Il commissario Bordelli

Di

Editore: Guanda, I Narratori della Fenice

3.6
(974)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8882462064 | Isbn-13: 9788882462062 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Firenze, estate 1963. La città è deserta per le vacanze e assediata dal caldoe dalle zanzare. Il commissario Bordelli passa la notte a rigirarsi nellelenzuola, dopo giornate di banale routine estiva sbrigata da quei pochirimasti, come il poliziotto Mugnais e il nuovo arrivato, Piras. Quand'ecco cheuna telefonata gli annuncia una morte misteriosa: una ricca signora vienetrovata morta, accanto al letto un bicchiere con le gocce per l'asma e sulcomodino il flacone perfettamente chiuso. Ma è difficile pensare a un attaccoimprovviso della malattia, come spiega l'anatomopatologo. Bordelli indaga suisingolari personaggi che frequentavano la villa della donna, tutti dotati diun alibi di ferro, ma c'è qualcosa che non lo convince.
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  • 4

    Primo libro che leggo di Vichi e del Commissario Bordelli e mi è piaciuto molto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella resa dell'Italia degli anni '60. Non so quanti dei bei perso ...continua

    Primo libro che leggo di Vichi e del Commissario Bordelli e mi è piaciuto molto, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nella resa dell'Italia degli anni '60. Non so quanti dei bei personaggi di contorno torneranno negli altri episodi. Immagino che Diotallevi e Piras ci saranno, ma spero di ritrovare anche Dante, Rosa, Botta e chissà magari anche Annina ed Elvira

    ha scritto il 

  • 3

    Primo romanzo di Vichi che affronto e l'ho trovato carino. Lettura leggera e scorrevole, ci si affeziona facilmente al commissario Bordelli. Forse mi aspettavo una soluzione del caso un pò più articol ...continua

    Primo romanzo di Vichi che affronto e l'ho trovato carino. Lettura leggera e scorrevole, ci si affeziona facilmente al commissario Bordelli. Forse mi aspettavo una soluzione del caso un pò più articolata.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo sentito nominare Vichi ma non avevo letto mai nulla, questo l'ho comprato per caso e devo dire che non è male anche se non eccelle. Leggerò altre cose del commissario Bordelli prima di giudicare ...continua

    Avevo sentito nominare Vichi ma non avevo letto mai nulla, questo l'ho comprato per caso e devo dire che non è male anche se non eccelle. Leggerò altre cose del commissario Bordelli prima di giudicare appieno.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Avevo letto diversi romanzi dei giallisti toscani (Gori, Gucci, Malvaldi, Montani, ecc.), e vivevo come una grave lacuna quella di non aver ancora letto alcun romanzo di Marco Vichi che avesse per pro ...continua

    Avevo letto diversi romanzi dei giallisti toscani (Gori, Gucci, Malvaldi, Montani, ecc.), e vivevo come una grave lacuna quella di non aver ancora letto alcun romanzo di Marco Vichi che avesse per protagonista il "mitico" commissario Bordelli, che tra l'altro compare anche in altri libri di Gori. Ebbene, la delusione è stata piuttosto grande. Uno stile semplice semplice, da buon "compito scolastico", una scrittura che non appassiona, una vicenda gialla striminzita striminzita, pochissimi personaggi (per lo più macchiettistici), qualcuno dei quali addirittura inutile. Pagine e pagine di eventi inutili, mancanza evidente di caratterizzazione dei personaggi (si staglia appena appea l'"umanità" dei tanti ex carcerati e di Bordelli). Lo stesso Bordelli è una figura piuttosto abbozzata e tagliata con l'accetta, un anticonformista progioniero di malinconia e nostalgia (pedanti e ripetitivi gli inserti in cui emerge questo ripensare al passato). Da qualche personaggio ci si sarebbe aspettato di più e invece... puff! sparisce nella massa.
    Insomma, un libro (e un personaggio) decisamente sopravvalutati, nonostante il successo che hanno fatto. Se volete leggere di buoni gialli toscani, scritti molto bene, con personaggi ben più calibrati, ambientazioni realistiche e vive, non soffermatevi certo su Vichi: ricorrete piuttosto agli altri scrittori che ho ricordato all'inizio della recensione. Il più simile per impostazione alle storie di Vichi è Leonardo Gori, ma quanto è più talentuoso Gori, quanto più belli i suoi personaggi, quanto più strutturate e complesse le vicende, quanta più padronanza ha Gori della materia narrativa (dal punto di vista dello stile, del contenuto, dei personaggi, della profondità, della capacità evocativa) rispetto a Vichi! E il suo personaggio, Bruno Arcieri è di una complessità e umanità unica se paragonato al bozzettistico, macchiettistico e superficiale Bordelli! Tra Gori e Vichi, scelgo Gori tutta la vita!

