Il muro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar 73)

4.2
(1908)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Finlandese , Svedese , Spagnolo , Galego , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000033774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Paolo Caruso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Il muro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
I famosi cinque racconti de "Il muro".
Ordina per
  • 5

    Questo libro è sconcertante!

    Le diverse storie sono tutte un pò angoscianti e soprattutto le prime due hanno finali inaspettati e assurdi. In ogni racconto i protagonisti soffrono molto. Mi fa pensare a quante persone stanno male ...continua

    Le diverse storie sono tutte un pò angoscianti e soprattutto le prime due hanno finali inaspettati e assurdi. In ogni racconto i protagonisti soffrono molto. Mi fa pensare a quante persone stanno male dentro, interiormente, anche se magari non si manifesta e sembra che tutto proceda così normalmente.
    Ogni storia porta ad un percorso diverso, a volte determinato dalla casualità, come il condannato a morte che non poteva certo immaginare la decisione del compagno di cambiare nascondiglio e andare al cimitero!

    Studentessa di classe V NLA, a. s. 2016_2017

    ha scritto il 

  • 3

    Il filo conduttore del libro è il muro non solo fisico ma anche e soprattutto mentale e sociale. L’unico muro fisico vero è quello dove vengono portati i condannati a morte e nel primo racconto sembra ...continua

    Il filo conduttore del libro è il muro non solo fisico ma anche e soprattutto mentale e sociale. L’unico muro fisico vero è quello dove vengono portati i condannati a morte e nel primo racconto sembra quasi ingigantirsi man mano che ci avviciniamo all’ora dell’esecuzione. E’ un muro pieno di sangue e di ingiustizia che non lascia via di scampo. In tutti gli altri racconti gli ostacoli sono rappresentati dai muri che ci costruiamo o che lasciamo che la società ci costruisca intorno: il muro di Pietro è la pazzia che da una parte lo mantiene al sicuro e dall’altro lo allontana e distrugge chi gli sta intorno; l’ostacolo di Lulù è il corpo o meglio i corpi e tutte le complicazioni che essi si portano dietro quando si incontrano e si scontrano; nel racconto Erostrato il problema è l’accettazione, il non sentirsi esclusi in una società che non si ferma mai, il desiderio di essere visibili e non uno dei tanti; nell’ultimo brano, infine, c’è un muro che tutti incontrano e che qualcuno non arriva mai a scavalcare, l’adolescenza ovvero quel grande periodo oscuro che può pregiudicare il resto della propria vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Il muro: emblema della presa di coscienza dell’insensatezza e inconsistenza della vita. Nichilista e assurdo. Esistenziale. Oltre al lato filosofico devo dire che ho trovato lo scritto in sé per sé mo ...continua

    Il muro: emblema della presa di coscienza dell’insensatezza e inconsistenza della vita. Nichilista e assurdo. Esistenziale. Oltre al lato filosofico devo dire che ho trovato lo scritto in sé per sé molto potente, leggendolo tutto di un fiato pare di essere travolti ed abbattuti dalle stesse fatali riflessioni del protagonista. Ci si sente addosso il fiato della morte che il protagonista vede avvicinarsi pagina dopo pagina.

    La camera: Surreale, anticonvenzionale. Pone un punto di vista della malattia mentale decisamente moderno. Estraniante perché si arriva a fine racconto non riuscendo più a rintracciare dove sta la “sanità” tra i personaggi.

    Erostato: Interessante racconto. Amaro e con delle verità, ma il più debole della raccolta.

    Intimità: Da lodare per il tema anticonvenzionale all’epoca della scrittura. Molto valido dal punto di vista storico, meno interessante se lo si legge al giorno d’oggi.

    Infanzia di un capo: lo scritto che mi ha coinvolto e convinto di più. Qui filosofia, esistenzialismo si mescolano all’esperienza umana. Sartre traccia delle macro tappe nelle sviluppo del protagonista in cui, seppur semplificativamente, ci si può riconoscere ogni lettore. E’ l’individuo che si confronta con la vacuità dell’esistenza e prova a darsi un posto al mondo nei principali modi che l’essere umano ha. E infine come egli lo trova, fa riflettere su quale possa essere l’origine del male nel mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ...continua

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ameremmo"

    ha scritto il 

  • 1

    Per citare lo stesso autore: una nausea

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimast ...continua

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimasto nulla, se non irritazione per tanta pretenziositá. Forse l'autore credeva di toccare corde profonde dell'animo umano semplicemente inscenando situazioni angosciose e cruciali, come per il condannato a morte nel racconto Il muro? Non basta se ci passa sopra col suo bidimensionale e sterile stile realista senza andare un po' più sotto la superficie. I racconti vorrebbero forse scioccare il lettore per i temi trattati? Ciò era forse possibile nel lontano 39, data di pubblicazione, quando la letteratura era ancora oberata dalla censura e dalla bigotta morale coeva. Il fatto che mi sia annoiato al punto da non concluderlo dopo averlo letto la lunga e sublime opera di Mann - che pure mette il lettore a dura prova - la dice lunga.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è l ...continua

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è la mia superiorità sugli uomini? Nient'altro che una superiorità di posizione: io mi sono piazzato al disopra dell'umano che è in me e lo contemplo."

    da "Erostato"

    ha scritto il 

  • 5

    Le statue volanti

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, anco ...continua

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, ancora, ha la capacità di lasciare un segno indelebile, potente quanto quello de La nausea.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino ...continua

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino (opera dell'assurdo, il vero "dominus" dell'esistenza umana), una donna che deve lasciare definitivamente il marito per l'amante, ma che non riesce a dare un taglio netto alla situazione, un potenziale omicida seriale, odiatore della società, che deve decidersi a mettere in atto il suo piano criminoso, un giovane rampollo di famiglia benestante che, passando attraverso esperienze contraddittorie e frustranti, alla fine arriva a capire che ciò che lui vuole essere nella vita. Sartre non delude, consegnando al lettore una galleria di personaggi tipici del Novecento, il secolo dell'incertezza, che rimangono impressi nella memoria grazie a un'introspezione di eccezionale acume e profondità.

    ha scritto il 

  • 0

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si ...continua

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si spogliava, la sera, con piccoli gesti rituali, era come un olocausto."

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per