Il Vangelo secondo Biff

Amico d'infanzia di Gesù

Di

Editore: LIT - Libri in tasca

4.1
(2362)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 574 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Polacco , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8865830018 | Isbn-13: 9788865830017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Brovelli

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Tutti sanno come è nato e come è morto Gesù. La stella cometa, la mangiatoia, i Re Magi; e poi la passione, la crocifissione. Ma che cosa ha combinato dall'infanzia ai trent'anni? Su richiesta del Messia, a duemila anni dalla sua morte, un angelo fa resuscitare il suo migliore amico, Levi detto Biff, a cui spetta il compito di scrivere un nuovo Vangelo che racconti finalmente la vera storia di Gesù di Nazaret. E quella di Biff è un'epopea ricca di miracoli, viaggi, scoperte, per non parlare di demoni, morti viventi, kung fu, folli monaci tibetani e pupe da sballo. Forse nemmeno l'astuzia e la devozione del migliore amico riusciranno a risparmiare al Salvatore il suo tragico destino, ma Biff non permetterà che si sacrifichi e ascenda al cielo senza aver lottato per impedirlo!
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  • 2

    Così sta scritto, così andrà

    Avete presente il copione di una sit-com americana?
    Gli attori sparano insulse cazzate a raffica e in sottofondo esplodono in continuazione le risate fragorose di un pubblico che non c’è. Recentemente ...continua

    Avete presente il copione di una sit-com americana?
    Gli attori sparano insulse cazzate a raffica e in sottofondo esplodono in continuazione le risate fragorose di un pubblico che non c’è. Recentemente ho visto su una rete privata scamorza dieci minuti di La vita secondo Jim con James Belushi; stava collaudando un water appena installato, pieno di strani marchingegni e lucine blu, e ogni volta che si sedeva sulla tavoletta sentivi declamare dall'alto con voce severa: alzati e cammina, brutto ciccione!
    Tutto il pubblico che non c’è si scompisciava dal ridere, lui è andato avanti a sedersi e alzarsi una decina di volte.. e giù risate finte.

    Ecco, questo romanzo immaginatelo così, ma esagerate un po’ con la fantasia. Dato che in questa storia tutto ricorda un po’ i cartoni animati e ad un certo punto l’amico Biff viene dipinto interamente di blu, al posto dei protagonisti umani metteteci i puffi.
    Il Grande Puffo ovviamente interpreta Gesù, chi è più adatto di lui per questa parte? Puffo Svitato è perfetto per fare Biff, per il potente re magio Baldassarre c’è Gargamella, che nella realtà pare sia anche il suo figlioccio. La Maddalena può impersonarla Puffetta, si sa che è una femmina non proprio morigerata nei costumi, indovinate quale ruolo potrebbe avere puffo Falegname.
    Invece il quasi puffo Frullo incarna perfettamente l’angelo Raziel, in assoluto il personaggio che più mi è piaciuto. Si esprime come uno scaricatore di porto, è teledipendente, la rivista Soap Opera Digest è la sua Bibbia, non si lava, sogna di essere trasformato nell’uomo ragno per lanciare ragnatele invece di fulmini, perde tempo giocando a poker con l’angelo Michele per cui arriva sulla terra ad annunciare la nascita di Cristo con dieci anni di ritardo.
    E’ talmente stordito che gli farei fare un film da protagonista.

    Il pubblico che non c’è fatelo voi, non è difficile, basta ridere ad ogni battuta, anche a quelle che non sono comiche ma solo decisamente insulse e ripetitive. Il problema comune a tutte le sit-com è che se le vedi una rarissima volta possono risultare simpatiche, ma se le vedi due volte in fila fanno venire la nausea.
    Il vangelo secondo Biff non fa eccezione: consta di 413 pagine, fino a un terzo si ridacchia, alla metà scende addosso una lieve noia, come fosse soffice neve che cade dal cielo. Proseguendo ancora, oltre pagina 300, devi chinarti in continuazione per raccattare le palle che ti cadono a terra inesorabilmente.

