Il conto delle minne

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore (Oscar)

3.5
(1100)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8804598808 | Isbn-13: 9788804598800 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Ogni anno nonna Agata vuole accanto a sé la nipote Agatina per insegnarle i segreti dei dolci in onore della Santa di cui entrambe portano il nome. Mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le "minne", la nonna racconta il martirio della Santuzza, cui il crudele console Quinziano, non sopportando di sentirsi respinto, fece tagliare le mammelle. La drammatica vicenda rivela una delle regole del mondo maschile: "... devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perché allora ti collocano tra le buttane". Parte da qui il "cuntu", il racconto, della storia di una famiglia siciliana e delle sue donne straordinarie. Per ciascuna di loro, fino alla piccola Agatina che dovrà diventare grande, le minne hanno un significato speciale: grandi o minuscole, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o malate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità e dell'orgoglio di generazioni di donne e di una in particolare, forse la più coraggiosa.
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  • 5

    Primo libro della Torregrossa; un'immersione totale nei profumi, colori, sapori siciliani. Una Sicilia di vecchio stile, dove le tradizioni e le usanze popolari si tramandano di famiglia in famiglia; ...continua

    Primo libro della Torregrossa; un'immersione totale nei profumi, colori, sapori siciliani. Una Sicilia di vecchio stile, dove le tradizioni e le usanze popolari si tramandano di famiglia in famiglia; in queste pagine l'autrice racconta la storia di Agata, della sua mamma, della sua nonna e di una grande famiglia curiosa e invadente, ma sopratutto simpatica. Il filo che unisce le donne di famiglia è la ricetta delle 'minne' dedicata a S.Agata, un dolce delicato la cui forma ricorda il seno della donna e che le donne preparano in un determinato periodo dell'anno. Intorno a questo dolce si snodano le vicende della famiglia di Agata, e in un tessuto narrativo ricco di dialoghi con termini siciliani, facilmente interpretabili, si può assaporare un libro veramente divertente e unico nel suo genere. Sicuramente andrò a leggere altri libri della Torregrossa e spero siano altrettanto belli come questo.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho trovato delizioso, a tratti divertente e a tratti disturbante, ma non avrebbe potuto essere altrimenti per un libro che gira con tanta grazia e coraggio sul corpo e sulla sessualità femminile, il ...continua

    L'ho trovato delizioso, a tratti divertente e a tratti disturbante, ma non avrebbe potuto essere altrimenti per un libro che gira con tanta grazia e coraggio sul corpo e sulla sessualità femminile, il grande tabù e il grande sconosciuto nella letteratura e nella vita. Perciò non ho trovato fratture tra le parti del romanzo: la protagonista bambina spia la vita nascosta della nonna, la intuisce. I bambini lo fanno, fantasticano .Vite e felicità' represse, dimenticate quelle delle donne delle generazioni passate: gli uomini dominano, dirigono, tradiscono, si allontanano. Alle donne resta l'orgoglio delle minne, che danno il potere della seduzione, la promessa del piacere. E cucinano le minne di zucchero e farina che regalano un'altra forma di potere. Poi la bambina cresce, diventa una giovane donna indipendente, ma il suo destino, quella strana cosa che sta scritta nel suo codice genetico, nella storia delle donne della sua famiglia o anche solo nella sua sessualità la fa precipitare verso un amore distruttivo e violento. Mi ha affascinato il racconto della potenza di forze arcaiche e segrete che agiscono su di noi, sui nostri comportamenti che crediamo ingenuamente di dirigere, anche quando parliamo d'amore.

    ha scritto il 

  • 4

    ."Prima o poi, Agatì, te ne accorgerai anche tu che qui in Sicilia, isola di cruzzuni, i desideri delle donne non contano niente, mentre quello che vogliono gli uomini diventa destino"
    "...devi sapere ...continua

    ."Prima o poi, Agatì, te ne accorgerai anche tu che qui in Sicilia, isola di cruzzuni, i desideri delle donne non contano niente, mentre quello che vogliono gli uomini diventa destino"
    "...devi sapere che gli uomini, se non ci provi piacere quando ti toccano, si sentono mezzi masculi, ma guai a te se ci provi piacere, perchè allora ti collocano tra le buttane"

