Il dono di Asher Lev

Di

Editore: Garzanti Libri (Narratori moderni)

4.3
(355)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 371 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 881166280X | Isbn-13: 9788811662808 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mara Muzzarelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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  • 5

    "IL DONO DI ASHER LEV " DOPO "IL MIO NOME E' ASHER LEV"...... MI SONO SENTITA TRADITA

    E si!! tradita il mio genio dai capelli rossi ardenbi come il suo talento dov'è finito???
    Il rosso dei capelli ingrigito (si può perdonare il tempo deve fare il suo mestiere) una vita quasi borghese ...continua

    E si!! tradita il mio genio dai capelli rossi ardenbi come il suo talento dov'è finito???
    Il rosso dei capelli ingrigito (si può perdonare il tempo deve fare il suo mestiere) una vita quasi borghese, lasciata Parigi per la Costa Azzurra clima più consono all'asma della figlioletta,e si!! due figli (splendidi,ma pur sempre fonte di pensieri),una moglie di qualche anno (cinque)più saggia di lui,i ricordi terribili e la paura vissuta da bimba durante la guerra l'hanno resa una donna fragile che deve dormire con la luce accesa e sempre insicura,(nonostante tutto,come sempre le donne di Potok, è una figura splendida)
    Le prime cento pagine sono la lunga descrizione dei riti e doveri dei sette giorni di lutto(la morte dell'amato zio è la causa del suo ritorno a Brooklin) obligatori per gli ebrei ortodossi,pagine indubbiamente interessanti,ma estenuanti.
    E con una sorta di disagio,malcontento che lascia la Francia i suoi ultimi lavori accolti, come sempre,da una critica benevola e entusiasta,non soddisfano lui,e ci credo mio caro Asher,pantofole e caminetto lasciano il segno( Jacop Kahn l'aveva capito),e così ho lasciato il povero Asher seduto su una panchina di Brooklin a pensare alla sua vita e ho riportato il libro in biblioteca,ma da quandio l'ho fatto mi rimorde la coscienza,non faccio che pensare a lui così ho deciso torno a prenderli ,lui e il libro,anzi il libro me lo compro perchè tutto sommato mi son presa una cotta per Asher?? per Potok?? forse per il Rebbe (dopo vent'anni ancora al suo posto),non lo so lo scoprirò leggendo il libro,vado sulla fiducia *****

    ha scritto il 

  • 3

    Asher è un uomo ora è la sua storia è quella di un adulto che si scontra con la cultura e le tradizioni della sua famiglia. Sebbene ben scritta, nonostante i riferimenti artistici e religiosi non c'è ...continua

    Asher è un uomo ora è la sua storia è quella di un adulto che si scontra con la cultura e le tradizioni della sua famiglia. Sebbene ben scritta, nonostante i riferimenti artistici e religiosi non c'è più naturalmente la magia di Asher bambino che si ritrova con un dono, la pittura. Tante descrizioni. Molte ripetizioni. Una lettura lenta, profonda e interessante ma senza magia. Avrei preferito restare con il ricordo di Asher bambino.

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura

    Mi sono trovata a rileggere Il dono di Asher Lev a distanza di 2 anni e la rilettura gli ha fatto onore. Avevo dato 2 stelline e questa volta le raddoppio perchè il libro è bello, come sempre ben scri ...continua

    Mi sono trovata a rileggere Il dono di Asher Lev a distanza di 2 anni e la rilettura gli ha fatto onore. Avevo dato 2 stelline e questa volta le raddoppio perchè il libro è bello, come sempre ben scritto e, soprattutto, fa pensare.

    ha scritto il 

  • 4

    Non solo un sequel

    "Il mio nome è Asher Lev" è uno dei miei romanzi preferiti. L'ho letto e riletto, e talvolta ne ripercorro qualche passaggio, quando voglio trovare una risposta. Ripenso, talvolta, alle pagine meravig ...continua

