Il mondo secondo Garp

Di

Editore: Bur (La Scala)

4.1
(1772)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 511 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Olandese , Ceco , Catalano , Polacco , Finlandese

Isbn-10: A000015302 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Il romanziere è un medico che cura solo casi disperati."

    È un romanzo che richiede molta pazienza, perché nella prima metà del libro non si capisce dove l’autore voglia arrivare e il senso del romanzo; se tutti i dettagli, i fatti e i personaggi presentati ...continua

    È un romanzo che richiede molta pazienza, perché nella prima metà del libro non si capisce dove l’autore voglia arrivare e il senso del romanzo; se tutti i dettagli, i fatti e i personaggi presentati siano importanti oppure no. Dopo la seconda metà, però, avviene la magia, tutto prende posto, si incastra perfettamente e capisci che anche il più piccolo dettaglio aveva il suo scopo. Il romanzo prende una forma nuova, che è difficile aspettarsi.

    “Garp portava Baby Jenny in palestra la domenica pomeriggio; là – asseriva – avrebbe imparato a camminare e correre e cadere senza farsi male; Helen diceva invece che quel materassino avrebbe dato alla bimba una falsa concezione, illudendola che il mondo sotto i piedi fosse morbido come una spugna.”
    -Ma è proprio questa la sensazione che dà il mondo,- diceva Garp.

    Garp è uno scrittore, ha una visione del mondo surreale, dove anche la tragedia più nera ha qualcosa di buffo e assurdo, eppure del tutto credibile, possibile. Tutto ciò che scrive (i suoi scritti fanno parte del romanzo) riesce a sconvolgere per la sua tragicità, eppure c’è sempre un elemento che ti fa scappare un sorriso o una piccola risata, e ti fa sentire uno schifo, perché stai ridendo di una disgrazia davvero pesante. E questo è esattamente ciò che l’autore vuole. Perché dopo la prima metà, il romanzo stesso diventa come lo stile di Garp, quindi la vita stessa del protagonista viene invasa da eventi tragici e tremendi, ma sempre con un elemento comico che destabilizza il lettore.

    “Horace Walpole una volta disse che il mondo è comico per quelli che pensano e tragico per quelli che sentono. Spero converrà con me che Horace Walpole, dicendo ciò, semplifica un po’ troppo il mondo. Certo, tutti noi pensiamo e insieme sentiamo; tragico e comico sono mescolati a questo mondo. Per questo motivo non ho mai capito perché “serio” e “buffo” vengano considerati opposti. Per me è una vera contraddizione che i problemi della gente siano spesso buffi e ciononostante la gente sia spesso triste. Io prendo la gente molto sul serio. Anzi, prendo sul serio solo la gente. Perciò provo compassione per come si comporta e non ho che il riso per consolarla. Il riso è la mia religione. Alla stessa stregua di tante religioni, il mio riso – lo ammetto – è disperato”.

    È un tragicomico crudo, che punta a sconvolgere e a giocare con il lettore. I temi trattati in questo romanzo sono lo stupro, il femminismo, il sesso, la perdita di un figlio e l’ansia dell’essere umano nel non saper proteggere se stesso e i suoi cari da un mondo pericoloso. Sono appunto temi molto forti, che vengono trattati da un punto di vista umano, senza didascalie o spiegazioni, e l’autore non risparmia nulla al lettore. È il romanzo ti trascina nella sua fatalità sempre più disarmante.

    “Helen sapeva che Garp stava inventando una storia da raccontare a Walt dopocena. Faceva così, Garp, per calmarsi, ogni qual volta era preoccupato per i figlioli: come se inventando una bella storia per i figli riuscisse a garantirgli l’incolumità per sempre.”

    Irving ha la capacità di rendere veri e reali anche i personaggi più bizzarri, è ciò che tanto mi ha fatto amare In una sola persona e mi ha spinto a concludere questo romanzo nonostante fosse molto più forte e crudo. Alcune scene mi hanno davvero scosso, ed è impossibile rimanere indifferenti alle vicende narrate.

