Il fasciocomunista

Vita scriteriata di Accio Benassi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.8
(1309)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8804603046 | Isbn-13: 9788804603047 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Accio Benassi, incazzato, ribelle, attaccabrighe, goffo, innamorato, illuso, ingenuo, arrogante, disubbidiente, sentimentale. E' lui il protagonista del Fasciocomunista, la sua storia è quella di un ragazzo di Latina che frequenta in rapida successione il seminario, l'MSI, il movimento studentesco, i giovani maoisti... Il suo percorso è esemplare di una generazione e dei temi che quella generazione ha affrontato riflettendo sul proprio percorso. Ma in realtà Accio è uno straordinario eroe che dà vita a una storia nuova perché veramente anomalo è il suo sguardo, il suo punto di vista: non puramente, astrattamente intellettuale e ideologico, ma anche istintivo, concreto, picaresco. L'eroe quasi ottocentesco di un romanzo assolutamente contemporaneo nella struttura, nelle intemperanze, nella nervosa tensione della scrittura.
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  • 4

    per certi versi la mia storia

    Dopo tanto insistere da parte di amici al che leggessi questo libro, l'ho letto. Ed ho capito perchè insistevano che leggessi questo libro. Per certi versi è la mia storia, anche se io (per fortuna) n ...continua

    Dopo tanto insistere da parte di amici al che leggessi questo libro, l'ho letto. Ed ho capito perchè insistevano che leggessi questo libro. Per certi versi è la mia storia, anche se io (per fortuna) non sono mai stato comunista. Per questo motivo il giudizio è alto quanto a stellette. Ma diciamocelo subito, l'italiano dell'autore è scarso grammaticalmente, anche se l'impressione a volte è che questa scarsità sia voluta, cercata, per rendere meglio il personaggio. Ma la storia raccontata è coinvolgente, a volte con ritmi frenetici che ti tengono incollato al libro, e racconta la storia della gioventù degli anni del dopoguerra fino agli inizi degli anni di piombo. Il protagonista è un ribelle di natura, ontologicamente anarchico, che vive le passioni con la ingenuità e l'incanto di chi nella vita non si vuole risparmiare. Che vuole conoscere la vita di persona e senza farsela dire dagli altri, senza farsi istruire dalle idee degli altri ma aderire a queste spendendosi di persona. Per me c'è un coinvolgimento emotivo fortissimo perchè mi ritrovo descritto nelle pulsioni ideali, sociali e motivazionali del protagonista. E il percorso di redenzione finale è talmente simile alla mia storia che mi ha commosso leggere questo libro. E poi uno dei personaggi descritti è un amico che conosco, e in questo libro ne parla in maniera riconoscibilissima, pur avendone alterato il nome; anche per questo motivo l'ho trovato interessante per me. è evidente che questa recensione risente del mio vissuto, e quindi potrà essere poco utile per chi la legge, ma a me piaceva farlo sapere

    ha scritto il 

  • 3

    L'Albinati dei poveri

    Si parla molto in questi mesi, come è normale, del romanzo vincitore del Premio Strega, La scuola cattolica di Edoardo Albinati. Dall’idea che me ne son fatta, non credo che per ora lo leggerò: troppe ...continua

    Si parla molto in questi mesi, come è normale, del romanzo vincitore del Premio Strega, La scuola cattolica di Edoardo Albinati. Dall’idea che me ne son fatta, non credo che per ora lo leggerò: troppe pagine; troppa la mia allergia a quell’ambiente (sono nata e cresciuta in una zona di Roma che erroneamente viene equiparata a quella della famosa scuola di Albinati, mentre in realtà è -o era- animata da una temperie culturale profondamente diversa, con una forte caratterizzazione laica e democratica); al tempo stesso, paradossalmente, ho un coinvolgimento personale per amicizie di famiglia con alcuni dei personaggi della vicenda raccontata nel libro. Ce n’è abbastanza, insomma, per tenersene alla larga.

    Caso ha voluto che mentre si dibatte, anche qui su aNobii, del valore del romanzo di Albinati, io abbia avuto fra le mani questo libro che sotto certi aspetti racconta cose simili (adolescenza, odore di incenso, contrasto con i genitori, scoperta della politica, rincorsa del sesso, insomma nulla di particolarmente originale), ma vissute da uno che ha avuto la sfortuna di nascere a Latina, che voleva dire stare ai margini, essere un periferico per status, sempre in ritardo rispetto a quello che accadeva a Roma, con il marchio indelebile della città fascista per eccellenza.
    Un libro che pare scritto da un operaio della letteratura, in cui si sente la musicalità tipicamente burina che è il suo stile inconfondibile (avrà anche Pennacchi il suo Premio Strega, alcuni anni dopo); una piccola storia, ripetitiva e noiosetta, per molti versi illuminante sull’Italia di quegli anni e su una parte di Italia sempre votata al dimenticatoio.
    Che dire, il pensiero di un mondo micidiale di scuole private, golfini di cachemire e ville al mare, ha finito col rendermi simpatico il Fasciocomunista.

