Il battello del delirio

Di

Editore: Fanucci

4.0
(773)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 384 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8834704002 | Isbn-13: 9788834704004 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ornella Ranieri Davide

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il battello del delirio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    febbre lenta

    Niente di particolarmente rilevante, di certo non tra le migliori di Martin.
    Un battello pieno di vampiri perché uno dei due proprietari è un vampiro: una specie di battaglia tra vampiri "buoni" e que ...continua

    Niente di particolarmente rilevante, di certo non tra le migliori di Martin.
    Un battello pieno di vampiri perché uno dei due proprietari è un vampiro: una specie di battaglia tra vampiri "buoni" e quelli "cattivi", mettendo in mezzo un po' di gente che ha avuto la sfortuna di lavorare o viaggiare su quel battello. Personaggi abbastanza piatti e storia che scorre lenta come la navigazione sul fiume.
    Non posso dire che sia stata una brutta lettura, ma nemmeno chissà che. Risente probabilmente anche degli anni trascorsi e della passata mania dell'adorazione per i succhiasangue nella letteratura. Un sei, va.

    ha scritto il 

  • 2

    Il peggiore dei libri di Martin

    Per quanto Martin riesca sempre a coinvolgere il lettore, in questo libro la storia si rivela prevedibile fin dall'inizio e i personaggi, contrariamente a quelli delle altre opere, sono bidimensionali ...continua

    Per quanto Martin riesca sempre a coinvolgere il lettore, in questo libro la storia si rivela prevedibile fin dall'inizio e i personaggi, contrariamente a quelli delle altre opere, sono bidimensionali. Sarà che sui vampiri è già stato detto tutto...

    ha scritto il 

  • 4

    "Il battello del delirio". I vampiri arrivano sull'acqua.

    George Martin esisteva anche prima de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”. Questo libro è del 1982 e ci racconta una storia di vampiri, quelli classici, anche se Martin apporta qualche cambiamento ...continua

    George Martin esisteva anche prima de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”. Questo libro è del 1982 e ci racconta una storia di vampiri, quelli classici, anche se Martin apporta qualche cambiamento alla tradizione. Una storia solida e avvincente, ricca di colpi scena gestiti sapientemente e di personaggi ben cesellati. Un bel racconto avventuroso e fantastico.
    La recensione continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=-MQnC6HD0c0

    ha scritto il 

  • 3

    Una buena novela en general, tiene momentos que te mantienen pegado a las paginas, pero entre tanto hay paginas de lectura lenta y pesada. Me gusta el planteamiento que hace Martin de los vampiros, y ...continua

    Una buena novela en general, tiene momentos que te mantienen pegado a las paginas, pero entre tanto hay paginas de lectura lenta y pesada. Me gusta el planteamiento que hace Martin de los vampiros, y el símil vamiros - humnos / esclavistas - esclavos.

    Creo que es muy interesante las dos maneras enfrentadas que tienen de ver el mundo los vampiros, y no puedo evitar que me recuerde a la visión del mundo de Magneto y Charles Xavier en X-Men.

    ha scritto il 

  • 4

    Un inchino al Dracula di "Stocker"

    La figura dei vampiri tanto commercializzata negli ultimi anni torna tra queste pagine nella sua concezione più classica.I richiami non sono velati ma evidenti, voluti, e riecheggiano per tutta la pri ...continua

