Il paese delle nevi

Di

Editore: Mondadori (Oscar - 316)

3.9
(1504)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Giapponese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Portoghese , Catalano

Isbn-10: A000055191 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luca Lamberti ; Prefazione: Aldo Tagliaferri

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 3

    Trovo che la narrativa giapponese sia così diversa da quella occidentale che, ogni volta che inizio un libro non so mai cosa aspettarmi. Mi spiazza sempre il fatto che i pochi libri che ho letto siano ...continua

    Trovo che la narrativa giapponese sia così diversa da quella occidentale che, ogni volta che inizio un libro non so mai cosa aspettarmi. Mi spiazza sempre il fatto che i pochi libri che ho letto siano più una fotografia del momento che un approfondimento delle storie, con un inizio e una fine. Ma il momento è sempre descritto con una delicatezza che non ho mai trovato altrove.
    Non sappiamo come Shimamura ha conosciuto Komako ma solo che la vuole rivedere e per far questo raggiunge un luogo di villeggiatura sperduto in mezzo alla neve per ben tre volte in meno di due anni, senza curarsi della sua famiglia. Non sappiamo nulla di Komako e di Yoko, di queste due donne di cui Shimamura subisce il fascino, anche se in modo diverso.
    Mi ha spiazzato anche il finale così repentino e inaspettato, ma come ho detto è una fotografia che cattura l'attimo e non c'è bisogno di sapere più di quello che ci viene mostrato.
    E' il primo libro che leggo di Kawabata e, sicuramente, non sarà l'ultimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Javier Marías, in “Un cuore così bianco”, rende omaggio a Shakespeare traendo il titolo del suo libro dal Macbeth: “Le mie mani sono del tuo stesso colore, ma mi vergogno di avere un cuore così bianco ...continua

    Javier Marías, in “Un cuore così bianco”, rende omaggio a Shakespeare traendo il titolo del suo libro dal Macbeth: “Le mie mani sono del tuo stesso colore, ma mi vergogno di avere un cuore così bianco”, dice lady Macbeth al marito dopo l’assassinio del re Duncan. Non ha commesso il fatto, è "innocente", ma le sue mani sono ugualmente sporche di sangue.
    Ora, il romanzo di Marías non ha niente a che vedere con "Il paese delle nevi", se non per l'evocazione del colore (e nonostante anche in Kawabata si alternino le zone di luce ed ombra, di detto e non detto, caldo e freddo). Eppure, non so come, alla fine del libro, mi sono risuonate in testa le stesse parole pronunziate da Lady Macbeth.

    Il romanzo narra la storia d’amore fra Shimamura, un esteta nullafacente, sposato, ricco, e Komako, giovane, poverissima geisha di un paese di montagna. Paese paradisiaco, dalla natura incontaminata, dove la neve raggiunge metri di altezza. Ricorda il mitico Shangri-la- nel favoloso regno perduto di Shambala- che non è poi lontanissimo dal Giappone.
    Komako conosce il compito di una geisha ed onora il proprio ruolo. Sa che nel suo Paese l’amore non è sentimentalismo arzigogolato (di tipo occidentale): l'amore è un dovere, non un diritto. E solo l'amore come dovere rende i rapporti forti e duraturi. La ragazza è ricca di un’interiorità profonda e la sua vita è tutto uno spreco di energie spese per gli altri.
    Shimamura è invece un uomo attratto dalla bellezza astratta, più che dai sentimenti. Uno che si diletta a scrivere libri sui balletti senza mai averne visto uno. Viaggiatore per noia. “Shimamura, che viveva una vita d’ozio, aveva tendenza, o così gli pareva, a perdere la propria onestà con se stesso e spesso se ne andava solo per i monti per cercare di recuperarne un poco.”

    Nel romanzo compare un'altra misteriosa ragazza, Yoko, ma non è mai ben delineata. La incontriamo vicino ad un moribondo e poi nei pressi della sua tomba. E' una sorta di fantasma, forse alter ego della protagonista, e come fantasma concluderà il racconto.

