Il dandy della Reggenza

Di

Editore: Sperling&Kupfer

3.8
(269)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Danese , Tedesco , Croato , Slovacco , Russo

Isbn-10: A000067824 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
http://www.anobii.com/books/Il_dandy_della_reggenza/9788873390312/0191c13d688d17bf85/
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  • 3

    Il primo approccio a Georgette Heyer è stato sicuramente interessante.
    Non mi aspettavo un modo di scrivere così scanzonato, allegro e pieno di ironia.
    La lettura ne risulta scorrevole, molto gradevol ...continua

    Il primo approccio a Georgette Heyer è stato sicuramente interessante.
    Non mi aspettavo un modo di scrivere così scanzonato, allegro e pieno di ironia.
    La lettura ne risulta scorrevole, molto gradevole e nonostante la leggerezza, l’autrice è riuscita comunque a renderla avvincente ed appassionante.
    Ho davvero adorato i due protagonisti Lord Worth e Miss Taverner, e ancora oggi, a quasi due settimane dal termine del libro, ripenso a loro con nostalgia!
    Unica nota negativa è stata la prevedibilità: nonostante tutti gli stratagemmi, già a metà libro, avevo capito chi era il cattivo e chi di gran valore.

    ha scritto il 

  • 1

    «[…] A volte, Perry, vorrei esser benestante e non ricca. »

    Ammetto che talvolta la mia curiosità si fa masochistica, in questo caso poi fino ad addentrarmi in quelle che sarebbero letture per sole donne – ma non immaginavo francamente fino al punto in cui deb ...continua

    Ammetto che talvolta la mia curiosità si fa masochistica, in questo caso poi fino ad addentrarmi in quelle che sarebbero letture per sole donne – ma non immaginavo francamente fino al punto in cui debbo riconoscere d’esser giunto portando a termine questa lettura – quel punto che potrebbe rivaleggiare nell’improponibile eventualità che m’avventuri a legger, che so, Ende o Sepúlveda, se non Baricco o Moccia…
    —Oggi che noi non leggiamo né conosciamo nulla del primo Ottocento inglese, della Reggenza appunto, se non i romanzi di Jane Austen (prima di saltare alle sorelle Brontë), e che, a ogni modo, le dobbiamo assicurare l’inderogabile palma della superiorità qualitativa, cioè della modernità, non foss’altro per la difficoltà con cui un’autrice è canonizzata – per questo noi oggi possiamo riscrivere i suoi romanzi, farne scrivere ai suoi personaggi, far investigare la zia di tutti i Janeites, farne uno zombie &c. &c. – – ma per fortuna un tempo ci s’accontentava del Regency romance, capace di trasportarci nella nostra epoca preferita – dove tutto era come doveva essere, e la donna sapeva stare al suo posto…
    —Heyer è la capofila del genere, che qui s’impegna a darci una variazione di P.&P. – Ci si può infatti chiedere cosa sarebbe accaduto se Elizabeth Bennet fosse stata piú ricca e con un solo fratello minore, e Darcy un piú degno dandy, degno comunque sempre d’esser considerato l’uomo ideale, se non già il maschio alfa… in questo caso la risposta è che avrebbe ovviamente conosciuto Brummell, che a lei avrebbe rivolto le sue frasi piú celebri!

    Cosa non va dunque in questo romanzo?
    —La ricostruzione da film in costume, rigida come quella di chi volendo ricostruire fedelmente un’epoca –crede lui– è attento all’arredamento, ma perde del tutto l’atmosfera, cioè l’unica cosa che non si può ricostruire – perché Heyer avrà studiato bene ogni dettaglio, come nelle noiose descrizione dei vestiti, ma tutto ciò è piú adatto a una guida illustrata, mentre in un romanzo, se non s’è Balzac, è bene che certe cose siano lasciate intendere piuttosto che nominate: Austen non parla di servizi da tè! Qui poi si procede per accumulazione, in tre capitoli c’è il dandy, un incontro di pugilato, calessi spericolati, un paio di lord, e un (quasi) duello…
    —Né i dialoghi hanno alcunché di serio, come di brillante, a volte sono triviali, e irritanti. E poi, seriamente, la cosa peggiore è la presenza d’un solo svenimento e di poche lacrime: tutto ciò è assai poco Regency, e un pessimo modo di copiare zia Jane!
    —Infine, due parole su introduzione e note. Nella prima, ci si dilunga, in un piano da teoria della letteratura, sul romanzo gotico – se non che, non ostante quello che si dice, in questo caso non se ne trova poi nemmeno l’ombra, piú facile è trovarci del giallo, quello in cui si sa già chi è il colpevole… Le note invece sembrano commenti da lettura adolescenziale, come l’ultima ch’è imbattibile – come quando si parla del perché Monk Lewis abbia quel soprannome, o della figura del dandy.
    —Insomma, una lettura insoddisfacente sotto ogni aspetto, e che s’è rivelata ben peggiore del previsto: dunque un esperimento non privo d’utilità.

