Il petalo cremisi e il bianco

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3809)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 985 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8806174169 | Isbn-13: 9788806174163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi , Elena Dal Pra

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace Il petalo cremisi e il bianco?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Londra 1875. Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili. Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.
Ordina per
  • 1

    il petalo bianco e il cremisi

    Non è facile scrivere la recensione di questo romanzo. E' un romanzo storico ambientato ala fine dell'800 e l'autore descrive la società di quell'epoca in modo attento e puntuale non tralasciando null ...continua

    Non è facile scrivere la recensione di questo romanzo. E' un romanzo storico ambientato ala fine dell'800 e l'autore descrive la società di quell'epoca in modo attento e puntuale non tralasciando nulla, luci e ombre, ricchi e poveri.
    La storia è fondamentalmente banale e si riassume in poche parole, essendo la narrazione della vita di Sugar, una prostituta particolarmente ricercata, che grazie al ricco William si distacca dalla vita dei bassifondi di Londra, per diventare l'amante fissa di William. Ma questa storia si svolge su quasi 1000 pagine, decisamente troppe, e quindi ogni avvenimento viene descritto fin nei minimi particolari.
    L'inizio del libro è molto particolare, poichè Faber si rivolge al lettore come fosse un personaggio del romanzo stesso, esortandolo a seguire i personaggio minori fino ad incontrare William prima e Sugar poi.
    Sugar è il personaggio positivo del romanzo essendo passata attraverso una serie di esperienze che potrebbero annichilire chiunque, a partire dall'iniziazine alla prostituzione quando è ancora una bambina da parte della mamma. Ma lei con la sua intelligenza e cultura, strana per essere prima di tutto una donna e poi una prostituta, riesce ad elevarsi fino ai livelli più alti, rimanendo però sempre ai margini. Sicuramente simpatico non è William, prima dandy frivolo e nullafacente, per diventare poi il fenomenale gestore delle profumerie Rackam fino a farle rifiorire, tralasciando però tutti coloro che gli sono intorno, senza accorgersi delle loro esigenze, a partire dal fratello Henry, la moglie Agnes, quanto di più insulso possa esistere, e la figlia Sophie, che, pur essendo vero che la società impone che venga educata da tutrici. non ha mai nessun contatto con i genitori e trova rifugio nell'affetto di Sugar.
    Ho fatto molta fatica a leggere questo romanzo, a partire dal tipo di linguaggio utilizzato, in cui viene alternato un linguaggio aulico a quello più popolare farcito di parole volgari.
    Il ritmo del racconto è molto lento, pieno di riflessioni e pensieri dei personaggi che si interrogano su qualsiasi minimo avvenimento. Mi sono annoiata leggendolo, e mi sono persa cercando di trovare un nesso nelle varie vicende visto che spesso il passaggio da un personaggio all'altro è talmente repentino da non rendersene nemmeno conto.
    Sicuramente è un romanzo ricco di particolari e sicuramente rispecchia la società di fine 1800 in maniera molto fedele, visto che per scriverlo l'autore ha impiegato circa 10 anni.
    Ma, secondo me. non ha raggiunto lo scopo sperato, a meno che non volesse scrivere un romanzo soporifero per conciliare il sonno anche al lettore più insonne!
    Non lo consiglio affatto!

    ha scritto il 

  • 4

    e poi?

    Sono rimasta così intrigata da questo libro! La storia di Sugar e della sua apparente scalata sociale è di per sé una trama capace di carpire anche gli animi più disincantati e la scrittura di Faber è ...continua

    Sono rimasta così intrigata da questo libro! La storia di Sugar e della sua apparente scalata sociale è di per sé una trama capace di carpire anche gli animi più disincantati e la scrittura di Faber è coinvolgente e scorrevole. Se non fosse che alla fine Michael si stufa e tronca la storia praticamente a metà: Sugar fugge con Sophie, ma non si ha nemmeno il tempo di salutarle perché non ci si rende conto che quella sarà la loro ultima apparizione. Lo stesso vale per Agnes, la cui fine rimane piuttosto incerta. E William? Come prenderà il tutto? Boh, non sono contraria ai finali aperti, ma qui di fatto un finale non c'è proprio e dopo essermi tanto innamorata di un libro questo é inaccettabile.

