Il ciclo di Shannara

La Spada di Shannara, Le Pietre Magiche di Shannara, La Canzone di Shannara

Di

Editore: Mondadori

3.7
(934)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1588 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804404221 | Isbn-13: 9788804404224 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Silvia Stefani

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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Descrizione del libro
"La spada di Shannara", "Le pietre magiche di Shannara", "La canzone diShannara": l'intera celebre trilogia in un'unica elegante edizione.
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  • 3

    Un'avventura da scoprire con pazienza

    Partiamo da l'elemento base necessario, per leggere questo ciclo si deve aver pazienza e non fermarsi al primo libro. Fatta questa premessa mi sbilancio a dire che la serie non è alla fine niente male ...continua

    Partiamo da l'elemento base necessario, per leggere questo ciclo si deve aver pazienza e non fermarsi al primo libro. Fatta questa premessa mi sbilancio a dire che la serie non è alla fine niente male anche se il primo libro potrebbe far gridare al plagio tutti i sostenitori ed estimatori del Signore degli Anelli. Il primo libro infatti sembra una mala copia con un patetico tentativo di adattare i propri personaggi e luoghi allo schema base, sia per quanto riguarda il metodo e in parte i tempi, del ben più blasonato libro del professor Tolkien.
    Una volta digerito a fatica il primo libro i seguenti due sono davvero carini anche se alla fine molto simili nel metodo di scrittura e nello svolgersi della storia. Sono comunque abbastanza coinvolgenti soprattutto verso la fine dove la storia incrementa il ritmo fino ad arrivare al climax del finale. Purtroppo sembra, soprattutto nel secondo libro, che per arrivare a questo fatidico climax l'autore abbia affrettato troppo la storia che risulta comunque coerente nel filo logico e temporale, ma lascia comunque quel non so che di incompiuto o di non completamente sviluppato.
    Apparte questo ripeto, la serie è comunque piacevole, ma sicuramente non un best seller ne una serie da acclamare come una tra le migliori del filone Fantasy, questo a mio avviso è troppo.

    ha scritto il 

  • 3

    Per me è una pietra miliare perchè è stato il primo fantasy. Ma devo dire che rileggerlo da adulta, sembra un lavoro giovanile anche per l'autore. Belli ma lo schema sì, è sempre lo stesso. E prosegui ...continua

    Per me è una pietra miliare perchè è stato il primo fantasy. Ma devo dire che rileggerlo da adulta, sembra un lavoro giovanile anche per l'autore. Belli ma lo schema sì, è sempre lo stesso. E proseguire con la saga (gli eredi ecc) è anche peggio. Ma è come tornare nel paesello dove si facevano le vacanze da piccoli: piacevole ma per un breve periodo.
    Tolkien è il re, tutti d'accordo. Difficile non trovarne traccia nei libri fantasy ambientati fra foreste e gente che va a piedi. Direi che è facile dar contro. Ci sono invece concetti molto interessanti in Brooks. Migliore le pietre. Interessante la canzone ma più pesante.
    E' chiaro che IL personaggio è Allanon. Difficile che qualcuno si ricordi degli Ohmsford. Per quanto si sforzi, l'unico personaggio che rimane è quello di Allanon. Questa è una bella pecca rispetto a un Tolkien e pure un Martin che creano più personaggi da ricordare.
    Comunque: nessuno tocchi Shannara! :-)

    ha scritto il 

  • 0

    Saga scoperta solo grazie alla serie tv "The Shannara Chronicles"

    Lo dichiaro da subito, ho sempre snobbato Terry Brooks perché non mi ispirava grande fiducia l'enorme quantità di volumi legati a questa saga. Però poi MTV ha prodotto una serie ispirata alle "Pietre" ...continua

    Lo dichiaro da subito, ho sempre snobbato Terry Brooks perché non mi ispirava grande fiducia l'enorme quantità di volumi legati a questa saga. Però poi MTV ha prodotto una serie ispirata alle "Pietre", e ho deciso che finalmente era arrivata l'occasione di dare una chance a questo pilastro del fantasy statunitense.

