Il Re Nero

Urania 1576

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.1
(69)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione: 

Genere: Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Muore una squillo a Polis Aemilia, la città del prossimo futuro. Niente di straordinario, pensa Riccardo Mieli, una specie di investigatore privato con agganci nei servizi: la ragazza era una sacrificabile come tante. Ma chi sono i Dissonanti? Cosa è successo nel mondo? E chi muove i pezzi nella micidiale partita che ha per posta l’ultimo avamposto della civiltà sulla penisola? Una serie di enigmi che sembrano senza rapporto tra loro, a poco a poco convergono verso un centro. Ma al centro c’è qualcosa di oscuro, qualcosa che gli uomini chiamano con terrore: il Re Nero.
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  • 4

    Buona la prima

    Questo 'Re Nero' è il secondo premio Urania che leggo, dopo quello assegnato a Glauco De Bona, e per ora è confermata l'ispirazione degli autori italiani di fantascienza a scrivere gialli ambientati n ...continua

    Questo 'Re Nero' è il secondo premio Urania che leggo, dopo quello assegnato a Glauco De Bona, e per ora è confermata l'ispirazione degli autori italiani di fantascienza a scrivere gialli ambientati nel futuro.
    Ma questo a me non dispiace affatto, contrariamente a quanto ho letto in altre recensioni.
    E' certo che Morellini scrive con le idee chiare.
    Innanzitutto riguardo all'ambientazione della vicenda in una futura città-stato che unisce i centri abitati di Reggio Emilia, Modena e Bologna, tutta contornata da una cosiddetta Zona Blu abitata dalle classi sociali meno abbienti.
    In secondo luogo riguardo all'organizzazione di una ipotetica società emiliana del futuro e dei rapporti di forza tra politici, forze dell'ordine, medici, faccendieri e altre figure più o meno insolite.
    I Corpi Medici, il Governatore, il sottobosco delle criminalità organizzate (una mafia addirittura 'euroasiatica').
    Infine riguardo alla storia passata e agli antefatti da cui trae origine questa organizzazione socio-politica.
    Mi riferisco alla 'crisi dei Dissonanti', evento precedente alla istituzione della città-stato Polis Aemilia, dove gli individui portatori di protesi e impianti di potenziamento vengono colpiti da una virulenta crisi di rigetto, che determina lo sviluppo di comportamenti violenti e antisociali.
    Secondo me Morellini con questo antefatto ha messo da parte lo spunto narrativo per scrivere un giorno o l'altro un prequel, ed è quello che mi auguro come lettore.
    La parte più debole del romanzo a mio avviso è la parte iniziale dell'indagine, dove gli elementi sono così scarni che lo stesso protagonista arranca.
    Ed in effetti la trama è confusa e caotica, insomma mi ha dato l'impressione che continuasse a saltare di palo in frasca.
    Un altro aspetto apparentemente trascurabile, che però mi ha leggermente disorientato nelle prime pagine sono tutti quei personaggi con il cognome in 'i': Dazi, Dosi, Osti, Archi, Bassi, Terenzi, Viani, Maestri etc. etc. che mi hanno costretto un paio di volte a tornare indietro per ricordare chi fossero e che ruolo competesse loro.
    Ma una volta individuata la pista inquirente più promettente, basata su un referto autoptico reticente sulla vittima, allora la vicenda prende lo slancio necessario.
    Il protagonista è un personaggio che stenta parecchio a creare la giusta empatia da parte del lettore, ma anche da parte dei personaggi con cui interagisce.
    Devo dire che nei dialoghi spesso e volentieri certi interlocutori meriterebbero di essere presi a schiaffi, ma probabilmente è la voglia di delineare un futuro dei rapporti interpersonali all'insegna di un cinismo tuttora dilagante.
    Poco oltre metà romanzo un colpo di scena conduce verso un finale, più solido rispetto alle prime pagine, che gode dell'andamento in crescendo della vicenda,
    Quest'ultima rimane aperta ad un possibile seguito e, sapendo che Morellini ha appena pubblicato un altro titolo con Urania, mi chiedo se si tratti appunto di questo.
    Non mancano scene d'azione ben condotte, come non manca uno strafalcione che salta all'occhio leggendo di una statua della 'Vergine' (?) di Milo, tra l'altro ripetuto correttamente solo quattro righe oltre.
    L'unica cosa che mi ha davvero lasciato l'amaro in bocca è scritto nelle prime pagine, laddove Morellini dice che nella futura Polis la cucina emiliana è purtroppo andata scomparendo.
    E questo per me è davvero un futuro inaccettabile.

    ha scritto il 

  • 2

    Cult mancato

    Che dire di questo libro... vincitore del Premio Urania, scritto da un mio conterraneo, ambientato nel futuro di luoghi che conosco molto bene (al policlinico di Modena ci ho persino lavorato...), l'h ...continua