    Libro dunque (anche) di contraddizioni: tra il ghiaccio ed i vapori delle terme; tra la neve ed il fuoco dell'incendio conclusivo; tra la vita e la morte (richiamate soprattutto nelle descrizioni della natura).
    “Era la stagione in cui le tarme depongono le uova”.
    “Passava molto del suo tempo a osservare gli insetti nella loro agonia mortale”.
    “Le catene dei monti in lontananza avevano già il rosso dell’autunno nel sole morente. Quell’unica macchia di verde pallido lo colpì stranamente come il colore della morte”.

    La contrapposizione più evidente e "voluta" è tuttavia tra incipit e explicit. Dove si passa da un'atmosfera quasi onirica, contemplativa, lenta e sfumata dell'inizio, al dramma allucinante, infernale e tragico del finale.

    ha scritto il 

  • 5

     在川端康成的巧筆勾勒下,雪國的重山疊巒,隨時節展現不同風情。時而充斥夏日的濃烈嫩綠,時而積雪熠熠生輝,時而滿山楓葉爭紅;或是夕暉晚照添色,或是深沉夜影遮隱輪廓。自然景色的變化,不只反映四季流轉與晨昏交替,也暗示島村與駒子關係的演進,烘托腳色當時的心境。流水聲的甜美圓潤,是兩人於林間相會的喜悅;鏡中猶如燃燒火焰的雪,是駒子熱情的體現,也代表島村刻意維持的距離;山的這側還未下雪,象徵東京的現實生活; ...continua

     在川端康成的巧筆勾勒下,雪國的重山疊巒,隨時節展現不同風情。時而充斥夏日的濃烈嫩綠,時而積雪熠熠生輝,時而滿山楓葉爭紅;或是夕暉晚照添色,或是深沉夜影遮隱輪廓。自然景色的變化,不只反映四季流轉與晨昏交替,也暗示島村與駒子關係的演進,烘托腳色當時的心境。流水聲的甜美圓潤,是兩人於林間相會的喜悅;鏡中猶如燃燒火焰的雪,是駒子熱情的體現,也代表島村刻意維持的距離;山的這側還未下雪,象徵東京的現實生活;遠望山巒的足跡,也等同回顧共處的時光。鐵軌岔口提醒著兩人生命的分歧,但島村長久築起的心防,終於在此時崩潰,對駒子的真摯情感完全湧現,如銀河美景傾瀉心頭[1]。

     島村雖然放蕩不拘,但是他並不會脫離現實,反而因為思慮周延,於三訪雪鄉期間,不停思索兩人的將來,迴避駒子的情意。避免飛蛾產卵暗示島村太太不接受二房;流落他鄉的俄國女子彷彿帶駒子至東京後,她過些年可能遭遇的處境。所以當駒子提及藝妓菊勇的經歷,婉轉探問兩人未來的方向時,島村不敢給予正面回應,是以此時的星空與東京(元配)不同,彷彿浮在天上。島村那貫穿故事的聲聲徒勞,並不只是對駒子行為的感嘆,也是提醒他自身的枷鎖,就像「我可能不會愛你」的話語般,因為害怕失去而保持距離,因為真情所以故作絕情。

     駒子在她豐沛的熱情底下,也同樣未忘記現實的難處。她可以不惜辛苦的探訪島村,卻無法說出帶她回東京的請求;她選擇賣身籌措醫療費,而不是留在行男身旁照料。川端藉由衫林的挺拔襯托著駒子性格的堅毅,芭茅的蒼勁側寫她的外柔內剛。同時山林圍繞的村庄、神社和滑雪場,芭茅草建成的茶室,也代表她離不開此間,逃不開世俗的禮儀規範給予女子的束縛,尤其是如她這般,既無恆產又無地位的鄉間藝妓。正因為兩人都如此務實,彼此一進一退間,各自忍受著愛情的鞭撻,卻始終不肯放手。

