Il paese delle ultime cose

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.9
(862)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 175 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Giapponese , Polacco

Isbn-10: 8877465638 | Isbn-13: 9788877465634 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Sperandini

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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  • 4

    Grottesco, ironico, una storia molto asciutta e densa, cruda e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno sp ...continua

    Grottesco, ironico, una storia molto asciutta e densa, cruda e agghiacciante, con brevi sprazzi di umanità che fanno sperare in un riscatto, in una svolta positiva nella trama. Ma quando appare uno spiraglio di luce cala subito di nuovo il buio, quando sembra di intravedere una via di fuga ci si ritrova di nuovo sull’orlo del baratro. E’ come se lo scrittore incanalasse il lettore dentro un tunnel sempre più stretto e sempre più lungo, dandogli poche possibilità di sperare. Quasi un inferno dantesco in veste moderna che sembra alludere, nemmeno tanto velatamente, a certe situazioni di miseria e degrado presenti anche nel nostro mondo reale..
    Apocalittico.

    ha scritto il 

  • 5

    Una distopia, un capolavoro

    Secondo me Paul Auster è uno dei più grandi scrittori viventi. Fatta questa doverosa premessa, il libro in questione è una terrificante distopia, che mette in scena il paese delle ultime cose ed il vi ...continua

    Secondo me Paul Auster è uno dei più grandi scrittori viventi. Fatta questa doverosa premessa, il libro in questione è una terrificante distopia, che mette in scena il paese delle ultime cose ed il viaggio di Anna, la protagonista, in questo paese, metafora non troppo velata del mondo che stiamo costruendo. Il libro è davvero incredibile, proprio nel suo mettere in scena una sorta di umanità post-umana, in un mondo che sta piano piano disfacendosi, con regole che cambiano di continuo e una realtà difficilmente afferrabile. In questo contesto, riconoscere i tratti umani in questo mondo ci affascina e ci stravolge, come sempre accade coi libri di Auster.

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo il genere distopico ma questo libro si distingue per almeno due scelte felici: l'assenza di intenti sensazionalistici che mirino allo stupore a tutti i costi; una prosa pulita, lineare, eppure ...continua

    Non amo il genere distopico ma questo libro si distingue per almeno due scelte felici: l'assenza di intenti sensazionalistici che mirino allo stupore a tutti i costi; una prosa pulita, lineare, eppure efficace e capace di disegnare situazioni e tratti personali senza sbavature di sorta.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Nel paese delle ultime cose" di Paul Auster edito Einaudi.
    Anna Blume è la nostra protagonista, partita alla ricerca del fratello scomparso.
    William era un giornalista ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Nel paese delle ultime cose" di Paul Auster edito Einaudi.
    Anna Blume è la nostra protagonista, partita alla ricerca del fratello scomparso.
    William era un giornalista partito per un reportage; il giornale per cui lavorava l'ha spedito nel Paese delle ultime cose, dove doveva raccogliere notizie e stendere un rapporto settimanale di questa terra innominata e totalmente devastata, una città apocalittica del terrore.
    Quadro storico, articoli di cultura e costume, questo era lo scopo ma dopo qualche breve dispaccio, non arrivò più nessuna notizia del ragazzo.
    Così parte la storia di Anna, storia che possiamo solo conoscere attraverso le sue parole agghiaccianti, poiché della città è rimasto davvero poco, non si può buttare via niente; merda e immondizia sono divenute risorse cruciali poiché le riserve di carbone e petrolio sono scese a livelli pericolosamente bassi e questo genere di rifiuti fornisce la maggior parte di energia e riscaldamento, quando e se, si è proprietari anche di un fatiscente appartamento.
    Le navi non possono più attraccare, niente può entrare e nulla può uscire, gli aerei sono stati dimenticati.
    La cosa essenziale è sopravvivere a un lento ma ineluttabile processo di erosione perché tutto scompare, persone e oggetti, vita e morte.
    Trascinarsi da un luogo all'altro, senza poter allontanare la sensazione di essere già morti e che nulla può riportarci in vita, chiusi in sé stessi così profondamente disgustati di sé e del mondo, o perlomeno di quel pezzetto, granello, frammento del mondo che non c'è: un nulla, una cifra di infinito.
    Poi, forse, ci si avvicina alla fine, la fine immaginaria, una destinazione che si inventa la popolazione del Paese delle ultime cose per continuare ad andare avanti fino al momento in cui ti accorgi che non vi giungerai mai.
    Il romanzo è molto sciolto, ti cattura a sè e ti trasporta in un mondo che mondo più non è, attraversando un viaggio infernale che rasenta il distopico con un tocco noir, un romanzo pieno di angoscia e senza coscienza, con qualche traccia di umanità, testimonianze di amore e di amicizia di protagonisti moderni ma dannati.
    Voto 9/10 - Voto copertina 7/10

