Il mulino del Po

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar classici moderni, 140)

4.3
(149)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 2113 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8804420952 | Isbn-13: 9788804420958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Comprende:
1: Dio ti salvi
2: La miseria viene in barca
3: Mondo vecchio sempre nuovo

Tre generazioni di una famiglia di mugnai fluviali sulle acque e nelle terre intorno a Ferrara, in un secolo di storia d'Italia, dalla ritirata di Napoleone in Russia alla prima guerra mondiale. Il capolavoro del grande scrittore bolognese.
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  • 5

    un capolavoro dimenticato (?)

    Ho letto il primo volume e mi sono trovato di fronte a un romanzo di una potenza d'altri tempi, sospeso fra Manzoni (Lazzaro) e Verga (Giuseppe). Vedremo come sono gli altri, ma un libro così andrebbe ...continua

    Ho letto il primo volume e mi sono trovato di fronte a un romanzo di una potenza d'altri tempi, sospeso fra Manzoni (Lazzaro) e Verga (Giuseppe). Vedremo come sono gli altri, ma un libro così andrebbe letto a scuola.

    ha scritto il 

  • 4

    Eccomi giunto alla fine dell'epopea...

    Dopo tre volumi di 700 pagine l'uno, uscire da questo mondo non sará facile, i personaggi, anche se cambiati nel corso del secolo di durata della storia, mi rimarranno dentro come caratteri di un mond ...continua

    Dopo tre volumi di 700 pagine l'uno, uscire da questo mondo non sará facile, i personaggi, anche se cambiati nel corso del secolo di durata della storia, mi rimarranno dentro come caratteri di un mondo che non esiste piú ma che sa di storia, sudore e fatica.

    L'autore ci regala una storia e la storia, alternando i racconti per alleviare la fatica che spesso si incontra durante "la storia" perché oltre ad essere dettagliato e forse anche prolisso, Bacchelli trae piacere nel dilungarsi nei contenuti, senza pensare che il lettore possa essere giá sufficientemente accontentato dagli intrecci con la realtá passata.

    la "una storia" é quella di una famiglia di molinari, gente diversa dal resto del mondo contadino, gente di fiume che vive sul fiume e vive in funzione del suo lavoro, quello di macinare, ma vive anche in dipendenza dello strumento del loro mestiere, il mulino.

    Il racconto é bello ed i caratteri sono vari e ben costruiti, sempre molto precisi, sembrano quasi ripresi da persone che Bacchelli conosceva realmente, tanto sono peculiari.

    Storie positive, principalmente, ma spesso storie di sofferenza, forse la realtá di 200 anni fa era una storia di sofferenza e di poche gratificazioni.

    Comunque il giudizio non é che positivo, e chiunque avrá il coraggio di cominciare questa storia corale, sappia che ne varrá veramente la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Bene arrivato alla seconda metá del secondo volume, piccolo appunto il personaggio Peppino Scacerni é un personaggio molto Moraviano, statico e apatico nei sentimenti, quasi sociopatico. Un carattere ...continua

    Bene arrivato alla seconda metá del secondo volume, piccolo appunto il personaggio Peppino Scacerni é un personaggio molto Moraviano, statico e apatico nei sentimenti, quasi sociopatico. Un carattere molto ben costruito, é in pratica l'opposto del genitore, che se anche all'inizio aveva un carattere paragonabile a Peppino, poi é diventato molto empatico.
    Bravo Bacchelli!

    Eccoci a poche pagine dalla fine di questo secondo volume, diciamo che la frase piú bella é la seguente:

    [...]
    - Ohé quei mulini della Scacerni!
    -Siamo Noi! - rispose lo Slaná. - Che cosa vi bisogna - gridó fra le mani a tromba facetamente - dal figlio di mio padre?
    - Macinare, -rispose colui, -bel matto!
    Non sapeva di portar la vita colui; [...]

    Non vi immaginate quali sensazioni rende, la frase, arrivati fin qui nella storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo volume terminato, bello, i personaggi son positivi, tranne qualcuno.... e sullo sfondo il periodo più complesso dal punto di vista politico della nostra cara Italia.

    ha scritto il 

  • 5

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costr ...continua

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costruire da un bravo calafato il mulino S. Michele. Quattro generazioni di Scacerni si alternano al lavoro sul mulino ancorato sulla riva ferrarese del Po. Passano più di cent'anni e la storia si conclude nel 1918 ancora su un fiume, il Piave, dove il bisnipote di Lazzaro muore durante la battaglia finale della prima guerra mondiale.

    ha scritto il 

  • 4

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è ...continua

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è lezioso; per esempio invece del verbo litigare, viene usato "leticare", briaco invece di ubriaco, ecc..
    La sintassi è non raramente contorta, specie quando l'autore fa le sue chiose e i suoi commenti: in questi casi è necessario rileggere il periodo una seconda volta, a meno che io non mi sia rincoglionito improvvisamente.
    Dei tre volumi, il terzo è il meno riuscito sia per i difetti suddetti che per le considerazioni di carattere politico cha appesantiscono la lettura.
    Sembrerebbe questa una recensione negativa, ma in realtà il romanzo merita assolutamente di essere letto per tante cose per esempio lo scandaglio psicologico, la descrizione degli ambienti. Mentre lo si legge è nettissima la sensazione che si è di fronte a un romanzo di serie A.

    ha scritto il 

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