    "Il conto delle minne" si apre proprio con la ricetta delle minne di sant'Agata, dolci che dalle nostre parti si chiamano cassatine.
    E' un libro piacevolissimo che trasuda sicilianità da ogni parola, ma quella sicilianità arcaica che contraddistingueva gli isolani di un tempo, fatta di delitti d'onore e di donne vestite di nero, che dovevano camminare a piccoli passi, a capo coperto e con gli occhi rigorosamente rivolti a terra.
    Una sicilianità ormai scomparsa per cui i siculi che conosco, oggi, si sono amalgamati al resto dei loro connazionali e non sono più connotati da alcun tratto distintivo inconfondibile.
    Che poi non so se sia un bene o un male anche se, in fondo in fondo, sono convinta di una cosa: se pur - apparentemente - schiavizzate, le donne siciliane hanno sempre tenuto strettamente in pugno il loro potere matriarcale sui masculi, come accade da che 'il sole risplende sulle sciagure umane'.

    ha scritto il 

  • 5

    la storia si sviluppa attorno ad Agatina, prima bambina, e poi adulta, e alla sua famiglia, prestando particolare attenzione alle donne di casa. Vengono raccontate le storie delle sue bisonne, delle n ...continua

    la storia si sviluppa attorno ad Agatina, prima bambina, e poi adulta, e alla sua famiglia, prestando particolare attenzione alle donne di casa. Vengono raccontate le storie delle sue bisonne, delle nonne e della madre, fino a giungere alla sua vita.. ad un'Agata, adulta, che ricorda con affetto gli insegnamenti delle nonne ma che vive la sua vita, spesso, andando anche contro questi insegnamenti, perchè il cuore e la passione non badano a nulla, se non al soddisfacimento di se stessi.
    Ma andiamo per ordine. Innanzitutto, ci troviamo in una magnifica Sicilia, la mia terra, e precisamente a Palermo, dove vive Agatina con la sua famiglia. Il nome, Agatina, lo prende dalla nonna paterna Agata, di origini Catanesi. Difatti, Sant'Agata è la Patrona della città di Catania e viene adorata dai Catanesi, ancora oggi, con feste e rituali da veri devoti, tra questi rituali, troviamo le famose Minne di Sant'Agata, le cassatelle a forma di seno, che richiamano il seno della Santa, che le fu strappato via dal Governatore Quirinziano, perchè ella si rifiutò di concedersi. Ogni anno nonna Agata, prepara questi dolci votivi, per compiacere la Santa e assicurarsi la cura del suo seno e lo stesso vuole che faccia anche Agatina, così le trasmette gli insegnamenti e i segreti di una ricetta perfetta da tramandare anche ai posteri. Agatina, cresce tra le cure e gli affetti delle sue nonne, prima nonna Agatina e poi nonna Margherita e nonno Alfonso, abbandonata dai genitori perchè questi dovevano occuparsi degli altri figli, Agatina passa la sua dolce infanzia con i nonni materni in uno sperduto paese di campagna. Ma lei, che inizialmente, sente con estremo dolore l'abbandono dei genitori, vivrà un'infanzia felice, accudita e protetta da nonno Alfonso, che ha una predilezione per lei. Ma purtroppo, ben presto tornerà a casa con i genitori e si troverà ad affrontare il gelo della sua famiglia, in particolare della madre che la ignora totalmente, e l'ambizione di un padre che considera la famiglia il suo ultimo pensiero. Agatina, non sarà più la bambina felice e spensierata che abbiamo finora conosciuto, ma andrà vicina a una specie di depressione che si placa, solo in quei giorni, in cui nonna Agata si reca a farle visita. Poi, Agata, cresce e decide, senza deciderlo veramente, che vuole fare il medico, quasi a fare un dispetto alla madre, che si scandalizza all'idea di una figlia che non mette al primo posto il matrimonio e il pensiero di avere figli, perchè nella Sicilia di quegli anni, le donne dovevano solo pensare alla casa, al marito, e ai figli, non si poteva ammettere il desiderio di pensare alla carriera. Ma Agata è caparbia e per non darla vinta alla madre, si trasferisce lontano da Palermo e diventa ginecologa, e con la madre cesserà ogni rapporto. Ma Agata si porta dietro il dolore e la sofferenza di questo abbandono da sempre e nonostante sia diventata una donna indipendente e forte, cade nella trappola più infida in cui una donna possa cadere.. l'amore!
    Si, perchè Agata non riesce a stare lontana dalla sua terra e torna a Palermo, inizia a lavorare e incontra un uomo, un uomo sbagliato, un uomo sposato, un uomo dalla mentalità tipicamente siciliana, che sarà causa di privazioni, sofferenze, abbandono, malattie.. ma Agata, non riesce a dire di no. Perchè il buco che si porta dentro al cuore da quando è una bambina, non si margina facilmente e scambia la forza della passione e della possessione per amore, non riesce ad accettare un altro abbandono e preferisce la presenza di un amore malato, piuttosto che l'assenza.
    Io ho amato tutto di questo libro, le protagoniste, tutte donne, tutte forti, le loro storie rievocate sono state ben collocate nei tempi e nei luoghi di una Sicilia meravigliosa, che vedremo cambiare con il corso delle generazioni, durante tutta la lettura. Da una Palermo definita la "Conca d'Oro", ci ritroveremo di fronte ad una Palermo capeggiata dai mafiosi e da coloro che ci vanno dietro. Leggeremo della mentalità ristretta degli uomini e delle donne, che l'hanno popolata, una mentalità estremamente maschilista, anche se le donne che conosceremo saranno tenere testa ai loro uomini, perchè portano dentro di sè, una forza potente, che appartiene a tutte le donne. Incontreremo, la malattia che può colpire le donne, proprio in ciò che le contraddistingue nella più profonda femminilità, il seno, il centro di questa storia, il centro di ogni donna, il centro dei desideri degli uomini. Il seno, in questo libro, viene venerato, adorato, maltrattato e nei casi peggiori, anche asportato.. Il dolore, la sofferenza, la malinconia, fanno da sfondo agli aspetti più tragici di una malattia, che a quei tempi, era ancora poco conosciuta, ma le donne della famiglia sono forti e sapranno trovare la forza per riemergere. Ho amato tantissimo, il rapporto nonna-nipote che viene descritto come una delle cose più dolci che possa esistere e la nostra protagonista ricorderà sempre con intensa tenerezza i momenti passati con le nonne, che sono delle seconde mamme, ma nel caso di Agata, le uniche mamme che abbia avuto.
    Ho amato le descrizioni dei luoghi calpestati da Agata, la città di Palermo, con i venditori di pesce sempre fresco, l'odore di mare sempre sotto al naso, oppure le distese di aranceti e il profumo di mandorle e limone. Ho amato tutto questo, forse perchè è la mia terra, forse perchè l'autrice è stata davvero brava a descriverla e soprattutto ho amato i dialoghi, le battute e i termini tipicamente siciliani, hanno reso questa storia tipica di questa terra che viene tanto adorata. La penna dell'autrice mi è entrata dentro al cuore, il suo parlare di temi importanti come la mafia, la malattia, la violenza, l'abbandono, non risulta mai pesante, anzi tutto questo viene arricchito da espressioni colorite che strappano sempre un sorriso e io mi sono innamorata.. della storia, dello stile, delle protagoniste e di tutto il libro.....

