Il Padrino

Di

Editore: Corbaccio (Scrittori di tutto il mondo)

4.4
(2218)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Russo , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Svedese , Portoghese , Olandese , Sloveno , Polacco , Ceco , Ungherese

Isbn-10: 8879724061 | Isbn-13: 9788879724067 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mercedes Giordini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il padrino (titolo originale The Godfather) è un romanzo scritto da Mario Puzo, uscito nel 1969, che narra le vicende di una famiglia di origini italiane appartenente alla Mafia. Il romanzo (con l'iconica copertina di S.Neil Fujita raffigurante una mano che manovra i fili di una marionetta) ebbe uno straordinario successo editoriale non solo negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra, Germania, Francia e Italia, introducendo terminologie tipiche di quel mondo al pubblico non di lingua italiana come "cosa nostra", "una proposta che non può rifiutare", consigliori (consigliere), caporegime e omertà (in italiano nel testo originale inglese): E' stato adattato in tre film omonimi, diretti da Francis Ford Coppola, in particolare, i contenuti del romanzo formarono la base per i primi due film, integrati da nuovo materiale, sceneggiato dall'autore stesso, per parte del secondo e del terzo.

New York, 1945.
Il boss mafioso italiano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati negli Stati Uniti che invocano il suo aiuto. Don Corleone accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

Dopo un incontro con "il Turco" Sollozzo che vorrebbe trattare droghe con l'aiuto della famiglia Corleone, il Padrino - che gli ha negato il suo appoggio - viene ferito con 5 colpi di pistola ma sopravvive. Il figlio Sonny assume la guida della famiglia. Noto come leader spietato e soggetto a frequenti scatti d'ira che ne minano la lucidità di giudizio, Sonny scopre un traditore nel regime di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto. Che viene immediatamente giustiziato.

Michael, il figlio più giovane di Don Vito, nonostante i propositi di restare fuori dagli affari di famiglia, è costretto a uccidere Sollozzo e un capitano di polizia corrotto che lo sostiene. Subito dopo fugge a bordo di una nave mercantile alla volta della Sicilia, dove si tratterrà per diversi anni.

Vito Corleone, nato a Corleone, con il nome di Vito Andolini, alla fine dell'Ottocento, dopo l'uccisione del padre, viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta. Per salvarlo, la madre e i parenti lo mandano a New York. Qui libera Little Italy da uno strozzino violento e viene visto come il salvatore del quartiere. Molti che prima pagavano il pizzo a Fanucci accettano la sua protezione.
La famiglia cresce e i Corleone controllano il gioco d'azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all'impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto padrino, tenta di pacificare la malavita di New York.

Carlo Rizzi, il marito infedele di Connie Corleone, la picchia quando questa scopre il tradimento e viene a sua volta pestato a sangue dal cognato Sonny. Per vendicarsi, passa al nemico e inscena ad arte un secondo pestaggio della moglie per attirare l'irascibile Sonny in un'imboscata ove sarà ucciso a colpi di mitra.
Vito Corleone, rimessosi dall'attentato e ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss mafiosi italiani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra.

Michael, in Sicilia, incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere, la sposa ma la sua automobile viene sabotata ed esplode uccidendo la giovane sposa. Sei mesi dopo essere tornato a New York, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira. Michael è al corrente che Barzini proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio Vito Corleone muore d'infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l'eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barzini. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Tessio, il traditore alleato dei Barzini. L'ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Connie, che viene strangolato da Clemenza.

La famiglia Corleone è divenuta la più potente della Mafia italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzioni, trasformandosi in un pacifico borghese. Peter Clemenza diventa boss mafioso subentrato ai Corleone. Kay Adams Corleone aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell'esecuzione del marito di Connie Corleone. Furiosa col marito, abbandona assieme ai figli la casa di Long Island ma poi torna, si riconcilia con lui e si converte al cattolicesimo.
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  • 3

    Non possedendolo, m'ero scordato di averlo letto. Naturalmente non quando uscì, ma dopo aver visto il primo dei tre film. Poi mi sono riletto la spassosissima tirata dell'arguto Manganelli che lo util ...continua

    Non possedendolo, m'ero scordato di averlo letto. Naturalmente non quando uscì, ma dopo aver visto il primo dei tre film. Poi mi sono riletto la spassosissima tirata dell'arguto Manganelli che lo utilizzò come paradigma dei libri dei quali uno può dire legittimamente "non l'ho letto e non mi piace". Manganelli addirittura rivendicò il diritto di non vedere il (i) film: "siciliani da romanzo, americani da burla", dice, stufo probabilmente di un'Italia che a forza di tirargli per la giacca sul libro e sul film, lo aveva esasperato, e che con ogni probabilità aveva solo visto il film, poco letto il libro e ignorato Sciascia, che in materia e non solo era francamente imbattibile.

    A guardare meglio - e a non passare la vita in mezzo a raffinatissime esegesi ma lasciando ogni tanto cadere l'occhio in basso - Sciascia stesso non è che fosse apprezzato dalle moltitudini e soprattutto compreso. Pure qui, se uno li tortura ben bene, s'accorge che esistono vaste sacche d'anobiani che l'hanno letto come le devozioni, tanta fede per poco capire.

