Il panettone non bastò

Scritti, racconti e fiabe natalizie

Di

Editore: Mondadori

3.8
(158)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 178 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804534788 | Isbn-13: 9788804534785 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Lorenzo Viganò ; Illustrazione di copertina: Dino Buzzati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Trentatré racconti che, a partire dagli anni Trenta alla morte, Buzzati dedicòal Natale: c'è il ricordo del suo primo Natale adolescenziale senza il padre,una riflessione sulla tecnica dei regali, una fiaba illustrata dallo stessoscrittore bellunese. E ancora, il racconto scritto a bordo dell'incrociatoresu cui Buzzati prestava servizio come inviato di guerra, una poesia su GesùBambino. Ne risulta un lungo viaggio nel mondo di un grande scrittoreattraverso la lente di un argomento che lo ha sempre stimolato, offrendogli lospunto per considerazioni più ampie. Una raccolta di pagine toccanti chedisegnano il ritratto di un uomo e della sua vita, svelata attraversoabitudini, contraddizioni e meraviglie del Natale.
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  • 4

    Parecchi articoli, la maggior parte dei quali apparsi sul Corriere della Sera, riguardanti il Natale. Interessante notare il filo che li lega tutti e cioè quella festa che nello spazio e nel tempo ha ...continua

    Parecchi articoli, la maggior parte dei quali apparsi sul Corriere della Sera, riguardanti il Natale. Interessante notare il filo che li lega tutti e cioè quella festa che nello spazio e nel tempo ha ripudiato le proprie origini povere, tranquille e resta solo un giorno di assurda bontà, calato tra i restanti giorni della vita frenetica e densa di cattiveria.

    ha scritto il 

  • 4

    Natale per ogni stagione

    Quando si sa di non essere obiettivi, credo sia corretto dichiararlo. E se commento Buzzati io non sono obiettivo, dal momento che è il mio autore italiano di riferimento. Più che i romanzi “Il desert ...continua

    Quando si sa di non essere obiettivi, credo sia corretto dichiararlo. E se commento Buzzati io non sono obiettivo, dal momento che è il mio autore italiano di riferimento. Più che i romanzi “Il deserto dei tartari” e “un amore” lo apprezzo nei racconti nei quali si sente forte la capacità di creare atmosfere sospese, quelle che fanno vedere e sentire ovunque una nebbia sottile.
    “Il panettone non bastò” è una delle tante raccolte che sono state edite mettendo insieme suoi scritti, racconti e articoli di giornale.
    L'ho letto adesso, a primavera iniziata, ma nonostante si tratti di storie e piccoli scorci di vita che girano intorno al Natale, non mi sembra che possa considerarsi fuori stagione. Non sono racconti di Natale come ci si potrebbe aspettare da altri scrittori, non è Dickens, per capirci; è triste, melanconico, rassegnato. È Buzzati.

    ha scritto il 

  • 2

    Un Buzzati su commissione

    Prestatomi da un'amica buzzatiana, è stato un passatempo del periodo festivo natalizio. Sono per la maggior parte articoli scritti dal nostro in occasione del Natale su vari giornali per i quali ha co ...continua

    Prestatomi da un'amica buzzatiana, è stato un passatempo del periodo festivo natalizio. Sono per la maggior parte articoli scritti dal nostro in occasione del Natale su vari giornali per i quali ha collaborato e risentono di questa origine su commissione. Ovviamente il livello dei vari pezzi è molto diverso anche perché coprono un periodo che va dagli anni trenta ai primi anni settanta, tuttavia in tutti è presente lo scrittore curioso della cronaca e della gente che la abita e sempre ironico, spesso fino al surreale. Interessante la prefazione del curatore che illumina il modo in cui Buzzati viveva questa Festa; non resta che un esercizio da fare nel compare ciò che emerge da quelle lontane cronache con l'attuale schizofrenico modo in cui la nostra società occidentale vive il Natale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio terzo libro di Buzzati.
    Questo è diverso, un'antologia ricca di racconti sul Natale.
    Quasi tutti mi sono piaciuti. Molto curata la prefazione che spiega dettagliatamente lo stato psicologico de ...continua

