Il prete bello

Di

Editore: Garzanti

3.9
(644)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sergio, Cèna, don Gastone e le signorine

    Zoccoli anche d'inverno.
    Fame e vita d'espedienti.
    Ragazzini di strada selvaggi e dolci, spinti dalla sopravvivenza più all'illecito che al lecito per mettere assieme il pranzo con la cena, la loro id ...continua

    Zoccoli anche d'inverno.
    Fame e vita d'espedienti.
    Ragazzini di strada selvaggi e dolci, spinti dalla sopravvivenza più all'illecito che al lecito per mettere assieme il pranzo con la cena, la loro idea di mondo e il miglior modo possibile in cui starci.
    Scrittura sublime, come raramente si incontra.

    ha scritto il 

  • 5

    La miseria ai tempi di Mussolini...

    "L'amore io non sapevo cosa fosse, e comunque, valeva sempre meno di una lira perché era una cosa che non si comprava e non si vendeva."

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro su un'epoca, quella del fascismo e su una condizione sociale, la miseria. Ambientato in un palazzo di una indefinita città veneta, è narrato in prima persona da un ragazzino povero, di padre ...continua

    Un libro su un'epoca, quella del fascismo e su una condizione sociale, la miseria. Ambientato in un palazzo di una indefinita città veneta, è narrato in prima persona da un ragazzino povero, di padre ignoto, che vive con la mamma e i nonni. Fame, furtarelli, richiesta della carità. I personaggi sono appena accennati e prendono spessore solo alla fine, solo in parte. Tutta la vita del palazzo gira attorno al prete bello, circondato da beghine innamorate, un uomo vanitoso e un po' stupido che fa del bene al protagonista quasi per caso.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto sia sorretto da un'ottima scrittura non riesco a dargli più di tre stelline. I personaggi sono monodimensionali, più macchiette che personaggi, la trama è più un insieme di episodi tenuti ( ...continua

    Per quanto sia sorretto da un'ottima scrittura non riesco a dargli più di tre stelline. I personaggi sono monodimensionali, più macchiette che personaggi, la trama è più un insieme di episodi tenuti (a stento) assieme da alcune figure chiave, il prete sarà anche bello ma quanto è insipido e le zitelle sono insopportabili.
    Concordo con chi lo definisce un romanzo picaresco, pieno com'è di personaggi ai limiti che vivono di espedienti, ma mancano, almeno per me, brio e allegria e quella furbizia popolana che tutto si fa perdonare. Resta la fame, quella che hanno patito i nostri nonni e i nostri padri, che fa comprendere molte cose, e una sensualità che pervade tutto il libro, sempre sottintesa ma molto presente. Su tutti Fedora, che della sensualità narrata nel libro si fa corpo rigoglioso, bramato, e alla fine anche "redento" dalla capacità di amare che, unica, dimostra. Il resto è un misto di ossessioni, miserie, qualche timido tentativo di lieto fine e una tragedia finale. Inattesa, ma l'ultima parte per me è splendida. Nella prima un poco ho arrancato.

    ha scritto il 

  • 4

    da "Il prete bello" (1954) di Goffredo Parise

    "Queste piccole città venete, dunque, senza importanza, sorte a metà strada tra il mare e i granducati dell'interno, chiuse da campi e colline dove la nebbia bassa e di un colore stinto confonde e int ...continua

    "Queste piccole città venete, dunque, senza importanza, sorte a metà strada tra il mare e i granducati dell'interno, chiuse da campi e colline dove la nebbia bassa e di un colore stinto confonde e intorbida paesaggi e pensieri, vivono di una vita intima propria, ai margini della storia, degli uomini e del Paese."

    ""Lo dica, lo dica. Tanto..." rispondeva Cena; e queste ultime parole non erano più allegre e villane ma sconsolate, piene di miseria e di altre cose, dei pidocchi che aveva addosso e delle cimici che aveva in casa, piene di significato, per le eruzioni di pellagra che aveva in testa, e piene della fame, soprattutto della fame, da cui non si sarebbe più liberato perchè essa gli scorreva nelle vene insieme al sangue."

    ha scritto il 

  • 4

    Sedotta dal prete bello

    Ci sono dei libri che entrano a far parte della tua vita e vi rimangono per sempre.
    Altri che ti accompagnano per il fugace periodo della lettura. Ci sono libri che non puoi fare a meno di leggere e q ...continua

