietante ed affascinante il racconto, nel quale domina la meravigliosa figura taumaturgica, quasi messianica di Coffey.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro.
    Ok, è il mio scrittore preferito.
    Mettiamola così: se non fosse il mio scrittore preferito, dopo aver letto questo libro, lo diventerebbe...e visto che già lo era, piazzo questo libro nell ...continua

    Capolavoro.
    Ok, è il mio scrittore preferito.
    Mettiamola così: se non fosse il mio scrittore preferito, dopo aver letto questo libro, lo diventerebbe...e visto che già lo era, piazzo questo libro nella mia personale Top Five dei libri del Re.

    ha scritto il 

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