Il gioco del mondo

Rayuela

Di

Editore: Einaudi

4.3
(1556)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 547 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Chi semplificata , Spagnolo , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8806168002 | Isbn-13: 9788806168001 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

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Descrizione del libro
Nuova edizione per "Il gioco del mondo", romanzo di Julio Cortázar già pubblicato nel 1969 da Einaudi. Il libro racconta l'odissea, fra Parigi e Buenos Aires, di Horacio Oliveira, l'eterno studente argentino che si muove attraverso le città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo", compiendo un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, alla ricerca di sé nell'impossibile tentativo di dare un significato alla vita.
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  • 5

    Mi è piaciuto:
    1) per la ricchezza di citazioni che non mi hanno mai dato la sensazione di uno sterile sfoggio di cultura da parte di Cortazár ma, al contrario, proprio un modo saggio di citare autori ...continua

    Mi è piaciuto:
    1) per la ricchezza di citazioni che non mi hanno mai dato la sensazione di uno sterile sfoggio di cultura da parte di Cortazár ma, al contrario, proprio un modo saggio di citare autori, e artisti in genere, quasi a voler condividere con noi lettori i suoi riferimenti
    2) per il ritmo, che è musicale, quello delle improvvisazioni tipico del jazz
    3) per il coinvolgimento del lettore nel decidere come leggere il libro ma, soprattutto, per l'aspetto ludico che una consumata lettrice e consumatrice di settimana enigmistica come me non può non apprezzare
    4) per alcune immagini che per me rimarranno indimenticabili: il bacio, capitolo 7, il ponte, capitolo 41 e la morte di Rocamadour, capitolo 28
    5) perché Oliveira è un uomo in perenne ricerca, di se stesso, dell'unità dell'io e dell'uomo, di ciò che rende accettabile e comprensibile l'esistenza, e non smette mai di cercare la risposta, neanche quando tutto sembra ormai perduto: l'amore, il lavoro, gli amici, la patria, e finisce in manicomio
    6) perché la Maga e Talita sono due donne straordinarie, nella loro semplicità; anzi, sono la stessa donna in realtà
    7) per l'uso delle lingue e per le licenze linguistiche estremamente originali, disseminate lungo tutta la trama

    E poi....Morelli, l'invenzione di un autore inesistente continuamente citato, portavoce di ciò che Cortázar pensa della letteratura.
    Insomma, per me è stata una splendida lettura, formativa, educativa, impegnativa ma oltremodo appagante.

    ha scritto il 

  • 3

    Più che un libro da leggere va inteso come un vero e proprio gioco questo “Rayuela”.
    Affascinante che si possa leggerlo in più modi nonostante gli sbalzi temporali che lo caratterizzano.
    Io personalme ...continua

    Più che un libro da leggere va inteso come un vero e proprio gioco questo “Rayuela”.
    Affascinante che si possa leggerlo in più modi nonostante gli sbalzi temporali che lo caratterizzano.
    Io personalmente l’ho letto con il metodo tradizionale, arrivata ai tre asterischi ho voluto continuarlo saltando nei capitoli qua e la e finendolo proprio fino all’ultima pagina quindi diciamo che ho fatto un po' come cavolo mi pare :)
    All’inizio ho trovato un po’ ostico il modo frammentario di scrivere questo romanzo e mi sentivo come persa, poi quando ho iniziato a capire il meccanismo (ovvero bisogna giocare proprio a campana, con i protagonisti, con le loro vite, con i loro trascorsi e con tutto il contesto in generale) ho iniziato a godermi un po' il libro.
    Questa per me è stata la cosa più bella del libro perché è particolare ed inusuale, diverso da come sono abituata a leggere libri, ovvero in un modo lineare e convenzionale.
    È da dire anche che alcuni capitoli sono proprio particolari, potrebbero essere racconti a se stanti e in alcuni ho trovato delle chicche davvero belle.
    Però c'è, putroppo, una nota negativa :( e sta proprio nella storia in se, questi protagonisti nulla facenti che passano la maggior parte del loro tempo a ubriacarsi e a parlare del nulla li ho un po’ schifati. Questi intellettualismi sterili che caratterizzano i discorsi fatti tra di loro mi hanno portata più volte ad annoiarmi nel corso della lettura.
    Morelli-Cortázar nel cap. 99 ammette che qui si combatte la forma ma non il contenuto. Mi sarebbe piaciuto dirgli che questo è un peccato perché qui la forma è geniale, se il contenuto fosse stato altrettanto curato per me sarebbe stato un vero capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Evidenti gli influssi del pensiero orientale su quest’opera che rivoluziona il concetto di romanzo e di letteratura. È un’esperienza che spinge il lettore stesso a fare tabula rasa di sovrastrutture, ...continua

    Evidenti gli influssi del pensiero orientale su quest’opera che rivoluziona il concetto di romanzo e di letteratura. È un’esperienza che spinge il lettore stesso a fare tabula rasa di sovrastrutture, preconcetti e delle briglie del pensiero razionale occidentale per vedere la realtà (e se stesso) con occhi del tutto nuovi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro non libro

    Ma una scrittura frenetica e carnale. Ogni capitolo è un inno alla vita con frammenti di filosofia ben incuneati in ognuno di esso. Viscerale, erotico, torbido, folle.
    Non per tutti ma dovrebbe esserl ...continua

    Ma una scrittura frenetica e carnale. Ogni capitolo è un inno alla vita con frammenti di filosofia ben incuneati in ognuno di esso. Viscerale, erotico, torbido, folle.
    Non per tutti ma dovrebbe esserlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Perdibile

    Una manica di pseudointellettuali perdigiorno, talmente concentrati sul proprio ombelico da lasciar morire un bambino sotto i propri occhi, nella più assoluta indifferenza. Questo è l'avvenimento, neg ...continua

