Il grande Gatsby

I grandi della narrativa, 11

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica)

4.0
(17935)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Giapponese , Portoghese , Francese , Tedesco , Svedese , Olandese , Finlandese , Catalano , Slovacco , Polacco , Rumeno , Greco , Ceco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fernanda Pivano ; Prefazione: Alessandro Piperno

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

Ti piace Il grande Gatsby?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nascere ricchi. E' tutto lì il segreto. E' la sola cosa che un self-made man non potrà mai comprare. La sola onta genealogica che non potrà mai ripulire, se non a costo di una patetica menzogna. E' questo che imbarazza tanto Gatsby? E' questo il muro che non potrà scalare? Be', basta dare un'occhiata a Tom e a Daisy, valutare come vivono, come parlano, come si muovono per capire che sono un'altra cosa, che appartengono a un'altra razza, forgiata con un metallo assai più prezioso.

Dall'introduzione di Alessandro Piperno
Ordina per
  • 4

    Audiolibro

    L'ho vissuto tramite l'audiolibro: ho preso l'abitudine di ascoltarlo durante i miei lunghi tragitti in auto. Mi estraneo dal mondo e ascolto la voce di Santamaria che, in modo calmo e caldo, mi regal ...continua

    L'ho vissuto tramite l'audiolibro: ho preso l'abitudine di ascoltarlo durante i miei lunghi tragitti in auto. Mi estraneo dal mondo e ascolto la voce di Santamaria che, in modo calmo e caldo, mi regala l'emozione del giovane che conobbe Gatsby, i suoi demoni, i suoi amori e la sua fine. É un classico della letteratura e merita di essere nella libreria di ognuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Si tratta di una lettura intrigante. Il lettore riesce perfettamente ad immedesimarsi nell'atmosfera splendida degli anni ruggenti attraverso la descrizione delle maestose feste organizzate da Gatsby. ...continua

    Si tratta di una lettura intrigante. Il lettore riesce perfettamente ad immedesimarsi nell'atmosfera splendida degli anni ruggenti attraverso la descrizione delle maestose feste organizzate da Gatsby. La storia affascina, tuttavia non ho apprezzato molto i ripetuti cambi di narrazione che mi hanno confuso in alcuni punti. Nonostante ciò, consiglierei il libro a chiunque.

    ha scritto il 

  • 3

    Credo di non aver mai letto nessun romanzo in cui il colore giallo fosse così presente. Colore allegro, chiassoso, appariscente, difficile da abbinare nei vestiti, difficile da usare nell’arredamento, ...continua

    Credo di non aver mai letto nessun romanzo in cui il colore giallo fosse così presente. Colore allegro, chiassoso, appariscente, difficile da abbinare nei vestiti, difficile da usare nell’arredamento, raro quasi anche in natura, plausibile solo per gli oggetti. Qui però c’è spesso qualche particolare giallo, è gialla una certa macchina ed è gialla financo la musica suonata in una delle grandi feste di Gatsby.
    Lui sorride ineffabile ai suoi ospiti e al mondo, completamente sobrio ma allo stesso tempo fatalmente inebriato e obnubilato dai propri sogni.
    Qualche sinestesia e analogia di troppo, per i miei gusti. Se le tanto decantate feste degli Anni Ruggenti mi hanno fatto sbadigliare e desiderare Woody Allen, l’avvitamento tragico del finale me le ha fatte rimpiangere aspramente.

    ha scritto il 

  • 5

    “È inevitabilmente sconfortante guardare attraverso nuovi occhi cose alla quale abbiamo già applicato la nostra visuale”

    L’atmosfera di “cupio dissolvi” che pervade questo romanzo di Francis Scott Fitzgerald si avverte fin dalle prime pagine e offre un ritratto grottesco di una nazione rimasta imbalsamata nei suoi stess ...continua