    ☆╮☆╮ stelle comete stanche

    ha scritto il 

  • 3

    come al solito Moore genera in me impressioni contrastanti... l'insieme non è male ma ogni tot c'è una mega caduta di stile che riabbassa il livello generale. Altre cose come Fool e A Dirty Job second ...continua

    come al solito Moore genera in me impressioni contrastanti... l'insieme non è male ma ogni tot c'è una mega caduta di stile che riabbassa il livello generale. Altre cose come Fool e A Dirty Job secondo me hanno qualcosa in più.
    Sia che cerchiate le risate facili o al contrario l'intellettualmente dissacrante lasciate perdere. Sto libro orbita in un'area grigia che non credo tutti possano apprezzare.. anche se una lettura non prevenuta farebbe bene a tanta gente

    ha scritto il 

  • 4

    Il vangelo secondo Biff

    Moore è un genio! Questo libro è geniale! Si capisce che dietro la sua stesura ci sia un grande studio e una grande cultura. Studio delle tradizioni e modi di vita in Israele, India, Cina, e tutti i p ...continua

    Moore è un genio! Questo libro è geniale! Si capisce che dietro la sua stesura ci sia un grande studio e una grande cultura. Studio delle tradizioni e modi di vita in Israele, India, Cina, e tutti i paesi attraversati durante il racconto del viaggio di Gesù e Biff; studio della vita e cultura dei monaci tibetani, dei saggi cinesi con le loro arti marziali. Tradizione e cultura vengono rappresentati in questo romanzo (definirlo romanzo è molto riduttivo) in modo esemplare, in chave ironica, e ironia e sarcasmo (anzi Biff ammette di aver inventato il sarcasmo!) pervadono tutto il libro. E' un libro ironico, ma non divertente, nel senso che le risate che pensavo di fare non ci sono state. A volte, anzi, il troppo sarcasmo e saccenza di Biff mi hanno innervosito. Certo, averne di amici come Biff! Sincero e leale e soprattutto sempre presente, che non abbandona mai l'amico Gesù in nessuna occasione (forse una volta si, ma poi torna indietro) e lo difende da ogni avversità. Vorrebbe salvarlo anche dalla croce, dal suo destino, ma, come tutti sappiamo, non ci riesce..o forse si?
    Anche il finale amaro è degno del romanzo.
    Nonostante non sia il mio genere e abbia fatto fatica un po' nella lettura, devo riconoscere che è un grande romanzo, scritto e costruito bene, con dovizie di particolari. Una chicca è anche la postfazione dell'autore, da leggere assolutamente per apprezzare ancora di più il libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci ho provato...veramente!
    Spinto dal consiglio di un blogger che seguo, e da altre recensioni positive, ho provato a dargli una possibilità. Ma quando Biff e Gesù sono arrivati da Baldassare (con il ...continua

    Ci ho provato...veramente!
    Spinto dal consiglio di un blogger che seguo, e da altre recensioni positive, ho provato a dargli una possibilità. Ma quando Biff e Gesù sono arrivati da Baldassare (con il suo harem di ragazze asiatiche e il demone dietro la porta) ho deciso che non era il libro per me.
    Proverò con un altro romanzo di Moore che ho in libreria, poi deciderò se è un problema di autore o di genere.

    ha scritto il 

  • 1

    brutto

    Andrò controcorrente, ma ho trovato questo libro proprio brutto. Sarò strana io, ma se un libro si prefigge di far ridere, deve far ridere davvero, e spesso… ad ogni pagina mi aspetto una risata… alme ...continua

    Andrò controcorrente, ma ho trovato questo libro proprio brutto. Sarò strana io, ma se un libro si prefigge di far ridere, deve far ridere davvero, e spesso… ad ogni pagina mi aspetto una risata… almeno un sorriso; altrimenti, che senso ha scrivere qualcosa di comico? Se un monologo di un comico non fa ridere, beh…. Quel comico non farà molta strada, no. A meno che non faccia riflettere. Che è tutta un’altra storia. Questo libro non mi ha fatto né ridere, né riflettere.
    All’inizio mi aveva intrigato: l’immagine di un giovane Gesù che resuscita le lucertole a cui il fratellino spacca la testa poteva essere anche simpatica…ma è difficile reggere alla distanza. E qui la distanza … è stata molto breve per me…
    Un angelo un po’ tonto che mangia cioccolata fa ridere una volta non per centinaia di pagine….
    Definirsi “l’amico scemo di Gesù” è divertente? Mah!
    Forse, come troppo spesso mi ritrovo a dire, sarebbe stato sufficiente scorciare un po’ il tutto… soprattutto la parte centrale, per rendere piacevole la lettura.
    Peccato, perché l’idea è molto carina.
    1 stella su 5.