    ha scritto il 

  • 1

    null

    La colpa è mia che dò sempre una chance ai libri, anche a quelli più brutti, anche a questo che è l'apoteosi della bruttezza e della noia. Scritto malissimo, tradotto anche peggio, con pagine, pagine ...continua

    La colpa è mia che dò sempre una chance ai libri, anche a quelli più brutti, anche a questo che è l'apoteosi della bruttezza e della noia. Scritto malissimo, tradotto anche peggio, con pagine, pagine e pagine sprecate a descrivere il nulla. Facciamo un piccolo paragone: immaginate di dover fare un viaggio da Mazara del Vallo al San Gottardo e come mezzo abbiate scelto una Fiat cinquecento immatricolata negli anni '60. Arrivate a Vibo Valentia in prima marcia, ma in un attimo di follia ingranate la seconda, per poi tornare in prima a Napoli perché le emozioni sono eccessive. Fra prima e seconda (se siete riusciti a non fondere il motore, nella fattispecie, tirare il libro nel tritatutto) arrivate sui tornanti alpini, dove quasi arrivati a destinazione ingranate la terza... e finite in un burrone. Cosa voleva essere, un libro storico, erotico, un saggio sulla produzione di profumi? Qualsiasi intenzione avesse, il risultato è stato un'accozzaglia di nozioni inutili sulla Londra di fine 1800, messe lì perché venute fuori durante le ricerche durate dieci anni (dieci anni... non ci posso pensare!) intorno alla quale è stata costruita una storia che non c'è. Il libro comincia con lo scrittore che parla al lettore come se stesse conversando con un imbecille e lo fa per le prime 200 pagine almeno. Vi si narrano poi le vicende di una prostituta intelligentissima che fra un cliente e l'altro riesce a leggere saggi e classici dell'epoca, e non si capisce come fa a comprarli, perché non esce mai, se non per adescare clienti in un pub. Un giorno incontra William, un mentecatto nullafacente, un essere mediocre, incapace quasi di tornare a casa da solo, e insieme, da un momento all'altro, diventano capitani d'industria, non perché il di lui padre sia morto ma perché nota che William folgorato sulla via di damasco si è messo a leggere delle carte, e tanto gli basta per capire che il figlio è in grado di portare avanti l'azienda di famiglia.
    Parallele corrono le vicende del fratello di William, Henry, che hanno un senso nel libro come un sasso in una scarpa, e che poveraccio viene fatto morire nell'unico momento di gioia di cui gode in 400 pagine. Quindi si parla di Agnes, la moglie di William, una donna affetta da allucinazioni dovute ad un problema fisico e che tutti considerano pazza... In realtà è una ragazza di una stupidità disarmante. La prostituta grazie a William passerà dalla casa di tolleranza a una casarella tutta sua, dove però lui la verrà a trovare di meno, fino ad approdare proprio in casa di lui per fare da istitutrice alla figlia, dove lui smetterà anche di guardarla. Mah!
    Comunque il momento più alto ed emozionante del libro è quando si scopre che la micia di Henry (quello che muore) in realtà è un micio... Pelle d'oca alta tre centimetri!!!!

    ha scritto il 

  • 2

    "Tutto fumo e niente arrosto"

    Estasiata dalla prospettiva di 1000 pagine promettenti intrigo, passione, suspense e attrattive del genere, "salgo" sugli ombinus o seguo a piedi non solo i personaggi ma i canganti "environnements" d ...continua

    Estasiata dalla prospettiva di 1000 pagine promettenti intrigo, passione, suspense e attrattive del genere, "salgo" sugli ombinus o seguo a piedi non solo i personaggi ma i canganti "environnements" di una Londra vittoriana forse troppo descritta ma ogni volta attraente. Mi aspetto una storia di ascesa sociale dietro crimini e segreti; mi predispongo ad annotare una trama pregna di personaggi e storie cosiddette minori... Se non che, l'entusiasmo è calato inesorabilmente man mano che anche il libro si assottigliava. E tutto il libro è riassumibile in un abbaglio, un seme non sbocciato, un malizioso bluff?

    "Grandi aspettative" (per parafrasare Dickens cui tra gli altri "mostri" dell'Ottocento Faber si è ispirato) avevano creato le pagine del romanzo "in fieri" della prostituta Sugar, la protagonista, per esempio, così misteriosamente alluse... come pure quelle del diario di Agnes, la moglie del profumiere Racham, il suo "protettore"... Da entrambe non caveremo un ragno.

