Il profumo

Di

Editore: Corbaccio

4.1
(21244)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Tedesco , Catalano , Francese , Giapponese , Russo , Olandese , Polacco , Svedese , Turco , Rumeno , Greco , Indonesiano , Basco , Ungherese , Ceco

Isbn-10: 8879726072 | Isbn-13: 9788879726078 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Agabio

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Jean-Baptiste Grenuille nasce nella Parigi del Settecento, nel luogo piùmefitico della capitale: il Cimitero degli Innocenti. Orfano, brutto,apparentemente insensibile, ha una caratteristica inquietante: in una societànon ancora asettica come quella contemporanea e impregnata di mille effluvi emiasmi, non emana alcun odore. È però dotato di un olfatto unico al mondo eil suo sogno è quello di dominare il cuore degli uomini creando un profumocapace di ingenerare l'amore in chiunque lo fiuti; per realizzarlo non siferma nemmeno di fronte all'omicidio delle donne in cui trova traccia delsublime profumo dell'amore.
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  • 4

    Inquietante in una maniera deliziosa e terribile

    Un libro incredibile: divertente come un romanzo di avventure, ben scritto, ben tradotto e con diversi strati di lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Grottesco!

    Questo libro mi ha dato sensazioni diametralmente opposte. E queste sensazioni coincidono nettamente con la prima e la seconda parte del libro. Infatti inizialmente (e più o meno per tutta la prima me ...continua

    Questo libro mi ha dato sensazioni diametralmente opposte. E queste sensazioni coincidono nettamente con la prima e la seconda parte del libro. Infatti inizialmente (e più o meno per tutta la prima metà) la storia mi aveva appassionata e non poco. L'inizio, con uno stile narrativo quasi fiabesco, l'ho trovato davvero particolare e molto interessante. Il concetto cardine attorno a cui tutto ruota, come da titolo, è proprio il profumo, o meglio, gli odori in genere, sia buoni odori che cattivi odori. Certo non è facile riuscire a immaginare degli odori attraverso la lettura, eppure in questo libro tutta la narrazione viene incentrata in maniera spasmodica nella descrizione sistematica di ogni odore. Ed è una ricerca è talmente ossessionate che dopo un po' finisce per stufare. Eppure sta proprio qui la peculiarità. È questo che rende il libro così interessante. Ma non altrettanto interessante è il protagonista del libro, un essere talmente abietto che trovo impossibile riuscire ad instaurare qualsiasi legame protagonista-lettore. È proprio a causa sua che ho quindi trovato la seconda parte del libro totalmente detestabile. Come anche l'evolversi della storia. Lo stile narrativo è l'unica qualità veramente valida del libro e l'ho apprezzato molto, perché oltre ad essere scorrevole, si mantiene distaccato dagli eventi e narra il tutto con una tendenza fatalista piuttosto simpatica. Invece come storia in sé nella seconda parte non l'ho gradita affatto, ha dei risvolti estremamente grotteschi che sfociano in un finale eccessivo e di cattivo gusto. Se non fosse per lo stile di scrittura, avrei messo 2 stelline, ma ne metto 3 perché è davvero scritto bene.

    ha scritto il 

  • 3

    Patrick Suskind - Il profumo

    Romanzo altalenante. Era da una vita che avevo in programma di leggerlo, mi sono finalmente deciso ed il risultato è stato alla fine contraddittorio, nel senso che il libro non mi ha convinto in pieno ...continua

    Romanzo altalenante. Era da una vita che avevo in programma di leggerlo, mi sono finalmente deciso ed il risultato è stato alla fine contraddittorio, nel senso che il libro non mi ha convinto in pieno. Mi aspettavo sicuramente di più, ma questo è forse il guaio di quando si incomincia una lettura con tante, forse troppe aspettative. Il rischio di vederle disattese è sempre dietro l'angolo.