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    Grazie lettori 💜

    ha scritto il 

  • 5

    romanzo distopico con il quale, attraverso una lunga lettera, Paul Auster fa raccontare alla sua protagonista - Anna Blume - quello che ha vissuto e quello che sta vivendo nello strano paese in cui s ...continua

    romanzo distopico con il quale, attraverso una lunga lettera, Paul Auster fa raccontare alla sua protagonista - Anna Blume - quello che ha vissuto e quello che sta vivendo nello strano paese in cui si è ritrovata andando alla ricerca dello scomparso fratello William. Un luogo che si sta sgretolando, un luogo dove le cose smettono di esistere, un luogo dove non si vive ma si sopravvive, un luogo dove anche la morte è stata, in un certo senso, sdoganata. Le parole di Anna ci trasportano nelle strade di questo strano paese e osserviamo i vari personaggi che lo popolano in quello che, in copertina, è definito come una sorta di viaggio nell'inferno dantesco con i moderni dannati. Ma qua non stiamo parlando di anime di persone morte ma di persone vive e, in mezzo a chi si arrende, c'è ancora chi tiene stretto il suo "essere umano" e non abbandona mai la speranza. Scritto in maniera ineccepibile è senz'altro una lettura che mi sento di consigliare a tutti. Paul Auster non scrive, fa opere d'arte.

    ha scritto il 

  • 4

    "Questa è Anna Blum, la tua vecchia amica da un altro mondo"

    Il genere distopico non solo mette in scena le angosce e le paure più recondite ma mette anche a dura prova tutta una serie di certezze a cui quotidianamente ci aggrappiamo. Ritengo sia importante es ...continua

    Il genere distopico non solo mette in scena le angosce e le paure più recondite ma mette anche a dura prova tutta una serie di certezze a cui quotidianamente ci aggrappiamo. Ritengo sia importante esercitarsi nella presa di coscienza della fragilità delle cose. Fermarsi a ripensare a ciò che diamo per scontato può aiutare a vivere in un modo più significativo.
    Questo è quello che cerco nella lettura del genere distopico.

    L'avvio di questa storia è un po' lento e dà l'impressione di un mancato decollo ma così non è.
    Anna Blum è partita diciannovenne per cercare il fratello scomparso in un territorio dove è noto per sommosse e sconvolgimenti della società..
    Il racconto è una lunga lettera che Anna scrive ad un amico dei tempi passati. Una lettera che non è noto se sarà spedita ed arriverà a destinazione poichè Anna ormai da tempo è prigioniera nel paese delle ultime cose: "Non credo che vi sia un modo possibile per farti giungere questa lettera. È come urlare nel vuoto, come gridare in un vasto e terribile spazio vuoto."
    Un territorio dove regna il caos, la sopraffazione e dove sovrana è la morte.
    "Poco per volta, la città ti deruba di ogni certezza. Non può mai esservi un percorso fisso e puoi sopravvivere solo se niente ti è necessario."
    Come il nome bifronte di Anna ogni inizio è la fine ed ogni fine è l'inizio. Così, ciclicamente, vede scomparire davanti a sè ogni cosa ed ogni affetto ed è costretta a ricominciare sempre da capo.
    "Chiudi gli occhi per un attimo, ti giri a guardare qualcos'altro e la cosa che era dinanzi a te è sparita all'improvviso. Niente dura, vedi, neppure i pensieri dentro di te. E non devi sprecare tempo a cercarli. Quando una cosa sparisce, finisce.". Nessuna magia, nessuna alchimia. Il mondo in cui Anna si trova è figlio della rabbia e dell'egoismo dell'uomo e che a nulla porta se non alla graduale e sistematica distruzione della società politica e d economica come la conosciamo.
    A tutto ci si abitua e si trovano soluzioni.
    La vita si riadatta alle mancanze e intanto insegna a non dare nulla per scontato neppure la vita stessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Auster è sempre Auster, anche quando scrive storie decisamente strane. Qui finiamo insieme ad Anna "nel paese delle ultime cose", una strana città dove le cose scompaiono insieme ai ricordi, ed è come ...continua

