Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo

Di

Editore: Mondadori (Oscar Classici Moderni, 37)

4.1
(4992)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 340 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 880434248X | Isbn-13: 9788804342489 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luciano Bianciardi , Lorenzo Gigli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Romanzo del 1932, Il mondo nuovo è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico, dove tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi dalla guerra né dalle malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. Affinché si mantenga questo equilibrio, però, gli abitanti, concepiti e prodotti industrialmente in provetta sotto il costante controllo di ingegneri genetici, durante l'infanzia vengono condizionati con la tecnologia e con le droghe e da adulti occupano ruoli sociali prestabiliti secondo il livello di nascita. In cambio del mero benessere fisico, i cittadini devono insomma rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento e a ogni difesa della propria individualità. I pilastri ideologici che fanno da sfondo al fortunato romanzo vengono ripresi, nel 1958, nella raccolta di saggi intitolata Ritorno al mondo nuovo, in cui Aldous Huxley riesamina singolarmente le sue profezie alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni, arrivando alla conclusione che molte delle sue più catastrofiche previsioni di quasi trent'anni prima si sono avverate anzitempo e fanno già parte del presente. Un documento inquietante che costringe a riflettere sul prezzo che quotidianamente siamo chiamati a pagare per costruire il futuro.
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  • 0

    dal blog Giramenti

    https://gaialodovica.wordpress.com/2016/08/24/recespiccia-il-mondo-nuovo-trad-lorenzo-gigli-e-ritorno-al-mondo-nuovo-trad-luciano-bianciardi-di-aldous-huxley/

    ha scritto il 

  • 4

    Reclamiamo il diritto di essere infelici

    Chi si interessa di ingegneria ed automazione sa che di fronte ad un determinato problema il progettista ha l'abitudine mentale di analizzarlo, individuarne i dati e le variabili in gioco, fissare gli ...continua

    Chi si interessa di ingegneria ed automazione sa che di fronte ad un determinato problema il progettista ha l'abitudine mentale di analizzarlo, individuarne i dati e le variabili in gioco, fissare gli obiettivi e quindi procedere alla progettazione del sistema per ridimensionarlo, con metodo. Senza tenere conto di fattori etici o legati alla morale.

    E se tentassimo di risolvere i problemi del mondo attuale con la stessa logica, funzionerebbe?

    Obiettivo: eliminazione guerre. Soluzione: creare un governo mondiale che assicuri a tutti ordine ed pace, secondo il motto: "Comunità, Identità, Stabilità”.

    Obiettivo: miglioramento della specie. Soluzione: creare un ordine mondiale che regoli le nascite dei bambini in laboratorio per via extrauterina, cancellando gravidanze e parti. Manipolare geneticamente gli embrioni dividendo la società in classi, secondo le capacità intellettive e fisiche dell’individuo. "Tipificare" uomini e donne in infornate uniformi, ossia applicare i principi della produzione in massa alla biologia.

    Obiettivo: miglioramento della stabilità e della qualità della vita. Soluzione: controllare la popolazione con tecniche di indottrinamento e di condizionamento mentale durante il sonno, per convincere ciascuno della propria felicità e del proprio ruolo nella società, smorzando gli istinti egoistici e competitivi. Abolizione della famiglia tradizionale e del matrimonio. Incoraggiamento dei comportamenti sociali di tipo consumistico e dell'uso di droghe, che riducono lo stress; incoraggiare la sessualità per sviare qualunque impulso di ribellione e tensione nei confronti della società. Programmare la vita fino a sessant'anni senza decadimento, con successiva morte serena e senza traumi. Eliminare handicappati, omosessuali e vecchi dalla società.

    Obiettivo: stabilità economica. Soluzione: provocare disgusto per libri, fiori e per sport all'aria aperta che non necessitino di complicate attrezzature costose. Promuovere i consumi con slogan "Più sono i rammendi e minore è il benessere", "È meglio buttare via che aggiustare" etc.

    Funzionerebbe, certo. E anche bene, probabilmente.

    Ma questa ipotesi, che ci descrive benissimo Huxley ne "Il mondo nuovo" del 1931, ci appare invece come un inferno, perché va a minare l'unicità dell'uomo auspicandone la standardizzazione.

    In realtà noi amiamo le nostre imperfezioni, le nostre sensazioni, i nostri sentimenti, le nostre debolezze, la nostra libertà. E una vita senza queste cose sarebbe inutile e senza senso.

    "Io voglio Dio, voglio la poesia, voglio il pericolo reale, voglio la libertà, voglio la bontà. Voglio il peccato." "Insomma" disse Mustafà Mond "voi reclamate il diritto di essere infelice."

    Purtroppo non siamo così lontani dal modello ipotizzato da Huxley e credo dobbiamo fare un notevole sforzo per evitare che questo approccio scientifico possa essere applicato estensivamente al "nostro" mondo.