    Che dire di questo libro... vincitore del Premio Urania, scritto da un mio conterraneo, ambientato nel futuro di luoghi che conosco molto bene (al policlinico di Modena ci ho persino lavorato...), l'ho inseguito per un po' prima di trovarlo: gli elementi per farlo diventare un piccolo oggetto di culto personale abbondavano. E invece no. Anzi la verità è che ho fatto fatica a finirlo, che se non mi fossi imposto di farlo lo avrei lasciato a metà. I motivi sono molti, ci sono è vero diverse suggestioni interessanti, ma non bastano da sole per fare un romanzo. Prima cosa: i personaggi non sono interessanti, salvo solo il Demiurgo e Krajcek (due personaggi peraltro piuttosto secondari...) gli altri sono anonimi, tutti comunque sono sottili come fogli di carta. Il protagonista in particolare se non fa nulla per farsi amare, e questo ci sta, non riesce nemmeno a farsi odiare. Vorrebbe essere cinico, ma risulta solo seccante. I dialoghi sono spesso poco riusciti: a parte il fenomeno testa nel vuoto, sono spesso ripetitivi, mai graffianti e contribuiscono poco al dare profondità ai personaggi. L'intreccio giallo che dovrebbe portare avanti la storia è debole, spesso mi ha dato l'impressione di procedere a casaccio senza che io riuscissi a intuire il rapporto di causa effetto tra le varie fasi (ma, faccio mea culpa, può anche darsi che a un certo punto mi sia un po' distratto...). C'è poi da dire che alcune informazioni sono nascoste al lettore in maniera un po' scorretta: dobbiamo arrivare a cinquanta pagine dalla fine per capire che cacchio è un Dissonante di cui sentiamo parlare da pagina due e non c'è nessuna ragione ragionevole perchè noi non ne veniamo a conoscenza prima. Aggiungiamo pure che l'eccesso di tecnicismi rallenta parecchio la lettura ma magari questo è opinabile, c'è anche chi puoi legittimamente pensare che la fantascienza sia innanzitutto questo: io però non sono tra questi. Per concludere la metafora scacchistica è abbastanza appiccicata, e stringi stringi questo Re Nero è poco più che il classico super villain, la cui "identità" risulta peraltro ovvia da pagina cinquanta.
    Ora detto così sembra che questo sia un libro molto brutto, non è vero: ci sono varie scene ben riuscite, diverse idee interessanti, una bella ambientazione e anche il finale non è male.
    Ma non sarei onesto se negassi che nel complesso è stata molta più la fatica che il gusto...

    ha scritto il 

  • 4

    Italian Style

    Ammetto che vedere ambientata una storia fanta scientifica nelle colline bolognesi e città limitrofe mi ha molto intrigato. La storia mi è sembrata ben concepita e strutturata in maniera da avere i gi ...continua

    Ammetto che vedere ambientata una storia fanta scientifica nelle colline bolognesi e città limitrofe mi ha molto intrigato. La storia mi è sembrata ben concepita e strutturata in maniera da avere i giusti colpi di scena senza cadere nel ridicolo o nel già visto. Nella parte finale, (senza spoilerare), accadono eventi molto evocativi e il pensiero politico/sociale dell'autore ne viene fuori. Piaciuto

    ha scritto il 

  • 2

    Grandi premesse, alla fine così così

    Il libro inizia bene, ci sono tutti gli elementi per un buon romanzo. Poi si perde un po'. Le idee e la storia sono buone, la struttura e la scrittura sono buone, ma... troppa confusione. Troppa carne ...continua

    Il libro inizia bene, ci sono tutti gli elementi per un buon romanzo. Poi si perde un po'. Le idee e la storia sono buone, la struttura e la scrittura sono buone, ma... troppa confusione. Troppa carne al fuoco. Dialoghi che fanno storcere il naso. Il tutto si risolve in un finale scontato, rapido e dall'amaro in bocca per le aspettative create.

    ha scritto il 

  • 4

    È entertainment ragazzo!

    credo che queste siano le mie prime righe su Anobii e devo dire che apprezzo molto l'impegno con cui alcuni scrivono e commentano le proprie letture. La passione, l'impegno, la dedizione spese nello s ...continua

    credo che queste siano le mie prime righe su Anobii e devo dire che apprezzo molto l'impegno con cui alcuni scrivono e commentano le proprie letture. La passione, l'impegno, la dedizione spese nello scrivere la propria recensione.

    Io, semplicemente, mi limito a dare 4 stelle al libro, allo spunto narrativo di Maico Morellini, dicendo che questo libro è puro intrattenimento e a chiunque cresciuto a pane, nutella e fanta-storie potrà piacere.

