Il fidanzamento del signor Hire

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi 450)

4.0
(539)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845918173 | Isbn-13: 9788845918179 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Villejuif è l'estrema periferia di Parigi: oltre, non c'è che la campagna bianca di brina. È qui che la polizia ha rinvenuto il cadavere di una prostituta. Solo un mostro può avere commesso un simile delitto. E chi altri può essere, il Mostro, se non il signor Hire, che tutti scansano con un brivido? Il signor Hire è piccolo, grasso, come se non fosse fatto né di carne né di ossa. Sul suo viso cereo spiccano baffetti che sembrano disegnati con la china. Tutti i suoi gesti hanno la rigida precisione di un cerimoniale. È davvero lui il colpevole? Solo nell'epilogo ogni interrogativo troverà risposta, un epilogo nel quale tutto converge come per un disegno fatale,un epilogo preparato, momento per momento, eppure indicibilmente atroce.
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  • 4

    “È carino qui da lei”
    La luce era cruda, forse perché la lampadina elettrica non era schermata, le linee nette. I colori spiccavano gli uni sugli altri. L’incerata trasformava il tavolo in un rettango
    ...continua

    “È carino qui da lei”
    La luce era cruda, forse perché la lampadina elettrica non era schermata, le linee nette. I colori spiccavano gli uni sugli altri. L’incerata trasformava il tavolo in un rettangolo duro e freddo come una pietra tombale.
    “Sta sempre solo?”

    Si tratta del mio secondo incontro con Simenon, il primo consistendo di un episodio di Maigret letto diversi anni fa. Avevo quindi già avuto modo di conoscere le atmosfere cupe ed enigmatiche di Simenon e soprattutto il suo stile laconico e scarno, anche troppo per i miei gusti - ai limiti dello scheletrico - eppure non privo di fascino e sicuramente efficace nel fermare in pochi tratti personaggi e atmosfere perfettamente riconoscibili.
    Se la volta precedente l’insieme non mi aveva troppo convinto, devo dire che questo signor Hire è una creatura letteraria di livello superiore, decisamente meglio riuscita.
    Come non immaginarselo? Pingue e viscido, schivo, riservato, i neri baffetti arricciati che spiccano sul volto pallido e sudaticcio sormontato da rosei pomelli, guardone e dedito alle piccole truffe; la personificazione della mediocrità, della pochezza, verso cui si prova istintiva repulsione - il che lo rende, tra l’altro, il perfetto capro espiatorio, una sorta di parafulmine per tutta la mediocrità che lo circonda.
    Eppure, è anche così profondamente umano. Il suo bisogno d’amore un pozzo nero e profondo che lo espone alle più ingenue illusioni.
    Quando un autore riesce a creare un personaggio così, e a farci provare compassione e pietà per lui, è certamente un grande autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Non riesco a smettere di stupirmi, dopo ogni romanzo di Simenon, della grandezza di questo scrittore. Come al solito anche qui il suo stile è asciutto, il lessico è semplice, privo di particolari inv ...continua

    Non riesco a smettere di stupirmi, dopo ogni romanzo di Simenon, della grandezza di questo scrittore. Come al solito anche qui il suo stile è asciutto, il lessico è semplice, privo di particolari invenzioni letterarie; i dialoghi sono scarni e le descrizioni degli ambienti sono rese con un uso preciso ma centellinato delle parole. Eppure questa scrittura così essenziale è di una efficacia straordinaria ed è capace di creare atmosfere dense e palpabili, di scavare profondamente dentro i personaggi, di mettere il lettore dentro la storia già dalle prime pagine del romanzo. Leggete anche solo l'inizio: vi ritrovrete lì sulle scale con la portinaia mentre bussa alla porta di messieur Hire, sentirete gli stessi odori e rumori, sarete dentro ai suoi occhi e ai suoi pensieri. Allo stesso tempo percepirete subito con chi avete a che fare e che persona meschina ella sia; lo capirete da pochi ma precisi dettagli: i vestiti che le cadono addosso come sui due bastoni incrociati che formano gli spaventapasseri, il naso umido, gli occhietti grigi, il gesto di stringersi lo scialle addosso. E che dire del signor Hire? È il ritratto ideale del colpevole di omicidio, perfetto per essere etichettato come il "mostro": piccolo, grasso, flaccido, pieno di stranezze, guardone e frequentatore di prostitute. Ma poi sarà proprio il nostro ometto a riuscire ad essere il personaggio migliore del romanzo con la sua candida ingenuità, il suo amore tradito per la bella e infida domestica della finestra di fronte e i suoi sogni falliti.
    Un bellissimo giallo quindi, in cui, proprio alla Simenon, non è così importante chi commette il crimine e come, ma quali passioni umane si muovono dietro i destini dei personaggi e il corso delle storie.

    ha scritto il 

  • 5

    Cronologicamente uno dei primi, in assoluto uno dei migliori

    Pingue, sudaticcio, guance rosee, sguardo basso o sfuggente, passi brevi e veloci, andatura saltellante e ondeggiante a causa dell’adipe, stretta di mano senza nerbo e senza nessuna trasmissione di co ...continua

