Il giorno del giudizio

Di

Editore: La Nuova Sardegna (Capolavori Sardi 8)

4.4
(785)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 285 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8496142779 | Isbn-13: 9788496142770 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
La migliore introduzione a Il giorno del giudizio - ha scritto un critico americano - è proprio quella che lui stesso, Salvatore Satta, ci ha lasciato: "Come in una di quelle assurde processioni del paradiso dantesco sfilano in teorie interminabili, ma senza cori e candelabri, gli uomini della mia gente. Tutti si rivolgono a me, tutti vogliono deporre nelle mie mani il fardello della loro vita. Parole di preghiera o d'ira sibilano col vento tra i cespugli di timo. E forse mentre penso la loro vita, perché scrivo la loro vita, mi sentono come un ridicolo dio, che li ha chiamati a raccolta nel giorno del giudizio, per liberarli in eterno della loro memoria".
C'è tutto, in questa presentazione. Il libro è un libro di ricordi, Perché quasi tutti i personaggi sono morti. E l'autore, che li ha conosciuti in vita, li recupera dall'album di famiglia in cui stanno i loro ritratti: la piccola famiglia di don Sebastiano Sanna Carboni e la più grande famiglia di un paese che è Nuoro. Un paese introdotto con una frase che riecheggia ironicamente il De bello gallico di Giulio Cesare, e che dà in poche righe anche un campione fortemente persuasivo dell'originalità di questo grande giurista diventato anche grandissimo scrittore: "Nuoro non era che un nido di corvi, eppure era, come e più della Gallia, divisa in tre parti". I personaggi del romanzo davvero sfilano davanti ai nostri occhi come le figure delle processioni dantesche: e sembrano presentarsi all'autore per chiedere non soltanto di essere fatti rivivere nella pagina, ma anche giudicati. Però quello che Satta ci lascia non è un giudizio morale: è semmai il giudizio di uno scrittore, felice di avere trovato nell'esercizio della scrittura (pure col fondo di drammatico pessimismo che spesso lo attraversa) il modo per liberarli della dimenticanza, di consegnarli come persone di famiglia, magari cariche di difetti ma amabili ed amate anche per quelli, alla fantasia e al cuore dei lettori. Anche quelli che, come ha dimostrato il successo internazionale del libro, stanno in ogni altra parte del mondo.
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  • 1

    Virginia Woolf

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virginia dove i dialog ...continua

    è stata una scrittrice grandissima unica ed originale. Tuttavia chi ha uno stile molto caratterizzato di solito tende a ripetersi nei romanzi. Il clima è quindi quello tipico di Virginia dove i dialoghi interiori soverchiano di gran lunga i dialoghi con il mondo esterno. La storia personale della scrittrice d'altronde spiega il perchè, più che una scelta stilistica penso sia uno specchio della realtà che si trovava a vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni giorno all'alba, per un mese, ho fatto una passeggiata in riva al mare e ogni giorno ho ascoltato una puntata del podcast della Rai dove Toni Servillo leggeva questo libro. È stato un incanto, il ...continua

    Ogni giorno all'alba, per un mese, ho fatto una passeggiata in riva al mare e ogni giorno ho ascoltato una puntata del podcast della Rai dove Toni Servillo leggeva questo libro. È stato un incanto, il momento più bello di giornate già di per sè indimenticabili. La profondità e le sfumature della voce di Servillo rendevano ancora più intenso questo libro, e poi c'erano le musiche, le luci del mare e del cielo, ed è finita che pian piano il mondo narrato da Satta è entrato a far parte anche di me. La mia famiglia, che il libro l'aveva già letto, non mancava di interrogarmi, giorno dopo giorno, su cosa avessi ascoltato, e Don Sebastiano, Donna Vincenza, i ragazzi, zio Poddanzu e gli sfaccendati del caffè Tettamanzi, Pietro Catte e la cugina Gonaria son diventati i protagonisti delle nostre conversazioni, come amici o parenti lontani.
    Considero questo libro un autentico capolavoro ma per me è stato anche una bellissima esperienza di vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Strabiliante lettura tardiva

    Quando ti viene da dire “è il più bel libro che abbia mai letto” sai in partenza di essere ridicolo. Nondimeno il fatto stesso di essere attraversati da questa ipotesi dice tutto.
    Questo 2016 per me è ...continua