    "La vita," scrisse Garp, "purtroppo non è strutturata come un buon romanzo alla vecchia maniera. Nella vita, invece, il finale arriva quando tutti quelli destinati a eclissarsi si sono eclissati. Quel che resta è solo la memoria. Ma persino un nichilista ha dei ricordi."

    Vale la pena leggere questo bizzarro romanzo anche solo per l’umanità che si respira. Non aspettatevi una lettura leggera, anzi, non aspettatevi nulla.

    “Perché la gente non deve persuadersi che il "comico" può esser anche molto "serio"? Tanti fanno confusione fra l’esser profondo e l’esser accigliato, o zelante. A quanto pare, solo se ti atteggi a serio, credono che tu lo sia. Presumibilmente, gli altri animali non sanno ridere di se stessi, e Garp era convinto che il riso è parente della compassione, di cui c’è tanto bisogno a questo mondo.”

    Lo consiglio soprattutto agli appassionati di scrittura, in quanto dà una visione molto più ampia dello stile surreale, fin dove si può spingere e i suoi limiti. Perché, al di là di tutti i temi trattati, quello principale è proprio la scrittura.

    Quel che mi occorre è una mia visione del mondo, diceva a se stesso: uno schema generale delle cose, una concezione mia. [...] Ma era solo questione di tempo, lo sapeva: anche lui avrebbe poi immaginato un mondo tutto suo... con un po' di aiuto dal mondo reale. Il mondo reale avrebbe presto collaborato con lui.

    "E sei il mio più vecchio amico." Ma entrambi dovevano sapere che si può conoscere qualcuno per tutta la vita senza esser mai amici veramente.

    “Quel che avevano di simile, in quegli anni, Garp e Helen, era questo: tutt’e due si comportavano come se stessero andando da qualche parte in gran fretta.”

    “Il mondo ha molti meccanismi involontariamente crudeli, che non sono fatti per chi cammina sulle mani.”

    “Garp non voleva una figlia femmina per via degli uomini. Per via degli uomini cattivi, certo. Ma anche, pensò, per via degli uomini come me.”

    “A Garp quel riverbero sembra quasi un cancro, insidioso e ottundente, che inebetisce il mondo. Può darsi che la televisione provochi il cancro, pensa Garp; ma la sua è l’irritazione dello scrittore: egli sa che dov’è acceso un televisore, c’è qualcuno che non sta leggendo.”

    “Sono morta, pensò Hope. Sono già in cielo e questa è la voce di Dio. Non era religiosa, e il conto le tornava: se c’era un Dio, questi aveva una voce sonora così, da prepotente.”

    ha scritto il 

  • 4

    intorno alle quattro stelle

    Premessa. Mi è molto difficile commentare un romanzo la cui voce narrante principale soffre delle mie stesse fobie. È la prima volta che mi accade, e fin dalla prefazione, in cui John Irving dichiara ...continua

    Premessa. Mi è molto difficile commentare un romanzo la cui voce narrante principale soffre delle mie stesse fobie. È la prima volta che mi accade, e fin dalla prefazione, in cui John Irving dichiara di perdere un figlio ogni giorno. Una cosa impossibile da comprendere per chi non ha la stessa malattia, e mi sono chiesta cosa pensino di Garp coloro che hanno la fortuna di stare bene.
    La trama soffre di un paio di difetti: il fatto che i protagonisti, madre e figlio, siano entrambi scrittori e gli inserimenti delle opere di Garp, che personalmente ho trovato noiose, non amando per niente il surrealismo.
    Questo è un libro dove la cosiddetta normalità non esiste, dove tutti sono casi disperati, dove il serio e il faceto sono solo i due lati della stessa medaglia. Difficile venirne a capo, difficile comprendere che cosa aveva in testa l’autore scrivendolo.
    La lettura non è stata sempre liscia, ho avuto diversi intoppi e solo dopo la metà tutto è cominciato a fluire bene. Ma di certo non lo dimenticherò, e questo è un fatto.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto? Sì. Lo consiglierei? Non lo so.

