Il persecutore

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago, 19)

4.0
(205)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 103 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806165011 | Isbn-13: 9788806165017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cesco Vian

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Musica

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Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1959, "Il persecutore" fa rivivere la figuradi Charlie Parker in un racconto che è al tempo stesso biografico einterrogazione in forma narrativa sull'irriducibile alterità del genioartistico. La figura tragica di Charlie Parker, rinominato Johnny Carter, siincrocia nel racconto con quella cinica e razionale di Bruno, il criticomusicale affascinato dall'artista maledetto, ma anche desideroso dicannibalizzarlo, di appropriarsi della sua magia.
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  • 5

    Autore: argentino (1914-1984). Romanzo breve. Disegni di José Munoz.

    Due ingredienti eccezionali: un grande scrittore ed un grande musicista.

    Un’arte difficile da raccontare perché inafferrabile: la m ...continua

    Autore: argentino (1914-1984). Romanzo breve. Disegni di José Munoz.

    Due ingredienti eccezionali: un grande scrittore ed un grande musicista.

    Un’arte difficile da raccontare perché inafferrabile: la musica.
    Certo ci sono gli spartiti e le registrazioni (soprattutto per il jazz con la sua tipicità che è l’improvvisazione).
    Ma la musica sfugge a tutto ciò. C’è qualcosa legato allo strumento, un’imponderabile vibrazione trasmessa dall’esecutore, un suo colore.

    Nel jazz strumento e musicista sono strettamente legati, ancora di più che nella musica classica. Per la sua storia i musicisti sono stati spesso absolute beginners, negri, di bassa istruzione (anche nulla) e di bassa estrazione sociale. Lo strumento diventava la voce con la quale esprimevano sé stessi o la loro storia o i loro sogni o semplicemente il fatto di esistere. Poi, ovvio, pane e companatico.
    Senza quello strumento semplicemente non esistevano.
    Naturalmente il tempo ha cambiato molte cose …..

    Sintomatico che Johnny Carter (Charlie Parker) lo perdesse spesso il sax, esattamente come si perdeva lui.
    E il sax non aveva il suo nome sopra, suonava con quello che gli capitava.
    In ogni caso ciò che ne usciva era lui, la sua musica di domani.
    Forse c’è qualcosa di impudico nell’ascoltare l’anima di un uomo.

    Il romanzo è una biografia che parla di una biografia, quella che il narratore ha scritto su Johnny Carter e che descrive un uomo qualsiasi in grado di suonare cose geniali. Questa biografia non completerà la precedente.
    A nessuno interesserebbe: “”il pubblico vuole jazz, ma nessuna analisi musicale o psicologica ….. le mani che segnano il ritmo, le facce che si rilassano beate, la musica che passeggia sulla pelle …e poi basta, niente ragioni profonde.”””

    11.07.2016

    ha scritto il 

  • 5

    Che scrittore, che immersione nella Parigi del tempo, gli anni 50, che qualità. Si, un grande racconto, gli ultimi mesi di Charly Parker, il genio del jazz americano e mondiale, l'uomo che col suo sa ...continua

    Che scrittore, che immersione nella Parigi del tempo, gli anni 50, che qualità. Si, un grande racconto, gli ultimi mesi di Charly Parker, il genio del jazz americano e mondiale, l'uomo che col suo sax ha rivoluzionato la musica del tempo. Scritto in prima persona, il critico protagonista coglie con originalità e sensibilità le problematiche, le visioni e la filosofia di Parker, pur sapendo che tutta quella ricchezza non troverà posto nel mondo. Cortazar è un genio che scava nella psiche umana e ce ne restituisce gemme straordinarie.

    ha scritto il 

  • 5

    La triste verità, Lover man

    “Io credo che la musica aiuti, sai. Non a capire, perché in realtà non capisco nulla”. Si picchia sulla testa con il pugno chiuso. La testa risuona come una noce di cocco. “Non c'è nulla qui dentro, B ...continua

    “Io credo che la musica aiuti, sai. Non a capire, perché in realtà non capisco nulla”. Si picchia sulla testa con il pugno chiuso. La testa risuona come una noce di cocco. “Non c'è nulla qui dentro, Bruno, nulla di nulla. Questa non pensa né capisce nulla. Non ne ho mai avuto bisogno, a essere sinceri. Io comincio a capire dagli occhi in giù, e più scendo meglio capisco. Ma non è davvero capire, su questo sono d'accordo”.

