Il giorno del giudizio

Di

Editore: La Nuova Sardegna (Capolavori Sardi 8)

4.4
(799)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8496142779 | Isbn-13: 9788496142770 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La migliore introduzione a Il giorno del giudizio - ha scritto un critico americano - è proprio quella che lui stesso, Salvatore Satta, ci ha lasciato: "Come in una di quelle assurde processioni del paradiso dantesco sfilano in teorie interminabili, ma senza cori e candelabri, gli uomini della mia gente. Tutti si rivolgono a me, tutti vogliono deporre nelle mie mani il fardello della loro vita. Parole di preghiera o d'ira sibilano col vento tra i cespugli di timo. E forse mentre penso la loro vita, perché scrivo la loro vita, mi sentono come un ridicolo dio, che li ha chiamati a raccolta nel giorno del giudizio, per liberarli in eterno della loro memoria".
C'è tutto, in questa presentazione. Il libro è un libro di ricordi, Perché quasi tutti i personaggi sono morti. E l'autore, che li ha conosciuti in vita, li recupera dall'album di famiglia in cui stanno i loro ritratti: la piccola famiglia di don Sebastiano Sanna Carboni e la più grande famiglia di un paese che è Nuoro. Un paese introdotto con una frase che riecheggia ironicamente il De bello gallico di Giulio Cesare, e che dà in poche righe anche un campione fortemente persuasivo dell'originalità di questo grande giurista diventato anche grandissimo scrittore: "Nuoro non era che un nido di corvi, eppure era, come e più della Gallia, divisa in tre parti". I personaggi del romanzo davvero sfilano davanti ai nostri occhi come le figure delle processioni dantesche: e sembrano presentarsi all'autore per chiedere non soltanto di essere fatti rivivere nella pagina, ma anche giudicati. Però quello che Satta ci lascia non è un giudizio morale: è semmai il giudizio di uno scrittore, felice di avere trovato nell'esercizio della scrittura (pure col fondo di drammatico pessimismo che spesso lo attraversa) il modo per liberarli della dimenticanza, di consegnarli come persone di famiglia, magari cariche di difetti ma amabili ed amate anche per quelli, alla fantasia e al cuore dei lettori. Anche quelli che, come ha dimostrato il successo internazionale del libro, stanno in ogni altra parte del mondo.
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  • 4

    mai una gioia

    Ad alta voce, legge magistralmente Toni Servillo. Ma questa Nuoro così angosciante, questi personaggi terribilmente pre-determinati, non sopravvivono neanche alla mia ciclabile. Tristezza cosmica. ...continua

    Ad alta voce, legge magistralmente Toni Servillo. Ma questa Nuoro così angosciante, questi personaggi terribilmente pre-determinati, non sopravvivono neanche alla mia ciclabile. Tristezza cosmica.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ha suscitato in me l'entusiasmo manifestato dalla maggior parte dei componenti del gruppo di lettura di cui io e mio marito facciamo parte. Forse con un buon editing...

    ha scritto il 

  • 5

    Meravigliosa la prosa, tenera e profonda la sostanza, accattivanti molti dei personaggi. Vedo che l'unico lettore dissenziente mette il romanzo in parallelo al Gattopardo: ben posso farlo anch'io, ma ...continua

    Meravigliosa la prosa, tenera e profonda la sostanza, accattivanti molti dei personaggi. Vedo che l'unico lettore dissenziente mette il romanzo in parallelo al Gattopardo: ben posso farlo anch'io, ma in positivo; tuttavia è un libro molto diverso, più intimo e dolente. Probabilmente è quasi integralmente autobiografico e chi scrive è uno dei figli di don Sebastiano, forse Sebastiano junior, lo si capisce dalla tenerezza e dalla partecipazione con cui descrive la solitudine di donna Vincenza. Anch'io madre di molti figli maschi e di nessuna figlia, mi sono riconosciuta in lei e la ho compatita ma anche invidiata per questo tributo mirabile che credo abbia voluto farle uno dei suoi. A mio parere è davvero un capolavoro misconosciuto, fra i non molti che la letteratura italiana contemporanea offre.