    LE PIETRE MAGICHE DI SHANNARA - 3,5 stelline
    Romanzo insolito, un curioso mix tra ottime idee, personaggi legnosi e prosa opaca, che non mi persuade né a cestinarlo come avevo fatto a suo tempo con "La spada della verità", un altro mostro sacro che per me è valso quanto un biglietto del bus usato, né a convertirmi al fandom con giuramento di sangue annesso.

    Si colloca in una strana zona grigia, poiché:
    - Ha un equilibrio narrativo molto incostante, visto che alterna gradevoli digressioni esplicative con pesanti narrazioni minuto per minuto di battaglie sostanzialmente sterili. Manca un po' di saggezza nel gestire lo spannung, specialmente nella seconda metà del romanzo - dove l'azione è più serrata -, che invece si presenta monolitica e noiosa.

    - I personaggi sono molto ben fatti per alcuni versi, mentre per altri tradiscono un grande impaccio. Allanon, per esempio, sa essere molto carismatico e meditativo, ma a volte pecca della perfezione del mago, una creatura mitica e immutabile, a tratti dimentico della natura umana. Wil è deciso e coraggioso, sebbene abbia una psiche poco approfondita. Per esempio, avrei voluto meno spiegazioni e più interazione con Amberle, in modo tale che il lettore percepisse da solo la maturazione dei sentimenti del giovane rispetto alla sua missione e alla sua compagna di viaggio. Benché abbia apprezzato assai l'umanità (e la fallibilità) di Wil, talvolta i suoi dialoghi e le sue decisioni appaiono artefatte e poco naturali.
    Amberle invece è un grande punto interrogativo. Ho gioito nell'apprendere che non è la classica Mary Sue piccola-ma-letale, né una super assassina acrobata o robe del genere che vanno tanto di moda. Chiusa e fragile, non mi ha ispirato una grande empatia per via della scarsissima introspezione, gravata da una tendenza insopportabile a piangere nei momenti di difficoltà nera. Okay, forse in realtà il fatto che fosse sempre stanca e in lacrime è, tutto sommato, una descrizione alquanto realistica di una ragazza che non vuole assolutamente fare quello che è invece destinata a compiere, e anche l'assenza di romanticismo melenso non è stata una cattiva idea. Però, manca ancora qualcosa per renderla tridimensionale.
    Eretria, Cephelo e Ander sono per metà stereotipi e per metà buone intuizioni, spesso funzionali alla narrazione.

    - Ancora nessuna spiegazione accattivante sul perché esistano cattivi così cattivi; sono puri spauracchi senz'anima, nemmeno il Dagda Mor sa elevarsi dalla bidimensionalità della pagina. Vabbe'.

    - Lo stratagemma delle pietre è un po' meh: rientra in quella fascia di eventi che succedono solo perché altrimenti la trama non procederebbe. Però, che fortuna che un mezzelfo possegga proprio le pietre della ricerca, eh?

    - L'inizio e la fine sono eccellenti, e io davvero mi ricorderò di questo romanzo solo per l'Eterea, mentre invece il corpo centrale è un minestrone di avventure cliché e di battaglie che vorrebbero tanto essere al pari con l'assedio al fosso di Helm (come se fosse possibile!).

    LA SPADA DI SHANNARA - 3 stelline
    La prima metà è desolante... la pedanteria nel descrivere ogni cosa secondo dopo secondo è del tutto inadatta ad un fantasy così poco introspettivo. Gran parte dei personaggi è stata presa dal Signore degli Anelli, è inutile che ci giriamo intorno (Menion/Boromir, Balin/Aragorn, Allanon/Gandalf, Flick/Sam, Shea/Frodo...), e questo resta alquanto imperdonabile all'interno dell'economia del racconto. Come ho detto, la prima parte è altamente soporifera e inconcludente, con avventure dozzinali e assurde, mentre invece quando la compagnia si disperde (non vi ritorna in mente niente?) comincia la vera azione e si scorge la bellezza del romanzo: personaggi autonomi e psicologicamente approfonditi, imprese emozionanti, imprevisti agghiaccianti e battaglie ben concepite.