     如同兩人名字的對應,葉子與駒子相反,活在虛無飄渺的夢幻之間,猶如鏡中之人,不屬於這個世界。她可以毫無顧忌的請求島村,帶她遠赴東京,卻不願擔任女傭或看護;她鄙夷駒子的工作,不能同理駒子的犧牲,是身為女子月賺百元,以期收支平衡的唯一選擇(插秧工日薪九角,女工六折);她可以細心照料行人,殷勤的上墳懷念,但是同住師父屋簷下多年,居然能無視大門地板上的琴盒,更別提如駒子般學習或磨練琴藝了。葉子的天真無思慮,在處處考量現實的駒子眼中,是不可理解的瘋狂,也是重責任且務實的她,未來不可避免的負擔。

     兩姝在島村眼中之美,也對應著她們的性格:葉子是靜態的、視覺的美,可以欣賞卻不能與之生活;駒子是動態的,是可以觸摸、可以聆聽的,是可以考慮共築生活的(無奈的是現實處境的不可能)。葉子的不顧一切,應該是島村所嚮往的,但也是心中覺得不可行的。我想島村對葉子的喜愛,是對駒子感情的投射,希望兩人也可如她一般,拋離所有生活上的顧忌,所以在與葉子談話後,才對駒子脫口而出,那句「好女人」的無心稱讚;所以才會在隔夜,在離別前夕的星空之下,對駒子表白情意。而這樣的表白,正是島村自己不斷嘲弄的徒勞無意義。不過我想他當時也不會在乎這點了。

     川端的小說,總是充滿的隱喻象徵,以及濃厚的舊時日本情懷,但是剝除表面的符號,潛藏作品深層的日本思想,也相當值得反覆思索玩味。例如《山之音》書寫的不只是生命與死亡,也蘊含著日式家庭中,長者權威的快速喪失,與不受寵妻子的地位低落,而由此生成兩者間的互助互憐,或是戰後與戰前兩代人,在思想、教育與生活間各種觀念上的矛盾。而《雪國》的故事裡,在島村駒子的愛情之下,在島村聲聲徒勞背後,包含著日本人中對個體概念的獨特思維。

     西方思想中,主體意識「我」是不證自明的第一因;遠東思想中,無論是佛教、道教或印度教,都在否定「我」的存在,試圖證明主體的虛幻性。但日本思維獨特之處,不同於前述兩者,不虛幻也不真實,他們的個體意識是藉由所從屬團體來定義的,可能是一個也可以是多個。這樣的思考模式,具體表現在名稱代名詞的省略,如本書的名句「穿過縣界長長的隧道,便是雪國。夜空下一片白茫茫,火車在信號所前停了下來」。所以貫穿全書的徒勞一語,我想也可解讀為島駒兩人關係的不確定,所產生的感嘆,不過由於我是閱讀譯本,這樣對文字本身進行的詮釋難免誤解。

     再次慢讀品味後,雪國故事間的精巧布置令人驚嘆,短短百餘頁的故事,川端居然能表現得如此之豐富。且不同於海明威利用冰山理論所營造的簡潔精煉,川端幽微婉轉的文字,訴說著濃烈情懷,更令我喜愛佩服。

    [1]類比夏目漱石的說法,今夜星空真美也可翻譯為I Love You。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    我們讀的是同本書嗎?讀書會選書-雪國

    雪國,有成員提出看過的評論中,舉出這本書跟日本的俳句感覺相像,有許多靜態動態的連結。有成員覺得裡面就是雪景、山景、光景映照和女人,日本文學的雪月花元素使用透徹。有成員感受到黑暗與徒勞浪費的美好,也有成員夏日讀這本書覺得很涼,本書描寫雪國的氛圍全然感受。

    景的描繪無疑的讓大家都喜歡及稱讚,但此書不只有這樣,頹廢的美感與複雜徒勞的情感在成員的討論下,讓我幫這本書大加分,以往喜歡聽書本的譬喻,我在這次討 ...continua

    雪國,有成員提出看過的評論中,舉出這本書跟日本的俳句感覺相像,有許多靜態動態的連結。有成員覺得裡面就是雪景、山景、光景映照和女人,日本文學的雪月花元素使用透徹。有成員感受到黑暗與徒勞浪費的美好,也有成員夏日讀這本書覺得很涼,本書描寫雪國的氛圍全然感受。