    L’atmosfera di “cupio dissolvi” che pervade questo romanzo di Francis Scott Fitzgerald si avverte fin dalle prime pagine e offre un ritratto grottesco di una nazione rimasta imbalsamata nei suoi stessi sogni, incapace di rinnovare il mito americano.
    Le feste che Jay Gatsby organizza sono sintomatiche di uno dei grandi temi del romanzo che è la solitudine: centinaia di invitati si aggirano nell’immensa villa dove si agitano e strepitano come se stessero recitando una commedia, persone che a malapena si conoscono per nome, emblematico ritratto di uomini persi nella loro inconsistenza, preda di un disfacimento morale ormai inarrestabile; e lui stesso che vaga tra i suoi ospiti perfettamente sconosciuto alla maggior parte di loro, prigioniero di un sogno d’amore che non si è avverato, che nonostante tutto continua ad inseguire, in nome di un riscatto sperato da una vita avara di emozioni e sentimenti.
    Interessante notare come lo scrittore, in un’epoca non troppo sospetta, punti il dito a indicare una società moderna denunciandone i limiti oggettivi, nel senso che moderno significhi sempre positivo non è poi così scontato, infatti dopo i guasti ambientali dovuti allo sviluppo industriale arrivano i guasti di una classe dirigente che senza punti di riferimento non è in grado di inventare nuove strategie né tantomeno di reinventarsi essa stessa. Curioso poi notare come Fitzgerald stesso rimase vittima di questa effimera trappola, perdendosi nel tentativo di capire dove la sua generazione avesse fallito.
    Il grande Gatsby si presenta come un prezioso affresco della società americana dell’epoca, in un periodo di transizione, con tutte le sue stridenti contraddizioni, che Francis Scott Fitzgerald seppe immortalare con una prosa profonda ed efficace rappresentando con malcelato cinismo il malessere morale di quei tempi nonché il fallimento di una società autocelebrativa in quel periodo troppo racchiusa in se stessa…

    P.S. Lettura obbligata e dedicata a Toru Watanabe dopo che, con i suoi continui riferimenti e citazioni in “Norwegian Wood”, ha acceso la mia curiosità per questo classico moderno.

    ha scritto il 

  • 5

    “In my younger and more vulnerable years my father gave me some advice that I've been turning over in my mind ever since.
    "Whenever you feel like criticizing any one," he told me, "just remember that ...continua

    “In my younger and more vulnerable years my father gave me some advice that I've been turning over in my mind ever since.
    "Whenever you feel like criticizing any one," he told me, "just remember that all the people in this world haven't had the advantages that you've had.”

    Gatsby 一生為 Daisy 而努力,但當達到目標時方發覺一切是他自己的幻想。這個橋段好像在電影或小說中使用過無數次。

    人心虛浮的美國暴富二十年代。重拍電影是為美國人重溫光輝的過去?

    ha scritto il 

  • 4

    "Così continuiamo a remare, barche contro corente, risospinti senza posa nel passato."

    Prima del libro, mi sono innamorata del film, avevo paura che la scrittura mi facesse ricredere sul racconto che avevo visto sul grande schermo, ma per fortuna non è andata così!
    La versione cinematog ...continua