    Mi restano però molti punti in sospeso, come il personaggio di Allanon, sempre molto imperioso e scarsamente consapevole degli eventi (infatti c'è sempre il solito schema: qualcuno deve fare qualcosa < la cosa non riesce nelle modalità previste < Allanon ammette di aver sbagliato con i tempi e gli strumenti), un mero meccanismo narrativo; la filosofia da due spicci dietro il funzionamento della Spada, che in nuce era davvero un oggetto unico e interessante (come la spada della verità qualche decennio dopo), ma che nella realizzazione concreta diventa una faccenda fumosa, della serie "è capitato a te e quindi va così".

    Nel complesso il romanzo funziona, sebbene io non riesca ad immergermi del tutto in questo mondo molto dettagliato e al contempo molto superficiale: il grado di artificialità non è compensato da uno spannung adeguato, e per certi versi il romanzo sembra più una storyboard che un'entità a sé stante, troppo appesantita dai meccanismi della narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    ...tolkien mi manchi...

    Difficile essere imparziale quando si parla di libri fantasy. Questa saga e' carina ma i richiami a Tolkien sono troppi e troppo forti e non solo su aspetti di costruzione della storia (lo stregone, l ...continua

    Difficile essere imparziale quando si parla di libri fantasy. Questa saga e' carina ma i richiami a Tolkien sono troppi e troppo forti e non solo su aspetti di costruzione della storia (lo stregone, la compagnia multirazziale...) ma anche su aspetti piu' "filosofici" (la magia/potere che corrode chi la possiede, protagonisti angosciati da un destino che non sentono loro e temono di fallire,...). Inoltre manca tutta la mitologia fantasy necessaria per un libro del genere...insomma va bene se sei in crisi da astinenza e hai gia' letto troppe volte la produzione letteraria di Tolkien

    ha scritto il 

  • 3

    Nulla di nuovo sul fronte Fantasy ma comunque godibile

    Non aspettatevi nulla di nuovo da queste pagine, lo schema narrativo e la struttura dei personaggi sa di ampiamente già visto. Le pietre di shannara sono senza dubbio il migliore dei tre, specie da me ...continua

    Non aspettatevi nulla di nuovo da queste pagine, lo schema narrativo e la struttura dei personaggi sa di ampiamente già visto. Le pietre di shannara sono senza dubbio il migliore dei tre, specie da metà in poi.
    Si ha sempre la sensazione di sapere già cosa stia per succedere, anche per lo stile narrativo che non vuole lasciare il lettore in sospeso.
    Lettura semplice e senza tante pretese.

    ha scritto il 

  • 2

    Non vedevo l'ora di finirlo per poterlo restituire alla biblioteca e passare ad altro...
    Spada di Shannara carino ma ero assalito da senso di dejavù.
    Pietre magiche di Shannara un po' meglio, almeno n ...continua

    Non vedevo l'ora di finirlo per poterlo restituire alla biblioteca e passare ad altro...
    Spada di Shannara carino ma ero assalito da senso di dejavù.
    Pietre magiche di Shannara un po' meglio, almeno non assomiglia ad altri libri che io conosca.
    La canzone di Shannara noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel cofanetto che contiene il primo ciclo di Shannara. Se devo dire la verità non si tratta di un fantasy eccezionale, non un capolavoro ecco, però la lettura è piacevole e se lo si legge senza pregiu ...continua

    Bel cofanetto che contiene il primo ciclo di Shannara. Se devo dire la verità non si tratta di un fantasy eccezionale, non un capolavoro ecco, però la lettura è piacevole e se lo si legge senza pregiudizi ci si appassiona anche alle vicissitudini dei personaggi. Il libro che ho trovato più coinvolgente è il secondo in cui la storia di Wyl e Amberle mi ha davvero appassionato e anche il finale è molto carino. Per quello che riguarda il primo la lettura è molto piacevole se si tralasciano le somiglianze con il signore degli anelli che però sono un po' troppe. Il terzo libro invece non mi ha appossianato quasi per nulla, ho trovato la trama abbastanza noiosa e anche i personaggi non un granchè. Spero che gli altri libri di questo mondo si manterranno sullo stesso livello o uno migliore.

    ha scritto il 

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