Il predicatore

Di

Editore: Marsilio (Farfalle)

3.7
(2218)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 462 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Inglese , Francese , Svedese , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8831706810 | Isbn-13: 9788831706810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Cangemi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
All'alba di un mattino d'estate, un bambino in cerca di avventure decide di scalare la Gola del Re, una delle tante attrazioni naturali del delizioso paesino di Fjallbäcka, sulla costa occidentale della Svezia. Ma il suo gioco viene bruscamente interrotto dalla scoperta del corpo di una giovane donna che, nuda, lo fissa con gli occhi sbarrati ormai privi di vita. Quando la polizia interviene, scopre che sotto quel corpo ci sono due scheletri. Appartengono a due donne scomparse molti anni prima. Patrik Hedstrom, che presto avrà un bambino da Erica Falck, prende in mano il caso: quando una seconda ragazza sparisce, le sue indagini si concentrano sulla famiglia Hult, un clan di fanatici religiosi e criminali.
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  • 4

    Dopo una pausa di qualche mese, riprendo la serie dei delitti di Fjällbacka. Questa volta Erika sfuma in secondo piano, presa dalla gravidanza, per dare maggior spazio a Patrik. Il ritrovamento del ca ...continua

    Dopo una pausa di qualche mese, riprendo la serie dei delitti di Fjällbacka. Questa volta Erika sfuma in secondo piano, presa dalla gravidanza, per dare maggior spazio a Patrik. Il ritrovamento del cadavere una giovane donna, adagiato sugli scheletri di due ragazze scomparse 24 anni prima e decedute in circostanze identiche, avrà forti ripercussioni sulla famiglia del predicatore.
    Ho trovato la narrazione scorrevole e coinvolgente, marchio di questa scrittrice nordica. Si legge velocemente e con piacere. Il ritmo rimane alto e non si sente il 'peso delle pagine'.
    Se avete amato libri come 'La verità sul caso Harry Quebert', questa serie è adatta a voi.

    ha scritto il 

  • 2

    Chi predica bene, razzola male..

    E' proprio il caso di dire: 'chi predica bene, razzola male'.

    Siamo a Fjällbacka, una ridente e coloratissima cittadina sulla costa ovest della Svezia animata da centinaia di turisti che la prediligon ...continua

    E' proprio il caso di dire: 'chi predica bene, razzola male'.

    Siamo a Fjällbacka, una ridente e coloratissima cittadina sulla costa ovest della Svezia animata da centinaia di turisti che la prediligono come meta per le vacanze estive.

    E sembra sia consuetudine degli svedesi quella di approfittare della cortesia e gentilezza di parenti ed amici che abitano a Fjällbacka per intrufolarsi nelle loro case evitando così il soggiorno negli hotel sicuramente più costosi.

    Ed è proprio quello che accade ad Erica e Patrik Hedström che improvvisamente si ritrovano il loro piccolo appartamento invaso prima da cugini di Erica, con terribili pargoli al seguito, e poi da amici di Patrick affetti da logorrea acuta; insomma, non certo piacevoli e gradite sorprese per i due padroni di casa, tanto più che Erica è incinta ormai da 8 mesi e prossima al parto mentre Patrick è a capo delle indagini per l'omicidio di una giovane ragazza tedesca, trovata morta e completamente nuda nei pressi di Fjällbacka in compagnia di due scheletri.

    Un particolare interessante è che il cadavere della ragazza presenta numerose fratture ossee, analoghe a quelle riscontrate sugli scheletri che le analisi hanno dimostrato appartenere a due ragazze scomparse circa vent'anni prima.

    Un caso alquanto complicato per Patrick su cui pesa anche il fattore tempo e la tensione dovuta alla scomparsa recente di un'altra ragazza che potrebbe subire la stessa tragica sorte se l'identità del killer non fosse individuata subito con certezza.