    Pingue, sudaticcio, guance rosee, sguardo basso o sfuggente, passi brevi e veloci, andatura saltellante e ondeggiante a causa dell’adipe, stretta di mano senza nerbo e senza nessuna trasmissione di comunicazione significante, silenzioso, pronto a porgere le proprie scuse per un nonnulla, metodico, solitario, puntuale e preciso
    e anche
    frequentatore di postriboli – molto puliti a dir la verità –, con un passato di galeotto – per colpa di altri in verità -, truffatore – di quelli in piccole dosi distribuite in ugual misura su un elevato numero di vittime -, e soprattutto con un gusto radicato per il voyeurismo…
    potrebbe mai trasmettere empatia?
    Eppure, alla fine, quando il noir si dipana e si svela, mentre il signor Hire si regge alla vita con la sola forza delle sue molli mani, qualcosa cambia e si prova compassione per quella misera esistenza in affitto e provvisoria.

    ha scritto il 

  • 3

    Quanti signor Hire ci circondano? Quanta meschinità s'annida e cresce in noi?
    Un libro che sa essere sfavillante un momento e grigio e monotono subito dopo, come molte persone in fondo.

    ci sono momen ...continua

    Quanti signor Hire ci circondano? Quanta meschinità s'annida e cresce in noi?
    Un libro che sa essere sfavillante un momento e grigio e monotono subito dopo, come molte persone in fondo.

    ci sono momenti in cui l'attesa diventa così insopportabile che le dita si contraggono come per un crampo, ci tremano le ginocchia ed abbiamo voglia di ridere e piangere insieme.

    ha scritto il 

  • 3

    tre stelle e mezzo.

    Senza dubbio è un libro terribilmente triste, profondamente ingiusto nel suo finale.
    Mi sono chiesta: quanto terribile e crudele, soprattutto crudele, può essere l'amore? Fino a dove si può spingere, ...continua

    Senza dubbio è un libro terribilmente triste, profondamente ingiusto nel suo finale.
    Mi sono chiesta: quanto terribile e crudele, soprattutto crudele, può essere l'amore? Fino a dove si può spingere, cosa può far commettere, questo sentimento? Quando si è innamorati alla follia si perde il senso delle proporzioni, dell'umanità verso gli altri e della giustizia?
    Io credo che gli innamorati siano, fondamentalmente egoisti, ma la crudeltà verso dei terzi è un'altra faccenda.
    Qui Simenon sprigiona tutta la sua capacità narrativa e solo alla fine intravediamo l'orrore del disegno originale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un personaggio insignificante, banale, solitario, timido, grasso e brutto: il signor Hire, da tutti evitato e guardato con sospetto, con un’unica passione, quella per Alice, una cameriera che spia m ...continua

    Un personaggio insignificante, banale, solitario, timido, grasso e brutto: il signor Hire, da tutti evitato e guardato con sospetto, con un’unica passione, quella per Alice, una cameriera che spia morbosamente ogni sera.
    Quando una prostituta viene trovata brutalmente assassinata, i sospetti si appuntano immediatamente su di lui, senza offrirgli alcuna possibilità di discolparsi.
    Simenon è geniale nel descrivere una storia nell’atmosfera paesana, pesante, cattiva e pettegola, con una trama semplice ma avvincente.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando un Simenon si trascina un po' troppo, vuol dire che o è sbagliato il momento o è sbagliato il Simenon.

    Nel mio caso valgono entrambe le cose: è un momentaccio per qualsiasi libro che non sia il ...continua

    Quando un Simenon si trascina un po' troppo, vuol dire che o è sbagliato il momento o è sbagliato il Simenon.

    Nel mio caso valgono entrambe le cose: è un momentaccio per qualsiasi libro che non sia il capolavoro della letteratura universale (non so perché, è che mi girano); e in più a mio avviso questo non è fra i migliori della produzione simenoniana.
    Cosa resta del libro?
    -La cupezza, disperata e soffocante;
    -L'interrogatorio in commissariato: una combinazione di ristrettezza mentale, pregiudizio, violazione di diritti, travisamento di dichiarazioni, un gioco di trappole in cui la vittima non può che soccombere. E il nostro Autore, si sa, in queste cose è maestro!

    ha scritto il 

  • 5

    "A parte l'immobilità della testa, che trasportava come un corpo estraneo, era l'uomo di sempre, calmo e misurato..."

    "Trasportare la testa come un corpo estraneo" è un concetto di tale efficacia che solo un genio come Simenon può inventarsi. I suoi personaggi, apparentemente ordinari, anonimi, a volte insignificanti ...continua

    "Trasportare la testa come un corpo estraneo" è un concetto di tale efficacia che solo un genio come Simenon può inventarsi. I suoi personaggi, apparentemente ordinari, anonimi, a volte insignificanti, riescono a coinvolgere il lettore fino al midollo, trascinandolo nelle loro più intime e viscerali emozioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho capito perché ogni estate leggo un Simenon: per la sensazione di gelo che immancabilmente mi trasmette. L'inevitabilitá della crudeltà umana contrapposta alla più ingenua stupidità, il tutto ordito ...continua

    Ho capito perché ogni estate leggo un Simenon: per la sensazione di gelo che immancabilmente mi trasmette. L'inevitabilitá della crudeltà umana contrapposta alla più ingenua stupidità, il tutto ordito su un trama semplice eppure avvincente che ti fa girare ogni pagina in attesa dell'inevitabile caduta. E fa considerare la solitudine come il minore dei mali.

    ha scritto il