Il pane di Abele

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 205)

3.7
(238)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 168 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845923584 | Isbn-13: 9788845923586 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
«Vrades pro sempere!», fratelli per sempre: questo si giurano Zosimo e Nemesio il giorno in cui quest’ultimo lascia il paesino di Crapiles per andare a iscriversi all’università di Noroddile. Zosimo, che a Crapiles ci è nato, rimarrà a fare il pastore: come suo padre, come il padre di suo padre. Sebbene così diversi, i due ragazzi sono stati amici dal giorno in cui la famiglia di Nemesio è arrivata in paese dal «continente». Ed è stato proprio il ragazzino forestiero, coi riccioli che sfuggivano da sotto il cappello foderato di pelliccia e «due occhi color prugna acerba», a staccare da una grondaia una lunga «spada di ghiaccio», a spezzarla e a regalarne una metà a Zosimo, che lo guardava stupefatto: «Questa è la spada del generale inverno,» ha dichiarato con la serietà di cui sono capaci i bambini «che si divide solo con un nuovo amico!». Da quel momento sono stati inseparabili: Zosimo ha portato Nemesio a casa sua, dove lo hanno accolto come un figlio, gli ha insegnato a mangiare formaggio di pecora con il pane crasau, e a cercare nei boschi i nidi dei colombacci. Nessun dubbio, nessun sospetto, nessun cattivo pensiero può scalfire nell’animo puro di Zosimo l’amore per l’amico. Così come nessuna malalingua potrebbe gettare un’ombra su quello per la bella Columba, di cui fin da piccolo è innamorato e che sta per diventare sua moglie. Ma Columba nasconde un segreto, che il ragazzo Nemesio condivide con lei. Il dramma scoppierà il giorno in cui, quando saranno ormai passati molti anni, Zosimo lo scoprirà, questo segreto, e deciderà di imbarcarsi per il «continente», per quella Roma dove il suo vecchio amico è diventato ministro degli Interni. In questo romanzo Niffoi ci racconta con mano sicura una vicenda di amore e di amicizia che conferma le sue straordinarie doti di narratore di storie, anzi, di vero e proprio cantastorie: uno di quelli ancora capaci di incantarci con una fantasia lussureggiante – e con la musica di una lingua che non somiglia a nessun’altra.
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    E' una storia di amicizia. Forte. Di amore. Forte. Di desiderio. Forte. In una terra che tra le parole si disegna dura, aspra, odorosa di ciliegio e neve, greggi e formaggi. Odori forti. Forti sono i ...continua