    L'unica informazione nelle mani di Patrick è Johannes Hult, il nome di colui che vent'anni prima era stato sospettato del rapimento delle due ragazze e trovato morto poco dopo nella fattoria di famiglia, probabilmente suicidatosi per il peso della vergogna ed incoraggiando con tale gesto il sospetto sulla sua colpevolezza.

    Per questo motivo le indagini proseguono nell'unica direzione possibile, quella cioè che parte da Johannes Hult e coinvolge poco alla volta tutti i componenti della famiglia Hult viventi e defunti, sino al capostipite Ephraim Hult, noto come il 'predicatore' per la sua straordinaria facondia e capacità dialettica, tale da infiammare gli animi di molti suoi concittadini divenuti poi seguaci in una comunità non conformista.

    Inutile dire, come ben potrete immaginare, che diversi segreti e misfatti emergeranno scavando nella storia di questa famiglia.

    E per chi, come me, ha amato la trilogia Millennium di Larsson il confronto è inevitabile: molte sono le somiglianze tra la famiglia Hult e la famiglia Vanger in "Uomini che odiano le donne".

    Famiglie rispettabili, in apparenza, ricche e potenti: ma non è sempre oro ciò che luccica.

    Larsson, però, mette a nudo le debolezze ed i peccati della famiglia Vanger calandoli in una trama fitta di vicende e ricca di personaggi magistralmente costruita tanto da mantenere sempre viva l'attenzione e la curiosità di chi legge: basti pensare all'ineccepibile colpo di scena finale o al personaggio di Lisbeth la cui 'tragedia personale' diventa quasi un romanzo nel romanzo, appassionando tanto quanto gli intrighi della famiglia Vanger.

    Camilla Lackberg ci prova allo stesso modo con risultati apprezzabili ma, a mio parere, non comparabili con quelli raggiunti da Larsson.

    In questo romanzo, l'autrice mostra sicuramente maggiore attenzione e cura nella costruzione della trama poliziesca, calibrando adeguatamente i tempi con cui si evolvono le indagini evitando così di lasciar trapelare con eccessivo anticipo il finale; e la parte poliziesca è sicuramente quella meglio riuscita, soprattutto se paragonata al primo romanzo della Lackberg “La principessa di ghiaccio” che ho portato a termine con grande difficoltà, per quanto scialbo e noioso.

    E' il resto che fa la differenza con Larsson: decine di pagine in cui vengono descritte le sopra citate 'invasioni' estive di parenti e amici, completamente inutili ai fini della storia e difficilmente giustificabili se non dettate dall'esigenza di aumentare il volume del libro; oppure il personaggio di Anna, sorella di Erika, che compare improvvisamente nel romanzo ed altrettanto improvvisamente scompare lasciando insoluti e sospesi i suoi problemi sentimentali.

    Insomma, non credo di sbagliarmi molto definendo "Il predicatore" come la brutta copia di "Uomini che odiano le donne".

    ha scritto il 

  • 4

    Incalzante

    Narrazione ricca di colpi di scena. Nonostante sia il seguito del "la principessa di ghiaccio" può essere letto anche in modo totalmente indipendente. ll miglior libro letto fin'ora della lackberg. ...continua

    Narrazione ricca di colpi di scena. Nonostante sia il seguito del "la principessa di ghiaccio" può essere letto anche in modo totalmente indipendente. ll miglior libro letto fin'ora della lackberg.

    ha scritto il 

  • 4

    ottima lettura per chi ama i gialli

    la lackberg non tradisce e regala un bel giallo che si legge tutto d'un fiato..aiutato forse anche dal procedere in parallelo delle storie personali di EriKa e delle indagini di Patrick.
    La storia for ...continua

    la lackberg non tradisce e regala un bel giallo che si legge tutto d'un fiato..aiutato forse anche dal procedere in parallelo delle storie personali di EriKa e delle indagini di Patrick.
    La storia forse è un po' morbosa (o io sono diventata allergica all'argomento) e contorta, ma devo dire che onestamente sotto l'ombrellone risulta piacevole e nemmeno mentalmente ed emotivamente troppo impegnativa.
    Spassoso resta sicuramente il ritratto dei componenti della centrale di polizia di questo paesino svedese :))
    Adesso mi approccerò al terzo episodio della saga...

