Il male oscuro

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(949)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 419 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 881701219X | Isbn-13: 9788817012195 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
"Ogni volta che aprivo e leggevo venti o trenta pagine del "Male oscuro",avrei voluto che questo libro non avesse a che fare con me, con le miesofferenze, le mie fobie, le gabbie del mio passato, il mio tempo, avreivoluto che fosse un libro datato, lontano, un reperto del Novecento, e inveceogni volta mi ritrovavo coinvolto dalla sua sincerità senza scampo."(Christian Raimo)
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  • 4

    Ottima lettura di un Berto maturo. Pagine intense che fanno riflettere più di quanto si possa pensare. Piccoli riflessi da "La coscienza di Zeno" ma senza esagerare. Ottimo per introdursi alla lettura ...continua

    Ottima lettura di un Berto maturo. Pagine intense che fanno riflettere più di quanto si possa pensare. Piccoli riflessi da "La coscienza di Zeno" ma senza esagerare. Ottimo per introdursi alla lettura di Berto, oggi riproposto in edizioni Bur.

    ha scritto il 

  • 5

    Da leggere nelle scuole

    Era da un pò che questo libro mi adocchiava dalla mensola della libreria, eppure per un motivo o per un altro ne rimandavo la lettura. In primis la mole, 400 e passa pagine, poi il titolo che faceva p ...continua

    Era da un pò che questo libro mi adocchiava dalla mensola della libreria, eppure per un motivo o per un altro ne rimandavo la lettura. In primis la mole, 400 e passa pagine, poi il titolo che faceva presagire sinistre minacce, poi l'argomento, la depressione, non proprio mi immaginavo una lettura leggera e in ultimo lo stile, il famigerato flusso di coscienza di Joyciana memoria con le 30 e più pagine di monologo di Molly Bloom. Così mi sono avvicinato a questo libro solo quando ero in crisi di astinenza di una lettura decente e Sorpresa! Libro bellissimo, simile alla Coscienza di Zeno, ironico, divertente ma anche riflessivo, caustico, che obbliga a pensare e poi lo Stile! Meraviglioso! Qui il flusso di coscienza diventa veramente un fiume, una catarsi, una similitudine del pensiero umano che non più costretto dagli argini della grammatica, ma nonostante tutto sempre se non di immediata ma di facile comprensione.
    In definitiva un testo che consiglio di un autore, come spesso accade oggi, troppo spesso dimenticato o trascurato. Berto, Malaparte, Chiara, Parise autori che dovrebbero avere più spazio anche nelle antologie scolastiche.

    ha scritto il 

  • 4

    Subito dopo l'iniziale impatto con la prosa si entra facilmente nel flusso. Tragicomico, un po' 'La coscienza di Zeno', peraltro citato, e un po' anche 'La vita agra' di Bianciardi. Forse un po' proli ...continua

    Subito dopo l'iniziale impatto con la prosa si entra facilmente nel flusso. Tragicomico, un po' 'La coscienza di Zeno', peraltro citato, e un po' anche 'La vita agra' di Bianciardi. Forse un po' prolisso ma diversamente non sarebbe così nevrotico.Illuminante l'Appendice.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dispiacere chiudere questo libro. Che profondità, che coraggio, che modernità, che leggerezza e allo stesso tempo quanto dolore ho trovato ad ogni pagina. Se tutti sapessero quant'è difficile co ...continua

    Che dispiacere chiudere questo libro. Che profondità, che coraggio, che modernità, che leggerezza e allo stesso tempo quanto dolore ho trovato ad ogni pagina. Se tutti sapessero quant'è difficile convivere con la vita quando qualcosa che ha a che fare con la serotonina non funziona a dovere. Berto lo ha fatto, e alla fine ha scritto "il male oscuro" , quando e forse perché la paroxetina non era ancora sul mercato. Ma non è solo la storia di una malattia, è anche essenzialmente il racconto della ricerca di un padre quando il rancore e il senso di colpa sono l'ultimo collante rimasto.
    Il tutto con una prosa, a tratti esilarante, fatta di periodi lunghissimi ma nient'affatto faticosi. In questo momento trovo che Berto e Bianciardi siano gli eroi dimenticati della migliore letteratura italiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio credo di lettrice si fonda su un unico e semplice assioma: i libri sanno essere specchio di noi stessi, e le letture si definiscono significative quando con esse si ha l'identificazione assolut ...continua

    Il mio credo di lettrice si fonda su un unico e semplice assioma: i libri sanno essere specchio di noi stessi, e le letture si definiscono significative quando con esse si ha l'identificazione assoluta.
    Pochi sono i romanzi con cui si è creato tale rapporto d'intimità, Il Male Oscuro è tra questi.