    ha scritto il 

  • 4

    sia SANTIFICATO il tuo nome

    Diciamo che anche solo questa battuta varrebbe l'intero libro (per capirla, bisogna leggerselo tutto, hehe).
    La costruzione dell'opera può sembrare 'cosetta' ma non è affatto così: per compito leggers ...continua

    Diciamo che anche solo questa battuta varrebbe l'intero libro (per capirla, bisogna leggerselo tutto, hehe).
    La costruzione dell'opera può sembrare 'cosetta' ma non è affatto così: per compito leggersi la postfazione dell'autore. Autore che va lodato non solo per dosi di ironia (ma anche di sarcasmo, vero Biff?) da cavallo, nemmeno tanto velata verso alcuni importanti topoi (ma come C4770 parli, ciccio?) della religione cristiana, ma anche perché gestisce la storia ed il racconto con maestria invidiabile. E' buffo vedere Gesù che non parla in maniera 'polite'... Ma sarebbero troppe le citazioni da fare.
    Uniche due pecche...
    In certe parti mi sembra un pochetto prolisso.
    Mi auspicavo di ridere in modo sguaiato, e invece questo è capitato in poche occasioni.
    Del resto, l'ironia non implica sempre la risata GRASSA.
    Rimane un libro che regalerò/consiglierò a molti...

    ha scritto il 

  • 1

    Del 2002.
    Abbandonato a pagina 107 su 430.
    Ho trovato forzati tutti i dialoghi, nessuno divertente (anche se si vede che lo vorrebbero essere). Qualcosa c'è di interessante, ma non abbastanza. ...continua

    Del 2002.
    Abbandonato a pagina 107 su 430.
    Ho trovato forzati tutti i dialoghi, nessuno divertente (anche se si vede che lo vorrebbero essere). Qualcosa c'è di interessante, ma non abbastanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Torah! Torah! Torah!

    Dopo quasi duemila anni nella polvere, Levi detto Biff viene riportato in vita, affidato alle cure energiche dell’angelo pasticcione Raziel, e riceve dall’alto un incarico a dir poco prestigioso: dovr ...continua

    Dopo quasi duemila anni nella polvere, Levi detto Biff viene riportato in vita, affidato alle cure energiche dell’angelo pasticcione Raziel, e riceve dall’alto un incarico a dir poco prestigioso: dovrà occuparsi della stesura di un nuovo Vangelo a proprio nome incentrato sulla figura di Gesù Cristo, suo migliore amico in Galilea sin dalla più tenera età e fino alla drammatica conclusione della sua esperienza terrena. L’apprendistato dell’allora aspirante Messia ci viene così narrato senza filtri, dall’allenamento nella pratica miracolistica svolto resuscitando lucertole all’immancabile pretesa di impersonare un eroe a scelta (Davide, Mosé, se stesso) nei giochi di ruolo tra bambini, e dalla superbia dell’adolescente saputello in materia di sacre scritture alla spasmodica ricerca della verità sulla sua missione celeste, con una fragilità, un’insicurezza e un candore che non si potrebbero immaginare più umani. Ad accompagnarlo passo dopo passo ecco dunque Biff, fedele compagno di una vita “escluso a sorpresa dai vangeli ufficiali”, in quel Nuovo Testamento “posticcio” aggiunto alla Bibbia da “quattro testimoni di dubbia affidabilità”. Nuove fantasmagoriche avventure sono così vagheggiate dalla prospettiva privilegiata di un testimone irresistibile che non impiegherà molto a delinearsi, anche e soprattutto, come attore coprotagonista in scena. Seguiamo i due ragazzini ebrei in un viaggio di oltre tre lustri lungo i minacciosi itinerari della Via della Seta, all’inseguimento dei tre savi che visitarono il bambino divino nella mangiatoia e che dovrebbero avere tutte le risposte indispensabili riguardo la sua più autentica natura: un lungo e tortuoso percorso verso la piena conoscenza di sé, agevolato dagli incontri con il (fiabesco) Baldassarre in una misteriosa fortezza di roccia nell’attuale Afghanistan, complice un manipolo di sensuali cortigiane dagli occhi a mandorla e i nomi chilometrici, con il rigorosissimo Gaspare in un monastero sulle alture cinesi, e con lo svitato Melchiorre, maestro di meditazioni, in India. Solo al termine di questa pirotecnica sfilza di peripezie – dallo scontro con divinità degli inferi all’incredibile amicizia con uno yeti, e dai sanguinosi sacrifici di innocenti alla dea Kali all’abecedario tantrico del Kamasutra – Gesù potrà tornare a casa con l’irriducibile consapevolezza del Cristo e potrà dare forma al suo breve ministero in terra così come ci è sempre stato tramandato, diretto a velocità supersonica verso un destino già scritto.