    景的描繪無疑的讓大家都喜歡及稱讚,但此書不只有這樣,頹廢的美感與複雜徒勞的情感在成員的討論下,讓我幫這本書大加分,以往喜歡聽書本的譬喻,我在這次討論沒有特別注意這塊,沒有想特別分析這本書的手法,我想跟書裡面的人一起沉淪感受某些無奈,或許我已感受到島村所體認的徒勞,在島村以為相熟的2人其實只是火車上相談,萍水相逢般的緣分而落淚時,我的情緒已被牽扯在內。

    一. 情感

    (一) 駒子與島村:無奈選擇下的情感。
    長老點出這本書的題材他不愛,很赤裸裸寫出男女感情中的不堪。駒子顯然是有受過教育的女性,想找到好對象,無奈在鄉下沒有適合的,所以遇到東京來的島村就被吸引。島村對駒子也是沒有其他選擇的選擇,當然駒子有吸引他的地方,只是拿來當作是玩玩的對象這是有壓力的。駒子當了藝妓之後或許島村的道德壓力減少了,他們2人之間雖有關係,卻因為駒子身分不會讓她對於他有所期待。(有成員提到駒子對島村有感情,但我其實沒感受到駒子有很喜歡島村……..)

    (二) 徒勞
    1. 把徒勞寫得很美,徒勞中的追求。
    2. 島村這樣冷眼旁觀駒子的追求與情感,認為是徒勞,卻對駒子這樣沒有結果卻又追求的徒勞看到自己本身。
    3. 鐘哥對徒勞很有感,看到書中提出徒勞也想到本身。對不知自己命運如何的小老百姓對生活的掙扎這樣的過程覺得動人。

    (三) 好姑娘、好女人:這是我看書的疑問,為什麼駒子在島村第一次說他是好女孩沒生氣、第二次聽到他說好女人氣到臉鐵青。

    (四)多角關係
    1. 師傅、行男、駒子(這段我不太清楚是怎樣的關係)
    2. 行男、駒子、葉子:駒子對行男的感情好難參透。這局判駒子勝。
    3. 駒子、葉子、島村:島村對葉子有點像得不到的最美。這局判葉子勝。

    (四) 個性對比
    駒子/葉子:駒子忌妒葉子的執著,葉子則認為自己達不到駒子的面對現實。而駒子對葉子所說的”瘋”,討論也覺得是駒子對葉子執著行男的程度認為太過。(不過我覺得駒子也是執著在生命上,讓自己活下去的執著)

    二. 分析

    (一) 時序
    時間前後順序有讓我們稍作討論,作者有跳躍。有成員不喜作者沒把時間感、距離感表現出。而駒子不像一般人好像隨時都可以出現在島村身前,也讓人覺得不合理。
    (二) 對話跳耀
    1. 有些話分不清是誰說的,有成員覺得是否駒子跟島村其實是同一人?駒子其實是島村內心的女性角色。(這好像也可以說明駒子的隨時可出現)
    2. 對話的跳躍,JESSICA感受這是留白的美。

    (三) 譬喻相同一人
    1. 葉子與駒子是同一人:駒子代表女人的外在積極、主動,葉子是代表女人的內在
    2. 島村與駒子是同一人
    (1) 有些對話像是自言自語
    (2) 島村是社會化的存在,駒子是人的內在

    (四) 最後一幕:火花、葉子死亡、銀河
    1. 把葉子的死亡描寫得很美
    2. 葉子死亡時,島村看向銀河,代表島村對葉子的感情是因為有距離而感覺美。

    (五) 對女性的描寫
    1. 以那個時代來說特別不一樣,透過島村眼睛描述,較多都是女性(因為他很愛看妹= =)
    2. 以當時女性來說,駒子無疑是主動的,但以現代的女性看起來,駒子只是被動中的主動而已。
    3. 島村對駒子、葉子的眼神。有成員覺得島村是以看物件的眼神描繪二位女人,有可能是階級由上對下的眼神,也有可能是男性對女性的性別不對等的優越感,這點男性成員跟女性成員感受不同,我自己是對島村看葉子的眼神特別感到不舒服。
    4. 讀書書會女性對作者在書中描繪的某些情節感受不好,大部分男性成員覺得訝異。在女人的美,也有一番討論,作者單純就女性外表的評斷,讓女生覺得女人就只有外表的美?但男性成員的”女人的美是崇高的”這句話我不知怎樣覺得好經典,哈哈。
    讀書會女生對女主角沒共鳴,對現代女性來說駒子還是被動被命運擺弄中多點主動,作者以當代男性文人角度看女性,以現在女生來看覺得那是對女性的印象刻板,女性在他眼裡是美、平凡、空洞。