    La scrittura di Irving e le spirali di curiosità che innesca, mi hanno permesso di leggere ad un buon ritmo un libro fitto, con qualche ridondanza, ma in ...continua

    Mi è piaciuto? Sì. Lo consiglierei? Non lo so.

    La scrittura di Irving e le spirali di curiosità che innesca, mi hanno permesso di leggere ad un buon ritmo un libro fitto, con qualche ridondanza, ma in costante tensione.
    Le mie perplessità nascono dal non capire il senso o forse il senso di tutta la vicenda non esiste proprio. La storia non è surreale, è si altamente improbabile, i personaggi a volte sono delle iperboli di loro stessi, ma non ho trovato elementi onirici o fiabeschi.

    Il perno a cui tutto si riconduce, sono riuscita a identificarlo nei Princìpi che governano i comportamenti e gli stili di vita dei personaggi: ad esempio Garp crede che un buon scrittore debba sapere scrivere senza contaminare la propria storia con elementi della propria vita e sua madre dedica la propria vita a dimostrare che una donna non ha bisogno di un uomo (ossia di un compagno/marito/amante).
    Ognuno ha il suo mantra che limita ed ostacola e non permette di evolvere, ma nello stesso tempo sono proprio queste caratteristiche "statiche" che mi hanno fatto affezionare a Garp, alla sua famiglia e ai suoi amici e conoscenti.
    Altro punto oscuro, sono gli episodi drammatici che si dipanano in successione. Perché?

    Leggerò ancora Irving, ma ho bisogno di altro tempo per capire, probabilmente pur senza condividere, Il mondo secondo Garp.

    ha scritto il 

  • 5

    Muchos libros en uno

    Me he reído, me he entristecido, me he enfadado con sus efectismos y trampas, me he emocionado, me he aburrido, me he maravillado.
    Me ha encantado. Sin más. Hay que leerlo.

    ha scritto il 

  • 1

    Delusione Surreale

    Ho commesso un errore nel ricominciare un altro libro di John Irvin. Il genere "fantastico" o più semplicemente surreale non mi si addice. I personaggi sono spesso improbabili come le loro avventure. ...continua

    Ho commesso un errore nel ricominciare un altro libro di John Irvin. Il genere "fantastico" o più semplicemente surreale non mi si addice. I personaggi sono spesso improbabili come le loro avventure. Cercavo un clima simile a quello de "L'arte di vivere in difesa" ma non ho trovato nulla di simile.

    ha scritto il 

  • 5

    Ognuno di noi...

    ...ha un libro del cuore. Questo è il mio libro del cuore. Dico solo una cosa. Dopo 250 pagine di inventiva, risate e buona scrittura (nelle quali però ti chiedi perché molti te ne abbiano caldeggiato ...continua

    ...ha un libro del cuore. Questo è il mio libro del cuore. Dico solo una cosa. Dopo 250 pagine di inventiva, risate e buona scrittura (nelle quali però ti chiedi perché molti te ne abbiano caldeggiato la lettura), ti trovi immerso nel centro della terra. In un attimo ogni filo tirato si attorciglia in un unico racconto. E tu ti scopri completamente avvinto; al punto che ti fai una domanda nel punto esatto in cui Irving decide che tu te la debba fare. Questo significa essere uno scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    Voglia di sintesi

    Dato il gran numero di pagine - scritte fitte fitte-, sento l'urgenza di compiere un esercizio di sintesi, partendo dalla fine:

    Sul finale si perde, assume i contorni di una soap opera alla beautiful. ...continua

    Dato il gran numero di pagine - scritte fitte fitte-, sento l'urgenza di compiere un esercizio di sintesi, partendo dalla fine:

    Sul finale si perde, assume i contorni di una soap opera alla beautiful.
    La parte centrale è intensa e riuscita, divertente e commuovente.
    L'inizio è accattivante, con alcuni (lunghi) momenti di noia.
    Da leggere.

    Fine

    ha scritto il 

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