    Il protagonista del racconto El Perseguidor, pubblicato nel 1959 nella raccolta Le armi segrete e qui trasformato dalla traduzione di Ilide Carmignani ne L'inseguitore e splendidamente illustrato da José Munoz, è Johnny Carter, ritratto e omaggio al fantastico e geniale sassofonista e jazzman Charlie “Bird” Parker, che rivoluzionò con gli incantesimi e le magie del bebop il volto jazzistico della composizione e che fu fedele fino alla morte alla sregolatezza, alla follia, alla droga e alla miseria. Era un artista maledetto, mezzo matto, un musicista eccelso con un daìmon di una potenza sovrannaturale, un uomo fragile al quale la realtà sfugge e gli lascia in cambio una specie di parodia che lui trasforma in speranza. Carter aveva per sé il suo quarto d'ora da un minuto e mezzo, nella musica e nella vita: lo scorrere soggettivo e irregolare del tempo, la percezione corporea, la sospensione o l’inversione del flusso, verso l'infinito. Cortàzar riflettendo sulla relazione tra natura sciamanica dell'arte e consistenza onirica della materia biografica (nel rapporto soggetto-oggetto, creazione-distruzione) di lui dice evocando poesia e surreale: una lepre che corre dietro a una tigre che dorme. Bird per Cortàzar è l'altro lato delle cose, quello invisibile, è talento e divinità, marijuana e assurdo, ricaduta schizofrenica e Dylan Thomas, maschera, specchio e povero diavolo, sesso, febbre, alcol e insonnia, un cacciatore senza gambe e senza braccia, un profeta ribelle e ossessivo, vittima dell'attimo e dell'eroismo creativo. Un uomo che non si vuole mai arrendere, che non vuole inginocchiarsi, nemmeno di fronte alla morte: in questo è un figura tragica, contiene un'alterità irriducibile e senza compromessi. Juan Carlos Onetti fu così colpito e sconvolto da questo testo che, dopo averlo letto, andò in bagno e spaccò lo specchio con un pugno, prima di scrivere a Cortàzar per comunicargli entusiasmo e ammirazione. Certo perché in queste pagine c'è molta passione e c'è la furia della parola, della necessità di raccontare, qualcosa che deve emergere, deve essere espresso, in una improvvisazione immediata e impulsiva. Carter è un uomo che non pensa, ma sente, un cronopio; sente attraverso le note, gli amori, gli eccessi, la disgrazia; una vicenda di vocazione, allusiva e plurale: tutto è proiezione di un desiderio insoddisfatto, di quella ansia di libertà che rimane inaccessibile e inesistente. Mentre Cortàzar parla di un esilio interiore che precede una sparizione, ci siamo sentiti chiusi e imprigionati in una illogica stanza d'albergo, nel fossile di un ospedale psichiatrico o in un labirinto di dolore e lutto. Fino a quando non è arrivata la musica del racconto. E così noi lettori siamo complici e ascoltatori, attraversiamo gallerie e passaggi e ci troviamo completamente catturati dal senso del tempo così intensamente cercato e inseguito.

