Il borgomastro di Furnes

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi, 290)

4.1
(493)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845910709 | Isbn-13: 9788845910708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tea Turolla

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Furnes è un borgo fiammingo, dove si mescolano nobili dimore e primi segni diun'americanizzazione generale. Dominante, nel luogo, è la figura del borgomastro, che tutti chiamano Baas, ed è un vero boss autorevole, sicuro, inflessibile, temuto. Intorno a lui un tessuto di chiacchiere al circolo, delazionie corruzione. E una donna nascosta, in condizioni abiette. Ma, una sera cometante altre, anche nel borgomastro, in questo imperturbabile monolite, si apreuna crepa. Simenon ci mostra così, fino alle ultime conseguenze, che cosa siscopre appena di affonda un po' nella vita apparentemente più ordinata.Il romanzo, che Simenon dichiarò di avere scritto "in un vero e proprio statodi allucinazione" fu composto nel 1938 e pubblicato nel 1939.
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  • 4

    Altra storia di Simenon di quelle che prediligo,quelle ambientate nelle Fiandre,in terre spoglie sottratte con fatica al mare, dove i gelidi paesaggi si riflettono negli animi dei protagonisti.
    In bre ...continua

    Altra storia di Simenon di quelle che prediligo,quelle ambientate nelle Fiandre,in terre spoglie sottratte con fatica al mare, dove i gelidi paesaggi si riflettono negli animi dei protagonisti.
    In breve è la storia di questo equivalente del nostro sindaco, che si è fatto da sé, senza scrupoli ma soprattutto senza nessun trasporto emotivo,glaciale come una pietra (moglie cornificata alla luce del sole..e lei zitta;una vedova sfruttata per ereditarne la fabbrica; e via di questo passo). Finché dopo l'ennesima nefandezza, sembra che gli si aprano delle prospettive per una vita diversa, che una scintilla si sia accesa dentro quest'uomo, ma il richiamo all'ordine (mortifero) è più forte di qualunque speranza.

    ha scritto il 

  • 3

    Non conosco Furnes. Non ne conosco il borgomastro, né gli abitanti.

    Con questa lapidaria “avvertenza” collocata all’inizio del romanzo più cupo e funereo che Simenon abbia scritto (o quanto meno che io abbia letto), il maestro di Liegi rimarca l’universalità della vic ...continua

    Con questa lapidaria “avvertenza” collocata all’inizio del romanzo più cupo e funereo che Simenon abbia scritto (o quanto meno che io abbia letto), il maestro di Liegi rimarca l’universalità della vicenda e dei temi che si dipanano in queste pagine.

    Questo benché, come sempre, l’atmosfera dei luoghi, delle brume fiamminghe, delle strade umide e sferzate dal vento, delle case austere e mal riscaldate, delle taverne fumose, costituisca un punto di forza del libro, e sia difficile immaginarne l’ambientazione in un altro contesto geografico.

    Definita così la scenografia, i personaggi si muovono in un quadro dominato in tutti i sensi dal carattere del protagonista che, leggendo i commenti, ho visto definire spregevole, commovente, egoista, superiore, perverso… ed in effetti il borgomastro Joris Terlinck è tutto questo ed anche altro, re e schiavo del suo mondo al quale è ineluttabilmente incatenato, anche quando le sirene cercano di attirarlo verso il mare e quando il suo regno è ridotto ad un ammasso di macerie morali e materiali.

    Non sembra possibile estrapolare una valutazione oggettiva del romanzo dal giudizio sull’oscuro protagonista che resta contraddittorio e inafferrabile nonostante l’obiettivo dell’autore sia costantamente puntato su di lui e non esista scena che non lo mostri in primo piano, mentre gli altri si avvicendano come pallide e fragili marionette.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mi sono tuffato a corpo morto su Simenon e con un autore così prolifico, nonché rapidissimo nella scrittura, non è infrequente individuare subito, oltre a delle atmosfere preferite, anche una struttur ...continua

