Il mastino dei Baskerville

Di

Editore: Newton Compton Editori

4.0
(6254)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Galego , Tedesco , Portoghese , Ceco , Olandese , Chi semplificata , Croato , Finlandese , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8854129216 | Isbn-13: 9788854129214 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Nicoletta Rosati Bizzotto ; Prefazione: Fabio Giovannini

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , Audiocassetta , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Sir Charles Baskerville viene trovato morto. Accanto a lui, le impronte di un cane enorme. Molto tempo prima, nel Settecento, anche un antenato della famiglia Baskerville, Sir Hugo, era stato ucciso da un mastino mostruoso nelle paludi di Dartmoor. Sulla famiglia Baskerville sembra essersi abbattuta una sinistra maledizione, e l’unico investigatore in grado di risolvere il mistero del cane omicida è Sherlock Holmes. Con l’aiuto del suo assistente Watson, Sherlock si avventura nelle paludi nebbiose per risolvere un nuovo caso avvincente ma decisamente complesso. Come si fa a trovare il movente di un omicidio se l’assassino è un cane che attacca con furia cieca chiunque si inoltri nelle paludi? Il mastino infernale è davvero terribile o è solo lo strumento di una congiura contro Henry Baskerville? Chi è, in realtà, l’omicida disumano, il bestiale serial-killer? La trama moderna e attuale, l’ottima ambientazione nell’Inghilterra vittoriana, il fascino del detective Holmes e il gusto gotico di questo romanzo lo rendono un’opera straordinaria e intramontabile.

«Accanto al corpo di Hugo, con le zanne ancora affondate nella gola sbranata, c’era un essere orrendo, un’enorme bestia nera, simile a un mastino ma assai più grande di qualsiasi mastino si sia mai visto al mondo. E mentre lo guardavano sbigottiti, quella creatura dilaniò con uno strappo la gola di Hugo Baskerville volgendo verso di loro gli occhi fiammeggianti e le fauci grondanti sangue.»

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  • 5

    Già lo avevo detto altrove, che questo dovrebbe fare da modello agli autori contemporanei di mystery: beh, lo ribadisco! Quindici brevi capitoli, uno stile misurato che non concede inutili svolazzi – ...continua

    Già lo avevo detto altrove, che questo dovrebbe fare da modello agli autori contemporanei di mystery: beh, lo ribadisco! Quindici brevi capitoli, uno stile misurato che non concede inutili svolazzi – per esser chiari, gli psicologismi forzosi dei drammoni poliziotteschi entro cui viene infilato gratuitamente di tutto e anche il suo contrario – personaggi fittizi che paiono più veri delle caricature imitanti la realtà (ma il reale, nel mio decalogo di estetica letteraria, è impermutabilmente estromesso). Infine, quanta deliziosa cupezza in quella brughiera, e quanto gustoso orrore nell'apparizione mostruosa della belva, senza metaforismi di sorta! Soltanto un'avventura, un'immortale caccia al colpevole, un onesto divertimento.

    ha scritto il 

  • 4

    La prima volta non si scorda mai...

    Primo libro della saga di Sherlock Holmes e certamente non sarà l'ultimo. Scorrevole, intrigante con colpi di scena. Doyle non per niente è considerato uno dei maestri nel genere.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ il mio primo Sherlock Holmes, meglio tardi che mai, dopotutto è bello sapere che sono moltissimi i libri belli che devo ancora leggere. Qui ci sono tutti gli ingredienti che un giallo deve avere pe ...continua

    E’ il mio primo Sherlock Holmes, meglio tardi che mai, dopotutto è bello sapere che sono moltissimi i libri belli che devo ancora leggere. Qui ci sono tutti gli ingredienti che un giallo deve avere per tenere i lettori avvinghiati alle pagine e per farsi leggere in un fiato solo: un'ambientazione cupa e suggestiva, la brumosa brughiera inglese, personaggi eccentrici ed ambigui, mistero, tensione, colpi di scena ed uno spaventoso elemento sovrannaturale che incombe, e che verrà puntualmente smentito dal razionale ed infallibile Holmes, aiutato come sempre dal coraggioso amico Watson, perfetto nel suo essere complementare all’investigatore, meno freddo ed acuto, più umano ed anche un po’ più simpatico.

    ha scritto il 

  • 5

    Nonostante conoscessi già la storia per filo e per segno non posso negare il piacere che ho avuto nell'immergermi nell'atmosfera che Doyle ha ricostruito in quello che, a mio parere, rimane il suo rom ...continua

    Nonostante conoscessi già la storia per filo e per segno non posso negare il piacere che ho avuto nell'immergermi nell'atmosfera che Doyle ha ricostruito in quello che, a mio parere, rimane il suo romanzo più riuscito. Un mistero che sembra inestricabile, atmosfere gotiche, le classiche deduzioni di Sherlock Holmes e un finale mozzafiato che dal ritmo, tanto rievoca la seconda parte di "Uno studio in rosso" dove l'avventura prende il sopravvento sul giallo. Insomma se volete approcciarvi ad Arthur Conan Doyle ed alla sua riuscitissima creatura letteraria non potete sottrarvi alla lettura di questo capolavoro

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente ho letto un libro di Conan Doyle e ho preferito farlo con quello che forse è il più conosciuto. Non mi ha deluso e anzi mi ha convinto a leggere pure gli altri! Promosso :)

    ha scritto il 

  • 3

    Borioso e antipatico Holmes, bramoso delle sue attenzioni Watson.
    mi ha fatto venire in mente una barzelletta che sapevo da bambino:
    Sherlock Holmes e il Dr. Watson vanno in campeggio.
    Dopo una buona ...continua

    Borioso e antipatico Holmes, bramoso delle sue attenzioni Watson.
    mi ha fatto venire in mente una barzelletta che sapevo da bambino:
    Sherlock Holmes e il Dr. Watson vanno in campeggio.
    Dopo una buona cena ed una bottiglia di vino, entrano in tenda e si mettono a dormire.
    Alcune ore dopo, Holmes si sveglia e, col gomito, sveglia il suo fedele amico: - Watson, guarda il cielo e dimmi cosa vedi!
    Watson replica: - Vedo milioni di stelle...
    Holmes: - E ciò, cosa ti induce a pensare?
    Watson pensa per qualche minuto: - Dal punto di vista astronomico, ciò mi dice che ci sono milioni di galassie e, potenzialmente, miliardi di pianeti. Dal punto di vista astrologico, osservo che Saturno è nella costellazione del Leone. Dal punto di vista temporale, deduco che sono circa le 3 e un quarto. Dal punto di vista teologico, posso vedere che Dio è potenza e noi siamo solo degli esseri piccoli ed insignificanti. Dal punto di vista metereologico, presumo domani sia una bella giornata. Invece tu cosa ne deduci? -
    Watson, vaffanculo... qualcuno si è fregato la tenda

    ha scritto il 

  • 4

    Umile ed intelligente, Watson dà il meglio di sé, in termini di acume e coraggio, in quest'opera divertente, ma anche oscura e tenebrosa; egli si dimostra fondamentale nell'economia del racconto ma an ...continua

    Umile ed intelligente, Watson dà il meglio di sé, in termini di acume e coraggio, in quest'opera divertente, ma anche oscura e tenebrosa; egli si dimostra fondamentale nell'economia del racconto ma anche più che degno dell'incarico che il Maestro gli affida. Le sue informazioni e i suoi appostamenti costituiscono la base della trama, ma si rivelano anche preziosi per la risoluzione del caso e per le conclusioni del grande Maestro. W Watson!

    ha scritto il 

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