Il cacciatore di aquiloni

Di

Editore: Piemme

4.3
(29920)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 414 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Norvegese , Spagnolo , Portoghese , Olandese , Giapponese , Svedese , Danese , Catalano , Sloveno , Lettone , Croato , Basco , Finlandese , Ceco , Farsi , Galego , Arabo , Polacco

Isbn-10: 8838462291 | Isbn-13: 9788838462290 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: I. Vaj

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina rigida , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è unabestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta.Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan ècambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso unacolpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella suacasa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, pertrovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati.Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza.C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donnesono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
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    Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vi ...continua

    Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili e la bellezza è fuorilegge.
    Ho sempre pensato che Hosseini abbia una capacità particolare nel descrivere anche una scena di violenza con la delicatezza con la quale si descrive un campo di fiori. cosí è per "mille splendidi soli" così è per "il cacciatore di acquiloni". Il periodo storico dei due libri è complementare, uno scenario di guerra e oppressioni illuminato da una luce di speranza. Non mancano mai dei finali avvincenti e le trame di Hosseini sono ricche di punti di svolta e difficoltà da scavalcare. Proprio per questo è quasi impossibile non finirlo subito. Ti tiene gli occhi incollati alle pagine, con il fiato sospeso. Le parole di Hosseini sprizzano meraviglia.

    ha scritto il 

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    Per questo libro devo dare due giudizi, uno non proprio positivo e uno positivo.
    La qualità della narrazione non è proporzionata al successo che ha avuto, in certi punti si nota la mano dello scrittor ...continua

    Per questo libro devo dare due giudizi, uno non proprio positivo e uno positivo.
    La qualità della narrazione non è proporzionata al successo che ha avuto, in certi punti si nota la mano dello scrittore, ed la parte finale è decisamente deludente: nelle ultime pagine il racconto, ben articolato per tutto il libro, diventa veloce, troppo rapido, scontato, quasi un riassunto, come se lo scrittore avesse avuto fretta di terminare, o non fosse affatto interessato a quella parte di vicenda. Brutte anche le troppe coincidenze dello scontro per liberare il bambino.
    Invece la storia in se coinvolge, è commovente, e pure interessante perché mostra con gli occhi di chi ci vive dentro un paese, l’Afghanistan, di cui si sente parlare spesso ma sempre con un punto di vista esterno, raccontando anche le sventure patite da quel popolo.
    Di conseguenza, dato che per me un libro è un buon libro quando ci lascia dentro qualcosa, lo consiglio, perché fa riflettere e commuove

    ha scritto il 

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    ho letto il libro, ho visto il film... entrambi mi hanno regalato emoziono forti. Certe pagine mi hanno strappato una lacrima.
    Quando l'ho finito si è come creato un vuoto dentro di me.
    Penso che meri ...continua

    ho letto il libro, ho visto il film... entrambi mi hanno regalato emoziono forti. Certe pagine mi hanno strappato una lacrima.
    Quando l'ho finito si è come creato un vuoto dentro di me.
    Penso che meriti un posto nelle librerie di tutti i lettori.

    ha scritto il 

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    Amir è nato e vissuto in Afghanistan finchè non è dovuto fuggire insieme al padre in America per rifarsi una vita. Nel suo paese d’origine Amir ha lasciato il ricordo di una colpa che non è mai riusci ...continua

    Amir è nato e vissuto in Afghanistan finchè non è dovuto fuggire insieme al padre in America per rifarsi una vita. Nel suo paese d’origine Amir ha lasciato il ricordo di una colpa che non è mai riuscito a perdonarsi, nonostante ormai siano passati molti anni.

    Questo ricordo è legato ad un torneo, a degli aquiloni, a dei bulli e ad Hassan, suo fedele amico…ma solo a senso unico.

    Un giorno Amir riceve una telefonata da un amico del padre che lo spinge a ritornare a Kabul perchè ha qualcosa d’importante da comunicargli. L’ormai adulto Amir è quindi costretto a fare i conti con il passato e con i segreti di famiglia e a lottare strenuamente per rimediare in qualche modo al suo colpevole silenzio e, infine, riscattarsi.

    Come al solito Khaled Hosseini ci coinvolge con le sue storie afghane: storie di bambini, di adulti, di segreti, di guerra e di violenza, che ci catapultano in un luogo così lontano da noi per questioni di idee, cultura e tradizioni.

    Un bel libro sicuramente, che vuole dare un’immagine positiva di una terra martoriata dalla violenza e dagli estremismi religiosi. Ma l’Afghanistan non è solo quello, è un paese fatto di persone semplici, pulite e generose ed è così che sono i personaggi creati da Hosseini.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho sempre pensato che Hosseini abbia una capacità particolare nel descrivere anche una scena di violenza con la delicatezza con la quale si descrive un campo di fiori. cosí è per "mille splendidi soli ...continua

    Ho sempre pensato che Hosseini abbia una capacità particolare nel descrivere anche una scena di violenza con la delicatezza con la quale si descrive un campo di fiori. cosí è per "mille splendidi soli" così è per "il cacciatore di acquiloni". Il periodo storico dei due libri è complementare, uno scenario di guerra e oppressioni illuminato da una luce di speranza. Non mancano mai dei finali avvincenti e le trame di Hosseini sono ricche di punti di svolta e difficoltà da scavalcare. Proprio per questo è quasi impossibile non finirlo subito. Ti tiene gli occhi incollati alle pagine, con il fiato sospeso. Le parole di Hosseini sprizzano meraviglia da tutti i pori.

    ha scritto il 

  • 5

    Baba

    Forse è un libro imperfetto? Forse. Imperfetto come imperfetti sono i suoi personaggi, umani e di conseguenza fragili, profondi e unici.
    Un libro stupendo, una storia emozionante e una descrizione dei ...continua

    Forse è un libro imperfetto? Forse. Imperfetto come imperfetti sono i suoi personaggi, umani e di conseguenza fragili, profondi e unici.
    Un libro stupendo, una storia emozionante e una descrizione dei paesaggi che definirei romantica.

    ha scritto il 

  • 3

    Un discreto romanzo, si fa leggere. La pecca più grande è nell'esposizione della storia dell'Afghanistan, che è palesemente filo-americana e questo è forse il motivo per cui è stato pubblicato ed è di ...continua

    Un discreto romanzo, si fa leggere. La pecca più grande è nell'esposizione della storia dell'Afghanistan, che è palesemente filo-americana e questo è forse il motivo per cui è stato pubblicato ed è diventato best-seller (una pacchia per gli americani avere in pieno clima post- 11 settembre un afgano che presenta gli USA come i salvatori dell'Afghanistan, ignorando come i talebani fossero lì anche grazie agli stessi USA).
    Un discreto romanzo, leggerlo non è una perdita di tempo e fa comunque riflettere, ma renderlo best seller mi sembra esagerato.

    ha scritto il 

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