    Ci sono dei libri che entrano a far parte della tua vita e vi rimangono per sempre.
    Altri che ti accompagnano per il fugace periodo della lettura. Ci sono libri che non puoi fare a meno di leggere e quelli che eviti come la peste per svariati motivi.
    "Il prete bello" di Goffredo Parise, per quanto mi riguarda, apparteneva all'ultima categoria.
    Poi all'improvviso, eccolo lì, è il libro proposto come lettura mensile ad un piacevolissimo gruppo di lettura e giorno dopo fuoriesce con la sua copertina rossa ed impolverata da uno scatolone pieno di vecchie edizioni tascabili Garzanti.
    Ovviamente non può essere un caso! Semmai il caso grave è non averlo letto prima.
    Gran bel libro, ben scritto, con quello stile che ti cattura facilmente e accompagna fino alla fine.
    Un romanzo corale che mi ha ricordato prepotentemente "Cronache di poveri amanti" di Vasco Pratolini che da ragazzina avevo divorato.
    Nella provincia veneta degli anni '30, in un quartiere povero ed in particolare in un caseggiato fatiscente, si muovono Sergio (voce narrante), la sua famiglia, gli amici, le vicine zitelle ed un corollario vario di personaggi particolari e ovviamente Gastone, il prete bello.
    Un breve romanzo che fa sorridere, intristisce e che mi ha riportato indietro nel tempo, a certi racconti di vita vera che mi facevano i nonni.
    E ora mi è scattato il desiderio di vedere o meglio rivedere con maggiore attenzione i film ispirati a questo romanzo di Parise. Sorridendo mi viene da dire: caspita don Gastone, miracolosamente hai stregato pure me!

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero un capolavoro! Con personaggi che si intrecciano e avvicendano in un susseguirsi di situazioni a volte esilaranti, descritti nelle loro debolezze e peculiarità, quasi percepibili, con un lingu ...continua

    Davvero un capolavoro! Con personaggi che si intrecciano e avvicendano in un susseguirsi di situazioni a volte esilaranti, descritti nelle loro debolezze e peculiarità, quasi percepibili, con un linguaggio ricco, denso, carico di realismo e tratti grotteschi, divertente e commovente allo stesso tempo. Il tutto su uno sfondo di miseria vissuta, gridata e passata inosservata.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro bello

    Immagina un palazzo decadente e sporco, con una corte in mezzo. Mettilo nel centro di una città provincialotta quale era, e forse è ancora, Vicenza negli anni del fascismo. Popolalo di personaggi grot ...continua

    Immagina un palazzo decadente e sporco, con una corte in mezzo. Mettilo nel centro di una città provincialotta quale era, e forse è ancora, Vicenza negli anni del fascismo. Popolalo di personaggi grotteschi, che si muovono spinti dalla fame e dalla passione. Fai entrare due bambini sentimentali e senza scrupoli, un prete bello, ingenuo o opportunista, una contessa con un vizio impronunciabile e una bellissima ragazza di facili costumi e di vitalità traboccante. Raccontalo con una poetica che dipinge in modo alto qualsiasi volgarità. Ti ritroverai in mano delle pagine di colore, di odori, del freddo senza pietà per i poveri e della camminate in primavera sui colli. È un romanzo che parla della vita, di quello che eravamo; che attraverso gli occhi di un bambino sbeffeggia con amore le miserie degli esseri umani, siano essi preti, ladri, prostitute o podestà. Una lettura raffinata, scorrevole e piacevole, arricchisce di sensazioni e fa vivere tra la varia umanità che ci ha di poco preceduto.
    “Don Gastone se ne andò leggero come un peccato veniale".

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che si legge d’un fiato, una storia che comunica emozioni, trabocca di umanità, racconta un’Italia marginale, povera e di provincia ai tempi del fascismo. La bellezza sta ovunque, nella des ...continua

    Un romanzo che si legge d’un fiato, una storia che comunica emozioni, trabocca di umanità, racconta un’Italia marginale, povera e di provincia ai tempi del fascismo. La bellezza sta ovunque, nella descrizione del variegato panorama umano dei personaggi del rione, nelle scene di grandi ilarità, nella figura del prete e soprattutto nelle bellissime e dolorose ultime pagine. Da leggere se non altro per riappacificarsi con un uso magistrale e ampio della nostra lingua.

    ha scritto il 

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