    ha scritto il 

  • 3

    L'antieroe

    Finestra su come i giovani del dopoguerra post fascista si relazionavano con la politica con i cambiamenti generazionali. Accio Benassi è uno di quelli. Ribelle attaccabrighe frequenta il MSI il mov ...continua

    Finestra su come i giovani del dopoguerra post fascista si relazionavano con la politica con i cambiamenti generazionali. Accio Benassi è uno di quelli. Ribelle attaccabrighe frequenta il MSI il movimento studentesco e i comunisti maoisti. Tutto questo all'inizio perché spinto dalla voglia di fare risse ma pian piano comincia a chiedersi il perché lo facesse e sopratutto si accorge come i poteri forti manovrano e usano da sempre gli ingenui e gli ignoranti. Un buon libro, scritto come sempre da Antonio Pennacchi con maestria lucidità e onestà.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di un fascista arrabbiato

    Non amo tantissimo Pennacchi e il suo "Canale Mussolini" mi aveva davvero fatto arrabbiare.
    Questo è un po' meglio, ma conserva lo stesso schema: le idee non contano e non esistono e rossi e neri sono ...continua

    Non amo tantissimo Pennacchi e il suo "Canale Mussolini" mi aveva davvero fatto arrabbiare.
    Questo è un po' meglio, ma conserva lo stesso schema: le idee non contano e non esistono e rossi e neri sono solo schieramenti convenzionali.
    Accio Benassi è un attaccabrighe, un eterno scontento che non sa bene che fare di sè stesso. Dal seminario ai movimenti giovanili del MSI, a Servire il popolo l'unica cosa che gli piace è combattere con dei nemici, come se rivivesse lo schema proposto dall'unico libro che ricorda di aver letto: I ragazzi della via Pàl.
    Il libro non è scritto male, forse un po' prolisso in alcune parti ma quello che a me è piaciuto poco è il voler rendere emblematico un percorso dove l'interesse alle idee è del tutto inesistente: Franza o Spagna purchè se magna, o meglio finchè ci si può picchiare. E Mao o Mussolini è lo stesso. Non sono convinta che sia così facilmente semplificabile la storia dell'Italia dagli anni Cinquanta ai Settanta.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Sono andato da padre Cavalli e gliel’ho detto: “Io non mi voglio più fare prete, voglio tornare nel mondo“.....

    http://www.incipitmania.com/incip ...continua

    A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Sono andato da padre Cavalli e gliel’ho detto: “Io non mi voglio più fare prete, voglio tornare nel mondo“.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/f/il-fasciocomunista-antonio-pennacchi/

    ha scritto il 

  • 4

    3 stelle e mezzo- 4 meno meno

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista st ...continua

    Accio Benassi, personaggio controverso e ribelle, ci fa entrare in prima persona dentro una panoramica politica del periodo dal dopoguerra agli anni di piombo; molto interessante dal punto di vista storico, pecca talvolta l'aspetto letterario di eccessiva prolissità. Resta un buon romanzo, da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi ...continua

    Un libro "leggero", ma di contenuto. La storia è quella di Accio, ragazzo guastafeste che attraversa con estrema semplicità il seminario, gruppi di estrema destra ed estrema sinistra. Questi passaggi non lo scalfiscono, il carattere rimane ribelle, le idee rivoluzionarie. E' un bel confronto tra tre realtà distanti fra loro. Il fascismo, il comunismo e la chiesa. A tratti divertente, piacevole. Un libro sicuramente non necessario, ma comunque degno di nota.

    ha scritto il 

  • 3

    con le migliori intenzioni

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida succes ...continua

    In una Latina fascista nell'anima, dove fascisti sono i sottoproletari e comunisti o socialisti i borghesi, un ragazzotto ingenuo e arrogante per la gran voglia di menar le mani passa in rapida successione dal seminario allo squadrismo fascista alle occupazioni sessantottine e infine agitprop di servire il popolo.
    Disturbante per me la lunga parte da picchiatore fascista, la trepidante ammirazione per personaggi del fascismo romano come Delle Chiaie, il compiacimento nella descrizione degli scontri, il perdonarsi tutto. Però almeno Benassi è impulsivo e un po' fesso, non si può dire lo stesso di Brandirali, che con progressione inversa, da fondatore e ideologo di Servire il popolo è diventato seguace di Giussani, consigliere comunale DC, assessore di Forza italia, fino a Pdl.

    ha scritto il 

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