Il nostro comune amico

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi, 273)

4.4
(403)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 905 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 880605449X | Isbn-13: 9788806054496 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Lamberti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Due vicende s'intrecciano: quella del giovane Harmon, legittimo erede delle fortune paterne di cui non riesce a entrare in possesso, e la storia dell'avvocato Eugene innamorato di Lizzy. Fra tentati omicidi, cadaveri ripescati nel Tamigi, clausole legali e riconciliazioni finali, l'atmosfera del romanzo è dominata dal cupido potere del denaro. L'opera dickensiana è presentata qui con una nuova introduzione e le note al testo a cura di Carlo Pagetti.
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  • 5

    Dickens, Dickens, come ho fatto a dimenticarmi di te tanto a lungo? Era dai tempi della mia preadolescenza (Pickwick, Copperfield, Oliver Twist,…) che non prendevo più in mano un tuo romanzo.
    E che me ...continua

    Dickens, Dickens, come ho fatto a dimenticarmi di te tanto a lungo? Era dai tempi della mia preadolescenza (Pickwick, Copperfield, Oliver Twist,…) che non prendevo più in mano un tuo romanzo.
    E che meraviglia, che incanto! Più di mille pagine che scorrono come un fiume in piena, ricche di umorismo (a volte aperto, altre volte più sottilmente velato) sapientemente mescolato con il drammatico, indissolubilmente uniti nell’intrecciarsi delle trame più bieche, pagine capaci di trascinarci nella tua umanissima passione per le cause che ritenevi giuste ed oneste, di descriverci con i tratti più efficaci i più svariati personaggi di questo umano zoo, macchiette o credibili che siano, di condividere la tua indignazione di vivere in una società ipocrita, falsa, legata alle apparenze e alle convenzioni e trainata dal potere di attrazione del dio-denaro, che tutto vuole condizionare fino a travolgere ogni altro valore quale era quella vittoriana (ma non è ancora così anche per noi, adesso?), ed il tuo desiderio di vederla fustigata e sconfitta.
    E ci si stupisce ancora oggi per questa tua facilità di raccontare, di sapere intrecciare storie dentro le storie, di appassionare il lettore ( colto o ignorante che sia) ad ogni tua pagina, di sapere essere popolare e profondo allo stesso tempo.
    Dickens, tu sì, che sei un vero Maestro. Uno tra i più grandi, accanto a Shakespeare, a Cervantes, ai russi, a Flaubert e a Proust, a Balzac, a Kafka, a Melville e a Faulkner. Praticamente immortale.
    Ora capisco perché anche autori così distanti da te (p. es. Sebald, Bolano, Calvino,…) ti ponessero ai primi posti nel loro personale olimpo di letture.
    Prometto che ti leggerò ancora, e ancora, e ancora, per il mio sommo piacere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ultimo romanzo completo di Dickens. Oggettivamente l'intreccio è costruito benissimo e la lunghezza è necessaria per sviluppare al meglio la vicenda della quale sono partecipi personaggi provenienti ...continua

    L'ultimo romanzo completo di Dickens. Oggettivamente l'intreccio è costruito benissimo e la lunghezza è necessaria per sviluppare al meglio la vicenda della quale sono partecipi personaggi provenienti dalle più svariate classi sociali. Dickens non risparmia la sua critica all'educazione, alla Poor Law, al materialismo e alla frivolezza della 'Buona società'. Personalmente ho trovato alcuni passaggi lenti, ma non per questo mi è dispiaciuto, anzi lo consiglio agli amanti di Dickens.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Dickens è sempre Dickens

    Un grande affresco della società inglese di metà ottocento. In questo romanzo ci sono tutti. Dagli umili ai prepotenti. Un vero campionario di quella fauna che viveva di sotterfugi e di debiti non pag ...continua

    Un grande affresco della società inglese di metà ottocento. In questo romanzo ci sono tutti. Dagli umili ai prepotenti. Un vero campionario di quella fauna che viveva di sotterfugi e di debiti non pagati, di personaggi dal cuore nobile e pronti a rinunciare al loro status. Tutto questo in una prosa graffiante e ironica che non stanca il lettore, nonostante il numero di pagine.
    Ho faticato a metterlo in cima alle altre letture ma una volta iniziato non ho smesso di leggerlo finché non è calato il sipario.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Ai giorni nostri, ma è inutile precisare l’anno, una sera d’autunno, sull’imbrunire, una barca infangata e dall’aspetto equivoco navigava sul Tamigi fra il ponte di Southwark, che è in ferro, e quello ...continua

