Il mondo di Jonas

Di

Editore: Mondadori

4.0
(1998)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Coreano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8804399023 | Isbn-13: 9788804399025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angela Ragusa

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
E' un mondo perfetto, quello di Jonas: un mondo dove i bambini sono educati alla discrezione con mano ferma e gentile; dove i vecchi sono rispettati da tutti e ricevono le cure appropriate; dove ogni unità familiare costituisce un piccolo nucleo dall'equilibrio esemplare; dove sofferenza, imprevisti e pensieri sgradevoli sono stati messi al bando tanto e tanto e tanto tempo fa. Un mondo perfetto, dunque... Ma sotto la superficie scivolano silenziose correnti d'inquietudine che parlano di un Altrove forse imperfetto e pericoloso, ma palpitante di vita. E toccherà a Jonas, con l'aiuto di un vecchio ormai stanco e disilluso, immergersi nelle profonde acque del tempo per poter restituire alla sua gente il diritto di conoscere, finalmente, il dolore e la memoria.
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  • 3

    Bravo ma basta.
    Primo libro di una trilogia, o quadrilogia o quello che è; credo mi accontenterò, nonostante abbia avuto l'impressione di aver speso una settimana della mia vita leggendo qualcosa che ...continua

    Bravo ma basta.
    Primo libro di una trilogia, o quadrilogia o quello che è; credo mi accontenterò, nonostante abbia avuto l'impressione di aver speso una settimana della mia vita leggendo qualcosa che non finisce.
    Idea interessante di una distopia dove tutti sono felici, apparentemente, perchè non esiste e non ricordano ciò che fa soffrire e sono tutti uguali. Ho letto il libro in inglese e ho apprezzato l'uso di una lingua estremamente piatta e neutra, quasi a voler ricalcare l'atmosfera generale del mondo in cui vive Jonas. Per il resto, niente di nuovo.

    ha scritto il 

  • 4

    La libertà, un bene drammatico ma irrinunciabile

    Questo è uno dei temi più coinvolgenti di questo libro, concepito per un pubblico giovane (si vede dalla scrittura semplice e lineare) ma interessantissimo anche per gli adulti. Non solo sul piano del ...continua

    Questo è uno dei temi più coinvolgenti di questo libro, concepito per un pubblico giovane (si vede dalla scrittura semplice e lineare) ma interessantissimo anche per gli adulti. Non solo sul piano della storia, quanto soprattutto per quello delle domande e riflessioni etico esistenziali che pone

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo grande capolavoro non soltanto sull'utopia-distopia di un mondo perfetto (incredibilmente forti i richiami a 1984 di Orwell), plasmato da un assillante richiamo alla precisione di linguaggi ...continua

    Un piccolo grande capolavoro non soltanto sull'utopia-distopia di un mondo perfetto (incredibilmente forti i richiami a 1984 di Orwell), plasmato da un assillante richiamo alla precisione di linguaggio, ma un'ode all'insensatezza delle esperienze e dell'emozioni, in grado di restituire al giovane protagonista (e al lettore di ogni età) la cifra fondamentale dell'esistenza: la libertà di scelta e le responsabilità che ne derivano.

    ha scritto il 

  • 2

    En un principio la historia y el mundo que planteaba "El dador de recuerdos" me gustó, me daba curiosidad descifrar ese mundo tan perfecto, estático, lleno de normas de conducta que a mis ojos son una ...continua

    En un principio la historia y el mundo que planteaba "El dador de recuerdos" me gustó, me daba curiosidad descifrar ese mundo tan perfecto, estático, lleno de normas de conducta que a mis ojos son una locura. Llegué a pensar que estaba frente a un libro del estilo de Huxley o Skinner; pero a medida que ha avanzado la historia, me he quedado cruda. Necesité más, me molesta que las historias queden tan abiertas... Entiendo que este es el primer volumen de una saga más grande; mas sin embargo, estas cosas no suceden con las grandes sagas. Las tramas principales deben cerrarse y que las secundarias dejen paso a nuevos libros.

    Cuando terminé de leer la última página no pude sino sentir que me mostraron solo el primer capítulo de un libro que podía ser mucho mejor y mas completo... Desde mi punto de vista, así no deberían funcionar las sagas.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, fa riflettere. Scritto egregiamente. la trama è costruita forse un po' in fretta e i personaggi hanno poco spessore, ma confido nel seguito.

    Unico difetto: la prefazione. Faziosa, spocchiosa, n ...continua

    Bello, fa riflettere. Scritto egregiamente. la trama è costruita forse un po' in fretta e i personaggi hanno poco spessore, ma confido nel seguito.