    La fiumana di parole che mi si è presentata dinanzi agli occhi mi ha attratto come un magnete; per me, lettrice molto pigra, è stata un po' una sfida adeguarsi ad uno stile così travolgente, che durante la lettura mi ha impedito qualsiasi forma di ritorno indietro, qualsiasi forma di riflessione spicciola.

    Un incessante dipanarsi di pensieri, un flusso di coscienza che funge da motore propulsivo, una narrazione in cui ruoli e schemi non possono che saltare, in cui i punti di riferimento sono totalmente effimeri e irreali, perché così lavora l'anima e così siamo noi: in balia di noi stessi.

    Il crescendo di sofferenze fisiche e mentali culminano nella catarsi e nella liberazione, simboli di una presa di coscienza ultima che è tanto dolorosa quanto rigenerante; ma è solo così che deve concludersi quel percorso terapeutico di rinascita al quale tutti noi dovremmo aspirare, benché sempre si reputi difficile il solo atto di intraprenderlo. Ci vuole tanta forza di volontà per guardarsi allo specchio.

    Così Berto mi ha parlato a cuore aperto, la sua sincera umanità mi ha violato e scoperto emotivamente; non potevo leggere più di una trentina di pagine senza sentirmi mancare il fiato in petto. Non mi aspettavo minimamente di ritrovarmi di fronte ad una lettura che con cosi tanta semplicità ha saputo descrivere il mio stato psicofisico attuale, dando nome e voce a pensieri che, nel bene e nel male, mi hanno attraversato la mente in questo ultimo periodo e che tuttora, a volte, prorompono inaspettatamente mio malgrado e che si riverberano sul mio corpo non volendo.

    Un testo di una bellezza unica e di una profondità sconvolgente, testimone di una fragilità e di un dolore dell'anima universale e senza tempo, proprio perché umana.
    Il male oscuro è di Berto, ma anche mio e vostro.

    Era destino che io leggessi questo romanzo, ora.

    Ringrazio chi me lo ha fatto scoprire, non sai il bene che mi hai fatto e che mi fai. Come Berto, anche tu mi sei entrato sottopelle.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo mi ha a lungo attratto ed intimorito allo stesso tempo soprattutto perché mi è purtroppo familiare il male oscuro a cui si riferisce il titolo, inteso come nevrosi legata ad un conflitt ...continua

    Questo romanzo mi ha a lungo attratto ed intimorito allo stesso tempo soprattutto perché mi è purtroppo familiare il male oscuro a cui si riferisce il titolo, inteso come nevrosi legata ad un conflitto irrisolto con un genitore che per giunta è pure deceduto, invece mi è successo come con Il viaggio al termine della notte di Céline che non c’entra proprio niente con questo libro, ma anche quello all’inizio mi spaventava un po’ per ragioni del tutto diverse, ed invece in entrambi i casi mi sono trovato irresistibilmente catturato dalla scrittura e dall’inaspettato umorismo perché Berto si lascia andare ad una liberatoria ironia in questo suo torrenziale e travolgente flusso di coscienza che traduce senza nessuna censura le interminabili associazioni di pensiero di una mente nevrotica perennemente ripiegata sulle proprie magagne, per cui mi sono ritrovato spesso a sorridere salvo venire poco dopo risucchiato nel vortice di una crisi di panico, o di angoscia come le chiamavano ai tempi in cui scriveva Berto, ma ormai non riuscivo più a riemergere dalla lettura anche perché di solito uno per interrompere aspetta di arrivare ad un punto mentre qui non se ne vedono quasi, ci sono solo virgole ed a volte manco quelle, quindi si è rivelato infondato il timore che l’autore volesse analizzare il proprio male per concettualizzarlo e lasciarsi andare a noiose astrazioni o considerazioni filosofiche, per fortuna Berto non era quel tipo di intellettuale anzi gli intellettuali li schifava proprio anche per un complesso d’inferiorità misto ad invidia, li chiamava “radicali”, ed insomma è finita che in soli cinque giorni ho portato a termine questa esperienza che definirei catartica anche per non ripetere l’aggettivo liberatoria che ho usato prima, ed ho letto tutte le quattrocento pagine fino al finale agrodolce e poetico sul quale non dico di più e mi fermo qui.

    ha scritto il 

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