Il cargo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore (I capolavori della Medusa)

3.9
(429)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 391 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000045086 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    "... portava sempre quel suo vestito rosso, che sanguinava nel sole."

    Anche se come al solito è scritto benissimo, ho apprezzato questo libro meno di altri di Simenon. Penso che ciò sia dovuto all'ambientazione tropicale e alle atmosfere asfissianti, tanto dal punto di ...continua

    Anche se come al solito è scritto benissimo, ho apprezzato questo libro meno di altri di Simenon. Penso che ciò sia dovuto all'ambientazione tropicale e alle atmosfere asfissianti, tanto dal punto di vista climatico quanto da quello metaforico.
    Un libro che trascina il lettore, assieme ai protagonisti, in un contesto sempre più claustrofobico, come un cappio che tanto lentamente quanto inesorabilmente si stringe attorno al collo, fino all'inevitabile conclusione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La storia: Come in un incubo, sin dall'inizio Joseph perde il controllo della situazione e viene travolto da eventi il cui senso gli è oscuro: prima la fuga da Parigi insieme a Charlotte, la compagna ...continua

    La storia: Come in un incubo, sin dall'inizio Joseph perde il controllo della situazione e viene travolto da eventi il cui senso gli è oscuro: prima la fuga da Parigi insieme a Charlotte, la compagna che, "in nome dell'Idea", ha ucciso l'uomo che era stato il suo amante. E che rifiutava di darle il denaro per finanziare il loro giornaletto anarchico. Poi, l'imbarco a bordo di una nave di contrabbandieri, il precipitare in "un universo incoerente, buio e fradicio", l'arrivo in una miniera d'oro colombiana, tra ragni, cimici e ratti, fino a Tahiti, dove Joseph incontrerà il suo destino... Un Simenon inconsueto, lontano dai soliti gialli, tuffato nell'inquietante serie di peripezie che, attraverso tre continenti, porta lo sfortunato protagonista, trascinato suo malgrado a toccare fondali sempre più bassi, di tragedia in tragedia fino all'inevitabile epilogo. Perfino i pochi momenti di luce hanno il loro buio da presso, e in ogni sorriso si apre una crepa di infelicità, mentre incombe costante una cappa di disperazione che intride ogni pagina di angoscia e assenza di aneliti salvifici.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Simenon, nei suoi romanzi diciamo "non-margret", è fantastico perché ogni volta cambia, e ogni volta resta sé stesso. In questo romanzo, ambientato solo in parte sul cargo ma in cui la figura, il conc ...continua

    Simenon, nei suoi romanzi diciamo "non-margret", è fantastico perché ogni volta cambia, e ogni volta resta sé stesso. In questo romanzo, ambientato solo in parte sul cargo ma in cui la figura, il concetto del cargo è essenziale nella psicologia del protagonista e nel suo progressivo disfacimento, troviamo un'atmosfera che a dispetto dell'ambientazione di viaggio e poi esotica, è sempre più claustrofobica e allucinata. Il libro è insolitamente lungo per Simenon (350 pagine di solito sono due suoi romanzi, non uno), e forse per questo parte un po' più lento, ma ti afferra progressivamente e non ti molla più. Non con trovate di trama, ma con la sua impalpabile eppure fortissima atmosfera. Davvero bello, l'ennesima conferma di un grande Maestro.

    ha scritto il 

  • 4

    Viaggiare con Simenon è sempre un piacere

    Libro insolitamente lungo per Simenon, e forse per questo ci ho messo un po' più di tempo ad "entrare" nel suo mondo. Poi, pian piano, i protagonisti, specie Mittel, mi sono diventati familiari e ho ...continua

    Libro insolitamente lungo per Simenon, e forse per questo ci ho messo un po' più di tempo ad "entrare" nel suo mondo. Poi, pian piano, i protagonisti, specie Mittel, mi sono diventati familiari e ho letto con apprensione le loro vicende.
    La protagonista femminile è di una antipatia unica... e per questo speravo in un epilogo diverso.. ma si sa, la vita non è come la immaginiamo, è solo quella che viviamo e Simenon è maestro nel raccontarla.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Con la coscienza sporca, si va lontano

    Un cargo, tre mondi. Con questo romanzo insolitamente lungo (almeno rispetto a quelli che finora mi è capitato di incontrare), Simenon inscena luoghi e ambienti esotici e lontani, che richiamano dire ...continua

