Il giorno dei Trifidi

Romanzo

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar 588 - Oscar fantascienza )

4.1
(722)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Olandese , Russo , Giapponese , Chi tradizionale , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000057052 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Ristampa: 1978
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  • 4

    Terror post-apocalíptico

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales ...continua

    Un futuro apocalíptico. Unas plantas gigantes asesinas. La miseria humana al descubierto. ¿Será fácil reorganizarse? ¿Las potencias establecidas son los que volverán al poder? ¿Qué principios morales prevalecen en momentos extremos? ¿Será posible una reconstrucción social? Todas estas cuestiones relatadas bajo un leve manto de terror. Muy recomendable.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella ...continua

    L'ho letto perché citato in un altro bel libro, di tutt'altro genere: Elogio delle erbacce di Richard Mabey. Non sono amante del genere fantascienza, ma questo di Wyndhan mi ha appassionato. Una bella interpretazione di cosa potrebbe succedere se la società umana venisse pressochè distrutta in pochi giorni da un evento imprevedibile (seppur causato dall'uomo stesso). Nella parte di "azione" (la lotta per la sopravvivenza ed il ritorno allo stato tribale) vi si possono leggere temi più profondi come, ad esempio, l'inevitabilità della suddivisione in classi sociali e quali siano i comportamenti eticamente leciti quando ci si trova in stato di necessità.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima generazione contadini, seconda selvaggi..

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno do ...continua

    Il ricordo di un B-movie fantascientifico della mia infanzia che tanto mi terrificò, mi ha spinto alla lettura del mio primo Wyndham. Che sopresa e che piacere nonostante sia stato scritto in pieno dopoguerra; si può leggere sotto diversi punti di vista spaziando dal romanzo distopico... alla pura scienze fiction. Interessanti le riflessioni sociali, sul senso etico/morale dei sopravvissuti, sui doveri femminili (anche pre-catastrofe), sulle ripercussioni della scienza, e molto altro ancora che manca nel citato film che a quel tempo poteva solo intraprendere il percorso fantastico/horror. Alcuni dialoghi sono imperdibili.. io prerisco quelli di Coker (l'alter ego della scrittore) il cui pragmatismo è evidente (vedi titolo recensione).

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo apocalittico degli anni '50 dotato di un buon ritmo narrativo ma con un intreccio poco riuscito e caratterizzazione psicologica dei personaggi quasi nulla (interessanti le riflessioni morali s ...continua

    Romanzo apocalittico degli anni '50 dotato di un buon ritmo narrativo ma con un intreccio poco riuscito e caratterizzazione psicologica dei personaggi quasi nulla (interessanti le riflessioni morali sulla società ed i rapporti umani ma poco sfruttate nell'ottica generale) ed un finale poco incisivo; nonostante queste pecche il libro resta una scorrevole lettura con buoni momenti di tensione: un romanzo che aveva in sè gli elementi per diventare un superclassico termina come sopravvalutato buon esempio di fantascienza apocalittica, leggibile e godibile ma non indimenticabile

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Dopo un inizio folgorante, la narrazione mi ha deluso molto. Nello stile e nello svolgimento. L'idea di partenza era brillante ma mi è come rimasta la sensazione che l'autore non abbia saputo che fars ...continua

    Dopo un inizio folgorante, la narrazione mi ha deluso molto. Nello stile e nello svolgimento. L'idea di partenza era brillante ma mi è come rimasta la sensazione che l'autore non abbia saputo che farsene.
    Qua e là qualche riflessione interessante su un'umanità divisa tra ciechi e vedenti non è sufficiente a risollevare una trama e uno stile complessivamente mediocre.

    ha scritto il 

  • 4

    Un vero classico della fantascienza, questo romanzo post apocalittico del 1951, si legge come ogni bella opera senza tempo.
    Impegnati nella lotta per la sopravvivenza e per la ricostruzione della civi ...continua

    Un vero classico della fantascienza, questo romanzo post apocalittico del 1951, si legge come ogni bella opera senza tempo.
    Impegnati nella lotta per la sopravvivenza e per la ricostruzione della civiltà e specie umane dopo la decimazione causata dalle conseguenze della manipolazione e di deleteri esperimenti scientifici , i personaggi, con i loro punti di vista, le personali filosofie di vita, le loro azioni e reazioni rappresentano con efficacia le varie soluzioni che l'umanità potrebbe adottare in casi come questi. Molto ben scritto e ben dosati gli ingredienti della narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    E' ovvio che leggendo Wyndham troviamo un mucchio di cose che abbiamo visto e stravisto: apocalisse, disperazione, piccole comunità che si scannano tra loro, esperimenti scientifici impazziti. Fatto s ...continua

    E' ovvio che leggendo Wyndham troviamo un mucchio di cose che abbiamo visto e stravisto: apocalisse, disperazione, piccole comunità che si scannano tra loro, esperimenti scientifici impazziti. Fatto sta, però, che quando Wyndham scriveva tutto ciò era il 1951 e buona parte di questa roba non era così comune. E' piuttosto difficile, quindi, per noi, valutare la "modernità" di questo testo, quantomeno per quello che riguardano i testi.

    Sicuramente rimane intatto, dopo un così lungo tempo, lo stile, che non è mai clamoroso e alla ricerca dell'effetto. La narrazione è sempre compassata, tranquilla e quindi ancora più inquietanti, così come inquietanti sono i trifidi, queste creature assurde che camminano goffe come burattini e in verità sono prossimi a sterminare la razza umana.

    E' un libro, insomma, che si è conservato benissimo, come libri anche più recenti non hanno fatto. Una sana iniezione di fantascienza dell'epoca doro, qualcosa di cui bisognerebbe assumerne dosi periodicamente. E poi questa piccola serie di libri mondadori hanno un'edizione (tra tutti) realmente spettacolare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una mattina la maggior parte dell'umanità si risveglia cieca e deve affrontare l'invasione di piante che camminano.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    SF dell'epoca d'oro

    Se mi attenessi alla storia narrata in questo romanzo non avrei molto da aggiungere ai giudizi positivi espressi da molti altri recensori.
    Tuttavia scrivo questa nota per dire che non ho saputo sorvol ...continua

    Se mi attenessi alla storia narrata in questo romanzo non avrei molto da aggiungere ai giudizi positivi espressi da molti altri recensori.
    Tuttavia scrivo questa nota per dire che non ho saputo sorvolare su un dialogo in un momento topico del romanzo.
    Il protagonista trova ad un certo punto il coraggio di dichiararsi alla sua compagna di sventura e questa sembra contraccambiare i sentimenti del suo spasimante.
    Il proposito è ottimo, visto che la popolazione umana è decimata ed è per la stragrande maggioranza rimasta cieca dopo aver assistito all'evento che apre il romanzo.
    I due protagonisti invece godono ancora di salute perfetta e vedono benissimo perchè per cause diverse hanno mancato l'evento iniziale.
    Ma qual'è la preoccupazione della ragazza?
    Convinta di dover dividere il suo futuro compagno con altre donne per esigenze di ripopolamento evidenzia questo aspetto al protagonista incredulo e scandalizzato.
    Ebbene lei esclama convinta:'Vuol dire che non mi ami a sufficienza da prendere anche altre due donne pur di avermi?'
    E questo è decisamente uno dei dialoghi più stupidi ed improbabili che siano mai stati scritti.
    Ho terminato la lettura con il ricordo di questo dialogo idiota e non ho potuto separarlo dal giudizio finale.

    ha scritto il