Il barone rampante

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(13771)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Galego , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Polacco , Finlandese

Isbn-10: 8811020859 | Isbn-13: 9788811020851 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il narratore ripercorre la lunga vicenda del fratello, Cosimo di Rondò, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo a Ombrosa, in Liguria. Cosimo, persfuggire ad una punizione inflittagli dai suoi educatori, decide di salire suun albero per non ridiscendere mai più. Cosimo si costruisce un mondo aereodove diversi personaggi della cultura e della politica (Napoleone compreso)lo vanno a trovare, testimoniandogli la loro ammirazione. Vive anche unatormentata storia d'amore con la volubile Viola. Cosimo muore vecchio, senzamai discendere in terra: ammalato, in punto di morte, si aggrappa allafune di una mongolfiera e scompare mentre attraversa, così appeso, il mare.
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  • 4

    Profondo in superficie

    In questa sua opera Calvino raggiunge la perfetta sintesi tra la leggerezza (nelle immagini) e l'intensità (delle emozioni e dei messaggi che filtrano attraverso il testo).
    Per me questo è il capolavo ...continua

    In questa sua opera Calvino raggiunge la perfetta sintesi tra la leggerezza (nelle immagini) e l'intensità (delle emozioni e dei messaggi che filtrano attraverso il testo).
    Per me questo è il capolavoro di Calvino, insieme con "le Città invisibili": un testo intenso, che lascia moltissimo al lettore, senza essere inutilmente pretenzioso nella forma.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho trovato questo libro troppo legato a fatti assurdi e irreali, che vuole trasmettere un messaggio senza però riuscirci, lasciando al lettore troppa libertà di interpretazione difficile da gestire. ...continua

    Ho trovato questo libro troppo legato a fatti assurdi e irreali, che vuole trasmettere un messaggio senza però riuscirci, lasciando al lettore troppa libertà di interpretazione difficile da gestire.

    ha scritto il 

  • 4

    ELEVARSI..

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua co ...continua

    Che bello leggere Calvino, questo piccolo grande racconto mi ha davvero incantata, Cosimo sale sull'albero per non scendere mai più. Un gesto di ribellione il suo, senza pentimento mantiene una sua coerenza.
    Ha preso le distanze, guarda tutto da sopra..una metafora potentissima.
    La sua vita è comunque piena di avventure, passando da un ramo all'altro trova una dimensione sconfinata, trova l'amore, trova la sua forza.
    Calvino ha una scrittura elegante e comprensibile, nella sua storia fantastica ci sono profondi insegnamenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginavo non mi avrebbe delusa, e non l'ha fatto. Ho ammirato da subito la ribellione di Cosimo Piovasco di Rondò, il suo salire sugli alberi e non scenderci mai più, il vivere nonostante il mondo a ...continua

    Immaginavo non mi avrebbe delusa, e non l'ha fatto. Ho ammirato da subito la ribellione di Cosimo Piovasco di Rondò, il suo salire sugli alberi e non scenderci mai più, il vivere nonostante il mondo andasse avanti e la sua volontà d'adattemento nel rispettare la scelta fatta.

    ha scritto il 

  • 3

    Concetti condivisibili ma stile noioso

    Limite mio forse: non amo la scrittura di Calvino. Il testo, un po' surreale, di base ha una buona concettualità, ma non ho provato piacere nella lettura. Mi ha lasciato poco, forse proprio per questo ...continua

    Limite mio forse: non amo la scrittura di Calvino. Il testo, un po' surreale, di base ha una buona concettualità, ma non ho provato piacere nella lettura. Mi ha lasciato poco, forse proprio per questo. Non lo ricordo come un gran libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho iniziato questo libro perché aveva appena finito una lettura bruttissima e dovevo andare sul sicuro. Con Calvino si ha sempre la certezza di cominciare un capolavoro. Io ho cominciato "Il barone ra ...continua

    Ho iniziato questo libro perché aveva appena finito una lettura bruttissima e dovevo andare sul sicuro. Con Calvino si ha sempre la certezza di cominciare un capolavoro. Io ho cominciato "Il barone rampante" con la certezza che sarebbe stato un bel viaggio, ma no, non avevo previsto che nelle ultime pagine avrebbe avuto addirittura il potere di farmi commuovere. Un libro che va letto a 7, a 13, a 20, a 40 anni e così via. Un libro senza età capace di sprigionare la sua forza a ogni rilettura, più nuova che mai, perché si sa che "un classico è un libro che non finisce mai di dire ciò che ha da dire". E io ho la certezza che questo non finirà mai e che entrerà nella mia lista di libri da rileggere ogni tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Me enfrento al barón rampante como lo hago con los grandes clásicos. Con cierto escepticismo. No puedo evitarlo. Lo primero que detecto es una traducción que no me convence. O eso creo, desconfío de l ...continua