    Prima del libro, mi sono innamorata del film, avevo paura che la scrittura mi facesse ricredere sul racconto che avevo visto sul grande schermo, ma per fortuna non è andata così!
    La versione cinematografica rappresenta appieno le atmosfere che lo scrittore F.Scott Fitzgerald ha raccontato nel libro: l'America degli anni 20, prima della grande depressione del 1929, la gente ricca, sbadata, che vive in un mondo fatto di feste, balli, divertimenti, bevendo nonostante il periodo del proibizionismo, fumando e ostentando al massimo tutta la loro ricchezza.
    "Erano gente sbadata, Tom e Daisy: sfracellavano cose e persone e poi si ritiravano nel loro denaro o nella loro ampia sbadataggine o in ciò che comunque li teneva uniti, e lasciavano che altri mettesse a posto il pasticcio che avevano fatto..."
    Gastby è un personaggio particolare, che ha dei punti di contatto con lo stesso autore, che ha sempre sofferto per la sua condizione sociale, quella di non appartenere ad un ceto sociale alto, sanno di avere potenziale, ma per essere apprezzati devono sforzarsi il doppio anche con mezzi non del tutto legali, elaborare strategie, studiare con maggiore impegno, per raggiungere un livello che per chi possiede soldi ci accede già di diritto.
    "Quando ti vien voglia di criticare qualcuno, ricordati che non tutti a questo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu."
    Gastby si innamora perdutamente di Daisy, una ragazza bellissima e di buonissima famiglia e succede l'incredibile perchè anche lei ricambia il suo amore, lui parte per la guerra, si perdono e per sempre, Gastby rimarrà incastrato in un sogno d'amore, in un passato che mai più ritornerà!
    Questo libro racconta di un mondo effimero, dove vivono personaggi che hanno tutti luci ed ombre, nessuno è mai completamente felice, nessuno si sente colpevole degli atteggiamenti che assumono, si tradiscono, si rinnegano e l'amore è un qualcosa di irraggiungibile, un sogno che può farti rimanere incastrato in un passato che non potrò ritornare mai più.
    "Aveva perso il vecchio caldo mondo e pagato un prezzo troppo alto per aver vissuto troppo e a lungo con un unico sogno."
    Una bella lettura che ci racconta del mito e delle contraddizioni del "sogno americano", un affresco di una generazione perduta.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando leggiamo un classico tendiamo ad aspettarci molto: un classico non può di certo essere un brutto libro o non sarebbe classico. Il rischio che le aspettative vengano deluse aumenta quindi consid ...continua

    Quando leggiamo un classico tendiamo ad aspettarci molto: un classico non può di certo essere un brutto libro o non sarebbe classico. Il rischio che le aspettative vengano deluse aumenta quindi considerevolmente. Perché questa introduzione così pessimista? “Il grande Gatsby” mi è piaciuto molto, eppure ho sentito l’assenza di qualcosa che lo rendesse al di sopra di altri libri che ho letto.

    È un bel libro, con una trama semplice ma interessante, molto ben sviluppata. I personaggi sono tutti il piccolo tassello di un puzzle, si muovono nel loro ambiente, interagiscono ed esaltano incosapevolmente i vizi delle classi a cui a cui appartengono. Gatsby in particolare è indubbiamente il più realistico e umano, convinto di poter riconquistare il proprio amore giovanile attraverso la ricchezza, il lusso, e un’apparente grandezza che alla fine della storia di sbriciolerà come polvere. Insieme a uno stile scorrevole, a tratti divertente e ironico, semplice ma senza mai risultare banale, questi singoli elementi rendono “Il grande Gatsby” una lettura incalzante e capace di apportare spunti di riflessione.

    Tuttavia, sono solita pensare che, prima di giudicare un libro, bisogni tenere conto dell’epoca e del contesto storico in cui è stato scritto. Quello che io alla fine assegno non è un voto (perché di certo non sono una critica letteraria) ma è semplicemente il mio gradimento personale che dipende dai miei gusti e dalle mie idee. Personalmente posso dirvi che alla fine del libro ho provato un senso di amarezza per il triste epilogo, ma anche un sentimento di “Tutto qui?”. Non fraintendetemi, è un bellissimo libro, però mi sarebbe piaciuto ancora di più se fosse durato ancora qualche pagina. Evidentemente, però, non c’era altro da raccontare. A suo tempo fu sicuramente un romanzo innovativo per i temi trattati, per l’ambientazione, per la contraddittoria figura di Gatsby e via dicendo. Quando io leggo, però, non penso a ciò e semplicemente seguo le mie emozioni, che sono quelle che vi ho scritto: un libro bello ma a cui manca qualcosa.

    ha scritto il 

  • 4

    La lettura è scorrevole e mi ha incuriosita tutto il tempo. Personalmente non lo trovo un capolavoro, ma il personaggio di Gatsby è bastato a tenermi attaccata alle pagine per un paio di giorni. ...continua

    La lettura è scorrevole e mi ha incuriosita tutto il tempo. Personalmente non lo trovo un capolavoro, ma il personaggio di Gatsby è bastato a tenermi attaccata alle pagine per un paio di giorni.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per