    Ai giorni nostri, ma è inutile precisare l’anno, una sera d’autunno, sull’imbrunire, una barca infangata e dall’aspetto equivoco navigava sul Tamigi fra il ponte di Southwark, che è in ferro, e quello di Londra, che è in pietra, con due persone a bordo......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/dickens-charles/il-nostro-comune-amico-charles-dickens/

    ha scritto il 

  • 0

    IL ROMANZO D’APPENDICE PADRE DELLE SERIE TV

    LETTO IN EBOOK____“Il nostro comune amico” (“Our Mutual Friend”) è un feuilleton o romanzo d’appendice che fu pubblicato in fascicoli a puntate nel 1864 e 1865 da Charles Dickens. In effetti, leggendo ...continua

    LETTO IN EBOOK____“Il nostro comune amico” (“Our Mutual Friend”) è un feuilleton o romanzo d’appendice che fu pubblicato in fascicoli a puntate nel 1864 e 1865 da Charles Dickens. In effetti, leggendolo pare quasi di avere davanti una serie TV, di quelle divise in stagioni, che si sviluppano puntata per puntata. Questo modo di pubblicazione (inventato da Louis-François Bertin, direttore del Journal des Débats) determina anche il tipo di opera, che somiglia appunto più a una serie televisiva che non a un film, presentando una trama principale (in questo caso, le vicende di un’eredità che sarebbe dovuta andare al figlio del defunto a condizione che questo sposasse una certa signorina Bella o, in alternativa ai due anziani servitori Boffin, con l’inconveniente che il primo erede, John Harmon, si finge morto per scoprire i sentimenti della futura moglie), cui si collegano alcune storie secondarie, come quella dell’avvocato innamorato della giovane Lizzy. Come nelle moderne serie, anche qui, in ogni capitolo, c’è qualche avventura e qualche nuovo sviluppo che pare allontanare la soluzione finale che il lettore intuisce ma viene sempre allontanata.
    Come le serie TV sono divise in Stagioni, così questo romanzo è diviso in quattro libri: "La coppa e il labbro", "Gente dello stesso stampo", "Un lungo cammino" e "Una svolta".
    Si può dire che tali programmi, come i teleromanzi e le soap opera siano i discendenti di simili romanzi d’appendice in voga a metà del XIX secolo.
    Rivolgendosi a un pubblico più distratto, in quanto potrebbe perdere qualche episodio, questo genere di romanzi, tende a creare personaggi di facile identificazione, con caratteristiche marcate, evidenziate a volte dall’uso dei soprannomi (che qui abbondano). Leggendo “David Copperfield” avevo notato come ciascun personaggio potesse ben descritto da un singolo aggettivo, tanto era netto un suo dato carattere. Ne emerge uno spettacolo forse meno fine che in altre letture, ma in cui pare di vedere il volto fortemente truccato degli attori sulla scena, rimedio dettato dall’esigenza di rendere chiare le espressioni anche al pubblico nel loggione, incapace di riconoscere i dettagli dei volti di lontano. Allo stesso modo qui i caratteri sembrano un po’ scolpiti con l’accetta piuttosto che col cesello, ma questo non va visto come un difetto dell’opera, quanto come una caratteristica implicita nel mezzo espressivo scelto, in cui ci si perde nella vastità dello sviluppo, nella moltitudine di pagine.
    Con questo suo stile un po’ popolaresco, Dickens, dal maestro che è, riesce comunque a realizzare un romanzo capace di ben descrivere e criticare la realtà sociale del proprio tempo, a creare una storia che ancora oggi è capace di attrarre e trascinare il lettore e qui, come in “David Copperfield”, il lettore si sente partecipe della vicenda, chiedendosi di volta in volta perché un dato personaggio non compia una data azione che parrebbe tanto ovvia, ma tergiversi ancora. Tra le tante, quella che mi ha lasciato più perplesso è come abbia potuto Bella Wilfer accettare di essere oggetto di un testamento, accettare di essere ingannata dall’uomo che ama e che sposa senza conoscerne la vera identità, ingannata dai suoi protettori che mettono alla prova la sua virtù non si sa bene con quale diritto e poi, quando scopre tutto l’inganno, anziché infuriarsi per la scarsa considerazione che tutti hanno per la sua intelligenza e volontà (pur ammirandone tutti l’ingenua virtù), essere tutta felice e amorevole. Insomma, cogliamo in questo personaggio tutte le contraddizioni della condizione femminile nella Gran Bretagna e nell’Europa dell’epoca.

