Il respiro del drago

Di

Editore: Piemme

3.6
(545)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 355 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese , Tedesco , Olandese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 883846880X | Isbn-13: 9788838468803 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Tettamanti , Giuliana Traverso

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Una rapina in un piccolo negozio di liquori finita in omicidio: un caso che Harry Bosch si prende a cuore perché la vittima, un commerciante cinese immigrato da anni negli Usa, era una sua vecchia conoscenza. Le indagini suggeriscono un collegamento con la mafia cinese, ma Bosch ha solo il tempo di fare i primi accertamenti, prima di ricevere sul cellulare un video scioccante: a Hong Kong qualcuno ha deciso di mandargli un chiaro avvertimento, prendendo in ostaggio sua figlia Maddie. Ora Bosch è solo contro tutti nel caso più urgente, feroce e pericoloso della sua vita.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Voto: 6

    Tra tutti i libri di Connelly è forse quello che ricordo di più , perché più che un thriller, mi è sembrata la sceneggiatura di un film di James Bond, con ambientazioni cinesi. Un po' stereotipato il ...continua

    Tra tutti i libri di Connelly è forse quello che ricordo di più , perché più che un thriller, mi è sembrata la sceneggiatura di un film di James Bond, con ambientazioni cinesi. Un po' stereotipato il mondo della malavita mafiosa, è comunque questo il protagonista di una storia dove Bosch perde completamente l'umanità di un uomo e diventa una specie di stunt man invincibile che supera tutte le avversità. Mi ha ricordato tantissimo gli episodi di 007 e credo che proprio a questo, Connelly si sia ispirato in un momento di magra di idee. Forzato e poco consone alla storia l'uccisione di Eleanor Wish, personaggio sempre mal descritto nei libri di Connelly, un po' grottesco, fuori dalla realtà, che però muore davvero in modo inglorioso. Do comunque la sufficienza perché la firma di Connelly si legge soprattutto nella ricostruzione della vicenda e nell'approfondimento di Bosch.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che parla del detective Harry Bosch alle prese con la mafia cinese. Romanzo in parte ambientato a Los Angeles e in parte ambientato a Hong Kong. Non sono una grande appassionata di libri gial ...continua

    Romanzo che parla del detective Harry Bosch alle prese con la mafia cinese. Romanzo in parte ambientato a Los Angeles e in parte ambientato a Hong Kong. Non sono una grande appassionata di libri giallo/thriller però questa lettura mi è piaciuta, mi ha sorpreso, è piena di suspense. Libro che consiglio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Un poliziotto indaga su un omicidio avvenuto in un quartiere di LA credendo si tratti di mafia cinese. Gli rapiscono la figlia che vive a Hong Kong con la madre. Vola là per ritrovarla e ci riesce. Ma ...continua

    Un poliziotto indaga su un omicidio avvenuto in un quartiere di LA credendo si tratti di mafia cinese. Gli rapiscono la figlia che vive a Hong Kong con la madre. Vola là per ritrovarla e ci riesce. Ma il finale riserva più di una sopresa. La figlia ha finto il rapimento (causando involontariamente la morte della madre durante le ricerche) mentra l'omicidio del cinese è stato organizzato dai suoi figli che volevano liberarsi di lui per ingrandire il loro commercio di rivendita di alcolici. Bello il finale, meno il resto del libro un po' troppo pieno di soluzioni forzate e di superamento di ostacoli per il protagonista senza troppa fatica. Sembra una sceneggiatura per film, una lettura veloce e di distrazione ma se non fosse stato per il finale, altamente deludente.

    ha scritto il 

  • 3

    85/100

    In questo libro ho ritrovato il personaggio Harry Bosch di una volta: spiritoso, tavolta "acido" e presuntuoso, l'uomo che con un paio di parole riesce a soggiogare tutti. L'ultima parola deve essere ...continua

    In questo libro ho ritrovato il personaggio Harry Bosch di una volta: spiritoso, tavolta "acido" e presuntuoso, l'uomo che con un paio di parole riesce a soggiogare tutti. L'ultima parola deve essere sempre la sua. Il libro parte a razzo, si è subito catapultati nel caso di omicidio e trascinati dallo scorrere degli eventi. Suspance, colpi di scena e uno stile accattivante accompagnano il lettore fino alla fine. Tuttavia devo sottolineare che fino a poche pagine dalla fine ero convinta di avere in mano un bel libro, di aver riscoperto il Connelly di una volta. Invece ho dovuto ricredermi. Il finale è stato mozzato, nel vero senso della parola. Poche pagine per affrettare la conclusione ed un finale alquanto inverosimile. Ho dovuto perciò "ritoccare" al ribasso il mio indice di gradimento. Peccato davvero. La trama c'era. Lo stile pure. Manca una buona architettura del caso e una maggiore complessità, ovvero intreccio, delle vicende e, soprattutto, un finale ben costruito, non saltato a piè pari. Ad ogni modo darò ancora fiducia al mio autore preferito.