    Mi sono tuffato a corpo morto su Simenon e con un autore così prolifico, nonché rapidissimo nella scrittura, non è infrequente individuare subito, oltre a delle atmosfere preferite, anche una struttura ricorrente nelle sue storie; questo non è necessariamente un difetto: si dice che in fin dei conti ogni scrittore scriva e riscriva sempre lo stesso romanzo (Simenon stesso, in questo senso, si definiva più artigiano che artista perché più che perfezionare un romanzo che non lo convinceva del tutto preferiva ripromettersi di migliorarsi in quello dopo, perfezionando volta per volta la sua opera) e credo che anche il lettore vada evidentemente cercando nei suoi autori preferiti sempre quella narrazione che ama.
    Ecco, in questa prospettiva, secondo me il Borgomastro di Furnes è il romanzo che al momento mi pare meno riuscito fra i "duri" di Simenon: nel paradigma "dinamiche ripetitive - crisi - primissimi piani psicologici - resa" quella del Baas risulta una declinazione oltremodo imperscrutabile, e va bene, ma anche poco avvincente.
    La figura del personaggio sgradevole e ottuso è resa alla perfezione ma, nonostante la lunga e meticolosa descrizione dei suoi movimenti, non sono riuscito a provare empatia o anche solo tensione per la sua storia.
    Alla fine quelle di Simenon sono storie di perdenti, storie di routine spezzate, di crisi esistenziali che si sviluppano e si piegano su sé stesse. Anche quelli che sembrano uscirne a testa alta – l'uomo che guardava passare i treni, o Ben, il figlio dell'orologiaio di Everton – risolvono la propria crisi dentro il perimetro del loro piccolo mondo o, più semplicemente, del loro destino.
    Quella del borgomastro mi è parsa la storia più triste: un uomo potente e che ha tutto ma che è e rimane infelice e vuoto, senza nemmeno accorgersene, fino alla fine. In lui non c'è crisi, non c'è evoluzione. Avrei voluto vederlo crollare, cedere, espiare, cambiare. Invece niente.
    Questa volta l'estenuante, tortuoso percorso, non ha portato a nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima lettura di Simenon

    Ho deciso di leggere questo libro di Simenon in vista di un viaggio nelle fiandre. Non avevo mai letto niente di questo autore ed ora che ho iniziato non vedo l'ora di prendere in mano un'altro suo li ...continua

    Ho deciso di leggere questo libro di Simenon in vista di un viaggio nelle fiandre. Non avevo mai letto niente di questo autore ed ora che ho iniziato non vedo l'ora di prendere in mano un'altro suo libro. Davvero notevole, scrito molto bene, letura scorrevole e mai banale.
    La storia è incentrata sulla vita del sindaco di un paesino delle fiandre e sul rapporto che quest'uomo ha con i suoi famigliari e i suoi concittadini. Mi fermo qui con la recensione per non togliere il gusto a chi vorrà leggerlo di scoprire da sè il finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Provincia

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a pare ...continua

    Lo squallido provincialismo di una borgata viene fuori attraverso la forte figura di questo Borgomastro che forse nella vita ha sbagliato tutto senza mai avere sbagliato nulla... Uno dei libri a parer mio più riusciti di Simenon che insuffla ai suoi personaggi il giusto respiro vitale e fa respirare a noi lettori i paesaggi franco-belgi attraverso le magiche descrizioni a base di salsedine e umidità, vetri gocciolanti e appannati e numerose birre e liquorini...

    ha scritto il 

  • 3

    Delizioso Simenon!

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza.
    Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi ci ...continua

    Il borgomastro di Furnes è un uomo che ha voluto fortemente raggiungere il ruolo di primo cittadino, anche a scapito di qualche scorrettezza.
    Il Baas Joris Terlinck è un uomo forte, temuto dai suoi cittadini, da sua moglie, dalla sua cameriera e da chiunque lo circondi, ma anche chi crede di non poter mai essere in discussione può commettere un errore. Il suo è quello di non aver concesso un prestito ad un suo dipendente e questi si suicida. A questo punto, la sua integrità comincia a scricchiolare, tanto da fargli commettere degli errori e delle leggerezze che mai avrebbe pensato poter affrontare.

    ha scritto il