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo carico di tensione e mistero, Una indagine in cui presente e passato vanno a braccetto. Secondo me doveva riservare più pagine per il finale, finisce tutto nelle ultimissime pagine e final ...continua

    Un romanzo carico di tensione e mistero, Una indagine in cui presente e passato vanno a braccetto. Secondo me doveva riservare più pagine per il finale, finisce tutto nelle ultimissime pagine e finale un po' arzigogolato! Comunque non male per il genere!

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo forte, nella miglior tradizione scandinava, In questo secondo romanzo Patrick ed Erica si dividono le due anime del libro: lei, Erica, incinta e casalinga affronta un'insolitamente torrida est ...continua

    Romanzo forte, nella miglior tradizione scandinava, In questo secondo romanzo Patrick ed Erica si dividono le due anime del libro: lei, Erica, incinta e casalinga affronta un'insolitamente torrida estate svedese; lui, Patrick, affronta il giallo. Mi è piaciuto, ma ammetto che ho preferito l'interazione della coppia nel primo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro molto “intimista” della Lackberg, come al solito maestra nel descrivere l’animo e le sensibilità dei vari protagonisti. L’azione si dirama dal ritrovamento di un cadavere d’una giovane donna, e ...continua

    Libro molto “intimista” della Lackberg, come al solito maestra nel descrivere l’animo e le sensibilità dei vari protagonisti. L’azione si dirama dal ritrovamento di un cadavere d’una giovane donna, e passando per l’inevitabile inchiesta, fa venire alla luce un verminaio insito in una famiglia i cui componenti, additati come malfattori dalla comunità in cui vivono, vengono sospettati fino al tormento in quanto ritenuti autori di efferatezze mai dimostrate. L’abilità maggiore dell’autrice sta proprio nella trattazione delle vite dei suoi personaggi, tracciando vere e proprie "cartine di Tornasole" dei sentimenti: con le loro umanissime sventure e i momenti felici che strappano il sorriso al lettore, specie in alcune situazioni macchiettistiche (ad esempio le vicissitudini connesse alla gravidanza di Erica, uno degli attori in scena) stemperano le più torbide vicende investigative in un’atmosfera meno oppressiva. Anche la parte più prettamente noir è condotta senza patemi e mai le sfugge di mano, e nonostante qualcuno potrebbe sentirsi un po’ scoraggiato dalla lunghezza del libro, ritengo questa una necessità atta a far entrare il lettore in ogni situazione che parallelamente viene concertata. Ritengo che solo con un buon numero di pagine, si possano fornire particolari e suggerire atmosfere altrimenti non percepibili, e poi leggere quest’autrice non stanca affatto, e ritengo perfino che vada assaporata con giudizio, senza eccessi e entrando alla perfezione nel mondo che ci rivela. Non essendo solo una storia incentrata sulla parte thriller, credo possa trovare lettori anche orientati su generi più rasserenanti. Dopo “La principessa di ghiaccio”, un altro romanzo di buona fattura della Lackberg, autrice che si è affermata ormai nel cuore di molti lettori.

    ha scritto il 

  • 3

    Il secondo libro della Lackberg conferma la mia impressione favorevole avuta dopo aver letto "La principessa di ghiaccio" anche se ritengo quest'ultimo superiore. Siamo sempre nel piccolo paese di Fja ...continua