    5. 把觸覺和視覺放置最大,用以寫書中二個主要的女人,葉子是視覺,駒子是觸覺。在描寫駒子,島村講到的部分都是要很親密的人才看的到的,在這部份很曖昧,但有些對話卻又露骨。
    6. 雅雯提出島村第一次去雪國感受到駒子的美和純真,第二去想不起駒子甚至認不出她,島村隔了一年,對美的追求,從駒子轉移到葉子身上,而駒子也因愛情而落入俗套。

    (六) 嘲諷時事
    我們都笑稱島村是假文青,他寫舞蹈的文章根本就只是到處拼湊,成員猜測是否有在影射當時的某些文人?

    (七) 東方色彩?西方色彩?
    1. 日本文學與西方文學的融合
    2. 雖有東方元素,但比較像印象派的畫,西方色彩濃厚

    (八) 結構主義
    1. 用雪開頭,用火結束。這是文藝中年男子提出,頗有趣的對照,討論了一下,也有不同感想。NANA提出雪是潔白無瑕,最後火出現雪融化,那其實非常髒的,駒子衣服的長擺沾上這些雪融之後的汙物,是否作者也在隱喻。(之後我的腦補是一開始無暇般存在的駒子,在故事最後是否在島村眼中是沾上汙垢的存在呢?)。NIDO在這段則覺得島村是雪,對生命的淡漠,火是駒子對生命的熱情無論如何都想活下去的熱情。
    2. 紅白或是紅白黑的顏色對比常出現。
    3. 昆蟲的意象,比喻生命如同巨大存在中渺小的存在。這樣的意象只有島村看到,駒子卻沒有,駒子努力寫下的筆記或許只是徒勞,沒有意義卻還是去做,讓NIDO覺得很有生命力,很棒。(有成員提到存在主義,讓我聯想到一本書卡繆的薛西弗斯的神話,只是我覺得此書的徒勞而為之寫出來的感覺跟存在主義所說的生命徒勞活出意義的感覺不太相同,這本書給我沒有正面積極反而是頹廢無奈的淒美)

    ha scritto il 

  • 4

    Il paese delle nevi è un luogo che si chiama malinconia, silenzio, abbandono. E' il riverbero di questo sentire dalle nevi al cuore dei personaggi, o forse viceversa.
    E' sempre difficile scrivere di u ...continua

    Il paese delle nevi è un luogo che si chiama malinconia, silenzio, abbandono. E' il riverbero di questo sentire dalle nevi al cuore dei personaggi, o forse viceversa.
    E' sempre difficile scrivere di un capolavoro di tale portata senza essere banali, ma queste pagine sono la magnificazione della letteratura giapponese, in tutte la sua attenzione per i dettagli, la forma, la lentezza.

    Peccato per la traduzione di Einaudi davvero mortificante. Incredibile che il libro non ne abbia ricevuta una nuova dopo tutti questi anni, direttamente dal giapponese e meno tirata via.
    Se volete leggerlo cercatevi un'altra edizione, se esiste, o almeno prendetela in inglese.

    ha scritto il 

  • 2

    Bellas palabras sin fondo

    Una gran decepción. Tiene un inicio brillante muy prometedor pero se queda en eso y en las continúas bellas metáforas que hay por todo el texto. El argumento se va desinflando y sólo tiene interés en ...continua

    Una gran decepción. Tiene un inicio brillante muy prometedor pero se queda en eso y en las continúas bellas metáforas que hay por todo el texto. El argumento se va desinflando y sólo tiene interés en como lo escribe y no lo que escribe, la forma y no el fondo, por lo menos de una forma muy sutil. Una lástima.

