Il peso della farfalla

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.6
(4100)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807017938 | Isbn-13: 9788807017933 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Animali , Filosofia

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Descrizione del libro
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. “La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”
Il peso della farfalla è un racconto, una storia breve, ma, come la montagna di cui parla De Luca, allude a una durata, a un’immensità memorabili.
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  • 4

    Il mio primo Erri de Luca

    Questo è il primissimo romanzo di Erri de Luca che leggo. Folgorata fin dalle prime pagine, per il peso della leggerezza con cui scrive, proprio come la farfalla che si adagia sulle corna del Re dei ...continua

    Questo è il primissimo romanzo di Erri de Luca che leggo. Folgorata fin dalle prime pagine, per il peso della leggerezza con cui scrive, proprio come la farfalla che si adagia sulle corna del Re dei Camosci. Coinvolgente: finisci in alta montagna, al freddo, senza neanche rendertene conto. E se pensiamo che l'autore è di Napoli, bisogna anche fare i conti con tutta la sua esperienza sulla montagna, ne parla come se ci fosse nato. Credo di essermi appena innamorata.

    ha scritto il 

  • 3

    Il RE dei camosci è cresciuto senza guide, perciò si è inventato le sue regole ed è divenuto il più forte. Ora un branco tutto suo gli è attorno. Ma capisce che quello che sta per affrontare è il suo ...continua

    Il RE dei camosci è cresciuto senza guide, perciò si è inventato le sue regole ed è divenuto il più forte. Ora un branco tutto suo gli è attorno. Ma capisce che quello che sta per affrontare è il suo ultimo novembre, ormai troppo vecchio per vincere un eventuale duello con uno dei suoi figli. Il CACCIATORE ha ucciso più di trecento camosci, l'unico che gli sia sfuggito è il re. Vive solitario sulla montagna, pochi e rari contatti con il villaggio vicino. Anche lui capisce che quello sarà il suo ultimo novembre, ormai colpito dall'affanno della vecchiaia. E così si fronteggiano, in un presente fin troppo reale. Il cacciatore spara un colpo dritto al cuore del re, e se lo carica in spalla per andare a seppellirlo. Ma quando una farfalla, che è sempre stata col camoscio, si posa sul corno, ecco che anche il cuore del cacciatore cede. Uniti nella vita e nella morte.

    La pecca principale consiste nell'antropoformizzazione del camoscio, nell'attribuire all'animale la ricerca di vendetta, di perdono, di solitudine. Una breve favola sul rispetto reciproco tra uomo e natura.

    * Non erano coraggiosi, erano molti, valore che dà forza ai più deboli.
    * In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove.
    * Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare.

    ha scritto il 

  • 2

    Erri...

    Dopo aver letto e apprezzato quasi tutti i suoi libri, ho deciso di fermarmi qui a "Il peso della farlfalla".
    Erri De Luca comincia ad essere ripetitivo nella costruzione della frasi, neile metafore u ...continua

    Dopo aver letto e apprezzato quasi tutti i suoi libri, ho deciso di fermarmi qui a "Il peso della farlfalla".
    Erri De Luca comincia ad essere ripetitivo nella costruzione della frasi, neile metafore utilizzate, nei concetti espressi.
    Tutta questa prolificità (per volontà del mercato?) rischia di essere il vero boomerang di molti, buoni scrittori come De Luca.

    ha scritto il 

  • 4

    I Re della montagna

    Una sorta di parallelismo tra due Re ( a loro modo) della montagna.
    Da una parte un Camoscio diverso da tutti. Forte, intelligente e vecchio ormai. Solitario, nella conoscenza che ormai il suo tempo s ...continua

    Una sorta di parallelismo tra due Re ( a loro modo) della montagna.
    Da una parte un Camoscio diverso da tutti. Forte, intelligente e vecchio ormai. Solitario, nella conoscenza che ormai il suo tempo sta per finire ed è stanco di sfide per il comando.
    Dall'altra parte un vecchio uomo,consumato dalla montagna, capace di arrampicate e di cacciare dove altri non osano arrivare.
    Le loro strade proseguono parallele fino a incrociarsi definitivamente.
    Un libro breve, ma molto profondo. Erri De luca è capace di regalare sempre emozioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura densa, da leggere e rileggere, per trovarvi ogni volta qualcosa in più, in una piega prima non colta. Una lettura da gustare con tutti i cinque sensi. Breve ma ponderoso. L'ho ricevuto come ...continua

    Scrittura densa, da leggere e rileggere, per trovarvi ogni volta qualcosa in più, in una piega prima non colta. Una lettura da gustare con tutti i cinque sensi. Breve ma ponderoso. L'ho ricevuto come regalo di Natale da una collega di lavoro gerarchicamente più in alto di me, dalla quale non mi sarei aspettata nulla. L'ho lasciato da parte e l'ho letto "al momento giusto": un paio di estati più tardi, quando una farfalla bianca mi si presentava insistentemente sotto diverse forme, nervosamente svolazzante sul balcone o per strada, o immortalata tra le pagine di un libro (questo) o di una poesia (Szymborska).

    ha scritto il 

  • 4

    Incontro di due solitudini

    Il racconto è carino ed è pure un pò strano lo svolgimento della narrazione. Direi che secondo me lo possiamo suddividere in due parti. Nella prima parte i fatti sembrano avvenire con lentezza ma racc ...continua

    Il racconto è carino ed è pure un pò strano lo svolgimento della narrazione. Direi che secondo me lo possiamo suddividere in due parti. Nella prima parte i fatti sembrano avvenire con lentezza ma raccontati velocemente. E' come vedersi scorrere un immagine diversa nella mente per ogni frase, ma niente di dettagliato. La seconda parte, invece, è più dettagliata e "piena".

    ha scritto il 

  • 5

    [...] I luoghi pittoreschi descritti in maniera impeccabile ed esperta da De Luca permettono al lettore di addentrarsi in un’atmosfera di magica irrealtà, facendolo immedesimare nella narrazione, port ...continua

    [...] I luoghi pittoreschi descritti in maniera impeccabile ed esperta da De Luca permettono al lettore di addentrarsi in un’atmosfera di magica irrealtà, facendolo immedesimare nella narrazione, portandolo a conoscere in toto i due protagonisti che, spinti involontariamente da una forza ignota quale forse è il destino, si inseguono in maniera ininterrotta, mai incontrandosi, fino al momento in cui si troveranno faccia a faccia a fronteggiare ciò che il fato ha voluto riservare loro. Proprio in questo istante che andrà a decretare tutti i risvolti di questa storia, la farfalla e il suo “peso” giocheranno un ruolo fondamentale: questo grande scrittore sembra volerci dire come un esserino piccolo e forse insignificante quale è questo insetto possa invece avere una certa valenza, una rilevanza da un lato imprevista, ma dall’altro abbastanza significativa da non passare inosservata, né agli occhi del lettore né a quelli onniscienti del “capomastro”, definizione con la quale il cacciatore battezza il Creatore. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/?p=861

    ha scritto il 

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