    ha scritto il 

  • 4

    Cu nasci tunnu, crescennu non adddiventa pesce spada

    Libro di formazione e saga familiare, nella migliore tradizione siciliana.
    Agatina racconta i suoi antenati e poi la sua infanzia e la sua adolescenza e mi trascina letteralmente negli anni, tra usi ...continua

    Libro di formazione e saga familiare, nella migliore tradizione siciliana.
    Agatina racconta i suoi antenati e poi la sua infanzia e la sua adolescenza e mi trascina letteralmente negli anni, tra usi costumi e mentalità che alla fine sembrano non cambiare e questa è la parte che mi ha appassionato di più. Ma Agatina cresce e le mancanze della sua infanzia, i buchi familiari, condizionano in qualche modo la sua crescita e i suoi madornali errori. Alcuni passaggi di questa che definirei la seconda parte mi hanno profondamente emozionato ma in altri no, anzi , Agata da grande l'avrei picchiata volentieri tanto mi ha fatto arrabbiare però, anche se non condivido il suo modo di agire, ne capisco le motivazioni. Una bella lettura, scorrevole e rilassante.

    Il silenzio è prova difficile per chi ha delle responsabilità, il rumore delle parole ammuccia

    ha scritto il 

  • 2

    Del libro mi è piaciuto il titolo. Perchè allude al racconto delle donne, e in effetti, trovano ampio spazio le storie di bisnonne e coeve consimili, tutte viste nell'accezione più intrinseca e femmin ...continua

    Del libro mi è piaciuto il titolo. Perchè allude al racconto delle donne, e in effetti, trovano ampio spazio le storie di bisnonne e coeve consimili, tutte viste nell'accezione più intrinseca e femminile che sono appunto le "minne", i seni, arma di seduzione ma anche di dolore quando interviene il Male. Ma "Il conto delle minne" allude anche al calcolo, sempre paro, degli omonimi dolci con cui a Catania si omaggia la patrona S. Agata.