    Curioso cosa scriveva Huxley riguardo ai candidati politici:

    "Contano davvero solo due cose: la personalità del candidato e la maniera in cui la sanno proiettare gli esperti della pubblicità. Il candidato deve essere bello, in qualche modo, o virile o paterno. Deve saper intrattenere il pubblico senza annoiarlo. Il pubblico, avvezzo alla televisione e alla radio, vuole lasciarsi distrarre, e non ama che gli si chieda di concentrarsi, di compiere una lunga fatica intellettuale. Perciò i discorsi del candidato attore devono essere brevi e scattanti. I grandi problemi del momento debbono esser liquidati in cinque minuti al massimo. La natura dell'oratoria è tale che fra i politici e i chierici c'è sempre stata la tendenza a semplificare le questioni complicate. Dalla tribuna o dal pulpito anche al più coscienzioso degli oratori è difficile dire tutta la verità. I metodi che si usano oggi per vendere il candidato politico, come se fosse un deodorante, danno all'elettorato questa garanzia: egli non sentirà mai dire la verità, su niente."

    Inquietante, inquietante davvero...

    ha scritto il 

  • 5

    la famiglia, la madre e il padre..... non esitono

    L'idea è bella e coinvolgente, quasi spaventosamente fattibile nello sviluppo pratico, un sistema quasi perfetto. Un mondo nuovo dove non esistono problemi, non esiste la storia e l'amore e la donna ...continua

    L'idea è bella e coinvolgente, quasi spaventosamente fattibile nello sviluppo pratico, un sistema quasi perfetto. Un mondo nuovo dove non esistono problemi, non esiste la storia e l'amore e la donna è PNEUMATICA. Insomma un mondo dove la mente è costruita per essere felice e quando tutto ciò non basta c'è sempre il "soma".

    ha scritto il 

  • 4

    Cult

    La società di massa, l'individualità, i mezzi di comunicazione come strumento di controllo e mistificazione, il terrore silenzioso della globalizzazione, la manipolazione dell'uomo e della sua libertà ...continua

    La società di massa, l'individualità, i mezzi di comunicazione come strumento di controllo e mistificazione, il terrore silenzioso della globalizzazione, la manipolazione dell'uomo e della sua libertà.
    Cari miei, ci siamo dentro fino al collo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto moltissimo, anche la seconda parte che non è un romanzo ma una riflessione sullo stesso.
    Ultimamente sento tanto disagio quando faccio letture distopiche, perchè mi rendo conto che la re ...continua

    Mi è piaciuto moltissimo, anche la seconda parte che non è un romanzo ma una riflessione sullo stesso.
    Ultimamente sento tanto disagio quando faccio letture distopiche, perchè mi rendo conto che la realtà che stiamo vivendo è molto più drammatica di quello che si trova nella letteratura ma che, in fondo, non siamo poi tanto lontani dalla disumanizzazione descritta in questa romanzo. Trattare gli embrioni umani in laboratorio, eliminare i concetti di maternità e paternità, clonare all'infinito dalle stesse cellule fratelli e sorelle che tra loro saranno estranei per tutta la loro vita è solo una parte del terribile mondo descritto da Huxley. Il peggio di quello scenario credo sia il rimpianto verso qualcosa che non hai mai avuto perchè altri hanno deciso per te: l'essere umano raramente soffre per quello che ha compiuto, si strugge per quello che non ha. Qui i personaggi credo che presentino una malinconia e nostalgia di fondo che non riescono neanche loro a spiegarsi, perchè è una mancanza di qualcosa che non si è mai conosciuta.
    Da consigliare? Si, ma attenzione: induce riflessioni pericolose!

    ha scritto il 

  • 3

    Il mondo nuovo è un romanzo distopico di Aldous Huxley del 1932 edito da Arnoldo Mondadori Editore. L’edizione letta è del 1991.

    Siamo nell’Anno Ford 632 (che corrisponde al nostro 2540). La società è ...continua

    Il mondo nuovo è un romanzo distopico di Aldous Huxley del 1932 edito da Arnoldo Mondadori Editore. L’edizione letta è del 1991.

    Siamo nell’Anno Ford 632 (che corrisponde al nostro 2540). La società è organizzata sui principi della produzione e del capitalismo, compresa la riproduzione, dove i neonati vengono fatti nascere in laboratorio in gravidanze extra-uterine e selezionati in base a rigide regole che permettono di avere le varie classi sociali, in funzione di un ritardo controllato dello sviluppo. Non esiste sovrappopolamento, non esiste disordine, non esiste infelicità. Le varie caste vengono educate con una sorta di ipnosi durante il sonno e l’infelicità viene curata con una droga sintetica simile all’MDMA chiamata Soma. Il Mondo Nuovo sembra essere perfetto, almeno fino a quando John, un errore di contraccezione cresciuto nella Riserva, un territorio recintato e controllato dove sopravvive la societa pre-moderna a scopi di turismo e ricerca), e figlio di due individui del Mondo Nuovo, non ritorna alla civiltà.