    E che ci resta della storia più o meno platonica tra il fra il religiosissimo fratello di Racham e la devota Emmeline? Della presunta morte di Agnes? Della del tutto inopportuna nuova liaison di Racham con una nobile preesistente conoscenza? Per non parlare della fuga finale di Sugar incinta per mano alla figlia del suo ex amante... Aspettative perse, mancate, che anzi mi hanno indisposta e irritata.

    ha scritto il 

  • 1

    Elogio alla lentezza!

    Sarà il caldo torrido di questi giorni, sarà che sono stanca, non lo so, ma abbandono Sugar e William al loro destino, nella Londra di fine 1800. Loro, Agnes, Henry, la lavanda, i nobili e gli stracci ...continua

    Sarà il caldo torrido di questi giorni, sarà che sono stanca, non lo so, ma abbandono Sugar e William al loro destino, nella Londra di fine 1800. Loro, Agnes, Henry, la lavanda, i nobili e gli straccioni, che si muovono con una lentezza esasperante in un mondo di elucubrazioni mentali troppo lontane da me!
    Soprattutto mi infastidisce il linguaggio usato: l'inutile ricercatezza di termini ormai in disuso affiancata a descrizioni volgari e sciatte. No, decisamente non fa per me!

    ha scritto il 

  • 2

    “Vieni con me, ora, via dalle strade ripugnanti della città, lontano da stanze che olezzano di paura e d’inganno, dai patti stretti col cinismo più bieco. L’amore esiste. Vieni con me in chiesa […]
    Ch ...continua

    “Vieni con me, ora, via dalle strade ripugnanti della città, lontano da stanze che olezzano di paura e d’inganno, dai patti stretti col cinismo più bieco. L’amore esiste. Vieni con me in chiesa […]
    Che cosa? Sugar? Perché pensi subito a Sugar? Non pensare a lei: è presa! E cerca di tenere lontano anche il pensiero di William. E’ tutto sotto controllo, te l’assicuro. […]
    Adesso tutto si è raddolcito, le umiliazioni di William appartengono al passato, non occupiamocene più. Come stavo dicendo, i boccioli più maturi li troveremo all’interno della chiesa, in vasi grigi traslucidi, e sulle cuffie di alcune signore della congregazione.”

    Se si riesce a sopravvivere all’irritazione costante delle prime 300 pagine (un terzo del libro, più o meno ), in cui la voce di un narratore esterno onnisciente tratta il lettore come un ritardato per condurlo alla scoperta dei personaggi principali del libro, il resto scivola.
    Forse il narratore ha capito che arrivati a questo punto il lettore riesce a farcela da solo.

    Non è difficile entrare nel feuilleton, non occorrono particolari concentrazione e impegno per seguire la trama.
    I protagonisti, Sugar in particolare, prostituta che diventa mantenuta di un imprenditore in ascesa (e sua consigliera in affari e poi istitutrice della di lui pargoletta) sono piuttosto inverosimili, così come la catena di eventi che si susseguono.
    In quanto a trama e caratterizzazione dei personaggi, il libro di Faber è un polpettone che del romanzo di appendice difetta solo del lieto fine.

    Al contrario, lo sfondo su cui tali personaggi si muovono - la Londra della seconda metà dell’800 - è ben delineato.
    Le minuziose descrizioni rendono bene il contrasto tra le classi sociali, il contrapporsi di affettazioni e miserie, ideologia cattolica e protestante, quartieri malfamati e stagioni mondane, degrado e lusso, vanità terrene e vacuità spirituali.

    Forse troppo poco per sciropparsi 1000 pagine.
    (marò e quanto sono stata stoica)

    ha scritto il 

  • 5

    Il petalo o lo ami o lo ripudi

    Un po' come le persone.
    Ho letto questo libro in quindici giorni, periodo in cui ho avuto modo di passare lunghe giornate da sola causa problemi di salute.
    Inizialmente ho fatto fatica ad addentrarmi ...continua