    .
    E’ in queste parole del vangelo di Giovanni, citate nella postfazione, che va ricercata la scintilla da cui è scaturita questa nuova, ardita esplorazione narrativa di Christopher Moore. Ancora una volta lo scrittore dell’Ohio si cimenta con virtuosismo e spirito ironico con una parodia, anche se il risultato appare assai più misurato e decisamente meno farsesco di quanto non raccontino gli entusiasti estimatori – numerosissimi – che hanno aiutato “Il Vangelo Secondo Biff” a raggiungere l’agognato status di cult book. Non ci sono dubbi che il romanzo sia effettivamente brillante e spesso divertente, merito di un narratore guascone e di un eroe tenerissimo e per ampi tratti distante anni luce dal canone dell’agiografia universale. Non mancano, stando al tenore di alcuni tra i commenti qui sotto, le anime candide che puntualmente si indignano e parlano magari di lesa maestà, trincerate in maniera patetica dentro le quattro mura fasulle di tanto cattivo catechismo. Allo stesso modo non sono mosche bianche quelli che sottolineano – come un merito o una colpa, fa lo stesso – l’irriverenza di un testo che irriverente non è e nemmeno aspira ad essere. La verità è che il libro in questione è un’operina deliziosa e tutto sommato cauta, non la migliore dell’autore statunitense ma senz’altro una delle sue più misurate e coerenti, dove le digressioni fantastiche sono funzionali alla morale scelta e non appaiono, a dirla tutta, neanche così strampalate come potrebbe sembrare a una prima, distratta fruizione. Gli insegnamenti del Budda, di Lao Tzu e Confucio, i precetti dell’induismo, persino l’ecumenico invito all’amore fraterno nel testamento spirituale di un improbabile profeta come l’uomo delle nevi (per nulla abominevole), si incastrano alla perfezione nel quadro di un addestramento alla tolleranza e alla non violenza che copre come per magia il lungo iato nella vita del Messia. Così “Il Vangelo Secondo Biff” può essere letto come il libro che, con ogni probabilità, doveva essere nelle intenzioni di Moore: un anomalo romanzo di formazione. E la storia di un’educazione sentimentale anche, con il contributo indispensabile dell’eroina – riscattata dalla fama ingiusta di meretrice – Maria Maddalena, anzi, Maddi. C’è qua e là, è vero, quel tocco satirico gentile e un po’ dada à la Brian di Nazareth, ma resta disciplinato, non straborda mai nella burla fine a se stessa e può vantare una solida ricerca e documentazione a monte. Queste le maggiori note di merito di un testo piacevolissimo ma solo a tratti davvero esplosivo (su tutte, le pagine dedicate alla prima avventura in oriente, quella nella fortezza di Baldassarre) che nelle battute conclusive praticamente dimentica gli inserti grotteschi con l’angelo teledipendente Raziel e si fa persino serioso, attento a ricalcare quasi mimeticamente le vicende più note del ministero di Cristo (dal battesimo per mano del cugino Giovanni alle nozze di Cana, dal discorso della montagna all’exploit nel tempio e la Passione) così da guadagnare punti in chiave programmatica ma perdendo parte del suo fascino.

    Mezza stella in più per le fantastiche citazioni, anche inventate, piazzate per introdurre ogni svolta significativa nel racconto. La migliore a mani basse (“Gesù era un bravo ragazzo, non meritava questa merda”) viene da una canzone di John Prine dal titolo illuminante, “Jesus The Missing Years”.

    (7.6/10)

    ha scritto il 

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