    Una manica di pseudointellettuali perdigiorno, talmente concentrati sul proprio ombelico da lasciar morire un bambino sotto i propri occhi, nella più assoluta indifferenza. Questo è l'avvenimento, negativamente, più rimarchevole dell'intero libro....e su oltre 600 pagine è decisamente un po' poco.
    Non manca di originalità l'idea di poter leggere il libro in modo non convenzionale, seguendo la numerazione dei capitoli proposta dall'autore (ma, tanto, non succede nulla di rilevante, dall'inizio alla fine...). Ma, a parte ciò, è tutto un parlarsi addosso cercando, inutilmente, l'inesistente senso della vita, tra fiumi di vodka scadente, mate, liquori improbabili, jazz in sottofondo (peraltro, un ottimo sottofondo!).
    Speravo che il cambio di orizzonte (da Parigi a Buenos Aires) conferisse un certo movimento all'evoluzione della trama.....invece sempre peggio! Le argomentazioni si fanno ancora più insulse, inconsistenti, pseudodeliranti, i personaggi sono privi di qualsiasi attrattiva.
    A metà lettura provo un insopprimibile desiderio di scagliare il libro fuori dalla finestra....

    ha scritto il 

  • 5

    reinventare la vita

    Il Gioco del mondo è la porta su un universo parallelo, uno di quei finti libri in cui inciampi per caso e ci finisci dentro senza sapere come è accaduto, abbiamo, come sempre in questi casi, un prota ...continua

    Il Gioco del mondo è la porta su un universo parallelo, uno di quei finti libri in cui inciampi per caso e ci finisci dentro senza sapere come è accaduto, abbiamo, come sempre in questi casi, un protagonista fascinoso e tendente all'esistenzialista, una donna di livello culturale più basso di lui che annaspa nelle conversazioni tirando conclusioni a intuito, un Club di poeti, scrittori e fumatori incalliti che tira l'alba filosofeggiando, tutti profughi di un altro paese o una dimensione parallela, qua e là episodi incastonati come per sbaglio, la "pianista patetica" è solo la punta dell'iceberg, poi c'è gente che finisce investita fuori scena e un bambino condannato, ma sopra tutti La Maga, perchè la sua spontaneità e il suo delirio spiccano per la capacità di imbroccare la risposta migliore tra le possibili anche quando non sa di cosa si parla, forse per questo è Maga...e questo solo per la parte parigina, ovviamente perchè poi si cambia luogo, siamo in Argentina e qui entra in scena un amico con una moglie che sembra La Maga, ma non lo è e un circo, con tanto di gatto che fa di conto, poi un manicomio dove si gioca Il Gioco del mondo e a questo punto il lettore è preso nel vortice, i manicomi si sa, sono delle potenti metafore e Horacio non è che lo psicopompo che ci conduce per mano attraverso labirinti mentali e che poi alla fine si lancia là dove nessuno potrà raggiungerlo

    ps. leggetelo anche come vi pare, non per forza in linea retta o con la guida dell'autore, perchè questo è un libro che sta in piedi da solo, senza nemmeno bisogno di una cosa così ordinaria come una sequenza temporale

    ha scritto il 

  • 4

    Il gioco del mondo

    Un libro pazzesco e nel suo genere unico, a volte mi ha annoiata perché le giornate dei protagonisti si susseguivano sempre uguali cercando solo una rovinosa esistenza, poi ecco che ci trovo capitoli ...continua

    Un libro pazzesco e nel suo genere unico, a volte mi ha annoiata perché le giornate dei protagonisti si susseguivano sempre uguali cercando solo una rovinosa esistenza, poi ecco che ci trovo capitoli fantastici, la pianista è meraviglioso. La maga, una stella nera!!! da leggere!!! Ma ci vuole carattere!!

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro-cardine, fa perdere l’equilibrio e però ti sorregge.
    E un libro ascia, ti spezza e però ti aiuta a ricostituirti in intero.
    E’ un libro scomposto che però ti compone.
    E’ un libro voragine, ...continua

    E' un libro-cardine, fa perdere l’equilibrio e però ti sorregge.
    E un libro ascia, ti spezza e però ti aiuta a ricostituirti in intero.
    E’ un libro scomposto che però ti compone.
    E’ un libro voragine, risucchia e ti fa precipitare.
    E’ un libro magico, è stato il mio personale “apriti sesamo” e mi ha dato accesso alla caverna dei tesori.
    Per questo libro accendo tutte le stelle e accendo anche il cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Complesso e articolato, con una struttura non convenzionale: capitoli aggiuntivi che si possono leggere inframmezzandoli a quelli principali secondo l'ordine dato dall'autore. Si alternano capitoli b ...continua

    Complesso e articolato, con una struttura non convenzionale: capitoli aggiuntivi che si possono leggere inframmezzandoli a quelli principali secondo l'ordine dato dall'autore. Si alternano capitoli brevissimi ad altri di lunghezza media o più lunghi, trattando temi meta letterari e intellettuali con la dimestichezza di un erudito (conseguenza: molti riferimenti e considerazioni si perdono in una lettura veloce), con una trama che potrebbe essere convenzionale raccontata tramite conversazioni e descrizioni che la rendono particolare. I capitoli più brevi sono quelli dedicati a pura speculazione intellettuale, in cui la trama non evolve e quindi più impegnativi, mentre i capitoli più lunghi segnano spesso dei punti fondamentali nella trama, si leggono scorrevolmente anche se pieni di riflessioni filosofiche e situazioni surreali. Complessivamente una bella lettura ma davvero tanto lunga e difficile. Voto 8

    ha scritto il 

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