    Un po' come le persone.
    Ho letto questo libro in quindici giorni, periodo in cui ho avuto modo di passare lunghe giornate da sola causa problemi di salute.
    Inizialmente ho fatto fatica ad addentrarmi nelle luride strade dei peggiori quartieri di Londra, nell'Ottocento dai vicoli sudici e dalle facciate splendenti, tra muri e porte che quando va bene custudiscono perle sporche di fuliggine e quando va male imbellettano cocci di vetro per diamanti.
    Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui la vicenda è narrata, non ho mai trovato noiose le descrizioni - peraltro potenti senza essere eccessive - ed ho trovato realistico il processo di evoluzione che ogni personaggio principale ha subito/provocato inconsciamente negli altri.
    Sugar, per esempio, che tenta la scalata della gerarchia sociale per ottenere la sua realizzazione personale "vendendosi", a volte sembra essere sul punto d'innamorarsi di William, altre dimostra di disprezzarlo o al massimo di tollerarlo...
    Sophie, la figlia di William e Agnes, è una bambina che sembra priva di personalità a causa delle vessazioni psicologiche delle varie bambinaie, della mancanza totale di affetto materno, ma pur essendo piccola ogni tanto manifesta sprazzi di carattere...
    Lo stesso William, che all'inizio è un uomo che sogna, che scrive, crea, pensa e ragiona umanamente, che decide di mettersi a studiare per ereditare le profumerie per essere felice con Sugar, poi viene travolto dal meccanismo di alienazione tipico delle industrie...
    Penso che sia un romanzo che richiede una certa volontà da parte del lettore: quasi 1000 pagine sono veramente tante e non è da tutti arrivare alla fine.
    A tal proposito, non parlerò nello specifico di cosa succede nel finale, ma dirò soltanto che NON dovete aspettarvi un premio alla fine del libro. Non ha senso affrontare un romanzo pensando "mi leggo quasi 1000 pagine, sicuramente alla fine succederà quello che desidero, me lo merito cavoli!" No, questo romanzo è molto simile alla vita, non finisce finché davvero non è finita. E qualche volta non finisce davvero mai...

    ha scritto il 

  • 3

    ho aspettato a lungo prima di leggere questo lunghissimo e incensato romanzo ambientato nella londra ottocentesca- tra lo squallore dei bordelli e i lussi delle classi agiate impegnate nella stagione ...continua

    ho aspettato a lungo prima di leggere questo lunghissimo e incensato romanzo ambientato nella londra ottocentesca- tra lo squallore dei bordelli e i lussi delle classi agiate impegnate nella stagione mondana. attraverso le peripezie di sugar, giovane prostituta dall'intelletto brillante, vengono descritte minuziosamente le atmosfere cupe e le contraddizioni di una metropoli in continuo cambiamento e la storia è ricca di personaggi tratteggiati in modo vivido e che sfiorano quasi il grottesco. tuttavia, nella seconda parte, il libro indulge in lungaggini eccessive e scivola nel prevedibilmente convenzionale- con un finale (quasi) aperto che si può indovinare man mano che ci si addentra nella storia, il tutto condito da una voce narrante che straborda e ammicca al lettore. si legge, ma siamo lontani anni luce da dickens e dalla sua bravura nel raccontare (con grazia e crudezza allo stesso tempo) la miseria e l'abbrutimento morale.

    ha scritto il 

  • 3

    [Attenzione: spoilerino generico sul finale]

    Bel libro nel complesso, che non mi ha mai annoiata lungo le quasi mille pagine (e non è poco, certo, benché non sia tutto) e mi ha piacevolmente coinvolta, specialmente nella prima metà: mi è piaciut ...continua

    Bel libro nel complesso, che non mi ha mai annoiata lungo le quasi mille pagine (e non è poco, certo, benché non sia tutto) e mi ha piacevolmente coinvolta, specialmente nella prima metà: mi è piaciuto come Faber prende per mano il lettore guidandolo nella Londra vittoriana, dai vicoli più malfamati ai quartieri alti, cercando di fargli "sentire" fin la più piccola sensazione (perlopiù sgradevole), con uno stile senz'altro accattivante.
    La seconda metà invece mi ha un po' delusa, l'ho trovata più debole e diverse scelte d'intreccio non mi hanno convinta, fino alla delusione massima del finale: cioè, cavolo, ti seguo per mille pagine e poi tu, Autore, che fai? Mi lasci di botto nel mezzo di una strada, così, a bocca asciutta, senza neanche una spiegazione. Non è mica il modo. Mi son quasi offesa.

    ha scritto il 

Ordina per