    Quando ti viene da dire “è il più bel libro che abbia mai letto” sai in partenza di essere ridicolo. Nondimeno il fatto stesso di essere attraversati da questa ipotesi dice tutto.
    Questo 2016 per me è un anno di letture tardive. Ben vengano, perché se è vero che non esiste l'età giusta per leggere un libro, questo deve valere nella sfumatura del “presto” come per quella del “tardi”.
    In sintesi: “Il Giorno Del Giudizio” di Salvatore Satta è uno dei classici più mostruosamente perfetti, pregnanti, sagaci che mi sia mai capitato di leggere. Tardi l'ho letto, ed è già troppo tardi per rileggerlo: perché se c'è una efficace cartina tornasole per riconoscere i capolavori è quella di valutare se e quando abbiano esaurito il loro messaggio per te. Ecco, in questo caso non basterà l'intera vita.
    Eviterò di parlare de “Il Giorno Del Giudizio” come sardo, perché sarebbe riduttivo: la Nuoro descritta da Satta è solo il crocevia di ogni inizio e di ogni fine, di ogni speranza e specularmente di ogni amarezza. Soprattutto amarezza. Perchè il cinismo di Satta non fa prigionieri, e in ogni “isolano” descritto sul romanzo c'è in fondo ogni essere umano alle prese con il Mistero, con l'Oltre, con la Paura e con tanta, tantissima Miseria. La vertigine che intercorre tra la vetta di ogni speranza e l'abisso di ogni desolazione è la misura di questa storia.
    E dopo che si è terminata, si è più ricchi come uomini e non si è più gli stessi come lettori.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente un capolavoro..., é un libro che riesce a ritrarre magistralmente l'identità di un popolo forte e controverso . Perchè mi ricorda I MALAVOGLIA di Verga ?

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, bello, bello!!
    E' l'affresco storico di una Nuoro di fine ottocento-inizio novecento tratteggiato attraverso la storia della famiglia del notaio della città. La prosa è aspra come lo era la Ter ...continua

    Bello, bello, bello!!
    E' l'affresco storico di una Nuoro di fine ottocento-inizio novecento tratteggiato attraverso la storia della famiglia del notaio della città. La prosa è aspra come lo era la Terra Sarda, efficace nel descrivere la fatica e la miseria di un popolo che vive in un'isola di "demoniaca tristezza", in una città che è un «nido di corvi», Nuoro, abitata da gente che «sembra il corpo di guardia di un castello malfamato»
    E' cinico Satta, feroce nel descrivere fatti e azioni durissime, ma da questo romanzo traspare anche l'amore profondo che l'autore nutre per la sua terra.
    "La sola superiorità che Don Sebastiano aveva su Donna Vincenza era il potere (...)Il potere era il denaro che Don Sebastiano ricavava dalla sua professione. Anche il ricavato delle vendite spicciole lo ritirava lui per antica consuetudine: così che lei dovesse rivolgersi a lui, chiedere a lui anche gli spiccioli per i minuti bisogni della casa. Non che le lesinasse nulla: se le chiedeva, anche mille lire le avrebbe dato, e quasi senza nemmeno curarsi di sapere perché. Ma a lui doveva chiedere (...) che cosa costa chiedere al marito quattro soldi per fare la spesa? Ma quei quattro soldi erano il terribile prezzo che doveva pagare per riconoscere la propria inesistenza..."

    ha scritto il 

  • 4

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-dd267460-26b5-4c6e-900d-98b576beee4c&type=A#

    Pensare che dopo le prime due/tre puntate v ...continua

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-dd267460-26b5-4c6e-900d-98b576beee4c&type=A#

    Pensare che dopo le prime due/tre puntate volevo abbandonarlo perché troppo descrittive. E invece ho resistito e si è rivelato un libro bellissimo. Certo, non c'è trama. E' come un grande affresco di cui l'autore/voce narrante mette a fuoco di volta in volta uno o più personaggi raccontando le loro storie in questa Nuoro tra l'Ottocento e il Novecento, dove "non succede mai nulla" ma che pure è così emblematica dei grandi temi della vita (la vita, la morte, l'amore, l'odio, la ricchezza e la miseria, l'avidità, l'invidia, ecc.)
    Toni Servillo davvero superbo nella sua interpretazione.

    ha scritto il 

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