Il re di girgenti

Di

Editore: mondolibris

4.1
(1757)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000025619 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 4

    Stava per fari il primu graduni, ma restò col pedi a mezz'aria e doppo lo posò novamenti 'n terra, comu si s'arrefutasse d'acchianare. S'acculò, taliando una fila di formicole nìvure e grosse ca trave ...continua

    Stava per fari il primu graduni, ma restò col pedi a mezz'aria e doppo lo posò novamenti 'n terra, comu si s'arrefutasse d'acchianare. S'acculò, taliando una fila di formicole nìvure e grosse ca traversavano di prescia il pianu di ligno, inchiffarate. E mentri trasivano a mancina, autre niscivano da dritta, ma la fila pariva sempri la stissa, inveci le formicole erano di continuo autre, macari se parivano l'istisse. Cu fu, si scantò di scrafazzare le formicole col pedi, mentri che acchianava supra al graduni? Nonsi, e difatto isò un vrazzo, calò l'indice a dritto supra la fila e lo tenni accussì, suspiso. Taliò una formicula e poi una secunna e le fici iri nel cammino sò, alla terza ci dissi: 'No, tu no!'. Calò l'indice e la scraffazzò e poi secutò: 'Tu sì... tu sì... tu sì... tu no... tu no... tu sì...'. Stava parabolanno il distino di l'omo? Il distino? Sissì, il distino ca decidi a casu, a nasu, a ventu, a cazzu di cani, cu è ca devi campari e cu devi muriri. Ma quanno mai! Non gli firriava manco per l'anticàmmara dil ciriveddro ca putissi significari una cosa diversa da quella cu era. E cu era? Nenti, una minchiata, un jocu di picciliddri. Rise, si susì e acchianò il primu graduni, abbadanno macari a non scrafazzare la fila. Ma bonu o malu ca sii, tantu nun ti la scapotti.

    ha scritto il 

  • 0

    Il punto di partenza è un fatto storico: nel Settecento Agrigento ha avuto, per breve tempo, un re contadino, Zosimo. Dinanzi ad un evento tanto inconsueto, in mancanza di fatti accertati Camilleri ha ...continua

    Il punto di partenza è un fatto storico: nel Settecento Agrigento ha avuto, per breve tempo, un re contadino, Zosimo. Dinanzi ad un evento tanto inconsueto, in mancanza di fatti accertati Camilleri ha inventato una biografia di Zosimo e, su uno sfondo di personaggi e storie reali, ha scritto un finto romanzo storico.
    E’ una fantasticheria, come quando a occhi aperti si parte dalla realtà e ci si lascia andare a immaginare, anche ciò che non può essere ma vorremmo: non solo Camilleri inserisce elementi non realistici (come ne La presa di Macallè , in cui il protagonista è un bambino di soli sei anni sessualmente superdotato), ma fa il suo re contadino come il migliore, un po’ come un bambino che si mette a sognare il suo re ideale: lo fa giusto, furbo, forte, bello (e sessualmente superdotato), intelligente, fantasioso, buono, comprensivo, colto e contadino insieme, in grado di risolvere ogni problema e dirimere ogni controversia, che impara a parlare fluentemente a pochi mesi e no, i miracoli non li fa. Insomma più che una vera persona è un’occasione per lo scrittore per esporre degli ideali.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra fiaba e realtà

    Il re di Girgenti" - il romanzo più bello di Andrea Camilleri - è ambientato in Sicilia a cavallo tra il '600 e il '700 e narra la biografia fantastica del contadino Zosimo.
    L'opera è resa unica dall ...continua

    Il re di Girgenti" - il romanzo più bello di Andrea Camilleri - è ambientato in Sicilia a cavallo tra il '600 e il '700 e narra la biografia fantastica del contadino Zosimo.
    L'opera è resa unica dalla meravigliosa fusione tra fiaba e realtà e dalla lingua creata da Camilleri, un siciliano italianizzato che è diventato la sua cifra stilistica.
    Le pagine più riuscite sono le prime, nelle quali in tono fiabesco viene narrato il concepimento di Zosimo.

    ha scritto il 

  • 4

    "E' scrittu 'n celu, lu jorno spunterà, ca futtemu lu Re, u Papa e a Nobiltà". Chista ti piaci?

    Autentica saga, che prende spunto dall’insurrezione avvenuta all’inizio del XVIII secolo del popolo di Girgenti- Agrigento contro i piemontesi,. Andrea Camilleri è abile nell’imbastire una storia che ...continua

    Autentica saga, che prende spunto dall’insurrezione avvenuta all’inizio del XVIII secolo del popolo di Girgenti- Agrigento contro i piemontesi,. Andrea Camilleri è abile nell’imbastire una storia che abbraccia tre generazioni e culmina con la creazione e la caduta dell’effimero regno. Nell’arco temporale di mezzo secolo, la fantasia di Camilleri si scatena, dando vita a tutta una serie di personaggi ed eventi sicuramente verosimili.
    L’ultimo capitolo, quello che riguarda la fine di Zosimo, il personaggio principale, merita la lettura di tutta la storia.

    ha scritto il 

  • 5

    IL RE DI GIRGENTI

    Sembra di vederlo il Grande Maestro Camilleri aggirarsi, nel 1994, in mezzo agli scaffali della libreria romana da lui quotidianamente frequentata e prendere in mano un libretto intitolato “Agrigento” ...continua

