Il dolore perfetto

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1743)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 325 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8804543043 | Isbn-13: 9788804543046 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella delMaestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, perinsegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedovaBartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. Equella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nascerannoAnnina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momentodell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, chel'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, dipersonaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Premio Strega? e se questo era il migliore!

    Nulla da dire sulla fluidità della scrittura e la ricchezza di linguaggio; difatti in principio è appassionante ma poi diventa quasi divertente in quanto bisogna indovinare ogni personaggio di cosa mo ...continua

    Nulla da dire sulla fluidità della scrittura e la ricchezza di linguaggio; difatti in principio è appassionante ma poi diventa quasi divertente in quanto bisogna indovinare ogni personaggio di cosa morirà. Il libro inizia a raccontare dalla fine dell'800 la storia di due famiglie che si incrociano, terminando poi negli anni '70 circa. Ci si aspetta quindi che nell'arco di 100 anni qualche componente della famiglia muoia, tuttavia solo alcuni muoiono di morte naturale, tutti gli altri (e specifico TUTTI perché non ne resterà uno per continuare la "stirpe") in maniera imprevedibile e stravagante. Lo volevo abbandonare ma poi ho continuato io testarda nella speranza che si riprendesse nel finale, cosa che non è successo. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura piacevole, che nello stile e nei personaggi mi ha ricordato molto "Cent'anni di solitudine" e "la casa degli spiriti". All'inizio la toscana si percepisce molto e questo permette di accent ...continua

    Una lettura piacevole, che nello stile e nei personaggi mi ha ricordato molto "Cent'anni di solitudine" e "la casa degli spiriti". All'inizio la toscana si percepisce molto e questo permette di accentuare il cambiamento verso cui si va incontro nel libro. Non mi ha colpito comunque particolarmente, anche se devo lo reputo un buon romanzo, scritto con sagacia, in modo evocativo.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, ma ....

    Primo libro che leggo di Riccarelli; se da una parte la sua scrittura fluida e genuina coinvolge in ogni capitolo del libro, con le sue trame fitte, dall'altra troppa tristezza trasuda da queste pagin ...continua

    Primo libro che leggo di Riccarelli; se da una parte la sua scrittura fluida e genuina coinvolge in ogni capitolo del libro, con le sue trame fitte, dall'altra troppa tristezza trasuda da queste pagine; tanto da far sembrar improbabile l'abbattersi di così tante sciagure in una stessa famiglia .
    Tre stelle solo per non aver reso, in alcuni tratti il romanzo più leggero.

    ha scritto il 

  • 3

    Il dolore perfetto

    Un piacevole affresco della prima metà secolo scorso, rivisitato attraverso le vicende parallele di due famiglie: i Bartoli e i Bertorelli, divisi tra un ideale culto della libertà e una visione mat ...continua

    Un piacevole affresco della prima metà secolo scorso, rivisitato attraverso le vicende parallele di due famiglie: i Bartoli e i Bertorelli, divisi tra un ideale culto della libertà e una visione materialistica dell’esistenza. Ma anche attraverso alcuni personaggi chiave, non tutti convincenti. Il Maestro, ad esempio, uno dei personaggi principali del romanzo, giovane anarchico, generoso, riservato e deciso, che perderà la vita folgorato dallo sparo di un soldato di Bava Beccaris; oppure Annina, il personaggio femminile più interessante del romanzo, per cervello e cuore. Il teatro della narrazione, è soprattutto la Toscana, nel paese di Colle. Tempi e zone attraversati da guerre, dal sogno socialista e dal fascismo, dove si snodano molte trame fatte anche di amori struggenti e folgoranti passioni e dove trova posto persino la macchina per il moto perpetuo, divenuta metafora del progredire delle vite coi loro destini, feriti dall’inesorabile dolore.
    Con il profumo di viole che accompagna nascite e morti di alcuni personaggi, troviamo quell’afflato favolistico che regala un’atmosfera piacevolmente fatata a tutto il contesto narrativo, come se favola e realtà sapessero abilmente coabitare nella pagina. Favola che scorre attraverso le storie grandi e piccole di questo romanzo. Il «dolore perfetto» da cui prende il titolo il romanzo abita sempre la pagina, anche se espresso attraverso ferite brucianti molto diverse. Questo di Riccarelli, ha il pregio di essere un romanzo continuamente giocato nel rimando continuo tra realtà e magia. Da leggere se questo si vuole apprezzare. Certo tra le tante saghe, ne abbiamo letto di migliori.

    ha scritto il 

  • 1

    Per deprimersi...

    Questo libro è praticamente una strage!! per fortuna la scrittura è abbastanza fluida e si può leggere piuttosto velocemente ma più che per commuoversi è un libro per deprimersi... personaggi senza tr ...continua

    Questo libro è praticamente una strage!! per fortuna la scrittura è abbastanza fluida e si può leggere piuttosto velocemente ma più che per commuoversi è un libro per deprimersi... personaggi senza troppo carattere (a parte, forse, il Maestro) e storie ripetute all'inverosimile. Non lo consiglio

    ha scritto il 

  • 2

    "Siamo noi a dividere, a costruire barriere, ad alzare, abbassare, a dire chi è buono e chi invece è peggiore. [...] Una botta improvvisa, una crepa sul cuore. La ferita bruciante di un dolore perfetto."

    http://therestlessreadersroom.blogspot.it/2015/10/recensione-il-dolore-perfetto-di-ugo.html

    ha scritto il 

  • 2

    Forse scritto bene, o forse fatto un bel compitino...
    Ripetitivo nella sua assurdità: forse colpa del genere sognante favoleggiante che vorrebbe avere un background storico che poi non c’è...
    Non se n ...continua

    Forse scritto bene, o forse fatto un bel compitino...
    Ripetitivo nella sua assurdità: forse colpa del genere sognante favoleggiante che vorrebbe avere un background storico che poi non c’è...
    Non se ne può parlare tanto male perchè è troppo buonista... forse costruito a proposito.. ma la mia opinione personale alla fine è stata: e che due palle!! Specialmente alla fine perchè quando è troppo è troppo!! Mica è un Marquez che si può permettere le formiche che si portano in giro il neonato alla fine senza far travasare l’otre !!! Il paradosso peggiore penso sia quando si cerca di far passare cose assurde come se abbiano un senso. Ma cavolo in un periodo simile non c’è una vedova che se risposa e succede tutto a loro e sto paesiello senza pettegoli che mantengono tutti per “buonismo o carità cristiana”?...... è troppo!!

    ha scritto il 

  • 3

    le storie che si intrecciano in questo romanzo sono tante e tante. Alcune ti catturano, in altre proprio non riesci a riconoscerti e ad appassionarti. Su tutto questo "dolore perfetto" che a volte ha ...continua

    le storie che si intrecciano in questo romanzo sono tante e tante. Alcune ti catturano, in altre proprio non riesci a riconoscerti e ad appassionarti. Su tutto questo "dolore perfetto" che a volte ha una pesantezza che sa di artificiale. Ni.

    ha scritto il 

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