    Ma torniamo al Puzo. E ricordiamoci che se uno si legge il notevole "Lunario dell'Orfano Sannita" tutto di seguito, ha la nettissima impressione di un iperuranico che a forza di cultura e lavoro poteva permettersi uno sguardo privilegiato altissimo e laterale, salvo che per la vita altrui poteva essere al massimo un'aspirazione, un'insegnamento di distacco possibile quantunque necessariamente temporaneo ma non un viatico giornaliero.

    A forza di dire non l'ho letto e non mi piace, un Manganelli a forza di rarefatte impalpabili raffinatezze può ascendere, gli altri rischiano di non capire una beata minchia.

    Puzo è didascalico a livelli infantili e la traduzione talvolta cinobalanica, storpiante il gergo col letterale non aiuta, ma se avessero tentato di spiegare la mafia italo americana con Sciascia tradotto (spero da uno molto meglio pagato dell'infelice cui hanno appioppato il cospicuo volume, ecco perché compare anche l'originale), avrebbe avuto forse un limitato successo tra i lettori del New Yorker, una sporadica circolazione tra i professori di italianistica e basta: un effetto molto vicino al cozzo di enormi masse di gas interstellare, si vede tanta luce ma solo dopo sette miliardi di anni.

    Per spiegare una cosa largamente ignota agli americani (tranne gli italo-) andava benissimo, e non solo, il difetto che Manganelli imputa al libro "americani da burla" andrebbe rivisto dopo averli frequentati trent'anni. Molti erano proprio così.

    Ah, è utile. Un paio dei funzionali principî di Don Vito migliorati da Michael, li ho applicati tra ieri ed oggi, incluso un chiarimento con un personaggio che è tre anni che non sa che io so che briga e infama.

    Chi tra me e lui, si è alzato dalla sedia un po' troppo rosso e sudato per una chiara e fresca giornata di maggio in una ridente cittadina sita in un altopiano?

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere

    Un libro assolutamente da leggere, molto ben scritto e ricco di colpi di scena per chi come me non aveva mai visto il film e che l'ha fatto solo successivamente. Il film è parimenti bello, ma il libro ...continua

    Un libro assolutamente da leggere, molto ben scritto e ricco di colpi di scena per chi come me non aveva mai visto il film e che l'ha fatto solo successivamente. Il film è parimenti bello, ma il libro ha ovviamente una marcia in più per la spiegazione degli antefatti e per la costruzione delle situazioni

    ha scritto il 

  • 0

    Trovato sepolto nella libreria di famiglia dà le sue soddisfazioni. Partendo da un assunto inverosimile, l'esistenza di una mafia "umana" e corretta contro una mafia sanguinaria e sleale costruisce la ...continua

    Trovato sepolto nella libreria di famiglia dà le sue soddisfazioni. Partendo da un assunto inverosimile, l'esistenza di una mafia "umana" e corretta contro una mafia sanguinaria e sleale costruisce la saga della famiglia Corleone tra il declino del vecchio Don (Vito) e l'ascesa del giovane Michael. È uno scontro epico tra bande sanguinarie con principi di onestà e rispetto assurdi. La posta è il controllo di tutte le attività criminali di New York attraverso le intimidazioni, la violenza e la corruzione di giudici e poliziotti. Sulla sfondo là Sicilia terra di incredibile bellezza ma genesi di tutta la ferocia presente nel nuovo mondo.Come romanzo poliziesco sicuramente, tenendo conto che è un testo datato, è gradevole rispetto all'inflazione dei romanzi gialli e noir oggigiorno,Chi ha visto il film Il Padrino di Coppola lo troverà assolutamente delle al romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' molto difficile trovare un buon libro che generi un buon film, dando luce e vigore a entrambi. Spesso uno fagocita miseramente l'altro. Qui invece Mario Puzo e Coppola sono stati fantastici. Nel le ...continua

    E' molto difficile trovare un buon libro che generi un buon film, dando luce e vigore a entrambi. Spesso uno fagocita miseramente l'altro. Qui invece Mario Puzo e Coppola sono stati fantastici. Nel leggere il libro adori la grandezza del Film, nel vedere il Film ti esalti nel rievocare le pagine del libro.

    Pure le differenze che ovviamente ci sono 1- la spiccata sessualità del libro che nel film viene velata 2- certe scene del film sono memorabili mentre nel libro sono descritte in modo più frettoloso, non appesantiscono affatto e rendono il binomio magico.

    ha scritto il 

  • 3

    Una mafia buona, la famiglia Corleone, affronta una mafia cattiva che vuole iniziare a vendere la droga. Un'eccessiva semplificazione che riassume in maniera concisa la trama senza però rendere onore ...continua

    Una mafia buona, la famiglia Corleone, affronta una mafia cattiva che vuole iniziare a vendere la droga. Un'eccessiva semplificazione che riassume in maniera concisa la trama senza però rendere onore ad una scrittura epica e solida. Un buon romanzo che racconta la percezione (e il fascino) della mafia negli USA dei tardi '60 (ed or 1969). Base ancora oggi per una certa letteratura di genere. Classico

    ha scritto il 

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