Il mattino dei maghi

Introduzione al realismo fantastico

Di ,

Editore: Arnoldo Mondadori (Gli Oscar)

4.0
(286)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 516 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000012804 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pietro Lazzaro ; Prefazione: Sergio Solmi

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Non-narrativa , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Questo libro in questa edizione non ha ISBN

Dalla IV di copertina:
"Questo libro..., dovuto alla penna agilissima di un ex occultista ed ex surrealista come Louis Pauwels, con la collaborazione di quel singolare scienziato e mitografo della scienza che è Jacques Bergier, non costituisce, come riconoscono gli stessi autori all'inizio, né un romanzo, né una narrazione fantascientifica, né un documento di fatti bizzarri, né la divulgazione di un insegnamento ermetico: pur presentandoci un po' tutte queste cose insieme. E' anche una specie di rapsodia della nuova speranza, della grande avventura che gli sterminati orizzonti inaugurati dalle ultime scoperte scientifiche offrono all'umanità, speranza che si riannoda a sua volta ai sogni e alle leggende che attraverso i secoli sono stati alimentati da magia e occultismo, sono stati appannaggio di misteriose sette iniziatiche". Così Sergio Solmi nella prefazione al Mattino dei Maghi, un libro che, aggiunge, ci offre "attraverso un'esposizione lucida, varia e appassionata, il materiale più affascinante che possano tenere per noi in serbo questi anni di ardua e preoccupante trasformazione tecnica e sociale".
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    Il saggio dovrebbe costituire la pietra di fondazione per un "realismo fantastico", ossia una profonda riforma in senso anti-positivista delle categorie razionali che regolano l'intelligenza umana. Le ...continua

    Il saggio dovrebbe costituire la pietra di fondazione per un "realismo fantastico", ossia una profonda riforma in senso anti-positivista delle categorie razionali che regolano l'intelligenza umana. Le argomentazioni seguono un andamento sincopato, e risultano intervallate da fonti miscellanee - citazioni, brani di romanzi, interi racconti, conferenze.
    "Lasciamo la lettore la cura di fare tutti gli accostamenti utili, di coordinare le versioni, di isolare la verità positiva combinata con l'allegoria leggendaria in questi frammenti enigmatici"

    Se è vero, come scrive Borges, che ogni autore genera i suoi predecessori, una relazione inversa potrebbe valere per P. & B. e la galassia di epigoni mistici e complottardi rispetto ai quali il loro saggio sembrerebbe aver dato la stura. Eppure gli autori si preoccupano, in più punti della loro opera, di rimarcare la distanza tra tali derive e il loro 'realismo fantastico'. Si tratta in effetti di un pericolo concreto, dovuto probabilmente a carenze intrinseche alla proposta di riforma dei due autori. Pur condividendo la tesi che evidenzia la insufficienza delle strutture di conoscenza positivistiche di fronte a nuovi ed inspiegabili fenomeni, dall'altro lato manca una pars costruens convincente che individui quali strutture epistemologiche andrebbero adottate in alternativa. Se davvero volessimo dischiudere le porte della percezione, bisognerebbe controllare meglio chi entra e chi esce.

    All'inizio nel libro, nella seconda parte ("La cospirazione in piena luce") è riportata una conferenza di René Alleau del 1955, dove si dovrebbe dimostrare che il percorso verso la conoscenza, anche quella tecnica, non conosce un andamento progressivo, bensì a spirale, in quanto le grandi conquiste del sapere moderno si ritrovano in realtà già nei testi antichi.
    Quello che sicuramente se ne deduce è che le scoperte tecniche, private di concrete occasioni di massimizzazione economica, rimangono oziose curiosità o svago per nobili annoiati. La scienza moderna costituirebbe quindi un sottoprodotto delle Rivoluzioni Industriali (cfr. Weber).

    Definizione sulla vera natura del male di Machen:
    "«Ma, allora, che cos'è dunque il peccato?» domandò Cotgrave.
    «Sono costretto a rispondere alla vostra domanda con altre domande. Che cosa provereste se il vostro gatto o il vostro cane si mettessero a parlarvi con voce umana? Se le rose del vostro giardino si mettessero a cantare? Se i ciottoli della strada cominciassero a ingrossare sotto i vostri occhi? Ebbene, questi esempi possono darvi una vaga idea di ciò che è realmente il peccato.»”

