Il dio del fiume

Di

Editore: RL Libri

4.1
(2859)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 602 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8846208390 | Isbn-13: 9788846208392 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del Nilo, hanno reso nobile e magnifica la civiltà egiziana. Ora, però, cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto deve affidare il suo destino a coloro che si sentono veri figli del dio del fiume, il grande Nilo: Taunus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio formidabile; Lostris, affascinante e saggia, ma costretta a sacrificare il suo amore alle ragioni del potere; Taita, umile schiavo dotato d'infinita curiosità e di un ingegno multiforme. E sarà proprio il dio del fiume a segnare la strada di un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare, con lacrime e sangue, la loro devozione per l'Egitto...Grandioso nell'ambientazione, perfetto nel disegno dei personaggi, travolgente nel ritmo e negli improvvisi colpi di scena, Il dio del fiume - forse il più famoso tra i successi di Wilbur Smith - ci offre una potente ricostruzione storica in cui l'azione e i sentimenti, i drammi e le passioni, le battaglie e le descrizioni della terra africana si fondono nella rappresentazione vivida e impetuosa della grande civiltà scomparsa.
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  • 2

    Wilbur e l'Egitto - 21 ago 16

    Dopo tanti anni in cui ho rifuggito il sudafricano Smith e le sue avventure africane, ho deciso di dargli una chance, sia perché un po’ stanco della ripetitività delle avventure di Cussler, sia per ve ...continua

    Dopo tanti anni in cui ho rifuggito il sudafricano Smith e le sue avventure africane, ho deciso di dargli una chance, sia perché un po’ stanco della ripetitività delle avventure di Cussler, sia per vedere come veniva trattato il mondo dell’antico Egitto, frequentato in gioventù dopo aver a lungo amato le storie di Ramsete di Jacq (iniziate a leggere durante gli studi parigini, e continuate allora seguendone le uscite in originale). Quindi, largo al “long seller writer”, nato anche lui agli inizi degli anni ’30, come Cussler. Ma nato in quella che allora era Rhodesia del Nord ed ora Zambia. Leggerò, credo, in futuro qualcosa dei suoi cicli maggiori, mentre comincio a spulciare questo, considerato minore. Il ciclo egizio, cui ha cominciato a mettere mano solo al volgere del suo sessantesimo compleanno. L’impressione generale è che ci sia una sostenuta documentazione a corredo: bene le descrizioni degli ambienti, dei costumi, delle scene di massa. Forse un po’ troppo da film hollywoodiano i personaggi principali. Soprattutto il motore principale di tutta la storia, l’eunuco Taita. Un genio in tutti i campi (economia, guerra, navigazione, pittura, architettura, e chi più ne ha…), tanto che preferisce rimanere schiavo (e quindi protetto) piuttosto che essere liberato e dover sottostare alle assurde leggi egizie, di quello che, anno più anno meno, individuiamo con un periodo intorno al 1600 a.C. Taita è schiavo del nobile Intef, un degenerato signore che fa di tutto per mantenere il potere (ma no, dai, anche in Egitto…). Ed è precettore della bella Lostris, cui fa da paraninfo per l’altrettanto bello e buono Taunus. Che però è figlio di un personaggio caduto in disgrazia con Intef (e che forse lo stesso Intef ha fatto uccidere). Per cui non ci sarà mai accordo alle nozze. Anzi Intef fa in modo che Lostris venga vista ed apprezzata e quindi chiesta in moglie dall’anziano faraone Mamose VIII. Faraone che deve fronteggiare due emergenze: banditi verso l’Alto Nilo, ed uno scisma con a capo il “Pretendente Rosso” nel basso Egitto. Ricordo che l’azione si svolge principalmente a Tebe (cioè l’odierna Luxor). Ci sono un sacco di intermezzi in questa prima parte, come la rappresentazione sacra della vita del dio Horus e della triade tebana, in cui apprezziamo anche il Taita letterato. Servono a dare un contorno alla vicenda, ed un rilievo alla veridicità dei fatti. Quello che risulta alla fine è che Lostris sposa Mamose, Taunus, che tenta una ribellione, viene incaricato della missione suicida di sconfiggere i banditi del sud dell’Egitto, Taita si sposta nella coorte del faraone, al seguito di Lostris, avendo in mano gli strumenti per danneggiare, se servisse, il suo ex-capo Intef. Altri avvenimenti si susseguono, Taita entra nel regno dei morti, novello Dante, e percorre i “Labirinti”, sorta di anticipazioni del futuro, in base ai quali convince Lostris e Taunus a non disperarsi. Ovviamente, Taunus sconfigge i banditi, smascherando il capo che non è altri che Intef (che però riesce a fuggire verso il Nord). Lostris mentre pubblicamente si concede al faraone, ha invero un figlio maschio con Taunus. Sarà facile per le arti di Taita convincere Mamose che Memnone sia suo figlio. Intanto la minaccia dal Nord si avvicina, e Taita convince tutti a fuggire verso il Sud. Assistiamo quindi all’attraversamento delle diverse cataratte del Nilo (che passai in aereo recandomi ad Abu Simbel, fantastiche!). La minaccia dal Nord viene da un nuovo popolo, gli Hyksos, che si favoleggi usino il cavallo ed il carro da guerra. Saranno loro a sconfiggere il Pretendente Rosso, facendo in modo di insediare Salitis (e qui ci si collega alla “storia” reale dei faraoni della XV dinastia). Nella ricerca della tomba felice, in un posto imprecisato, in seguito a ferite muore Mamose, indicando il finto figlio come successore e Lostris come reggente. In realtà sarà Taunus a governare dietro le quinte, ed a far nascere altre figlie a Lostris, sostenendo che siano nate dallo spirito di Mamose (una scusa veramente puerile). Passano gli anni, e muore anche Taunus, ma nel frattempo Taita ha terminato la grande tomba reale, dove verrà sepolto… E nel frattempo, Memnone diventa Tutmosis I, s’innamora e sposa una bella eritrea. E tutti tornano vittoriosi e trionfanti a Tebe. Grande pastiche storico-letterario, forse un po’ lento in alcuni punti, ma, come detto, ben documentato ed anche con qualche aggancio alle cronologie reali che non guasta. Vedremo come Smith deciderà di proseguire la sua saga. Mi domando, infatti, se seguirà il concetto seriale, caro ai giallisti moderni, o quello episodico, più consono forse ad una saga multi-temporale.