    La figura dei vampiri tanto commercializzata negli ultimi anni torna tra queste pagine nella sua concezione più classica.I richiami non sono velati ma evidenti, voluti, e riecheggiano per tutta la prima parte dell'opera. Dalle nebbie che avvolgono l'arrivo dei vampiri, ai paesaggi plumbei, tetri, grigi e costantemente nebbiosi. La storia stessa dei vampiri, delle loro origini, del loro passato, raccontata dai protagonisti fa l'occhiolino ad alcuni elementi del "Dracula" di Stocker. Vi faccio solo l'esempio del momento in cui Damon Julian (uno dei vampiri più antichi e crudeli che siano mai esistiti) non uccide la sua vittima ma, notte dopo notte, entra nella sua stanza e beve lentamente il suo sangue senza che nessuno sospetti nulla. Credono sia malata, credono che la responsabile dell'indebolimento e del pallore sia una malattia. Non vi ricorda il personaggio di Lucy in Dracula? Oh, se leggeste questo romanzo... Il modo in cui è descritto non potrà non ricordarvelo. Sembra quasi un omaggio, un inchino al libro di Stoker.
    Fino a metà della storia la figura dei vampiri e la narrazione della loro storia è il tema predominante. Si intuisce quasi subito quale sia la natura dei personaggi principali, quasi che Martin non avesse interesse a tenerla nascosta, quasi a dirvi di non focalizzarvi su quello, perchè non è il mistero la chiave della storia, ma è la storia stessa.
    La parte centrale in cui lentamente da lettori apprendete ciò che è realtà e ciò che è mito nella storia di queste creature è davvero narrata benissimo. Riuscirà ad incantarvi, quasi avesse fatto anche a voi una sorta di incantesimo.
    Martin riesce a rendere credibile la figura leggendaria del vampiro grazie ai numerosi richiami storici di cui è disseminata la storia. E la cosa più bella è che non vi coglierà impreparati, o meglio, non vi permetterà di esserlo. Non darà per scontato che voi sappiate la storia Americana dell'800 ma arrichirà questo romanzo di note, che troverete alla fine di ogni capitolo. Note che faranno luce su citazioni e richiami storici. Vi prego, non pensate a questo come qualcosa di noioso, perchè vi garantisco che non lo è. Una delle note, giusto per portarvi un esempio concreto riassume in poche righe la storia di una figura terribile come Marie Delphine Lalaurie. E chi segue American Horror Story qualcosa già conosce di questo personaggio.
    I personaggi sono quindi storicamente contestualizzati benissimo. Dalla metà in poi il romanzo diventa più ambizioso e con la sua narrazione crea un parallelismo meraviglioso tra la natura dei vampiri e la schiavitù, che ancora vigeva in certi stati americani nell'800.
    Damon Julian, vampiro che Martin vi porta ad odiare e disprezzare per la sua natura nella prima parte della storia, sottolinea il fatto che non agisce diversamente da come fanno gli esseri umani in molti stati schiavisti. I vampiri trattano gli esseri umani come "bestie" delle quali nutrirsi, li usano, così come gli esseri umani stessi usano gli schiavi. Anzi, i vampiri proteggono, amano e difendono i propri simili. Gli esseri umani sono inferiori anche in questo. Giudicano e uccidono sulla base del colore della pelle di un persona. E questa riflessione che vi ho spiegato malissimo ma che troverete espressa in modo cento volte migliore nel libro di Martin, vi stupirà. Così come il tema della libertà di scelta. I vampiri non possono scegliere se nutrirsi o meno di sangue umano. Non hanno alternativa. Non solo perchè morirebbero ma perchè la sete è implacabile e incontrollabile. Li spinge a compiere azioni contro la loro volontà. Ma noi invece possiamo scegliere come trattare gli altri esseri umani. E scegliamo sempre il modo sbagliato di farlo.
    So bene che non vi ho raccontato molto della trama ma a mio avviso non era fondamentale. La storia è narrata davvero molto bene, saprà intrattenervi, incuriosirvi e coinvolgervi. Ma quello che troverete oltre la narrazione è ciò che fa di questo libro un romanzo che merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante horror dell'autore delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco. Con il battello che naviga sul Mississippi, la prima parte sembra quasi ricordare le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Fynn ...continua

    Interessante horror dell'autore delle Cronache del Ghiaccio e del fuoco. Con il battello che naviga sul Mississippi, la prima parte sembra quasi ricordare le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Fynn; la seconda invece ritorna verso i canoni più tradizionali del libri sui vampiri.

    ha scritto il 

  • 3

    En general no está mal, aunque esperaba muchísimo más de Martin. El libro es en exceso predecible y lento, aunque no tanto como para resultar aburrido. Pero la peor parte se la llevan los personajes: ...continua

    En general no está mal, aunque esperaba muchísimo más de Martin. El libro es en exceso predecible y lento, aunque no tanto como para resultar aburrido. Pero la peor parte se la llevan los personajes: planos, carentes de personalidad o carácter y completos estereotipos, propios de las novelas de vampiros. Sin embargo, la comparación entre las relaciones blanco-negro y vampiro-"ganado" (nombre que nos dan estos seres) me pareció genial a lo largo de la novela, así como la historia de Joshua, dos elementos que constituyen los mejor de todo el libro.
    Sinceramente solo la recomiendo si te gustan mucho las novelas sobre los "chupasangre" o si eres fan fiel del escritor. Si te encantó la saga de canción de hielo y fuego, léete otro libro por que este, a pesar de ser del mismo escritor, deja mucho que desear.

    ha scritto il 

  • 2

    La versione di Martin dei vampiri e' originale e sensata..ma questo suo romanzo e' poco scorrevole. Va bene ricreare l'atmosfera del fiume, ma così è troppo lento.

    ha scritto il 

Ordina per