    ha scritto il 

  • 3

    Bordelli, commissario di altri tempi, direi quasi troppo umano, sempre attento alle sofferenze dei più deboli anche se piccoli delinquenti, con un senso del dovere profondo ma decisamente fuori dagli ...continua

    Bordelli, commissario di altri tempi, direi quasi troppo umano, sempre attento alle sofferenze dei più deboli anche se piccoli delinquenti, con un senso del dovere profondo ma decisamente fuori dagli schemi, amante del buon cibo e del buon vino e alla continua ricerca della sua donna giusta, che non riesce mai ad individuare o a trattenere e che lo lascia solo e con un profondo senso di tristezza e frustrazione

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro rappresenta la mia iniziazione a Vichi, che con una scrittura molto semplice ma mai banale accompagna il lettore in giro con il commissario in una Firenze schiacciata dall'afa. Parlo di u ...continua

    Questo libro rappresenta la mia iniziazione a Vichi, che con una scrittura molto semplice ma mai banale accompagna il lettore in giro con il commissario in una Firenze schiacciata dall'afa. Parlo di un'afa talmente ben messa in scena che personalmente mi ha spinto ad asciugarmi la fronte più volte durante la lettura.
    In realtà penso che il crimine faccia solo da sfondo, viene risolto in modo molto naturale e senza troppi fuorvianti depistaggi. Protagonisti sono i rapporti umani, alcuni genuini, altri meno, qualche incursione nel passato con accenni alla seconda guerra mondiale, e poi l'Italia e noi italiani.
    E' stato il primo ma non sarà l'ultimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Il commissario Bordelli mi ha conquistata

    Un incontro fortuito con questo libro e un vero feeling tra me ed il commissario. Vichi scrive molto bene e Bordelli è affascinante, interessante, mai scontato. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 3

    un'estate fiorentina

    Firenze. In una torrida estate degli anni '60 facciamo conoscenza con il commissario Bordelli.
    Poliziotto schivo, ex partigiano con un'ideale di giustizia che non sempre è sinonimo di legalità, che gl ...continua

    Firenze. In una torrida estate degli anni '60 facciamo conoscenza con il commissario Bordelli.
    Poliziotto schivo, ex partigiano con un'ideale di giustizia che non sempre è sinonimo di legalità, che gli procura il rispetto dei colleghi, ma anche stima da parte di quella porzione di società che non si è ancora fatta travolgere dal "boom" economico di quegli anni e tira avanti come puo'...
    L'autore crea un personaggio senza dubbio interessante, ma probabilmente la trama di questo romanzo non gli rende il giusto merito, nonostante la scrittura sia fluida e piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    "Diotivede, lo sapevi che il DDT è velenoso?" "Non mi stupirebbe"

    il commissario bordelli si presenta così, in una torrida estate fiorentina degli anni 60. la città è deserta, popolata solo da zanzare e qualche strano personaggio. atmosfera un po' retro', fatta di r ...continua

    il commissario bordelli si presenta così, in una torrida estate fiorentina degli anni 60. la città è deserta, popolata solo da zanzare e qualche strano personaggio. atmosfera un po' retro', fatta di ricordi e racconti su cui aleggia ancora il fantasma della guerra

    ha scritto il