    Il profumo è prima di tutto un'orgia di odori (e non poteva essere altrimenti visto il titolo). Raramente mi è capitato di leggere un romanzo così intenso da questo punto di vista, forse solo la narrativa sudamericana (direi Marquez in particolare) ha questa ricchezza di odori e di colori. L' inizio è coinvolgente, fitto di mistero, un po' fiaba macabra stile Tim Burton, con una Parigi molto cupa ed oscura. Ci si aspetta di trovare Jean Valjean dietro l'angolo ed invece si fa la conoscenza di Grenouille, figura schiva, strana, oserei dire quasi un gobbo di Notre Dame per riempire la cesta di ulteriori paragoni.

    La prima parte quindi invoglia molto, crea aspettative, un alone di mistero, un'aura di inquietudine serpeggiante, la sensazione che Grenouille sia una figura a tratti diabolica, quasi satanica, perfida, strana e contorta. Inspiegabilmente però nella seconda parte il romanzo subisce un brusco rallentamento, si passa dalle tinte gotiche a Sette anni in Tibet con retromarcia inserita a tutto spiano. La bocca insalivata dall'acquolina accumulata in precedenza si secca immediatamente, il romanzo diventa contorto, strano, molto onirico, come il vapore dopo un bagno caldo, nebuloso. Il cambio di marcia l'ho percepito tutto, fino in fondo e sinceramente per me stona molto.

    Nella terza parte il libro si riprende un poco, siamo nei pressi della Provenza, si susseguono una serie di delitti, anche se l'autore non punta il dito sulla serialità ma piuttosto sulla ricerca di un'essenza vitale da parte di Grenouille. Un qualcosa che gli permetta di creare un profumo definitivo, il più simile possibile all'odore umano. Un profumo in grado di generare amore sfrenato. In questa parte ritroviamo un po' più di ritmo anche se non come all'inizio. Il finale è molto grandguignolesco, a tratti Eyes Wide Shut, a tratti The Walking Dead. Chiude un po' il cerchio metaforico creato dall'autore dando un senso (non ci piace l'amore, odiamo gli uomini) al romanzo.

    In conclusione devo dire che Il profumo non mi ha colpito moltissimo. Avevo alte aspettative, forse pure troppe e questo non è mai un bene. Grenouille è il più classico degli antieroi, però la sua apatia, la sua mancanza di carattere, il suo essere mostro lo rende un personaggio a tratti insignificante. Non ha quel modo di fare subdolo, magari anche viscido che caratterizza i grandi personaggi odiati da tutti, ma sotto sotto ammirati. Grenouille passa inosservato, non lascia traccia in chi legge, perché non ha profumo e forse per questo non lascia il segno. Mi spiace uscire un po' dal coro degli elogi su questo libro ma non mi sento di consigliarlo a scatola chiusa. Però, come al solito, è sempre e solo una questione di gusti.

    ha scritto il 

  • 4

    “Finora aveva sempre creduto che fosse il mondo in generale da cui doveva fuggire. Ma non era il mondo, erano gli uomini. Con il mondo deserto, gli sembrava, si poteva convivere”.

    L’olfatto è uno dei sensi più primitivi e animaleschi, fondamentale per gli esseri umani e spesso sottovalutato dagli uomini che gli preferiscono la vista e il tatto.
    Grenouille di umano ha ben poco, ...continua

    L’olfatto è uno dei sensi più primitivi e animaleschi, fondamentale per gli esseri umani e spesso sottovalutato dagli uomini che gli preferiscono la vista e il tatto.
    Grenouille di umano ha ben poco, nato in uno dei quartieri più poveri di Parigi, in mezzo a un cumulo di immondizia e dotato di un olfatto molto sviluppato, oserei dire al di fuori del comune, ma incapace di provare qualsiasi emozione o sensazione umana.
    Abbandonato dalla mamma quando era ancora in fasce, viene accudito e allevato in un orfanotrofio dove sviluppa fin da subito il portentoso dono che madre natura ha voluto donargli.
    Venduto a una conceria alle soglie della pubertà, una sera capta il profumo di una ragazza e ne rimane talmente inebriato da decidere di diventare un esperto nel campo degli odori.
    Un romanzo insolito e devo dire anche inquietante, un protagonista oscuro e dannato, una buona dose di perversione da parte dell’autore(certe pagine sono al limite del disgustoso), ma alla fine il romanzo ti cattura e ti affascina, ti coinvolge sensorialmente, ti travolge.
    C’è una chiave di lettura dietro la vicenda di Grenouille, una metafora della vita dell’uomo, pronto a lasciarsi ingannare dalla superficialità delle cose tralasciando quella che è la sua essenza.
    Il finale è un capolavoro, peccato solo per alcune descrizioni sulle varie spezie ed essenze che appesantiscono la lettura, per il resto un libro originale, intenso e drammatico.
    Grenouille come Heatcliff di “Cime tempestose”, oscuro, tenebroso, dannato, la quintessenza della negatività, ma difficile da dimenticare.