    ha scritto il 

  • 4

    Nine dragons

    Quel che amo in Connelly è il ritmo adrenalinico della sua scrittura, l'incalzante urgenza di andare avanti fino all'inesorabile conclusione del mistero, la coerenza e la sostanziale integrità del pro ...continua

    Quel che amo in Connelly è il ritmo adrenalinico della sua scrittura, l'incalzante urgenza di andare avanti fino all'inesorabile conclusione del mistero, la coerenza e la sostanziale integrità del protagonista, il suo spiccatissimo acume investigativo. Per questo merita e meriterà sempre da 4 a 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 2

    Dove osano i trapani

    Ormai è quasi impossibile schivare le serie, se si leggono autori più o meno commerciali.
    Un investigativo/poliziesco senza macchia e senza lode, che apre e chiude un capitolo della storia di Bosch in ...continua

    Ormai è quasi impossibile schivare le serie, se si leggono autori più o meno commerciali.
    Un investigativo/poliziesco senza macchia e senza lode, che apre e chiude un capitolo della storia di Bosch in 350 pagine.
    La trama non mi sembra nulla di eccezionale: un omicidio tra i cinesi di L.A.; si tirano in ballo le triadi spendendo qualche parola sulla storia e sul presente; il rapimento e il ritrovamento della figlia; la soluzione finale al caso.
    A volte i dialoghi mi sembrano più che finti. Fin troppo sopra le righe come viene liquidata la faccenda di Hong Kong, con l'avvocato che tiene in scacco a mo' di dottor House i due poliziotti cinesi. Mentre è davvero tirata per i capelli la sottotrama della figlia rapita (che in realtà è autorapitasi).
    In conclusione, è un romanzo commerciale, che più commerciale non si può. Niente di eccezionale.

    ha scritto il 

  • 3

    Langdon, Haller o Bosch? - 22 mar 15

    Siamo al ventesimo libro del maestro che entra nella mia libreria e che leggo con immutato piacere. Avrete però notato qualche punto di gradimento in mano, che, in effetti, mi sembra un libro per così ...continua