    Un cargo, tre mondi. Con questo romanzo insolitamente lungo (almeno rispetto a quelli che finora mi è capitato di incontrare), Simenon inscena luoghi e ambienti esotici e lontani, che richiamano direttamente il Conrad di Cuore di tenebra. Il giovane Jef Mittel, parigino e figlio di uno degli esponenti della banda Bonnot, si trova in fuga con la sua compagna, Charlotte. Questa ha ucciso il suo ex amante (ed ex datore di lavoro), perché non è riuscita ad estorcergli una grossa somma di denaro per finanziare un giornale anarchico e si è data quindi alla fuga “di principio”. Chissà perché ma “L’idea”, “La causa” quando compaiono sulla bocca di Charlotte figurano sempre e solo, ai miei occhi, come un pretesto stupido per nascondere in realtà le sue meschinità… Un personaggio volubile, sempre vincente questa Lotte, che passa disinvoltamente da un letto all’altro in nome delle necessità contingenti che le si presentano, ma in grado di ammaliare (o forse “schifare” nella maniera giusta, per loro stessa ammissione) gli uomini che incontra sul suo cammino. Mops, capitano del Cargo, sembrerà non poter più fare a meno di lei nel corso della storia… Il cargo, Panama, una miniera d’oro e per finire Tahiti, in tre parti, tre momenti distinti che delineano una discesa e una risalita, una scappatoia per tutti meno che per uno… o per nessuno? Un Simenon che vede nel male e nell’essere privi di coscienza e di remore la via della salvezza, in un mondo corrotto in ogni suo aspetto. Buio e malarico.

    ha scritto il 

  • 5

    Le parole di Si-mais-non

    La meraviglia di Simenon è che in lui le parole sono uomini oggetti e azione. Sono usate con cura, sentimento, precisione e onestà. Le parole non servono per definire, non servono solo per dire spiega ...continua

    La meraviglia di Simenon è che in lui le parole sono uomini oggetti e azione. Sono usate con cura, sentimento, precisione e onestà. Le parole non servono per definire, non servono solo per dire spiegare argomentare. Le parole sono le cose che dicono.

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo un lungo viaggio nelle terre latinoamericane, Simenon giovanissimo, scrive Cargo dove riporta le suggestioni del suo viaggio, iniziando così uno dei suoi filoni tematici, le storie di mare.
    La vi ...continua

    Dopo un lungo viaggio nelle terre latinoamericane, Simenon giovanissimo, scrive Cargo dove riporta le suggestioni del suo viaggio, iniziando così uno dei suoi filoni tematici, le storie di mare.
    La vicenda si svolge più in terra che per mare, ma l’atmosfera e i continui ricordi nostalgici del protagonista Mittel, durante la sua traversata su il Croix de vie, ce lo fanno percepire come una storia marina.
    Mittel nei momenti concitati dopo il delitto commesso da Charlotte si ritrova a sostenerla e accompagnarla in una fuga disperata per sfuggire la giustizia, ci riusciranno, ma in qualche modo pagheranno il loro conto. A Dieppe, riescono a imbarcarsi sulla Croix che trasporta armi di contrabbando per la imminente rivoluzione in Ecuador, l’ambiguo comandante Mopps assegna a Mittel un lavoro come fuochista mentre Charlotte ne diventa subito l’amante. Inizia così un’avventura in discesa, Simenon tratteggia i personaggi nella loro mediocrità come Charlotte che si atteggia ad anarchica mentre è solo una poco di buono, Mittel, gracile, malaticcio e un po’ codardo, figlio di un grande anarchico che si è suicidato, ha sempre vissuto della bontà e pietà dei compagni del padre, è un ragazzo intelligente ma frustrato, Mopps, uomo senza scrupoli che con scaltrezza cerca di trarre vantaggio e benefici da qualsiasi situazione. In tutto questo Charlotte mette alla luce un bambino di cui attribuisce la paternità ad entrambi giocando sull’equivoco.
    Ma tutti e tre, legati da una sorta di malia, soccomberanno al destino del quale non dico nulla.
    La lettura, non lo nego, mi ha angustiato parecchio, specialmente quando Charlotte e Mittel passano un periodo nella foresta che è stato per me il più angosciante fra tutte le vicissitudini dei due, a parte questo ci sono descrizioni della natura e del mare di incomparabile bellezza, si percepisce che erano scenari che si erano impressi nella memoria di Simenon, ma ci sono anche descrizioni di povertà e squallore che toccano nel profondo, insomma Simenon ha saputo cogliere le contraddizioni di quei paesi, ricchissime per chi le colonizzava, ma ai limiti della sopravvivenza per i popoli che la abitavano

    ha scritto il