Il peso della farfalla

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.6
(4123)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8807017938 | Isbn-13: 9788807017933 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Animali , Filosofia

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Descrizione del libro
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. “La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”
Il peso della farfalla è un racconto, una storia breve, ma, come la montagna di cui parla De Luca, allude a una durata, a un’immensità memorabili.
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  • 3

    Mi sono piaciute molto alcune frasi, quasi degli aforismi, inserite qua e là nel testo. Meno la storia, che racchiude un mondo difficile da raccontare efficacemente in poche pagine. Ma non era facile ...continua

    Mi sono piaciute molto alcune frasi, quasi degli aforismi, inserite qua e là nel testo. Meno la storia, che racchiude un mondo difficile da raccontare efficacemente in poche pagine. Ma non era facile un argomento come questo della lotta essere umano/essere animale, che in fondo vede sconfitti entrambi. Alla fine non so cosa resta davvero.

    ha scritto il 

  • 2

    Pur essendo una bella fusione prosa-poesia il racconto risulta piuttosto "stopposo", nel senso che ripete con pedantezza alcune immagini e sensazioni. Avrebbe potuto essere molto più breve di quello c ...continua

    Pur essendo una bella fusione prosa-poesia il racconto risulta piuttosto "stopposo", nel senso che ripete con pedantezza alcune immagini e sensazioni. Avrebbe potuto essere molto più breve di quello che è già, questa favola metaforica. Probabilmente non sono abituato alla scrittura di De Luca, ma la sensazione che ho avuto è stata quella di un testo tirato un po' per i capelli.

    ha scritto il 

  • 0

    Il peso della metafora

    Libercolo deluchiano in cui la metaforizzazione, spesso casuale, talvolta criptica, talaltra ai limiti della banalità della frasetta da post fico di Facebook e dell'immagine ad effetto o dell'impoetic ...continua

    Libercolo deluchiano in cui la metaforizzazione, spesso casuale, talvolta criptica, talaltra ai limiti della banalità della frasetta da post fico di Facebook e dell'immagine ad effetto o dell'impoetico ("l'uomo sente calare la saracinesca dell'inverno" è inudibile) arriva a essere davvero pesante per 70 paginette scarse. Peccato, perché l'intelaiatura metrico-ritmica è, per quanto ruffiana, evocativa (endecasillabi come "Sotto il tetto di rami alzava il muso", "stravedono figure di animali", "D'estate li va a vendere in paese", "Nel petto gli salì lo stesso affanno", "medaglie sopra il petto di strapiombi" e molti altri sono cantabili, pieni di melodia).

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio primo Erri de Luca

    Questo è il primissimo romanzo di Erri de Luca che leggo. Folgorata fin dalle prime pagine, per il peso della leggerezza con cui scrive, proprio come la farfalla che si adagia sulle corna del Re dei ...continua

    Questo è il primissimo romanzo di Erri de Luca che leggo. Folgorata fin dalle prime pagine, per il peso della leggerezza con cui scrive, proprio come la farfalla che si adagia sulle corna del Re dei Camosci. Coinvolgente: finisci in alta montagna, al freddo, senza neanche rendertene conto. E se pensiamo che l'autore è di Napoli, bisogna anche fare i conti con tutta la sua esperienza sulla montagna, ne parla come se ci fosse nato. Credo di essermi appena innamorata.

    ha scritto il 

  • 3

    Il RE dei camosci è cresciuto senza guide, perciò si è inventato le sue regole ed è divenuto il più forte. Ora un branco tutto suo gli è attorno. Ma capisce che quello che sta per affrontare è il suo ...continua

    Il RE dei camosci è cresciuto senza guide, perciò si è inventato le sue regole ed è divenuto il più forte. Ora un branco tutto suo gli è attorno. Ma capisce che quello che sta per affrontare è il suo ultimo novembre, ormai troppo vecchio per vincere un eventuale duello con uno dei suoi figli. Il CACCIATORE ha ucciso più di trecento camosci, l'unico che gli sia sfuggito è il re. Vive solitario sulla montagna, pochi e rari contatti con il villaggio vicino. Anche lui capisce che quello sarà il suo ultimo novembre, ormai colpito dall'affanno della vecchiaia. E così si fronteggiano, in un presente fin troppo reale. Il cacciatore spara un colpo dritto al cuore del re, e se lo carica in spalla per andare a seppellirlo. Ma quando una farfalla, che è sempre stata col camoscio, si posa sul corno, ecco che anche il cuore del cacciatore cede. Uniti nella vita e nella morte.

    La pecca principale consiste nell'antropoformizzazione del camoscio, nell'attribuire all'animale la ricerca di vendetta, di perdono, di solitudine. Una breve favola sul rispetto reciproco tra uomo e natura.

    * Non erano coraggiosi, erano molti, valore che dà forza ai più deboli.
    * In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove.
    * Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare.

    ha scritto il 

  • 2

    Erri...

    Dopo aver letto e apprezzato quasi tutti i suoi libri, ho deciso di fermarmi qui a "Il peso della farlfalla".
    Erri De Luca comincia ad essere ripetitivo nella costruzione della frasi, neile metafore u ...continua

    Dopo aver letto e apprezzato quasi tutti i suoi libri, ho deciso di fermarmi qui a "Il peso della farlfalla".
    Erri De Luca comincia ad essere ripetitivo nella costruzione della frasi, neile metafore utilizzate, nei concetti espressi.
    Tutta questa prolificità (per volontà del mercato?) rischia di essere il vero boomerang di molti, buoni scrittori come De Luca.

    ha scritto il 

  • 4

    I Re della montagna

    Una sorta di parallelismo tra due Re ( a loro modo) della montagna.
    Da una parte un Camoscio diverso da tutti. Forte, intelligente e vecchio ormai. Solitario, nella conoscenza che ormai il suo tempo s ...continua

    Una sorta di parallelismo tra due Re ( a loro modo) della montagna.
    Da una parte un Camoscio diverso da tutti. Forte, intelligente e vecchio ormai. Solitario, nella conoscenza che ormai il suo tempo sta per finire ed è stanco di sfide per il comando.
    Dall'altra parte un vecchio uomo,consumato dalla montagna, capace di arrampicate e di cacciare dove altri non osano arrivare.
    Le loro strade proseguono parallele fino a incrociarsi definitivamente.
    Un libro breve, ma molto profondo. Erri De luca è capace di regalare sempre emozioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Scrittura densa, da leggere e rileggere, per trovarvi ogni volta qualcosa in più, in una piega prima non colta. Una lettura da gustare con tutti i cinque sensi. Breve ma ponderoso. L'ho ricevuto come ...continua

    Scrittura densa, da leggere e rileggere, per trovarvi ogni volta qualcosa in più, in una piega prima non colta. Una lettura da gustare con tutti i cinque sensi. Breve ma ponderoso. L'ho ricevuto come regalo di Natale da una collega di lavoro gerarchicamente più in alto di me, dalla quale non mi sarei aspettata nulla. L'ho lasciato da parte e l'ho letto "al momento giusto": un paio di estati più tardi, quando una farfalla bianca mi si presentava insistentemente sotto diverse forme, nervosamente svolazzante sul balcone o per strada, o immortalata tra le pagine di un libro (questo) o di una poesia (Szymborska).

    ha scritto il 

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