    Il secondo libro della Lackberg conferma la mia impressione favorevole avuta dopo aver letto "La principessa di ghiaccio" anche se ritengo quest'ultimo superiore. Siamo sempre nel piccolo paese di Fjallbacka in Svezia dove la polizia (in particolare Patrick Hedstrom) si trova di nuovo alle prese con un rompicampo: una turista fedesca viene ritrovata morta accanto a due scheletri che si scopriranno essere appartenenti a due donne scomparse una ventina di anni prima. Tutti gli indizi portano alla famiglia dei discendenti del "predicatore", Ephraim Hult, un religiioso/ciarlatano divenuto ricchissimo grazie ad una donazione di una sua possidente seguace. I due figli del predicatore danno vita a due rami della famiglia sempre in lotta tra loro e gli intrighi che verranno a galla saranno non pochi. Particolare la sensazione di "soluzione sfuggente" che ho avuto: intuivo chi potesse essere il colpevole ma gli eventi e le circostanze narrate ti allontanavano e avvicinavano a esso. Unico appunto: la spiegazione "scientifica" che l'autrice utilizza per lanciare il proverbiale colpo di scena è un pò troppo debole; in ogni caso un buon giallo.

    ha scritto il 

  • 3

    460 pagine (q-u-a-t-t-r-o-c-e-n-t-o-s-e-s-s-a-n-t-a... troppo lungo!) di intrighi mescolati a scorci di vita quotidiana svedese. E mi sono raccapezzato solo dopo le prime 200! All’inizio si segue con ...continua

    460 pagine (q-u-a-t-t-r-o-c-e-n-t-o-s-e-s-s-a-n-t-a... troppo lungo!) di intrighi mescolati a scorci di vita quotidiana svedese. E mi sono raccapezzato solo dopo le prime 200! All’inizio si segue con fatica, ovvero angoli diversi della storia, con diversi personaggi, si avvicendano così velocemente che è inevitabile perdere il filo. O almeno è inevitabile se, come me, ne leggi 4 pagine al giorno! Ma alla fine tutto torna, e questo è il bello. Alla fine pensi: «caspita, che fantasia che ha questa qui!»
    [28.04.2011]

    ha scritto il 

  • 3

    Lackberg 2° atto

    Seconda romanzo della "regina" del mystery svedese, la sensualissima, bombastica, occhioni da cerbiatta, Camillona Lackberg.
    Secondo viaggio nell'affascinante paese di Fjällbacka, lo scenario principe ...continua

    Seconda romanzo della "regina" del mystery svedese, la sensualissima, bombastica, occhioni da cerbiatta, Camillona Lackberg.
    Secondo viaggio nell'affascinante paese di Fjällbacka, lo scenario principe dove prendono vita le sue storie.
    Se il debutto mi aveva lasciato bene sperare, pur non facendomi gridare al miracolo, questo secondo libro segna una marcia indietro e un crollo verticale delle aspettative.
    La storia è carina ma non morde, la scrittura è sciatta ed elementare, i tempi morti e le lungaggini rasentano un preoccupante livello di guardia.
    La consistenza specifica del personaggio di Erica Falck è praticamente nulla. Trovo la sua presenza giustificata più per una componente narcisistica della scrittrice, dove la Fack diventa volontario eco per permetterle di diventare scomoda protagonista. Peccato che questa velleità affossi e diluisca fortemente l'intreccio del poliziesco, inutilmente allungato da un brodo di sentimentalismo e frivolezze ai limiti del fastidioso.
    Dove invece la Lackberg centra l'obiettivo è nella articolata descrizione dei circoli famigliari chiusi, dove covano sentimenti di odio e rancore, che non possono rimandare alla scuola del giallo classico inglese, su tutti Agatha Christie, o al filone contemporaneo tanto caro ad Elizabeth George.
    Mi sembra quasi una bestemmia paragonare la Lackberg con la George e giusto per rendere evidente e chiara la proporzione: George sta ad università come Lackberg sta a scuola dell'infanzia.
    E' una lettura adatta a chi cerca qualcosa di leggero e rilassante.
    Una Camilla Cam(om)illa.

    ha scritto il 

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