    Il mio terzo libro di Buzzati.
    Questo è diverso, un'antologia ricca di racconti sul Natale.
    Quasi tutti mi sono piaciuti. Molto curata la prefazione che spiega dettagliatamente lo stato psicologico dell'autore nei suoi vari racconti.
    Ritorna anche qui il tema principale del Buzzati "l'attesa" deve essere la sua parolina magica...e poi tanta melanconia e anche paranoia...Eppure nonostante il male di vivere scrive in modo semplice ma efficacemente geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    In questi 33 racconti sul Natale (scritti a partire dagli anni ’30 fino alla morte di Buzzati) c’è il ricordo dell’adolescenza senza padre, una fiaba illustrata da lui stesso, una poesia su Gesù Bamb ...continua

    In questi 33 racconti sul Natale (scritti a partire dagli anni ’30 fino alla morte di Buzzati) c’è il ricordo dell’adolescenza senza padre, una fiaba illustrata da lui stesso, una poesia su Gesù Bambino, la struggente malinconia del primo Natale senza la madre; c’è una riflessione sulla tecnica dei regali e quella del presepe, un racconto scritto a bordo dell’incrociatore su cui prestava servizio come inviato di guerra oppure un insolito Natale ad Addis-Abeba; c’è la denuncia del consumismo sfrenato, il rifiuto della “bontà ad orologeria”, della superficialità, dell’ipocrisia.
    Buzzati è arguto, amaro, realista, burbero, forse un po’ cinico, ma anche fantasioso, sensibile, perfino candido.
    Buon Natale a tutti!

    Che scherzo!

    E se poi venisse davvero?
    Se a quell’ora precisa
    mentre la nebbia oppure la pioggia nera
    oppure comunque le caligini il fetido l’incubo nero
    della notte sopra la pianura dell’umidità e dell’espansione economica
    l’arcipelago delle luminarie
    sempre più denso verso il centro
    specialmente i cinema i bar le stazioni di servizio
    e poi nel cuore della città
    la massima concentrazione di luci
    di lusso di soldi di gioia di vizio
    se nei palazzi cascine falansteri
    attraverso le illusioni e i misteri
    lui davvero venisse?
    Che scherzo pericoloso, eh?

    Perché dicono dicono ma
    non ci crede più nessuno.
    Il proprietario del magazzino fumoso
    di articoli da regalo
    non ci crede, e ne ride bonario
    con le clienti in visone
    anche il negoziante di giocattoli
    sollevato dall’andamento straordinario
    degli affari nonostante la recessione.

    Non ci crede il capofamiglia
    né lo scapolo né il coniugato
    né il vecchio zio né la figlia,
    neppure la mamma sebbene
    tenendoli sulle ginocchia
    abbia dettato ai bambini le lettere
    col presepio e il bordo dorato
    destinazione Paradiso
    in franchigia, senza riflettere
    al rischio della mistificazione.

    Non ci crede neanche don Saverio
    il buon prevosto della parrocchia
    non basta infatti la fede
    per prendere veramente sul serio
    questa antica superstizione.

    E neppure ci credono i bambini
    che avrebbero sufficiente ingenuità
    voglia di miracoli, di fantasia
    di mostri, di favole, ma
    ci fu quel sorriso speciale
    della mamma così ambiguo e allora
    nacque in loro l’ipocrisia
    per la prima volta, con la paura
    tipicamente italiana
    di passare per cretini.

    Neanche loro dunque ci credono più
    che alla mezzanotte del venti-
    quattro carico di regali
    in carte d’oro e d’argento
    fra un grande sbattere d’ali
    (ci saranno anche gli angeli, no?)
    arriva il Bambino Gesù.