    "Il mio nome è Asher Lev" è uno dei miei romanzi preferiti. L'ho letto e riletto, e talvolta ne ripercorro qualche passaggio, quando voglio trovare una risposta. Ripenso, talvolta, alle pagine meravigliose, in cui il piccolo Asher descrive e disegna la madre, ai suoi primi anni, alla semplicità disarmante delle sue domande. Per tanto tempo ho evitato di leggere questo romanzo, perché avevo il terrore che rovinasse la magia del primo. Poi, vinta dalla curiosità, mi son decisa ad acquistarlo, e a leggerlo senza pregiudizi o altro.
    Il risultato è stato quello di leggere un romanzo che, apparentemente, sembra un seguito, ma alla fine non lo è. Asher è un uomo adulto, che ora si scontra con altri problemi, con altri giudizi, con altre questioni, in modo particolare sul piano familiare, che rimandano a quelle meschinità che accadono in molte famiglie. Eventi che affronta con presunzione, chiudendosi in una cortina di ferro, apparendo spesso e volentieri presuntuoso, che circonda di dialoghi a volte surreali, oltre a scatenare (almeno nel mio caso) una curiosità enorme nei confronti dello chassidismo.
    Non va affrontato senza aver prima letto "Il mio nome è Asher Lev", mancherebbe la base, e sarebbe materialmente impossibile seguire attentamente l'evoluzione di questo personaggio, nonché il suo conflitto interiore, ma definirlo un sequel è, a mio parere, abbastanza riduttivo

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta ci troviamo in compagnia di Asher che è in conflitto tra l’esprimere la propria individualità attraverso l’Arte, e quindi la pittura e rimanere soffocare dalla sua stessa religione a ...continua

    Ancora una volta ci troviamo in compagnia di Asher che è in conflitto tra l’esprimere la propria individualità attraverso l’Arte, e quindi la pittura e rimanere soffocare dalla sua stessa religione a cui si sente molto legato, quella ebraica. A tratti mi ha infastidito, e rallentato, vedere altri personaggi che sovrastano ancora una volta l’io del ragazzo, comunque si arriverà ad una scelta, quella del cuore, nonostante tutto.

    “Sarebbe splendido se potessimo trovare un mondo in cui fosse possibile conservare per sempre le belle sensazioni che ci da una favola, una canzone, conservare quelle sensazioni per sempre dentro di noi anziché provarle per momenti fugaci. Ascoltiamo una canzone o leggiamo una storia, e le belle sensazioni non ci rimangono dentro. O le pregustiamo oppure le abbiamo già provate e sono svanite . Non le proviamo mai ORA. Capisci cosa intendo? Sto scrivendo la storia di una bambina che scopre una grotta in cui c'è un adesso permanente.”

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo di Potok racconta il devastante conflitto interiore di Asher Lev, pittore, in bilico tra la necessità della sua arte e il bisogno di esprimere il suo io doloroso attraverso la pittura e i d ...continua

    Il romanzo di Potok racconta il devastante conflitto interiore di Asher Lev, pittore, in bilico tra la necessità della sua arte e il bisogno di esprimere il suo io doloroso attraverso la pittura e i dettami rigidi e soffocanti della dottrina ebraica ladover a cui si sente comunque profondamente legato. In un'atmosfera cupa e avvolgente Asher giungerà a trovare un compromesso scegliendo la sua arte, ma rinunciando a qualcosa di ben più prezioso. Cercherà così di unire i pezzi di una vita dilaniata e comunque segnata dallo straniamento e dal non sentirsi mai completamente parte di qualcosa.

    ha scritto il 

  • 5

    [...] Dagli angoli degli occhi chiusi, come perle scintillanti, le lacrime scesero lente sulle rughe delle guance, frantumandosi in minuscoli rivoletti sulla pelle grinzosa e svanendo nel folto della ...continua

    [...] Dagli angoli degli occhi chiusi, come perle scintillanti, le lacrime scesero lente sulle rughe delle guance, frantumandosi in minuscoli rivoletti sulla pelle grinzosa e svanendo nel folto della barba bianca. [...]

    ha scritto il 

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