    Altri elementi "favorevoli": già l'ambientazione siciliana, vernacolo compreso e Giuseppina Torregrossa, quell'autrice che tanto mi aveva così piacevolmente mi aveva colpita nella lettera da lei indirizzata al "Maestro" Camilleri nel di lui romanzo "La targa".

    Putroppo le mie aspettative si sono sempre più ridotte man mano che prosegivo la lettura di questa storia di formazione di una bambina cresciuta prevalentemente coi nonni, covando per tutta la vita un forte senso di paura dell'abbandono. Quella bambina riuscirà sì a brillare negli studi diventando una ginecologa, ma incapperà in una liaison così degradante, squallida, sporca da rovinarne lo stesso libro. La conclusione assesta la classica botta finale... lasciandomi il ricordo di una trama risultata finalmente pesante, opaca, irripetibile.

    ha scritto il 

  • 4

    La Sicilia

    Il libro di Giuseppina Torregrossa mi ha affascinata immensamente. La Sicilia è uno dei miei luoghi del cuore e questo racconto la fa respirare in ogni pagina.
    La saga della famiglia di Agata Badalame ...continua

    Il libro di Giuseppina Torregrossa mi ha affascinata immensamente. La Sicilia è uno dei miei luoghi del cuore e questo racconto la fa respirare in ogni pagina.
    La saga della famiglia di Agata Badalamenti scorre in uno spazio temporale che copre quattro generazioni di donne fortissime, specchio dei tempi e dei luoghi dei quali narra.
    Agata è bambina a Palermo, quando la sua omonima nonna paterna la inizia alla preparazione delle "minne di Sant'Agata", dolci che chiunque sia familiare con le tradizioni dell'Isola conosce e apprezza. La Santa è la martire protettrice del seno femminile e le "minne" richiamano, appunto, la forma di un seno. Vanno preparate sempre in numero pari, mai dispari, affinché la protezione della Santa sia efficace. Ma la famiglia Badalamenti non sarà sufficientemente protetta e le sue donne subiranno, negli anni, la traumatica esperienza di una malattia che le mutilerà nella parte più femminile dei loro corpi. Nonostante le tristi conseguenze della malattia e le ripercussioni sulle vite delle donne, il racconto di Giuseppina Torregrossa è lieve e ottimista, le sue protagoniste, Agata soprattutto, affondano nella disperazione e risorgono continuamente, reinventandosi vite nuove. La scrittura della Torregrossa è calda e sensuale, costellata di saggezza popolare, di sicilianità dialettale e di intelligente ironia. Le vicende di Agata, i suoi amori devastanti e il suo riscatto sono avvolti dalla luce del sud, dai suoi profumi e dai suoi colori. Come spesso accade, il riscatto di una donna avviene grazie ad altre donne, che diventano madri, complici, consigliere e amanti, unite in una solidarietà che ai maschi è preclusa. Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho scelto questo libro perché amo la Sicilia e l'idea di leggere una storia di donne siciliane mi stuzzicava. E' il primo libro della Torregrossa che leggo e non conosco molto di lei, ma purtroppo dev ...continua

    Ho scelto questo libro perché amo la Sicilia e l'idea di leggere una storia di donne siciliane mi stuzzicava. E' il primo libro della Torregrossa che leggo e non conosco molto di lei, ma purtroppo devo dire che ho faticato ad arrivare alla fine. Le tematiche trattate e il modo di vedere la donna sono talmente lontane dal mio modo di pensare e sentire che quasi mi sono infastidita. Oltretutto l'autrice è una ginecologa, quindi vicina al mondo femminile, e non mi spiego il costante maschilismo a cui anche Agata, la protagonista, si sottomette.
    Da una donna di medicina, che ha scritto la storia di un'altra donna medico, la cui famiglia è vessata dal cancro al seno, mi aspettavo inoltre un tentativo di divulgazione di profilassi, mentre tutto quello che fa Agata è pregare la santa e attribuire alla santa le sue disgrazie perché si è dimenticata di farle i dolci. Sono stranita e non so se leggerò ancora qualcosa di suo.

    ha scritto il 

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