    Il romanzo è molto interessante e crea numerosi spunti di riflessione sulla società e sul capitalismo. Huxley però è molto lontano dalla costruzione di un mondo come quello di 1984 di Orwell: il suo manca di credibilità, di costruzione, di progettazione. Anche la sua prosa è poco avvincente. Il romanzo, diviso in due parti, comincia con una lunga descrizione dei luoghi dove i nuovi abitanti del mondo nuovo vengono “coltivati”, questi laboratori in cui sembra essere racchiusa l’essenza stessa del governo, per poi spostarsi troppo lentamente in una Londra che è solo abbozzata e a cui manca una vera e propria struttura.

    Un bel romanzo, tutto sommato, soprattutto per le questioni che solleva e per la precocità della pubblicazione; siamo nel 1932, 16 anni prima del capolavoro di Orwell.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Narrazione piena, coinvolgente, senza la necessità di grandi colpi di scena, in quanto l'inventiva di Huxley non ne ha bisogno. Un peccato il finale, per quanto fosse a sorpresa è stato trascinato tro ...continua

    Narrazione piena, coinvolgente, senza la necessità di grandi colpi di scena, in quanto l'inventiva di Huxley non ne ha bisogno. Un peccato il finale, per quanto fosse a sorpresa è stato trascinato troppo: penso che un finale deludente riesca a rendere mediocre, o quasi, un romanzo che poteva essere un capolavoro

    ha scritto il 

  • 4

    Riletto a distanza di 15 anni, ricordavo molto bene certe parti, un po' meno il susseguirsi degli avvenimenti. In ogni caso il voto è confermato. Rimane un affresco distopico abbastanza plausibile, e ...continua

    Riletto a distanza di 15 anni, ricordavo molto bene certe parti, un po' meno il susseguirsi degli avvenimenti. In ogni caso il voto è confermato. Rimane un affresco distopico abbastanza plausibile, e sarei concorde con l'autore nel sostenere che lo è più del futuro opprimente di Orwell in 1984 (che pure vorrei rileggere): è più sensato governare riplasmando e condizionando un'intera società generazione dopo generazione che farlo con la forza e la paura. Entrambi i sistemi di tirannia sono viabili (ne abbiamo prova ogni giorno, guardando taluni stati terzomondisti), ma il più efficace e sicuro è quello in cui il cittadino non sa di essere oppresso (illusione della libertà).

    Ritorno al Mondo Nuovo contiene considerazioni interessanti e ancora potenzialmente fonte di dibattito (come la teoria secondo cui il miglioramento delle condizioni di vita e di salute dato dal progresso scientifico non ha fatto altro che aumentare il numero di persone "meno abili" nel mondo), altre decisamente datate (scritto nel '59, Huxley accusava le nuove generazioni americane di non essere interessate alla politica o alla libertà....peccato non abbia vissuto abbastanza da vedere la seconda metà degli anni '60), altre ancora troppo fantascientifiche (tutti i sistemi di condizionamento utilizzabili dai tiranni). Rimane un buon compendio alla sua opera prima.

    ha scritto il 

  • 5

    Ritorno al mondo nuovo

    Saggio illuminante sia perché alcune anticipazioni si sono avverate, l'uso massiccio della televisione e la società dei consumi ad esempio, sia perché alcune riflessioni di allora sono attualissime og ...continua

    Saggio illuminante sia perché alcune anticipazioni si sono avverate, l'uso massiccio della televisione e la società dei consumi ad esempio, sia perché alcune riflessioni di allora sono attualissime oggi. Cito un passo che secondo me caratterizza tutto l'intuito e il genio del suo autore. E' una vera e propria profezia.

    “Crescendo senza controllo popolazione e organizzazione, è probabile che nei paesi democratici noi assisteremo al rovescio del processo che fece dell’Inghilterra una democrazia, serbando intatte le forme esteriori della monarchia. (…) crescendo l’efficacia dei mezzi per la manipolazione dei cervelli, le democrazie muteranno natura; le antiche, ormai strane, forme rimarranno: elezioni, parlamenti, Corti Supreme eccetera. Ma la sostanza, dietro di esse, sarà un nuovo tipo di totalitarismo non violento. Tutti i nomi tradizionali, tutti i vecchi slogan resteranno, esattamente com’erano ai bei tempi andati. Radio e giornali continueranno a parlare di democrazia e libertà, ma le due parole non avranno più senso. Intanto l’oligarchia al potere, con la sua addestratissima élite di soldati, poliziotti, fabbricanti del pensiero e manipolatori del cervello, manderà avanti lo spettacolo a suo piacere.”

    ha scritto il 

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