    Unico difetto: la prefazione. Faziosa, spocchiosa, noiosa. Saltatela.

    ha scritto il 

  • 3

    «The Giver» è l'unico libro che ho letto di questa saga young adult/distopica. Devo dire che non mi è dispiaciuto, tuttavia non mi ha lasciato molto. Oggi mi ricordo ancora la storia, ma se penso ai m ...continua

    «The Giver» è l'unico libro che ho letto di questa saga young adult/distopica. Devo dire che non mi è dispiaciuto, tuttavia non mi ha lasciato molto. Oggi mi ricordo ancora la storia, ma se penso ai miei pensieri nei confronti della storia e alle riflessioni che potrei aver compiuto durante la lettura, questi, se ci sono stati, sono svaniti. Non dico che questo libro sia vuoto, lungi da me, quello che ho personalmente riscontrato è che non c'è un grande approfondimento della realtà distopica, ma ancora di più su come le situazioni influiscano sui personaggi.
    Detto ciò trovo sia un ottima lettura per ragazzi, in quanto ben scritta e con uno stile molto leggero, ma curato al tempo stesso, e con una storia interessante e originale che potrebbe essere molto apprezzata da un lettore più giovane che magari non ha ancora affrontato i grandi capolavori distopici.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    I really like the background of the story as it provokes thinking: What would a perfectly planned society be like, with everyone civilized and everything organized and every risk removed as far as pos ...continua

    I really like the background of the story as it provokes thinking: What would a perfectly planned society be like, with everyone civilized and everything organized and every risk removed as far as possible? A utopia. But of course, a utopia is really a dystopia in disguise. I also enjoy reading the part where Jonas slowly learns the truth and experiences all the pains and joys of being a real human. However, the last quarter of the book is very inadequate - it's too rushed and underdeveloped.

    ha scritto il 

  • 0

    理想國四部曲的第一部。
    這一個社區,是四部曲中,我最不喜歡的一個。
    因為每個人都沒有特殊的情感,也不知道顏色,也沒有動物。
    每個人就像是一部機器而已。
    而記憶傳承人,是社區裡唯一個知道過往歷史的人。
    不知道是否因為是童書,所以節奏輕快,我覺得滿可惜的是沒能更深入的描寫一些事情。

    ha scritto il 

  • 3

    Ho sbagliato a vedere il film prima di leggere il libro, mi riprometto sempre di non ricadere in questo errore, ma ogni tanto capita. Come sempre il libro è totalmente diverso dal film, l'unico punto ...continua

    Ho sbagliato a vedere il film prima di leggere il libro, mi riprometto sempre di non ricadere in questo errore, ma ogni tanto capita. Come sempre il libro è totalmente diverso dal film, l'unico punto in comune è nella descrizione generale della realtà distopica in cui si svolge la storia. Non male, anche se ormai storie del genere ne ho lette tante, questa si basa sulle memorie. La comunità ne è stata privata, così come dei colori, delle stagioni, dei sentimenti. Solo una persona è designata a raccogliere tutte le memorie del passato, e quando invecchia, deve addestrare un nuovo "accoglitore"...

    ha scritto il 

  • 5

    É un romanzo che definire particolare non basta. Particolare lo è per lo stile della scrittura, per la sua brevità (poteva essere lungo se non il triplo, almeno il doppio), e per il finale, una vera p ...continua

    É un romanzo che definire particolare non basta. Particolare lo è per lo stile della scrittura, per la sua brevità (poteva essere lungo se non il triplo, almeno il doppio), e per il finale, una vera perla al termine di una storia che coinvolge dalla prima riga. Definire il genere è quasi impossibile. Non è distopico, non vi è un governo forte che riduce il popolo all'ignoranza e alla miseria, tutt'altro. Eppure non si parla neanche di utopia, perché il governo, per quanto faccia vivere chiunque in un certo benessere (almeno apparente), non crea quella società felice che si sogna da bambini. Questo romanzo è un piccolo capolavoro in cui vi è una società finta, controllata, che permette a chiunque di stare bene, perché tutti sono privati di sentimenti, differenze, ambizioni. Una società in cui tutti sono uguali, altri decidono per te non solo chi sposerai e che lavoro farai, ma anche quando potrai avere una bicicletta, come devi vestire e tutto il resto. Finché non arriva Jonas, un dodicenne diverso dai suoi coetanei, dotato di capacità che fanno di lui un accoglitore di memorie che vengono passate di generazione in generazione da un donatore. Di questa storia è stato fatto un bel film che però diverge un po' dal libro nella trama e nel finale.

    ha scritto il 

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