    Anche il concetto di Polis Aemilia è intrigante e spero che l'autore si divertirà - se ne avrà voglia ed occasione - ad estenderne la mitologia ...

    ha scritto il 

  • 4

    A me è piaciuto. Scritto bene, intorno a due temi. La polis aemiliana, cioè il sorgere di una città stato da alcune città di provincia,un'ambientazione originale e interessante, ben delineata nei suoi ...continua

    A me è piaciuto. Scritto bene, intorno a due temi. La polis aemiliana, cioè il sorgere di una città stato da alcune città di provincia,un'ambientazione originale e interessante, ben delineata nei suoi equilibri politici. poco convincente forse, a pensarci un attimo, il fatto che da un centro così piccolo possano sorgere una forza e una tecnologia così avanzate, ma non ci si fa caso. Secondo, i dissonanti, sorta di cyborg molto in stile Deus ex. La trama si sviluppa in modo intricato, un pò come una partita a scacchi come è suggerito dall'inizio. Protagonista e antagonista che fin dalle prime pagine appaiono speculari, si muovono nell'atmosfera noir e giocano la loro partita. Tutto si muove sempre più in fretta, per sfociare poi in un finale avvincente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Blade Runner Aemiliano...

    ... o guazzabuglio fanta-noir? La seconda che hai detto... L'idea è buona, ma quanta confusione! Tanti personaggi difficili da seguire, atmosfera plumbea (ma possibile che a Bologna a metà settembre p ...continua

    ... o guazzabuglio fanta-noir? La seconda che hai detto... L'idea è buona, ma quanta confusione! Tanti personaggi difficili da seguire, atmosfera plumbea (ma possibile che a Bologna a metà settembre piova sempre???), trama volutamente contorta, dialoghi interminabili e (spesso) noiosi in cui alla fine non si capisce chi sta parlando. E poi sinceramente imbarazzante trovare un dialogo fra due personaggi ripetuto tal quale 20 pagine dopo,come un "copia-incolla"... Possibile che nessuno abbia fatto un editing appena decente di questo libro? Premio Urania? Bah!

    ha scritto il 

  • 2

    Interessante

    Peccato. Ci sarebbe da proporre un embargo sui romanzi techno-noir ambientati in una megalopoli piovosa, ma pazienza. Di poco visto c'è l'idea che un territorio legato alle piccole municipalità possa ...continua

    Peccato. Ci sarebbe da proporre un embargo sui romanzi techno-noir ambientati in una megalopoli piovosa, ma pazienza. Di poco visto c'è l'idea che un territorio legato alle piccole municipalità possa diventare una immensa città, e qualche conflitto da questo contrasto viene fuori. Rimane il fatto che il romanzo di buone idee ne ha e di buoni momenti ne ha. Il problema più serio èl'eccesso di infodump che sarebbe stato possibile inserire in forma più narrativa, mediante espedienti e situazioni che avrebbero mostrato quello che è fin troppo raccontato.
    In altri punti è pesante l'intromissione del narratore, che al di sopra della vicenda e dei personaggi da molti giudizi morali e sottolinea quanto la narrazione ha già mostrato. In ogni caso se il narratore saprà bilanciare idee e struttura narrativa le prossime prove potranno essere più convincenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Recensire "Il Re Nero" non è facile, c'è di tutto e di più dentro...

    Le indagini private di Mieli per scagionare l'on. Raimondi dall'accusa di omicidio di una giovane prostituta sono solo un pretesto ...continua

    Recensire "Il Re Nero" non è facile, c'è di tutto e di più dentro...

    Le indagini private di Mieli per scagionare l'on. Raimondi dall'accusa di omicidio di una giovane prostituta sono solo un pretesto e il filo conduttore attraverso una realtà urbana lontanissima dall'Italia che conosciamo adesso, una sorta di città-stato quasi indipendente, marcia nelle sue fondamenta e nata sulla pelle di uomini modificati con innesti e DNA che già una volta hanno minato le basi di questo nuovo mondo e che torneranno a fare paura per mano di questo misterioso Re Nero che aleggia (innominato) per quasi tutto il libro ma che diventa fulcro nell'ultima parte.

    Il personaggio di Caleb Scacchi è il mio preferito, compare per poche pagine ma è il più affascinante... misterioso... pazzo eppur talmente lucido da impaurire.

    - non amo i libri "gialli" e mi hanno distratto parecchio tutti gli "olo", "magnetici", ecc ecc inoltre con i nomi italiani nei libri faccio un'incredibile confusione, morale: per seguire il filo ho dovuto farmi un piccolo vademecum NOME&COGNOME&CHIè...

    - altra nota: le ultime 60 pagine non si possono leggere che d'un fiato!!!

    ha scritto il