    Sembra di vederlo il Grande Maestro Camilleri aggirarsi, nel 1994, in mezzo agli scaffali della libreria romana da lui quotidianamente frequentata e prendere in mano un libretto intitolato “Agrigento”, sfogliarlo e soffermarsi a leggere, con la sua solita curiosità, di un episodio accaduto nel 1718, quando la città si chiamava ancora Girgenti. Con meraviglia, il Maestro vi apprende del popolo che, dopo aver sopraffatto la guarnigione sabauda con a capo un sovrano che aveva ricevuto la scomunica papale, era riuscito a farsi sommaria giustizia e aveva proclamato re un “viddrano”, un contadino, re Zosimo I di Girgenti. Purtroppo, per mancanza di una coscienza politica incanalata verso un programma specifico, il regno di Zosimo durò solo pochi giorni e lui fu condannato a morte per impiccagione. Camilleri non può non acquistare quel libretto (edito da “Fenice 2000” e scritto da Antonino Marrone e Daniela Maria Ragusa) e proseguire poi con le sue personali indagini che lo condurranno, dopo un colloquio con il Marrone, alle “Memorie storiche agrigentine” di Giuseppe Picone, edite nel 1866. Qui e in un ulteriore libro sull’argomento, “Sicilia ed Europa” di Luigi Riccobene, trovò ancora notizie di Zosimo ma, in tutti questi libri, la descrizione di questo personaggio era a dir poco “omertosa” tanto che il Maestro decise, partendo da queste poche e accertate notizie storiche, di scrivere lui stesso una biografia di Zosimo, una biografia inventata di sana pianta, di fantasia.
    Nasce così “Il re di Girgenti”, pubblicato da Sellerio nel 2001, uno dei più bei libri scritti dall’autore, forse il più bello e senz’altro, come da lui dichiarato, il suo preferito.
    Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento si dipana questa autobiografia non autorizzata, inserita in un contesto storico-temporale che viene magistralmente rielaborato in modo soggettivo dall’autore per il quale la presenza della Storia è un riferimento costante ed ha sempre una funzione rilevante in tutta la sua produzione letteraria. La figura di Zosimo spicca per la sua abilità, per la sua intelligenza precoce, per la curiosità e la voglia di imparare che lo porta a farsi una cultura che non è mai ostentata ma è molto profonda, per la forza fisica unita a una grande forza d’animo che gli permette di raggiungere note emozionali e poetiche altissime. Un re con una dolorosa corona di spine, un re che sanguina insieme al suo popolo per le ingiustizie subite e per il peso delle responsabilità. Anche un re magico, con caratteristiche soprannaturali, un re che ha lo stesso spirito indomito della sua gente alla quale, non potendo regalare una realtà migliore, può almeno regalare un sogno ed è già tanto per chi non ha più nemmeno la forza di sperare in un futuro migliore, senza sopraffazioni e iniquità. Magnifico re Zosimo, vissuto tra poveracci e ricconi, tra spagnoli e sabaudi, tra preti di ogni tipo, visionari, anelanti alla santità o ai peccati della carne più sfrenati, tra soldati, nobili, artigiani e contadini, tra donne e bambini di ogni età. Un libro corale intenso e coinvolgente, dove è rappresentata ogni sfumatura dell’umano sentire riflessa nell’animo di questo “re per un giorno” che ha al suo servizio solo il mondo della fantasia, capace di sollevarlo sempre più in alto per portarlo lontano da ogni bruttura terrena, capace di salvarlo e vivificarlo in un finale commovente e bellissimo che ci trasmette pura poesia. Camilleri conosce l’ironia ma anche la tragedia, conosce l’animo umano molto intimamente, sa essere ilare e struggente e utilizza un linguaggio composto da un connubio di parole spagnole e siciliane talmente in armonia tra loro da diventare vera e propria musica sulle pagine, una musica che suona con sincerità e spontaneità. E, come il suo personaggio, riesce a risalire i gradini della vita riappropriandosi di ogni ricordo del passato senza nulla rinnegare e a trasportare i suoi lettori verso le più alte vette della sua grande creatività, della sua indiscussa genialità.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Ora comu ora, i Zosimo se la passavano bona. Ma sidici anni avanti, quanno erano di frisco maritati, Gisuè e Filònia la fame nìvura avevano patito, quella che ti fa agliuttiri macari il fumo di la lam ...continua

    Ora comu ora, i Zosimo se la passavano bona. Ma sidici anni avanti, quanno erano di frisco maritati, Gisuè e Filònia la fame nìvura avevano patito, quella che ti fa agliuttiri macari il fumo di la lampa.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/r/il-re-di-girgenti-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

  • 5

    TRAMA
    Un lungo romanzo scritto dall’autore siciliano che, per una volta, abbandona il personaggio del commissario Montalbano per narrare le vicende del contadino Zosimo, basate su un antico fatto di c ...continua

    TRAMA
    Un lungo romanzo scritto dall’autore siciliano che, per una volta, abbandona il personaggio del commissario Montalbano per narrare le vicende del contadino Zosimo, basate su un antico fatto di cronaca che il tempo aveva pressoché cancellato e che l’autore ha recuperato quasi per caso. Michele Zosimo, chiamato da tutti solo Zosimo, è un contadino straordinariamente intelligente e saggio che, nel Settecento, messosi a capo della popolazione di Agrigento, l’antica Girgenti, ne diventò il re, anche se solo per una manciata di giorni.

    ha scritto il 

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