Il nome della rosa

Di

Editore: CDE

4.4
(23277)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 542 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Russo , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: A000028724 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Guglielmo da Baskerville, monaco francescano, ex-inquisitore e consigliere dell’Imperatore, si reca insieme al giovane benedettino nonché voce narrante Adso da Melk, in un’abbazia allo scopo di partecipare ad un’importante riunione che vede contrapposti i francescani, fautori della povertà del Cristo, e la delegazione papale.
Questo incontro era stato organizzato allo scopo di permettere alle due parti di trovare un accordo.
L’abbazia vive ore tormentate. Subito dopo il loro arrivo, l’Abate chiede a Guglielmo di indagare sulle cause della morte violenta di uno dei suoi conventuali.
In effetti durante la notte, Adelmo da Otranto, un giovane monaco, è caduto dall’edificio, un’imponente costruzione nella quale si trovano sia il refettorio che l’immensa biblioteca dell’abbazia.
Nonostante la libertà di movimento concessa all’ex inquisitore, si susseguono altre morti e tutte sembrano ruotare intorno alla biblioteca e ad un misterioso manoscritto.
Questa biblioteca, tra le più grandi della cristianità, è costruita come un labirinto, un luogo segreto, allo scopo di proteggerla dagli intrusi.
Non è concesso loro di visitarla: solo lo scriptorium è accessibile.
La situazione è complicata dall’imminente convegno e dalla scoperta di due eretici della setta dei Dolciniani, rifugiati presso l’Ordine dei Benedettini.
In questa atmosfera inquietante, Guglielmo e Adso si avvicinano sempre più alla verità, fino a scoprire il misterioso manoscritto…
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  • 4

    Eco ci narra la storia di due monaci che vengono ad indagare in un monastero dove ogni giorno avviene un omicidio... Trama ben congegnata, sembra un thriller e un giallo alla agatha cristhie... Ricco ...continua

    Eco ci narra la storia di due monaci che vengono ad indagare in un monastero dove ogni giorno avviene un omicidio... Trama ben congegnata, sembra un thriller e un giallo alla agatha cristhie... Ricco di descrizioni sul medioevo, Eco è un grande filologo e si vede.

    ha scritto il 

  • 1

    brutto a mio parere

    Non mi è piaciuto per niente, una scopiazzata nei personaggi da Conan Doyle (i nomi dei protagonisti sono quelli di Sherlock Holmes), un giallo avvincente (quello si) ma che delude molto. Personalment ...continua

    Non mi è piaciuto per niente, una scopiazzata nei personaggi da Conan Doyle (i nomi dei protagonisti sono quelli di Sherlock Holmes), un giallo avvincente (quello si) ma che delude molto. Personalmente non sopporto questo intellettuale del potere, e i suoi libri mi confermano nella mia opinione, sopravvalutato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il tributo ad Arthur Conan Doyle ed al suo Sherlock Holmes è evidentissimo fin dalle prime pagine. Il manoscritto è scritto in prima persona da Adso (il quale è l'equivalente di Watson). Il protagonis ...continua

    Il tributo ad Arthur Conan Doyle ed al suo Sherlock Holmes è evidentissimo fin dalle prime pagine. Il manoscritto è scritto in prima persona da Adso (il quale è l'equivalente di Watson). Il protagonista è Guglielmo da Baskerville (giusto per chiarire il riferimento all'Holmes). Forse per questo sono stata immediatamente rapita dalla storia. Tuttavia, non dovete aspettarvi una scopiazzatura di Doyle, perché non lo è assolutamnete.
    Innanzitutto, lo stile è di alto livello ed il linguaggio sublime, condito a dovere con locuzioni latine sparse qua e là.
    La mente fine ed acuta del monaco francescano conquista la simpatia del lettore da subito. E la storia è molto bella. In alcuni punti rallenta un po', soprattutto quando si filunga in riflessioni sull'eresia (in quei momenti, l'Eco-saggista vien fuori in tutta la sua potenza). Di solito preferisco l'azione e non digerisco bene i troppi dettagli storici. Per chi ama i romanzi storici, sicuramente queste digressioni saranno ben apprezzate.

    ha scritto il 

  • 5

    Umberto dovunque tu sia: grazie

    Umberto Eco non ha scritto un semplice romanzo, ha fatto un vero e proprio miracolo. Un libro che entra nelle vene, un affresco storico meticoloso e perfetto, una denuncia della figura istituzionale d ...continua

    Umberto Eco non ha scritto un semplice romanzo, ha fatto un vero e proprio miracolo. Un libro che entra nelle vene, un affresco storico meticoloso e perfetto, una denuncia della figura istituzionale della Chiesa, un trattato filosofico, un noir... è veramente un universo complesso "il nome della rosa" che è difficile da classificare in un genere letterario e recensirlo è a tratti imbarazzante, non c'è nulla da recensire. Questa è arte allo stato puro.

    ha scritto il 

  • 5

    Perfetto Perfettino

    Alcuni libri sono belli ma...
    Atri partono bene e finisco male
    Con certi ci si trova risucchiati a metà e non si riesce a finirli, e nemmeno ad abbandonarli!!!
    Ci sono quelli troppo lunghi, quelli che ...continua

    Alcuni libri sono belli ma...
    Atri partono bene e finisco male
    Con certi ci si trova risucchiati a metà e non si riesce a finirli, e nemmeno ad abbandonarli!!!
    Ci sono quelli troppo lunghi, quelli che finiscono troppo presto e quelli che "E no!!! Perché ha preso questa piega?"
    Poi arriva Eco e tira fuori un libro che è di una bellezza inspiegabile!
    Sarà che adoro i gialli? Sarà che amo il medioevo?
    Sarà, ma dopo niente è più lo stesso..

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che proietta un sapere da far arrossire...

    Recensire quest'opera non è affatto semplice, dato che viene scritta e prima ancora pensata alla fine degli anni settanta, quando accedere alle nozioni di cui si nutre era molto più complicato di ogg ...continua

    Recensire quest'opera non è affatto semplice, dato che viene scritta e prima ancora pensata alla fine degli anni settanta, quando accedere alle nozioni di cui si nutre era molto più complicato di oggi. Ammirazione per la conoscenza dell'autore, ma la storia si dipana tra un banale giallo e un thriller a singhiozzi e tutto sommato forse si può anche essere d'accordo con l'autore stesso, che lo definisce il suo romanzo peggiore. Più di due mesi per finirlo, d'altronde non può che esserne una conferma. Sarà sicuramente colpa mia!

    ha scritto il 

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