    Me enfrento al barón rampante como lo hago con los grandes clásicos. Con cierto escepticismo. No puedo evitarlo. Lo primero que detecto es una traducción que no me convence. O eso creo, desconfío de las grandes sentencias sobre las traducciones. Incluso de las mías, por pequeñas que sean. Creo que habría que cotejar el original y la traducción para valorar esta segunda. Yo nunca he hecho eso. Me limito a aseverar, a enjuiciar. Pero es que creo que hay expresiones que chirrían. O a lo mejor, son mis oídos. O a lo mejor, soy yo mismo.

    El barón rampante es un libro de escritura sencilla. Muy bien contextualizada en los estertores de un universo que se va descomponiendo a pasos agigantados, para cambiar todo y (como dijo Lampedussa) convertirse en lo mismo. Aires de libertad provienen de Francia, de la Marsellesa y de los jacobinos. En ese contexto y por hecho a priori nimio, el joven primogénito de un noble se sube en un árbol para jamás descender. Una historia con una metáfora innegable pero que cada lector deberá identificar.

    Es una obra de mitad del siglo XX que perfectamente podría haber sido escrito años atrás. Tiene en su escritura, según me ha parecido, cierta inclinación a imitar las obras de un cien o ciento cincuenta años atrás. La aparición de una serie de historias secundarias, a modo de los folletines, que poco o nada tienen que ver para el desarrollo de la historia principal avalan este criterio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze"

    Un giorno, così per caso, mi sono chiesta: perché non ho mai letto un libro di Italo Calvino? Lo consigliano i professori mentre siedi ancora fra i banchi del liceo, lo decantano i lettori più accanit ...continua

    Un giorno, così per caso, mi sono chiesta: perché non ho mai letto un libro di Italo Calvino? Lo consigliano i professori mentre siedi ancora fra i banchi del liceo, lo decantano i lettori più accaniti, lo ritrovi spesso nei programmi universitari...ma è solo per questa improvvisa curiosità che ho aperto le pagine del barone rampante. Ed è allora che ho capito che Calvino non è un autore da leggere solo perché fra i più famosi del novecento italiano, ma perché sa regalarti un viaggio unico in una storia e nella tua lingua. L'uso che Calvino è riuscito a fare dell'italiano ha dello straordinario: è elegante, forbito, classico e innovativo insieme, e nonostante ciò è anche fresco, potente, evocativo come un quadro astratto. Delle vicende del barone Cosimo poi si potrebbe discutere per ore, di questo ragazzo indipendente e idealista che un giorno decide di vivere fra gli alberi fino all'ultimo giorno della sua vita, e riesce a mantener fede al suo strambo giuramento. E mentre spia la vita fra i rami dei boschi piemontesi incontra ladri, pirati, illustri personaggi (basti citare Napoleone), ma emigra anche, per cercare compagni di solitudine fra le fronde dei sempreverdi spagnoli. Soprattutto, Cosimo incontra la donna della sua vita, Viola, bella, fiera e nobile, con la quale vivrà un rapporto tormentato dall'infanzia all'età matura...sempre a perdersi e a rincorrersi, ma senza mai rinunciare ad essere se stesso. Il bello del romanzo è proprio questo, la "metafora" della fuga fra gli alberi intende svelare come il venir meno alle regole e l'osservare il mondo dall'alto, sebbene comporti rinunce dolorose, voglia dire affermare la propria vera personalità, senza lasciarsi condizionare dal mondo nel viaggio della propria vita:

    E lei: Tu credi che l'amore sia dedizione assoluta, rinuncia di sé
    Era lì sul prato, bella come mai, e la freddezza che induriva appena i suoi lineamenti e l'altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: “Dimmi che cosa vuoi che faccia, sono pronto.” e sarebbe stata di nuovo felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: “Non ci può essere amore se non si è sé stessi con tutte le proprie forze.”

    ha scritto il 

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