    Le pagine più celebri del saggio (fine della II Parte, capitoli V-X) affronta il mito dei "Superiori Sconosciuti", ossia esseri sovrumani destinati a soppiantarci e a condurre gli eletti della razza umana a formidabili mutazioni, l'analisi è limitata alla Società del Vril di Willy Ley, ai teosofi e ai gruppi Rosa Croce, alla Golden Dawn che contava fra i suoi adepti Arthur Machen e Bulwer Lytton (autore de "La razza che verrà"). Non ci si spinge invece a indagare le radici profonde di tali teorie, ossia la Gnosi, e in particolare il mito degli Arconti.
    "Dietro la Germania scientista e organizzatrice vegliava lo spirito delle vecchie magie". La pur penetrante analisi di P. & B. sulla mitologia nazionalsocialista, che rappresenta la parte forse più celebre del libro, non coglie con la dovuta decisione l'irripetuta specificità del nazismo, ossia l'enucleazione di grumi idealistici e post-romantici mediante dispositivi positivi e razionali.
    Troppo facile, infine, ridicolizzare l'ultima parte, dedicate alla parapsicologia e alla silenziosa ascesa di gruppi di "mutanti superiori".

    Una nota conclusiva. Secondo la regola contrappasso, "Il mattino dei maghi", che a più riprese fustiga i borghesi attardati su strutture di conoscenza ormai desuete (il vecchio spirito illuminista ("Il faut cultiver notre jardin"), risulta, letto adesso, una creatura prettamente novecentesca.
    Una antologia sgangherata, e forse per questo affascinante, di fonti letterarie e mitiche che hanno indubbiamente agitato il XX secolo. Il racconto, narrato con la prospettiva del flashback, del tragico crollo della fede razionalista.

    ha scritto il 

  • 3

    gli autori si sbizzarriscono nell'arte del complottismo intrecciando alchimia, nazismo esoterico, brevi digressioni su gurdjeff, etc... da leggere soprattutto per come descrive l'assoggettamento hitle ...continua

    gli autori si sbizzarriscono nell'arte del complottismo intrecciando alchimia, nazismo esoterico, brevi digressioni su gurdjeff, etc... da leggere soprattutto per come descrive l'assoggettamento hitleriano - posseduto dall'egregora della società thule diretta da Haushofer

    ha scritto il 

  • 0

    Scettici ed eclettici

    Saggio fulminante a dispetto delle centinaia di pagine di cui è composto. Fulminante perché produce nel lettore una benefica scossa che cerca di destarlo dal torpore. L’incipit è provocatorio: gli aut ...continua

    Saggio fulminante a dispetto delle centinaia di pagine di cui è composto. Fulminante perché produce nel lettore una benefica scossa che cerca di destarlo dal torpore. L’incipit è provocatorio: gli autori auspicano che il lettore perda sul libro il minor tempo possibile: c’è un intero mondo là fuori (e qui dentro) da scoprire. Se da un lato si sottolinea con numerosi esempi la fallacità della cronologia storica ufficiale, il proliferare di civiltà molto più antiche di quanto si possa immaginare, l’importanza dell’esoterismo come corrente sotterranea parallela alla storia; dall’altro si punta all’interiorità, guardando con entusiasmo agli esperimenti di Gurdjieff sul risveglio della coscienza e osservando le infinite potenzialità dell’uomo.
    Il testo che, fra l’altro, riscopre, come una piccola perla, i lavori di Charles Fort, a volte si affida anche a dei brevi, ma interessanti, racconti su temi avvincenti come, ad esempio i nomi di Dio.
    Un libro per eclettici, per chi ha voglia di scoprire, di ricevere spunti, di sperimentare nuove strade. Un libro per cercatori. Un libro per aprire la mente ad infinite possibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    il reale fantastico

    un sassolino gettato in uno stagno, un soffio di vento improvviso, la percezione che tutto è possibile, tutto è un'illusione, un sogno, mondi sommersi e universi paralleli...

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo, che narra in una volta sola la storia delle società segrete, dell'esoterismo alla luce degli eventi storici.
    Questo libro è il primo stampato del genere, basta vedere l'anno della prima ediz ...continua

    Un testo, che narra in una volta sola la storia delle società segrete, dell'esoterismo alla luce degli eventi storici.
    Questo libro è il primo stampato del genere, basta vedere l'anno della prima edizione, sicuramente per appassionati e cultori della materia.

    ha scritto il 

  • 0

    Sostanzialmente invalutabile

    Cos'è "Il mattino dei maghi", un meraviglioso libro di fantascienza o il parto troppo serio di due sciroccati? Un intelligente mosaico di elementi tra realtà e finzione, o una presa per il culo fatta ...continua

    Cos'è "Il mattino dei maghi", un meraviglioso libro di fantascienza o il parto troppo serio di due sciroccati? Un intelligente mosaico di elementi tra realtà e finzione, o una presa per il culo fatta e finita? Rispondere è impossibile.