    Siamo al ventesimo libro del maestro che entra nella mia libreria e che leggo con immutato piacere. Avrete però notato qualche punto di gradimento in mano, che, in effetti, mi sembra un libro per così dire “di passaggio”. In tutti i seriali (libri, tv, ed altro) ogni tanto c’è quasi la ne-cessità di mettere a posto qualcosa, di chiudere dei capitoli, insomma, “di far pulizia”. Ovvia-mente Connelly è maestro anche in questo, e ci confeziona comunque un libro gradevole, con qualche spunto interessante. Ma in fondo deve trovare il modo di risolvere il nodo Eleanor, la fiamma ex-moglie di Harry. Che si è trasferita ad Hong Kong con la loro figlia Matilde. Allora, andare su e giù tra HK e LA appesantisce le trame. L’autore allora comincia confezionando una finta rapina ai danni di un negozio gestito da un immigrato cinese, che maschera almeno (se non altro) le vessazioni che la mafia cinese detta Triade infligge alle comunità all’estero. Muo-vendosi al solito come un elefante, il nostro Harry Bosch riesce ad emarginare il suo socio Isaac (la Omicidi in America gira sempre in coppia) troppo permissivo, prendere contatto con il dipartimento di poliziotti d’origine cinese per capire i traffici della Triade e mettere in difficoltà figlia ed ex-moglie di là dall’Oceano. Qualcuno, infatti, rapisce Matilde, ed Harry, pensando sia collegato alle morti americane, si precipita ad HK, dove, in un giorno di 37 ore, tra l’arrivo e la partenza di un aereo della Catahy, riesce a risolvere molto ed a fare molto casino. Con l’aiuto delle sue conoscenze nei vari dipartimenti, decifra un video con le immagini del rapimento di Matilde, aiutato da Eleanor e dal suo nuovo compagno, irrompe nell’hotel del rapimento, dove vengono assaliti da una banda di vietnamiti. Nel conflitto a fuoco, la donna muore (e così ce la togliamo di torno). Nella confusione, riesce ad ottenere l’indirizzo del ragazzo presunto rapitore della figlia. Ma nella casa troverà solo altri morti, ma non la figlia. Seguendo le tracce di un cellulare trovato per caso, risale ai veri rapitori, che volevano la ragazza per trapianti illegali di organi. Prima che venga imbarcata clandestinamente per chissà dove, uccide un altro po’ di cattivi, libera Matilde e con lei ritorna a LA. Dove capisce che la Triade c’entra poco con il morto, e che quindi le due vicende sono scollegate tra loro. Tramite tutta una serie di ragionamenti con il cino-detective e con l’aiuto di una nuova tecnica per il riconoscimento delle impronte anche sui bossoli delle pallottole, comprende che il vero responsabile della morte del negoziante è il figlio. Anzi, per essere esatto, i figli, che la mente è la sorella maggiore. Ovviamente mentre capisce tutto ciò, Isaac, ignaro del più, nel tentativo di arrestare il giovane, viene coinvolto in un conflitto a fuoco ed ha la peggio. C’è tempo anche per vedere un cammeo in cui compare Mickey Haller, il fratellastro di Bosch, che usa le sue capacità da avvocato di prima linea, per sbaragliare i tentativi di ingabbiare le attività di Harry e di accusarlo di una serie di uccisioni in quel di Cina. Quindi, come si diceva, un episodio di transizione, alla fine del quale ci troviamo: Harry senza un socio ingombrante che ne rallenta l’azione, Harry senza più una ex-moglie di difficile gestione, Harry con una figlia che si trasferisce con lui a Los Angeles (e qui vedremo come riuscirà a cavarsela Connelly nel futuro, sparirà anche Matilde o Harry troverà una nuova fiamma?), Mickey che compare nelle vicende di Harry così come Harry in quelle di Mickey (e forse in un futuro lavoreranno insieme?). Per finire, due note, una positiva una no. La prima deriva dalla passione di Connelly per il jazz, e dalla citazione di un trombettista che avevo amato nei primi anni Settanta, e che pensavo pochi ricordassero: il polacco Tomasz Stanko, le cui incisioni ricercavo nelle prime incursioni polacche con il grande Giuzzo. La seconda è una bella tirata d’orecchi a chi ha deciso il titolo italiano, che stravolge il senso dell’originale (e forse chi ha deciso il titolo non ha avuto imbeccate da chi ha letto il libro). Perché i Nove Dragoni sono la traduzione in inglese di Kowloon, nome di uno dei malfamati quartieri di Hong Kong, dove si svolge molta parte dell’azione cinese di Harry, dove vive la figlia Matilde, dove la stessa conosce il poco raccomandabile Qing, diciassettenne che inscenerà il rapimento, per poi esserne travolto (ed ucciso). Ed i nove sono rappresentati dagli otto picchi montuosi che circondano il quartiere, essendo il nono l’imperatore stesso. Allora, da dove viene il respiro del titolo? Ed un drago non è un dragone! Inoltre nella copertina viene raffigurato un “9” che brucia. Quale ne sarebbe il significato recondito? Insomma, come mai, nel 90% delle volte, il marketing italiano prende delle toppe così clamorose?

    ha scritto il 

  • 5

    Gway lang go

    È la prima volta che leggo questo autore e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
    Mi è piaciuta la storia ed anche il suo stile.
    Anche se sono 355 pagine si leggono in un battibaleno perch ...continua

    È la prima volta che leggo questo autore e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
    Mi è piaciuta la storia ed anche il suo stile.
    Anche se sono 355 pagine si leggono in un battibaleno perché l’autore incanta il lettore e non gli fa più staccare gli occhi dalle pagine.

    Passiamo alla trama.

    Siamo a Los Angeles ed un commerciante cinese immigrato da molti anni negli Stati uniti giace sul pavimento del suo negozio, probabilmente si tratta di una rapina finita male.
    Però controllando meglio gli indizi, Bosch scopre e ferma uno dei principali sospettati che è anche un membro della Triade, la mafia cinese.
    Subito dopo riceverà sul suo cellulare un video dove mostreranno sua figlia imprigionata. Lo ricatteranno e messo alle strette deciderà di partire per Hong Kong, per salvare sua figlia Maddie.
    Qui rincontrerà la sua ex moglie che lo aiuterà a risolvere il caso.
    Tra suspense e varie peripezie il lettore si ritroverà a combattere al fianco di Bosch in una lotta contro il tempo e la mafia.

    Ve lo consiglio, buona lettura!

    “Fortunato è l’uomo che trova rifugio in se stesso”

    ha scritto il