    ha scritto il 

  • 4

    Non male ma....

    ... Taita sembra un po' un supereroe, a lungo andare sembra sempre più surreale. Per il resto è un libro che si lascia leggere, nonostante alcune parti (ad esempio le battaglie) siano un po' soporifer ...continua

    ... Taita sembra un po' un supereroe, a lungo andare sembra sempre più surreale. Per il resto è un libro che si lascia leggere, nonostante alcune parti (ad esempio le battaglie) siano un po' soporifere. Inoltre c'è qualche problema con lo scorrere del tempo, passano mesi, anni, decenni... La gente muore, ma Taita è sempre giovane e in forma!

    ha scritto il 

  • 5

    Continuerò sicuramente questa serie

    Altro libro di wilbur smith che mi ha colpito piacevolmente.
    Mi ha preso dall'inizio alla fine e suscitato una gran curiosità di andare avanti tra le pagine

    ha scritto il 

  • 3

    Il classico romanzo d'avventura, con una ambientazione in un periodo oscuro della storia egizia che lo rende forse più interessante. Scrittura fluida, colpi di scena, personaggi accattivanti. Puro int ...continua

    Il classico romanzo d'avventura, con una ambientazione in un periodo oscuro della storia egizia che lo rende forse più interessante. Scrittura fluida, colpi di scena, personaggi accattivanti. Puro intrattenimento, ma almeno scritto con un certo mestiere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro da spiaggia

    Il primo libro del Ciclo egizio: si legge tutto di un fiato se non si ha nulla di meglio da fare, però sotto l'ombrellone o bloccati per settimane su di un letto va benissimo.
    La storia può anche appa ...continua

    Il primo libro del Ciclo egizio: si legge tutto di un fiato se non si ha nulla di meglio da fare, però sotto l'ombrellone o bloccati per settimane su di un letto va benissimo.
    La storia può anche appassionare ma i personaggi sono abbozzati e basta, servono solo alla trama della storia. Il protagonista Taita talvolta arriva a essere perfino irritante per la sua supponenza, ma è certamente voluto dall'autore che per altro è estremamente abile nel confezionare storie; non per nulla ha avuto uno strepitoso successo di vendite.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un libro senza infamia e senza lode, la scrittura mi sembra in alcuni punti troppo "artificiosa" e pesante in alcune descrizioni senza contare i flash forward confusionari; si passa a stacchi di te ...continua

    E' un libro senza infamia e senza lode, la scrittura mi sembra in alcuni punti troppo "artificiosa" e pesante in alcune descrizioni senza contare i flash forward confusionari; si passa a stacchi di tempo che non sono ben descritti e che colgono di sorpresa il lettore. Mi piace l'idea di ambientare la storia in Egitto al tempo dei faraoni, un periodo storico affascinante e molto interessante da scoprire nella sua vita quotidiana, peccato che il protagonista della storia non riesca a piacermi; troppo perfetto sotto ogni aspetto; Taita è uno schiavo-Mary Sue: scriba, medico, architetto, artista, astronomo, cartografo,scienziato e chi più ne ha più ne metta. E' innamorato della sua padrona, Lostris che però a sua volta innamorata del nobile Tanus che la ricambia, ma ovviamente è un amore ostacolato dal perfido padre di lei che la da in sposa al faraone, uomo buono e docile ma vecchio e ossessionato dalla discendenza della sua stirpe. La cosa migliore di questo romanzo però è che la storia d'amore dei due non è al centro della trama. Ha un suo peso ovviamente, ma la storia si concentra più sulla relazione tra i tre personaggi principali e le avventure che vivranno.
    Da leggere se siete davvero appassionati di storia o di Egitto ma sinceramente per me non è stato un colpo di fulmine.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà perché è ben scritto, sarà per l'avvincente e fascinosa epoca in cui è ambientato, sarà per l'umanità del protagonista, ma questo romanzo risulta tutto sommato discreto, nonostante qualche forzat ...continua

    Sarà perché è ben scritto, sarà per l'avvincente e fascinosa epoca in cui è ambientato, sarà per l'umanità del protagonista, ma questo romanzo risulta tutto sommato discreto, nonostante qualche forzatura, certi anacronismi, e una onniscienza dell'io narrante ai limiti dell'incredibile. Non manca qualche spennellatura filosofica tutt'altro che pedestre.

    ha scritto il 

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