    E se invece venisse per davvero?
    Se la preghiera, la letterina, il desiderio
    espresso così, più che altro per gioco
    venisse preso sul serio?
    Se il regno della fiaba e del mistero
    si avverasse? Se accanto al fuoco
    al mattino si trovassero i doni
    la bambola il revolver il treno
    il micio l’orsacchiotto il leone
    che nessuno di voi ha comperati?
    Se la vostra bella sicurezza
    nella scienza e nella dea ragione
    andasse a carte quarantotto?
    Con imperdonabile leggerezza
    forse troppo ci siamo fidati.

    E se sul serio venisse?
    Silenzio! O Gesù Bambino
    per favore cammina piano
    nell’attraversare il salotto.
    Guai se tu svegli i ragazzi,
    che disastro sarebbe per noi
    così colti così intelligenti
    brevettati miscredenti
    noi che ci crediamo chissà cosa
    coi nostri atomi coi nostri razzi.
    Fa piano, Bambino, se puoi.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelline perchè Buzzati è sempre Buzzati. Però forse mi aspettavo qualcosa di più. Sarà per il mono-tema, sarà perchè orami sono abituato agli alti livelli dell'autore, sarà...
    Vabbè comunque alcune ...continua

    4 stelline perchè Buzzati è sempre Buzzati. Però forse mi aspettavo qualcosa di più. Sarà per il mono-tema, sarà perchè orami sono abituato agli alti livelli dell'autore, sarà...
    Vabbè comunque alcune pagine di profonda conoscenza dell'animo umano e di sano cinismo ci sono.
    Buona lettura

    ha scritto il 

  • 4

    leggetevi "Troppo Natale"

    Questo libro, in linea di massima non il più riuscito dell'autore, ovviamente, per me ha un fascino particolare.
    Alle elementari c'era nel mio libro di lettura di scuola il succitato racconto. Non ric ...continua

    Questo libro, in linea di massima non il più riuscito dell'autore, ovviamente, per me ha un fascino particolare.
    Alle elementari c'era nel mio libro di lettura di scuola il succitato racconto. Non ricordavo di chi era, ma ne ricordavo perfettamente lo stile e i protagonisti e a decenni di distanza, contro ogna aspettativa, l'ho finalmente intercettato e riletto.
    Da piccola mi ispirò pensieri malinconici sul Natale, oggi anche di più, pensando che non siamo utenti , ma clienti o peggio ancora consumatori...
    Ci dovremmo indignare ad essere chiamati così, mentre invece ci beiamo come pecore di perseguire l'acquisto dell'ultima imperdibile boiata. Intendiamoci, consumo anche io come tutti, ma dovremmo forse considerare che è un mezzo non un fine il farlo.

    ha scritto il 

  • 2

    Quasi temi scolastici svolti da ragazzini di terza media che chiedono al Bambin Gesù di camminare piano, quando verrà, e osservano le vetrine dei negozi svuotarsi sotto il verde e rosso agrifoglio. Si ...continua

    Quasi temi scolastici svolti da ragazzini di terza media che chiedono al Bambin Gesù di camminare piano, quando verrà, e osservano le vetrine dei negozi svuotarsi sotto il verde e rosso agrifoglio. Si salva il racconto che dà il titolo alla raccolta (titolo splendido), ma le poesie e i disegni collaborano ad abbassare la serietà della cosa, che sfiora la porcheria.

    ha scritto il 

  • 4

    Esilarante, ironico, riflessivo, cinico, realista, fantastico: un mix di generi per questi racconti di Natale di Buzzati, pubblicati nell'arco di un trentennio su giornali e riviste. Il Natale più ver ...continua

    Esilarante, ironico, riflessivo, cinico, realista, fantastico: un mix di generi per questi racconti di Natale di Buzzati, pubblicati nell'arco di un trentennio su giornali e riviste. Il Natale più vero di uno scrittore che non lo aveva mai festeggiato.

    ha scritto il 

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