    Le esigenze della forma adottata per la pubblicazione portano Charles Dickens a estendere il narrato ben oltre le esigenze della trama, che, in un’opera unitaria, si sarebbe potuta sviluppare assai più brevemente, senza tante digressioni (così comuni in tanti autori dell’epoca) e senza lo sviluppo di storie parallele, che distraggono il lettore e lo portano ad aspettare, arrancando con un certo fastidio per vie di campagna, che la vettura narrativa ritorni a correre spedita sulla strada maestra.

    ha scritto il 

  • 5

    come sempre una passeggiata divertente

    libro pieno di personaggi incredibili, come sempre. Tutto nasce da uno scambio di persone, in questo caso morte! e tutte le vicende ne vanno a seguire. Personaggi buoni che diventano cattivi per scher ...continua

    libro pieno di personaggi incredibili, come sempre. Tutto nasce da uno scambio di persone, in questo caso morte! e tutte le vicende ne vanno a seguire. Personaggi buoni che diventano cattivi per scherzo (lo spazzaturaio d'oro!), personaggi che da cattivi diventano meravigliosi per inganno (Bella!), personaggi cattivi che poi muoiono... insomma il tripudio dei buoni sentimenti. Ovviamente con una riflessione feroce sulla società inglese del tempo e una condanna terribile per gli ospizi dei poveri. Bellissimo! come sempre architettato da maestro!

    ha scritto il 

  • 4

    Very good, but not excellent

    There are plenty of great moments and characters in this book and the writing is superb. I also enjoyed the satirical side of the novel, sometimes hilarious.
    But, for me, there are two big flaws:
    - Th ...continua

    There are plenty of great moments and characters in this book and the writing is superb. I also enjoyed the satirical side of the novel, sometimes hilarious.
    But, for me, there are two big flaws:
    - The plot: The frame where all these actions and people are set is quite inbelieveable and absurd.
    - The depth of characters: Many of them are quite shallow and only serve as cartoons of the ideas they represent.
    Nevertheless, I encourage to read and enjoy this book.

    ha scritto il 

  • 5

    Come recensire questo capolavoro? È come un quadro di Brueghel, brulicante di personaggi più o meno grotteschi. Lo colloco alla cima della letteratura mondiale, accanto al ben più famoso David Copperf ...continua

    Come recensire questo capolavoro? È come un quadro di Brueghel, brulicante di personaggi più o meno grotteschi. Lo colloco alla cima della letteratura mondiale, accanto al ben più famoso David Copperfield.

    ha scritto il 

  • 1

    Tante le recensioni positive, tanti i commenti entusiastici, eppure io questo libro l'ho trovato di una inutilità impressionante. Personaggi scialbi e monolitici nel loro "schieramento" morale (buoni ...continua

    Tante le recensioni positive, tanti i commenti entusiastici, eppure io questo libro l'ho trovato di una inutilità impressionante. Personaggi scialbi e monolitici nel loro "schieramento" morale (buoni e vessati da una parte, cattivi e violenti dall'altra); storia banale, con una serie di dialoghi al limite dell'assurdo; traduzione che segue il livello noioso e frammentario della vicenda; brodo allungato per una vicenda che con meno personaggi e meno giri tortuosi avrebbe reso meglio.
    Ci sono momenti di "brivido" quando Dickens si ricorda di essere un buon scrittore e non solo che deve pagare le bollette di casa: momenti in cui la psicologia dei personaggi sembra prendere il sopravvento sulla banalità, oppure la feroce critica della società (i pezzi più belli sono quelli contro l'antisemitismo che a quanto pare imperava nella società inglese. Questa è la mia visione leggendo), ma sono brevi e tronchi quasi che alla fine nessuno volesse davvero interessarsi a ciò.
    Finale di resa dei conti (anche se qualche cattivo aveva iniziato a pagare dazio nella quarta sezione del libro) per tutti, con confetti e gioia per i buoni e condanna sociale per tutti gli altri, peccato che poi lo tronchi così, senza un vero senso e motivo.
    La lettura di questo libro è stato il frutto di una lettura collettiva e filologica, cercando di mantenere i ritmi del feuilleton, ed è durata 1 anno e mezzo come allora. Questo metodo non aiuta a una miglior lettura del romanzo e forse è pregiudizievole sul giudizio.
    A questo link la conclusione della lettura, mentre nella categoria del mio blog dedicata si possono trovare i vari capitoli con i commenti miei. https://amacadieuterpe.wordpress.com/2014/11/29/il-nostro-comune-amico-di-c-dickens-conclusioni/

    ha scritto il 

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