    Auster è sempre Auster, anche quando scrive storie decisamente strane. Qui finiamo insieme ad Anna "nel paese delle ultime cose", una strana città dove le cose scompaiono insieme ai ricordi, ed è come se non fossero mai esistite. Dove un oggetto qualsiasi può diventare preziosissimo e ricercato da tutti gli antiquari, dove per vivere le persone solo fare gli spazzini e i cercatori di "tesori" nascosti, dove il suicidio è legalizzato e addirittura ci sono dei gruppi organizzati per farlo assieme, dove è reato seppellire i morti perché bruciandoli si ottiene energia.
    Anna ci è finita per cercare il fratello giornalista, e poi è rimasta intrappolata lì, sforzandosi di non annullare la propria personalità nonostante tutto, cercando un barlume di umanità, di amicizia e di amore in un mondo in cui i sentimenti non esistono più e l'essere umano è solo una macchina.
    Un bel libro, dal finale un po' troppo brusco a mio avviso, sicuramente strano ma intrigante e piacevole. Forse non comincerei da questo per conoscere Auster, ma se siete appassionati della sua scrittura lucida e ben strutturata non vi deluderà.

    ha scritto il 

  • 5

    Il viaggio di Anna Blume in cerca del fratello scomparso è un po’ il viaggio di un’umanità che senza valigie arriva ad estinguersi, in un paese dove tutto scompare, dove tutto perisce, dove oltre agli ...continua

    Il viaggio di Anna Blume in cerca del fratello scomparso è un po’ il viaggio di un’umanità che senza valigie arriva ad estinguersi, in un paese dove tutto scompare, dove tutto perisce, dove oltre agli oggetti a perdersi è anche la memoria di essi, delle parole stesse e delle esperienze vissute. Nel paese delle ultime cose l’apocalisse è vicina, niente più nasce e le cose muoiono con estrema rapidità. Sopravvivere e arrancare, giorno dopo giorno, nel dispotismo dei governi che si susseguono rapidi l’uno dopo l’altro; nell’egoismo d’ogni persona che ancora cammina, sorretta soltanto dai propri bisogni; nell’incapacità di scappare, perché quel che è entrata non è anche uscita.
    Anna però è tenace, in cuor suo ha il coraggio di cercare ancora, e quel che trova in questa devastazione – facendo amicizia, innamorandosi anche – è la vita nella morte. E ce la racconta in una lunga lettera senza fine.

    ha scritto il 

  • 2

    Este libro es un derroche de pesimismo y poca coherencia. Es decir, a diferencia de otras distopías famosas, como 1984, este país te resulta total y absolutamente inverosímil. Tanto su organización je ...continua

    Este libro es un derroche de pesimismo y poca coherencia. Es decir, a diferencia de otras distopías famosas, como 1984, este país te resulta total y absolutamente inverosímil. Tanto su organización jerárquica, como los estratos de su sociedad carecen de sentido. Tampoco se lo encuentras a la protagonista, narradora de la historia, que parece que se ha contagiado del mismo sentimiento.

    El autor escribe bien. Las descripciones, aunque tristes o brutales, están muy bien hechas y el libro no aburre. Aunque esto último creo que es debido más a su corta duración que a la historia en sí.

    En cuanto a los personajes, salvo Anne, la protagonista, el resto prácticamente carecen de importancia. En cualquier caso, hay que reconocer que están poco trabajados, aunque son lógicos en el contexto del libro.

    La historia ya es otra cosa. En realidad el libro no cuenta nada. Empieza y termina, pero deja al lector igual o más desconcertado de como empezó. El final es lo peor, dado a que es totalmente abierto.

    Resumiendo, es un libro corto, bien escrito pero con una historia que carece de sentido, haciendo que la novela te resulte aburrida.

    ha scritto il 

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