    E' una storia di amicizia. Forte. Di amore. Forte. Di desiderio. Forte. In una terra che tra le parole si disegna dura, aspra, odorosa di ciliegio e neve, greggi e formaggi. Odori forti. Forti sono i suoi uomini. Forti sono le sue donne.
    Una storia in sè semplice: due amici che si innamorano della stessa donna. Due 'vrades pro sempere', Zosimo e Nemesio, il sardo e il continentale, 'fratelli per sempre', chè l'amicizia per questa gente pare cosa preziosa. O almeno per Zosimo è così. Per Nemesio? Per lui è la solita storia: si innamora della promessa sposa dell'amico fraterno e l'amicizia svanisce, sopra un lastrone di pietra al sole, dove prende Columba un'estate.
    Storia di tradimento, doppio: quello di un fratello che poi parte per studiare, ingenuamente rimpianto e quello della sposa che fa l'amore ogni notte con due uomini, con il corpo di uno e con l'odore dell'altro.
    Amo Niffoi. Amo il suo modo di scrivere. Devo averlo già detto: ti prende e ti porta lì dove l'azione si svolge, dove i personaggi vivono, la marghiargia tzia Zirola piuttosto che don Ottavio, innamorato prete e traditore di dio. Non sono personaggi, sono persone. C'è bravura e amore per loro da parte dell'autore perchè sentimenti, movimenti, luoghi oltre che intenzioni e sogni sono così ben delineati!
    ho pensato ad un certo punto del libro, perchè leggendo questa volta avevo la sensazione di una lentezza esasperante...
    questo rispondevo.
    Intanto il tempo passa, anche nella storia: Zosimo e Columba fanno all'amore, fanno figli, lavorano e prosperano. Nemesio diventa avvocato e poi politico, a Crapiles torna per curare un bacino di voti da 'spendere' a Roma, per diventare addirittura ministro. Quando torna al paese tradisce di nuovo il fratello, lo fa in cantina di nascosto e di fretta e...Mentre infilava i lembi della camicia nei pantaloni, si leccò le labbra e sentì sapore di delusione, di quaglio guasto. Il nodo della cravatta si era allentato e tirava verso la spalla come la corda di un impiccato. Cazzo santo, aveva aspettato più di dieci anni quel momento, per scoprire che la lontananza non aiuta né l'amore né il desiderio. Cazzo d'un cazzo santissimo! Era venuto a freddo, come se qualcuno gli avesse ordinato di farlo, come se avesse goduto per conto terzi. Si ricordò della puttana tra gli alberi, di quell'amore fatto in piedi alla cagnesca. Erano lontani i giorni in cui il ciliegio regalava i suoi frutti scuri e i seni di Columba erano gonfi come vesciche piene di morbida sugna. Adesso lei era solo una cosa da possedere, da rubare a chi se l'era presa per colpa dei cattivi consigli di una fattucchiera. Adesso l'amore non c'entrava più niente, i sentimenti erano diventati altra cosa. Però Columba ancora lo ama, ancora ama due uomini contemporaneamente, dio la perdoni, finirà per perdere tutto.
    Zosimo ancora ha al collo un mezzo sesterzio, l'altro mezzo ce l'ha Nemesio...proprio quello che trova in cantina, proprio quello che gli da conoscenza e dolore, consapevolezza e preveggenza. Im questo momento, se mi chiedeste: non saprei rispondere, perchè sono al buio di una cantina, dentro un dolore infinito, a guardare la vita di Zosimo che crolla su se stessa e sul suo onore di pastore sardo per cui l'amicizia è fratellanza e l'amore di una donna è benedizione...'
    la vita ormai per lui si è fatta di acqua e sangue e la morte di terra e piombo' (pag. 154)
    Lo lascio lì Zosimo, voglio lasciarlo lì, perchè da questo punto in poi il libro precipita, niente lentezza di sole e pascolo, brucar di capre e giochi. Ora c'è solo dolore e macerie. E con Zosimo prendo anch'io l'arma di una vendetta mancata simbolo di un perdono dato, prendo anch'io la nave per il continente, incontro Nemesio e gli punto l'arma in faccia...e sparo in aria, con disprezzo perchè 'non bales su piombu de una cartuccia' . Allo sparo accorrono, mi portano in carcere, mi condannano: da terrorista, da ribelle isolano.
    E non hanno capito, non hanno visto Giuda, mio fratello, mi hanno trattato da povero Cristo. E come Cristo penserò io stesso alla mia morte, pregherò il mio compagno di cella di scrivere questa storia e poi....un chiodo arrugginito basterà per la mia croce. Giuda ora sa di essere Giuda. Caino ora sa di aver mangiato il pane di Abele dalle mani di colei che era Amore. Io so di aver pianto.
    Addio, Zosimo, che non hai più occhi per leggere la storia che ho scritto per te. Vrades pro sempere!

    ha scritto il 

  • 4

    Caino e Abele

    Due ragazzi, amici d'infanzia, tanto diversi e tanto simili, si consacrano fratelli per sempre... ma quanto dura "per sempre"?
    Esiste davvero l'amicizia pura? Libera da invidie, da gelosie?
    E l'amore? ...continua

    Due ragazzi, amici d'infanzia, tanto diversi e tanto simili, si consacrano fratelli per sempre... ma quanto dura "per sempre"?
    Esiste davvero l'amicizia pura? Libera da invidie, da gelosie?
    E l'amore? Esiste davvero? E si può dividere il cuore a metà?
    Chissà, forse dipende da noi, da chi siamo, dalle circostanze e dalle persone che incontriamo sulla nostra strada.
    Le persone, anche quelle che più amiamo, possono deluderci o, a volte, semplicemente rivelarsi per quelle che sono...

    Una storia di amicizia, amore e tradimento. Niente di originale, è vero, eppure non è banale. E il linguaggio di Niffoi è affascinante, saranno i nomi, le parole dai suoni arcaici o il modo in cui si combinano e le immagini che creano.

    (Tre stelline e mezzo)

    ha scritto il 

  • 5

    " balentia "

    Leggendo un romanzo di Niffoi, vieni proiettato dentro una Sardegna agreste, arcaica, dove i principi umani, le tradizioni assumono un valore primario, dove anche l'amicizia perde ogni significato per ...continua

    Leggendo un romanzo di Niffoi, vieni proiettato dentro una Sardegna agreste, arcaica, dove i principi umani, le tradizioni assumono un valore primario, dove anche l'amicizia perde ogni significato per uno sgarro fatto. I libri di Niffoi sembra vogliano ricordarci la vera natura dell'uomo Sardo, quella natura che oggi sembra essersi persa tra i meandri di una decadenza del combattimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Ambientato in Barbagia, tutto ambientato in una Sardegna sospesa tra l'antico e il moderno. Molto godibile, peccato che la struttura narrativa sia un po' debole, soprattutto nella seconda metà. Finisc ...continua