    ha scritto il 

  • 0

    Lentezza, intensità, silenzio. L'uso della suggestione. Mono no aware: il sentimento delle cose, i tagli e i confini, l'importanza dell'attimo. Un richiamo al romanzo di Yasunari Kawabata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    è molto bello, ma non lo rileggerò.
    Spoiler:

    per quanto i luoghi e le atmosfere siano poetiche, perfette.... non posso fare a meno di essere irritata dal grande spazio dato a Shimamura e Komako, la cu ...continua

    è molto bello, ma non lo rileggerò.
    Spoiler:

    per quanto i luoghi e le atmosfere siano poetiche, perfette.... non posso fare a meno di essere irritata dal grande spazio dato a Shimamura e Komako, la cui storia d'amore non è delle più originali, a scapito della psicosi di Yoko e del rapporto col malato, che mi sembrano più interessanti.

    ha scritto il 

  • 0

    Bello, poetico, a tratti struggente, con frasi indimenticabili.
    Quel che affascina in questo libro non è tanto la trama, se non all'inizio, quando si legge di un misterioso incontro sul treno tra il p ...continua

    Bello, poetico, a tratti struggente, con frasi indimenticabili.
    Quel che affascina in questo libro non è tanto la trama, se non all'inizio, quando si legge di un misterioso incontro sul treno tra il protagonista e una ragazza di rara bellezza, nell'aspetto e nella voce, che accudisce un moribondo di cui non è chiara l'identità: un incontro così emblematico e per certi versi anche inquietante che più che faccia a faccia, si svolge nei riflessi che si formano nel vetro del finestrino, tra occhiate sfuggenti, sguardi pressanti, pensieri, sensazioni, desideri negati; quel che affascina realmente in questo libro, dicevo, al di là della trama è lo stile dell'autore, elegantissimo, raffinato, cristallino e sognante. Le parole sono sempre leggere, sembrano tutte pesate sulla bilancia prima di essere utilizzate in una frase e la musicalità ne riempie le pagine. Non so quante volte venga nominata la parola "pelle" all'interno del testo, eppure non stanca mai: forse perché è proprio tramite la pelle che arriva al cervello questa storia d'amore insensata, destinata a perdere, tra una geisha di paese e un ricco signore di Tokyo, padre di famiglia ed emotivamente legato a un'altra donna, cosa che però non gli impedisce di perdersi nello strano delirio d'amore che la geisha Komako prepara per lui e per se stessa, con picchi di sofferenza, umiliazione grottesca, spaesamento, malinconia. A proposito della pelle, a un certo punto l'autore fa dire a Shimamura, il ricco signore di Tokyo, che se gli uomini avessero la pelle come gli orsi, spessa e ricoperta di peli, non amerebbero come invece sono capaci di amare. Mi è parso un bel pensiero questo: gli uomini amano grazie alla loro pelle sottile e sensibile, che quasi filtra le sensazioni e le restituisce al corpo sotto forma di brividi.
    La natura spadroneggia tra le pagine, i cedri sono protagonisti assoluti insieme alla neve, alla musica dei samisen e alle pareti di carta nelle case, e le emozioni latenti sono ovunque, l'autocoscienza, la riflessione, l'introspezione stanno lì a insegnare al lettore a osservare meglio il mondo, partendo da sé. Conosco ancora troppo poco di letteratura giapponese, finora ho letto solo Murakami e Ishiguro, ma almeno sono ferrata su Miyazaki e Taniguchi, loro sono amici miei, insieme a tutti gli sceneggiatori di cartoni animati ormai datati, e quel tipo di approccio malinconico e surreale alla vita che mi pare tipicamente giapponese mi è già noto in parte. Per questo non è stato difficile fare amicizia anche con Kawabata e con i suoi personaggi così complessi, contorti, che a volte ti fanno saltare i nervi e altre ti chiedi perché tu non sia tale e quale a loro nelle reazioni emotive. La sua bellezza non mi ha sorpresa, me l'aspettavo.

    (recensione di A.)

    ha scritto il 

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