Il bambino con il pigiama a righe

Di

Editore: Rizzoli (BUR Extra)

4.1
(7487)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Galego , Chi tradizionale , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Basco , Portoghese , Russo , Ceco

Isbn-10: 8817022535 | Isbn-13: 9788817022538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Patrizia Rossi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.
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  • 5

    Il libro parla di un ragazzo che si trasferisce a Auschwitz per il lavoro del padre, un giorno scopre che c'è una rete e dietro la rete ci sono delle persone con il pigiama a righe.
    Questo libro mi è ...continua

    Il libro parla di un ragazzo che si trasferisce a Auschwitz per il lavoro del padre, un giorno scopre che c'è una rete e dietro la rete ci sono delle persone con il pigiama a righe.
    Questo libro mi è piaciuto, la cosa che mi ha colpito è l'amicizia che nasce tra Bruno e Shmuel perché mi ha ricordato quanto è bello avere degli amici che giocano con te e ti diverti con loro. Il finale è triste e mi ha fatto riflettere che queste cose non si dovrebbero più ripetere nella vita, anche se posti come questi nel mondo ce ne sono ancora e spero che nella vita non ne conosca mai uno.
    Frase preferita: "tu sei il mio miglior amico Schmuel, il mio amico per la pelle". Consiglierei questo libro a Fabio.

    Martino - seconda media

    ha scritto il 

  • 5

    Commovente

    Auschwitz visto con gli occhi di due bambini, uno dentro, uno fuori, nessuno dei due che capisce bene cosa stia succedendo, cio' che sanno e' che si sentono soli e formano una bella amicizia, di quell ...continua

    Auschwitz visto con gli occhi di due bambini, uno dentro, uno fuori, nessuno dei due che capisce bene cosa stia succedendo, cio' che sanno e' che si sentono soli e formano una bella amicizia, di quelli semplici che solo i bambini riescono a creare. Commovente, triste, toccante.

    ha scritto il 

  • 4

    Trovato sulla bancarella del mercatino dell'usato. Non l'avrei mai comprato a prezzo pieno, se non altro perché avevo già visto il film. Devo dire che il POV di Bruno risulta ancora più vincente rispe ...continua

    Trovato sulla bancarella del mercatino dell'usato. Non l'avrei mai comprato a prezzo pieno, se non altro perché avevo già visto il film. Devo dire che il POV di Bruno risulta ancora più vincente rispetto alla trasposizione cinematografica, è una nota di tenerezza che spezza piacevolmente la durezza della parentesi storica raccontata nel romanzo.

    Considerandolo un romanzo per ragazzi, lo reputo un buon libro.

    ha scritto il 

  • 5

    作者以輕描淡寫的幽默筆法,刻劃出一個既悲傷又叫人痛心的故事。這不只是兩個小男孩間的故事,也是一個時代的故事。悲劇的產生絕對不僅是來自於無知,更多是人的自以為是。非常推薦的一本書。

    ha scritto il 

  • 3

    Lo sguardo di un bambino sugli orrori del passato.

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colp ...continua

    L’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò, durante la riunione tenutasi il primo novembre 2005, il 27 gennaio “Giornata internazionale della Memoria” per commemorare tutti coloro che, per colpa del regime totalitario e repressivo instauratosi nella Germania nazionalsocialista a partire dal 1933, morirono a causa della...
    http://forestadicarta.altervista.org/il-bambino-con-il-pigiama-a-righe-john-boyne/

    ha scritto il 

  • 4

    Una piccola freccia nel cuore

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui ...continua

    "Se comincerai a leggere questo libro,farai un viaggio.
    Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno(ma questo non è un libro per bambini di nove anni).E presto o tardi arriverai con lui in un luogo circondato da un recinto.Di luoghi così al mondo ne esistono molti,ma speriamo che tu non ne conosca mai uno.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa volta sono approdata al libro dopo aver visto innumerevoli volte il film e volendo scoprire se esistevano delle differenze con esso. In realtà per chi ha visto o conosce il film esso segue pari ...continua

    Questa volta sono approdata al libro dopo aver visto innumerevoli volte il film e volendo scoprire se esistevano delle differenze con esso. In realtà per chi ha visto o conosce il film esso segue pari pari le tracce date dal libro.
    Questi narra la storia durante la seconda guerra mondiale della famiglia di Bruno e le vicende sono narrate dal suo punto di vista, attraverso gli occhi di un bambino di 9 anni che non capisce cosa gli accade attorno, che non riesce a capire perchè la sua vita deve cambiare e che non comprende che differenze ci sono tra lui e le persone che vede vivere al di la di una recinzione. La curiosità lo spingerà ad avventurarsi nel mondo che ormai lo circonda, inizierà un rapporto di amicizia candido e pulito (tipico dei bambini) con Shmuel un bambino ebreo che vive in un campo di concentramento e non saprà che la sua voglia di giocare, aiutare, esplorare, la sua curiosità sarà la causa della sua triste fine. Una storia toccante che non può lasciare indifferenti, una storia che fa comprendere come gli occhi di un bambino non potevano cogliere le differenze di razza tanto decantante dal popolo tedesco. Un bambino che una volta lasciati i suoi vestiti può essere tranquillamente non riconosciuto ed essere condotto a morte.
    Una lettura che fa riflette consigliata a tutti per avere un nuovo punto di vista della guerra.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro viene affrontato quest'argomento così importante in un modo così semplice che ti cattura. Essendo raccontato dal punto di vista di un bambino ovviamente la visione è diversa ma è davve ...continua

    In questo libro viene affrontato quest'argomento così importante in un modo così semplice che ti cattura. Essendo raccontato dal punto di vista di un bambino ovviamente la visione è diversa ma è davvero ben scritto secondo me. Il finale è straziante ma è giusto che sia così.

    ha scritto il 

  • 2

    Considerato l'argomento, che mi sta molto a cuore, non avrei potuto dire che non mi è piaciuto, ma appunto per il rispetto che porto al tema in questione ritengo che la vicenda storica sia stata molto ...continua

    Considerato l'argomento, che mi sta molto a cuore, non avrei potuto dire che non mi è piaciuto, ma appunto per il rispetto che porto al tema in questione ritengo che la vicenda storica sia stata molto trascurata e sottovalutata.
    Certo la storia è vista con gli occhi di un bambino di 9 anni che ignora cosa stia accadendo veramente, anche perché fa parte di una famiglia e una parte di mondo che tende a minimizzare il dramma che si sta consumando oltre il filo spinato, quindi non si può pretendere che lui lo capisca e lo condanni.
    Il finale mi ha lasciato a bocca aperta, piacevolmente stupita per la drammaticità che questa vicenda si meritava.

    ha scritto il 

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