    “Finora aveva sempre creduto che fosse il mondo in generale da cui doveva fuggire. Ma non era il mondo, erano gli uomini. Con il mondo deserto, gli sembrava, si poteva convivere”.

    ha scritto il 

  • 4

    Non ci sono mezzi termini per questo libro, o ci si fa prendere e in qualche modo si percepisce un senso profondo in quello che si legge, oppure lo si considera una perfetta idiozia. In me ha suscitat ...continua

    Non ci sono mezzi termini per questo libro, o ci si fa prendere e in qualche modo si percepisce un senso profondo in quello che si legge, oppure lo si considera una perfetta idiozia. In me ha suscitato un effetto amore-odio, tipico delle grandi passioni.

    ha scritto il 

  • 0

    Una mezza stroncatura

    Opera mediocre nella forma e nel contenuto di cui l'unica cosa che forse si salva è Parigi, le sue vie, i suoi profumi, le sue botteghe. Quando viene abbandonata Parigi il libro muore e si può tranqui ...continua

    Opera mediocre nella forma e nel contenuto di cui l'unica cosa che forse si salva è Parigi, le sue vie, i suoi profumi, le sue botteghe. Quando viene abbandonata Parigi il libro muore e si può tranquillamente accantonare.
    250 pagine per narrare la vita di Grenouille, di un evil perfetto, un archetipo, senza morale, senza rimorso, senza... profumo.
    Un personaggio che è pura ὕβϱις (Ýbris, superbia). Niente introspezione, niente coscienza, un personaggio talmente piatto e immobile che c'è da fare i complimenti all'autore per come è riuscito a tenersi lontano dalla tentazione di dare una giustificazione morale alla sua creatura.
    E parlando di creatura non si può non pensare alla Creatura di Mary Shelley, mostro deforme nell'aspetto, in questo simile a Grenouille, ma tanto, tanto diverso per quanto riguarda la caratterizzazione del personaggio.
    L'intuizione che in qualche modo giustifica la stesura di quest'opera è la determinazione dell'umanità attraverso il profumo, l'odore: un essere è umano ed esiste in quanto ha un odore ben specifico: sin dal principio madre e figlio si riconoscono e si accettano attraverso l'olfatto, il più primitivo dei sensi, quello più difficile da ingannare, l'odore che ognuno porta su di sé è ciò che ci definisce come persone così come ci definisce il nostro nome. Il nome definisce ciò che siamo, ci divide dal resto, ci manifesta come entità autonoma esistente separandoci dalla collettività e conferendoci dignità di persone.
    Il resto su http://marmott79.blogspot.it/2016/10/grenouille-novello-frankenstein-una.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro veramente particolare a tratti inquietante, con un finale inaspettato e per me incomprensibile . Ho apprezzato la scrittura lineare e mai ridondante , ma sicuramente quello che colpisce del l ...continua

    Un libro veramente particolare a tratti inquietante, con un finale inaspettato e per me incomprensibile . Ho apprezzato la scrittura lineare e mai ridondante , ma sicuramente quello che colpisce del libro è la capacità di attivare la memoria olfattiva trascinandoci in una danza infinita di buoni e cattivi odori. Lo scrittore ci prende per mano e ci accompagna nei vicoli sudici e bui di Parigi e allo stesso modo ci porta nelle valli vergini e profumate della Borgogna , facendoci assaporare ogni tipo di odore anche quelli che mai avremmo pensato potessero averne, così si vive insieme allo strano protagonista una affannata ricerca del " profumo della vita o che da vita "

    ha scritto il 

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