    ha scritto il 

  • 1

    Virginia Woolf

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virginia dove i dialog ...continua

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virginia dove i dialoghi interiori soverchiano di gran lunga i dialoghi con il mondo esterno. La storia personale della scrittrice d'altronde spiega il perchè, più che una scelta stilistica penso sia uno specchio della realtà che si trovava a vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni giorno all'alba, per un mese, ho fatto una passeggiata in riva al mare e ogni giorno ho ascoltato una puntata del podcast della Rai dove Toni Servillo leggeva questo libro. È stato un incanto, il ...continua

    Ogni giorno all'alba, per un mese, ho fatto una passeggiata in riva al mare e ogni giorno ho ascoltato una puntata del podcast della Rai dove Toni Servillo leggeva questo libro. È stato un incanto, il momento più bello di giornate già di per sè indimenticabili. La profondità e le sfumature della voce di Servillo rendevano ancora più intenso questo libro, e poi c'erano le musiche, le luci del mare e del cielo, ed è finita che pian piano il mondo narrato da Satta è entrato a far parte anche di me. La mia famiglia, che il libro l'aveva già letto, non mancava di interrogarmi, giorno dopo giorno, su cosa avessi ascoltato, e Don Sebastiano, Donna Vincenza, i ragazzi, zio Poddanzu e gli sfaccendati del caffè Tettamanzi, Pietro Catte e la cugina Gonaria son diventati i protagonisti delle nostre conversazioni, come amici o parenti lontani.
    Considero questo libro un autentico capolavoro ma per me è stato anche una bellissima esperienza di vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Strabiliante lettura tardiva

    Quando ti viene da dire “è il più bel libro che abbia mai letto” sai in partenza di essere ridicolo. Nondimeno il fatto stesso di essere attraversati da questa ipotesi dice tutto.
    Questo 2016 per me è ...continua

    Quando ti viene da dire “è il più bel libro che abbia mai letto” sai in partenza di essere ridicolo. Nondimeno il fatto stesso di essere attraversati da questa ipotesi dice tutto.
    Questo 2016 per me è un anno di letture tardive. Ben vengano, perché se è vero che non esiste l'età giusta per leggere un libro, questo deve valere nella sfumatura del “presto” come per quella del “tardi”.
    In sintesi: “Il Giorno Del Giudizio” di Salvatore Satta è uno dei classici più mostruosamente perfetti, pregnanti, sagaci che mi sia mai capitato di leggere. Tardi l'ho letto, ed è già troppo tardi per rileggerlo: perché se c'è una efficace cartina tornasole per riconoscere i capolavori è quella di valutare se e quando abbiano esaurito il loro messaggio per te. Ecco, in questo caso non basterà l'intera vita.
    Eviterò di parlare de “Il Giorno Del Giudizio” come sardo, perché sarebbe riduttivo: la Nuoro descritta da Satta è solo il crocevia di ogni inizio e di ogni fine, di ogni speranza e specularmente di ogni amarezza. Soprattutto amarezza. Perchè il cinismo di Satta non fa prigionieri, e in ogni “isolano” descritto sul romanzo c'è in fondo ogni essere umano alle prese con il Mistero, con l'Oltre, con la Paura e con tanta, tantissima Miseria. La vertigine che intercorre tra la vetta di ogni speranza e l'abisso di ogni desolazione è la misura di questa storia.
    E dopo che si è terminata, si è più ricchi come uomini e non si è più gli stessi come lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente un capolavoro..., é un libro che riesce a ritrarre magistralmente l'identità di un popolo forte e controverso . Perchè mi ricorda I MALAVOGLIA di Verga ?

    ha scritto il 

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