    Bergier e Pauwels - o meglio, apparentemente solo Pauwels, perché il libro è scritto in prima persona e Bergier è solo attore esterno - sostengono di non credere in quel che scrivono, eppure è chiaro che lo fanno e anche troppo. Dicono di non voler esser presi alla lettera ma di avere come unico interesse quello di solleticare, stimolare la curiosità verso il "fantastico" che è nella realtà, ma ciò che riescono a proporre è solo il fantastico della finzione e della mistificazione. Proprio mentre dichiarano di distinguersi da occultisti, esoteristi, santoni, ufologi e credere nel progresso della scienza, sponsorizzano le medesime fesserie dei più incalliti venditori di fumo e ne sposano la perniciosa mentalità del "tutto fa brodo".

    Ci sono pagine stupende. Quelle sul nazismo magico e sull'alchimia sono illuminanti, ancorché con ogni probabilità false come Giuda. I racconti inseriti a mo' di intermezzo tra un capitolo e l'altro sono uno più bello dell'altro. Il libro trabocca di interessanti spunti di lettura, e il vero merito del saggio è forse quello di mettere in evidenza l'influsso sull'immaginario collettivo di tutta una serie di romanzi pre-fantascientifici, fantastici, di avventura pubblicati tra fine Ottocento e inizio Novecento.
    Eppure, non c'è una ricostruzione che sia una che possa esser presa per buona. Sono tutte taroccate, dalla prima all'ultima. Ho letto il libro con la dovuta calma, tablet alla mano, andando a controllare una discreta parte dei fatti riportati: c'era sempre qualcosa che non andava, qualche informazione contraffatta. A volte si trattava dell'elemento chiave, altre di un dettaglio apparentemente insignificante e del tutto verosimile all'interno di una vicenda inverosimilissima che - dopo accurati controlli incorciati - si svela tuttavia vera.

    Al di là dell'inattendibilità, della quale ci si fa una ragione, il vero tallone d'achille del libro è l'orientazione ayurvedica/mio-nonno-è-un-alieno/la-risposta-è-dentro-di-te che traspare da ogni riga di Pauwels. Gurdjeffiano pentito, ma non del tutto ravveduto, l'autore cerca costantemente di ricondurre tutto a una pretestuosa e insostenibile "infinità dell'uomo" che puzza della più scalcagnata New Age senza averne peraltro neppure il fascino.
    E fa temere che, tra il "ma c'è o ci fa?" a prevalere sia la prima - con la seconda ad aggiungere giusto un pizzico di malafede per completare l'opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Spero che in futuro qualcuno riesca a scrivere di nuovo un libro come questo, ovvero un libro che candidamente ­- barbaramente, direbbero gli autori - propugni un nuovo modo di pensare e quindi di agi ...continua

    Spero che in futuro qualcuno riesca a scrivere di nuovo un libro come questo, ovvero un libro che candidamente ­- barbaramente, direbbero gli autori - propugni un nuovo modo di pensare e quindi di agire, perché un'idea che non diventa parola non è una buona idea e una parola che non diventa azione non è una buona parola. E perché nonostante siano passati più di cinquant'anni, la tenaglia di una logica binaria e tutti i pregiudizi figli di visioni dualistiche fossilizzate (razionalismo vs. spiritualismo sopra tutte) continuano a modellare la vita umana. Qualcuno ha rinunciato a capire, magari sventolando la bandiera di un nichilismo d'accatto, qualcun altro insegue un utile distacco sulle orme di filosofie orientali altrettanto d'accatto. Molti continuano semplicemente a non porsi domande che non siano di ordine pratico e a tenersi per buone le certezze tramandate. Riusciamo ancora a dare un senso a una frase come questa: "Più capisco, più amo, perché tutto ciò che è capito è bene"? Forse. E a questa: "Se l'epoca che noi viviamo è dura, abbiamo tanto più il dovere di amarla, di penetrarla con il nostro amore, fino a quando non avremo spostato le pesanti masse di materia che nascondono la luce che risplende dall'altra parte"? Questa è più tosta da mandare giù. Lo fu anche per Pauwels: suo padre, socialista di stampo romantico, l'aveva sottolineata in un libro. Per tutta una vita il figlio volle allontanarsene, salvo poi ritornarci con ardore. Eh, la saggezza dei padri. Il futuro è cominciato da un'eternità.

    ha scritto il 

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