    “Ora so che non è così, che Johnny insegue invece di essere inseguito, che tutte le cose che gli stanno capitando nella vita sono gli imprevisti del cacciatore e non dell'animale braccato. Nessuno può sapere cos'è che insegue Johnny […].”

    http://www.edizionisur.it/sotto-il-vulcano/26-04-2016/inseguendo-linseguitore/
    http://www.edizionisur.it/sotto-il-vulcano/23-03-2015/il-passeggero-cortazar/

    ha scritto il 

  • 5

    Riletto nella bellissima nuova edizione arricchita dai disegni di Munoz, l'ho ancora più apprezzato. Da consigliare anche lo spettacolo di teatro jazz Il persecutore di Vinicio Marchioni con un impres ...continua

    Riletto nella bellissima nuova edizione arricchita dai disegni di Munoz, l'ho ancora più apprezzato. Da consigliare anche lo spettacolo di teatro jazz Il persecutore di Vinicio Marchioni con un impressionante Francesco Cafiso. In tutte le diverse forme questo testo è di una profondità di un fascino indimenticabili

    ha scritto il 

  • 4

    La scrittura di Cortàzar e le illustrazioni di Munoz rendono questo racconto...un gioiello!
    Adoro il jazz e tutto quello che ruota attorno a questo genere musicale...che spesso si trasforma in genio e ...continua

    La scrittura di Cortàzar e le illustrazioni di Munoz rendono questo racconto...un gioiello!
    Adoro il jazz e tutto quello che ruota attorno a questo genere musicale...che spesso si trasforma in genio e sregolatezza...Cortàzar esprime tutto questo perfettamente!

    ha scritto il 

  • 5

    SUBLIME

    Questa nuova traduzione de L'inseguitore (1959), proposta insieme alle illustrazioni di José Munoz è una vera delizia!!!
    Il piacere derivante dalla lettura delle parole di Cortàzar si fonde con quello ...continua

    Questa nuova traduzione de L'inseguitore (1959), proposta insieme alle illustrazioni di José Munoz è una vera delizia!!!
    Il piacere derivante dalla lettura delle parole di Cortàzar si fonde con quello derivante dalle immagini di Munoz. Ancora una volta una conferma del valore dell'editore SUR. Questa operazione è simile a quella (ancora più riuscita) dell'abbinamento Murakami Haruki - Lorenzo Ceccotti (la strana biblioteca) e può rappresentare un filone da seguire per gli editori e gli autori. La sinestesia tra parole e immagini è efficace e coinvolgente.
    Per quanto riguarda la parte letteraria lo stile di Julio Cortàzar lo pone ai vertici della letteratura e il racconto sembra scritto ieri. Straordinarie le capacità evocative e mi sono tornati alla mente, in ordine sparso e per motivi diversi, grandi film come Bird (C. Eastwood), Cotton Club (F.F. Coppola), Midnight in Paris (W. Allen); e il grande Paolo Conte, le sue canzoni, il suo libro Razmataz - Commedia musicale (Umberto Allemandi & C. - 1989).
    I ragazzi scimmia del jazz di Conte (che immagino abbia letto Cortazàr) animano le pagine de "L'inseguitore", la storia disperata di Johnny Carter (pensando a Charlie Parker), i suoi ultimi giorni, il suo addio.
    Indimenticabili tutti i co - protagonisti; struggenti i dialoghi con l'io narrante con riferimento alle urne di ceneri nei campi, alla stella d'Assenzio, al rapporto con Dio - al di là della porta!!!
    Un libro indimenticabile da leggere, rileggere e suggerire a tutti coloro che amano la letteratura, anche a coloro che non frequentano il jazz...!

    Blue Tango

    ha scritto il 

  • 5

    Il Duo

    Nuova veste per uno fra i racconti più noti di Julio Cortázar. Sul racconto c'è ben poco da dire se non di raccomandarne la lettura. I disegni di Muñoz invece non solo arricchiscono e integrano il ra ...continua

    Nuova veste per uno fra i racconti più noti di Julio Cortázar. Sul racconto c'è ben poco da dire se non di raccomandarne la lettura. I disegni di Muñoz invece non solo arricchiscono e integrano il racconto, ma lo risvegliano visivamente. Un Duo da inchiostro magico.

    ha scritto il 

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