    P.S. Come accade in questi casi – la sbandierata erudizione e precisione di Heyer porta a cercar la magagna: ebbene, io non ne so poi molto, ma almeno una cosa l’ho notata. La vicenda è ambientata nel 1812, sei anni dopo il cambio di denominazione, ma comunque durante il tempo di permanenza di Brummell il 10° Ussari era ancora solo il 10° Dragoni leggeri…

    « […] rimase a guardarlo con espressione accigliata per qualche minuto. »

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo divertente. scanzonato. la descrizione dei personaggi ricorda Oscar Wilde. Anche il ritmo dei dialoghi ricorda Oscar Wilde.
    Piacevole lettura , per periodi in cui non si sa bene cosa leggere.. ...continua

    Romanzo divertente. scanzonato. la descrizione dei personaggi ricorda Oscar Wilde. Anche il ritmo dei dialoghi ricorda Oscar Wilde.
    Piacevole lettura , per periodi in cui non si sa bene cosa leggere....

    ha scritto il 

  • 2

    L'inizio forse lascia credere che si tratti di un romanzo piuttosto scadente (soprattutto per il modo in cui si approcciano i due protagonisti), ma andando avanti ci si deve ricredere almeno per quel ...continua

    L'inizio forse lascia credere che si tratti di un romanzo piuttosto scadente (soprattutto per il modo in cui si approcciano i due protagonisti), ma andando avanti ci si deve ricredere almeno per quel che riguarda l'impegno dell'autrice nella ricerca storica (molto interessante). Purtroppo l'intreccio è riuscito a metà, temo, per via della prevedibilità della risoluzione del giallo (intuibile già a metà della vicenda). Altra nota dolente è la protagonista, troppo perfetta e infallibile; di conseguenza, anche la sua storia d'amore non è riuscita ad appassionarmi in alcun modo.
    Ciò nonostante, vale la pena sottolineare lo stile e l'ironia della scrittrice, che hanno modo di farsi apprezzare.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante

    Romanzo caratterizzato da una grande attenzione per l'ambientazione storica. A tratti è, per la verità, un po' noioso (le digressioni sui combattimenti di pugilato e quelli di galli sono un po' troppo ...continua

    Romanzo caratterizzato da una grande attenzione per l'ambientazione storica. A tratti è, per la verità, un po' noioso (le digressioni sui combattimenti di pugilato e quelli di galli sono un po' troppo lunghe a mio modo di vedere) ma i personaggi sono ben caratterizzati e la lettura è comunque coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    IMPAREGGIABILE GEORGETTE!

    Ho letto parecchi romanzi di questa scrittrice e a distanza di anni ne ho riletto alcuni, traendo sempre un genuino godimento. La realtà storica,( a cui l'autrice si attiene ...continua

    IMPAREGGIABILE GEORGETTE!

    Ho letto parecchi romanzi di questa scrittrice e a distanza di anni ne ho riletto alcuni, traendo sempre un genuino godimento. La realtà storica,( a cui l'autrice si attiene in modo rigoroso), s'intreccia nell'invenzione, creando un affresco incantevolmente intriso di humor e di autentica suspense.
    4-5 stelline attribuisco in media alla Heyer, squisita signora dello scrivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Il migliore tra i romanzi della Heyer che ho letto fin qui. Ne ho goduto ogni singola pagina: lo spirito, la brillante scrittura dell'autrice me lo hanno reso davvero gradevolissimo… e che dire della ...continua

    Il migliore tra i romanzi della Heyer che ho letto fin qui. Ne ho goduto ogni singola pagina: lo spirito, la brillante scrittura dell'autrice me lo hanno reso davvero gradevolissimo… e che dire della disinvoltura con cui la Heyer inserisce nella sua storia personaggi reali, come Lord Brummel, il Reggente, e tutti i vari membri della casa reale? Solo Dumas si era permesso tanto.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla ricerca disperata di un romanzo che mi ricordasse gli amori di Orgoglio e Pregiudizio e che rispolverasse quel linguaggio meraviglioso dell’epoca della Reggenza, mi sono buttata a capofitto sul “ ...continua

    Alla ricerca disperata di un romanzo che mi ricordasse gli amori di Orgoglio e Pregiudizio e che rispolverasse quel linguaggio meraviglioso dell’epoca della Reggenza, mi sono buttata a capofitto sul “Il dandy della Reggenza”.
    Un romanzo che unisce in sé storia, avventura, amore e quel fascino irresistibile che l’epoca della Reggenza esercita su di me.
    La storia parla di due ragazzi, fratello e sorella, che alla morte del padre vengono affidati ad un tutore a loro sconosciuto ma fidato amico del padre. Il tutore, il Conte di Worth, risulta essere subito antipatico ai ragazzi che lo prendono in antipatia, soprattutto la ragazza, Judith.
    Il conte di Worth, uno dei dandy più famosi e rispettati di Londra, si prende, suo malgrado, cura dei ragazzi, a suo modo quantomeno. Judith e il conte, infatti, proprio non riescono ad andare d’accordo, non fanno che litigare. Judith passa le giornate ad escogitare un nuovo modo per sfuggire al regime autoritario del tutore ed il conte non fa che ammonirla e, in gran segreto, salvare il fratello di Judith da svariati tentati di omicidio.
    I due fratelli sono infatti in possesso di un ingente patrimonio e nel caso il fratello di Judith morisse, lei erediterebbe tutto e quindi anche il suo futuro ipotetico marito.
    Tra corse di cavalli, litigi, balli e duelli, riuscirà il conte a sopravvivere al periodo che lo vede tutore? E chi avrà, alla fine, la mano della bellissima e disubbidiente Judith?
    Io l’ho letto fino alla fine e posso assicurarvi che me lo sono proprio gustato. E’ stata una lettura piacevole, tranne la parte in cui viene descritto il Padiglione del Reggente, una lettura lunga e assolutamente tediosa! Saltatela direttamente, tanto verrà ripetuta anche più avanti nel libro!
    Il libro non manca di colpi di scena, anche se un po’ banali, e la storia d’amore che fa da sfondo è assolutamente fantastica! Il libro meriterebbe di essere letto solo per quella!
    Il linguaggio è paradisiaco, anche se in alcuni punti devo ammettere di essermi persa, ma questo lo attribuisco ad una erronea traduzione.

    ha scritto il