    Ambientato in Barbagia, tutto ambientato in una Sardegna sospesa tra l'antico e il moderno. Molto godibile, peccato che la struttura narrativa sia un po' debole, soprattutto nella seconda metà. Finisce senza colpire e senza lasciare un gran segno. Comunque merita la lettura, soprattutto se non si conosce la Sardegna barbaricina.

    ha scritto il 

  • 5

    ....un bel libro ....vero .....arido come la terra della storia .....emozionale come i personaggi che lo affollano .......un amicizia tra le sciagure della vita ....un amore di una fanciulla da divide ...continua

    ....un bel libro ....vero .....arido come la terra della storia .....emozionale come i personaggi che lo affollano .......un amicizia tra le sciagure della vita ....un amore di una fanciulla da dividere tra due pezzi di sesterzo simbolo immortale di quell'amicizia .....la credenza di quella terra .....la follia dell'amico tradito........la scalata al potere dell'amico traditore ......un'inno all'amicizia ....ma ahimè quanta vita c'è altrove.....aldilà delle nuvole .....

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di Zosimo e Nemesio, amici sin da bambini, che trascorrono l’adolescenza nella profonda campagna sarda come fratelli. Ma l’amore per la stessa ragazza e le sfortunate vicende famigliari di Neme ...continua

    Storia di Zosimo e Nemesio, amici sin da bambini, che trascorrono l’adolescenza nella profonda campagna sarda come fratelli. Ma l’amore per la stessa ragazza e le sfortunate vicende famigliari di Nemesio allontaneranno i due.

    Breve romanzo di formazione, che nonostante affronti temi narrativamente frequenti come l’amicizia fraterna, il triangolo amoroso e il tradimento, sa trovare la sua forza nello stile di scrittura. L’uso di termini sardi non pregiudica la comprensione del testo, e Niffoi ha la capacità di riuscire a descrivere con grande forza emozioni, sentimenti, odori e paesaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono avvicinata a Niffoi con un misto di paura e curiosità, dopo aver abbandonato per pigrizia qualche anno fa la lettura di un altro suo romanzo.
    L'uso del sardo mescolato all'italiano diventa ess ...continua

    Mi sono avvicinata a Niffoi con un misto di paura e curiosità, dopo aver abbandonato per pigrizia qualche anno fa la lettura di un altro suo romanzo.
    L'uso del sardo mescolato all'italiano diventa essenziale per rendere l'atmosfera di Crapiles, un paese in Barbagia, zona montuosa della Sardegna centrale. Poco aiuta il dizionario "minimo" in fondo al libro, ma alla fine ho deciso di rinunciare a capire il significato di ogni singola parola e lasciarmi trasportare dalla musicalità, dalla sensualità di questa scrittura ed è stata la scelta più saggia per apprezzare le doti del cantastorie e deliziarmi con la magia di queste pagine.
    "Crapiles è un paese attaccato a quattro natiche di collina, e le sue case sembrano ghiande che spuntano da un tronco piantato nella roccia. Fu chiamato così in tempi in cui le capre erano più degli uomini e l'aria era sempre impregnata di un lezzo di laddara, piscio e quaglio. Quando nacque Zosimo, Crapiles aveva un buon odore di resine e spezie."
    A Crapiles la natura partecipa delle vicende umane, è testimone dell'amicizia di Zosimo, figlio di pastori, autentico barbaricino, e Nemesio, che invece arriva bambino con la famiglia dal "continente" e diventerà fratello di sangue di Zosimo, che ha perso il suo vero fratello, con un giuramento di lealtà eterna: "vradres pro sempere" sarà il loro motto.
    Sono protagonisti sentimenti profondi, passioni assolute e travolgenti, l'amicizia, l'amore per la stessa donna che porterà al tradimento e a un finale inevitabile. Restano nel cuore le descrizioni degli abitanti di Crapiles e delle loro vite, l'incontro d'amore tra Don Ottavio e Maria sorpresa a rubare, la giovane Columba, di una bellezza fragrante di ciliegia, che se ne va a prendere il sole nell'orto e fa innamorare Nemesio, ma per seguire i consigli della "fattucchiera" del paese, che guarisce pecore dal malocchio e dispensa pratici consigli a giovani passionali, finisce con lo sposare Zosimo, portandosi per sempre nel cuore Nemesio.
    Così dice Don Ottavio:
    "Caro Zosimo, è il caldo che abbiamo dentro che ci tiene vivi. Il caldo dei pensieri, dell'anima. Il resto è niente, è solo acqua densa, sciroppo di amarena che va e viene per stretti cunicoli."

    ha scritto il 

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